MAMMA MIA…LENNY KRAVITZ!

18 luglio, 2008

Lunedi 14 Luglio

Sono appena tornato. Ho ancora una carica di adrenalina senza precedenti. Non voglio andare a letto e perderla nel sonno. Voglio cercare di trasmetterla. Voglio fare come Lenny, cercare di trasmettere la sua carica tramite la sua musica. Io qualcosa meno, senza musica…solo con qualche parola.

Questo è stato il migliore dei 3 che ho visti. Lo avevo visto 2 volte al Forum, il primo era stato grandioso, il secondo più smorto, come quelle cose che una volta che le hai viste, la seconda non è più la stessa. Così sono arrivato all’arena civica di Milano con la giusta voglia ma anche con le un minimo di titubanza. Il posto me lo aspettavo peggio, non è affatto male, molto raccolto e con un pò di culo, abbiamo evitato un milione di zanzare affamate.

Si presenta con mezz’ora di ritardo, poi eccolo lì, con la carica di uno che è al primo concerto, vestito con un giubbino di pelle nero, un pantalone aderente nero (inguardabile) e i suoi classici occhiali scuri. Parte subito con un pezzo del suo ultimo album “It’s time for a Love revolution”, già il titolo dell’album ti da il giusto sentore di cosa si parla…tanto rock e tanta passione, sciorinata come schitarrate pesanti e fiati d’accompagnamento spettacolari .

Nei precedenti concerti faceva tutto in modo molto rock, come è giusto che sia, ma sto giro, forse perchè fa parte della rassegna “Milano Jazz Festival”, ogni canzone è arrangiata con chiare influenze jazz & blues e tutte durano dai 7 ai 10 minuti…come sei ogni canzone non debba finire mai e lui non voglia smettere di suonare neanche un attimo.

Dopo qualche pezzo rock, grande finestra sul passato con due pezzi spettacolari, nel mio podio di preferenze. Medaglia di bronzo “Fields of Joy”, arrangiata con un sassofono che mi fa ancora venire la pelle d’oca e cantata in una Milano pronta per accogliere il tramonto. Riporto il mio video, qualità pessima, con me che continuo a ballare (quindi immagine del cavolo) ma la voglia di trasmettere quel qualcosa….

Neanche il tempo di riprendersi e parte immediatamente con “It Ain’t Over til it’s over”, personalissima medaglia d’oro, e scoppia il delirio. Una versione più melodica, il pubblico si esalta e anche il mio video ne risente in particolar modo (devo comprare una fotocamera superfiga). Una canzone storica del 1991 ma ancora capace di esaltare la massa. Non ricordo quante volte l’ho ascoltata e cantata…forse migliaia?

Suona ogni strumento, 2 o 3 chitarre, un paio di volte prende il basso dal bassista, si avventura in un pezzo al sassofono e poi va al piano per cantare “I’ll be waiting”; il testo dice che aspetterà il cuore di una donna che è stato spezzato da un altro…bè, in bocca al lupo…chi non ha avuto una situazione del genere…difficilissima da gestire…soprattutto se sei quello che aspetta!!!

La serata va via con una rapidità estrema, vorrei che non finisse mai, lui sembra pure. Continua a ringraziare la città, il pubblico che è venuto (nemmeno così numeroso) e i suoi musicisti…veramente spettacolari.

Alla fine solita scena, finisce il tutto…il pubblico che lo chiama a gran voce e lui che dopo qualche minuto rientra.

Mi aspetto qualcosa di melodico, magari “Again” una delle famose non ancora suonate,  invece lui parte con il ritornello di “Love revolution”  con “It’s time for a love revolution” seguito da “It’s time for a new Constitution” e mentre lo ripete io penso a tutto quello che vorrei cambiare nella mia vita, nella mia città, nella testa delle persone e nel mio paese.

Poi cambia ancora, parte un giro di chitarra spaventoso che introduce “Are you gonna go my way”, è quasi mezzanotte, riscoppia il delirio, lui sembra morso da una tarantola, siamo tutti stanchi ma sembriamo tutti pronti a ricominciare, a saltare, a ballare e a cantare…semplicemente spettacolare. Grazie Lenny, serata indementicabile.

ilpeggiore


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