LENNY sei un grande!

25 novembre, 2011

Caro Lenny,sei proprio un grande.

Ti ho visto per la quinta volta,incredibile ma vero! Non ho pensato neanche un secondo di potermi annoiare, di poter rivivere qualcosa di già vissuto, di pensare che forse con il quinto poteva bastare. questo è stato ancora meglio degli altri, in me c’era più consapevolezza, desiderio di ascoltarti e poter vivere le emozioni che solo tu riesci a darmi.

Praticamente ho passato metà concerto a filmarti, non che io sia così bravo in queste cose e non che sia neanche uno che si appassiona quando lo fa. ma sapevo che rivederti tante volte, avrebbe allungato il piacere di questo evento.

Sta volta eri meno aggressivo, più rilassato, più pagliaccio e forse anche più sicuro di te e del tuo pubblico. Il tuo nuovo cd ti ha aiutato molto, i ritmi funky e i fiati usati, sono stati superlativi. E devo dire che anche sta volta hai detto 2-3 cose che mi hanno fatto veramente pensare (pensieri tristi purtroppo).

Si perchè quando senti canzoni come “Stand by my woman” o quando il tuo concerto finisce con una versione lunga 15 min di “Let love rule”, ti rendi conto, in quei pochi minuti, in una atmosfera magica e piena di sentimenti, quello che nella tua vita (qualunque essa sia) ti è passato davanti e quello che sei riuscito addirittura ad afferrare.

Prima di cominciare “Let love rule” ti ho sentito dire queste parole “Love clean up all the bullshit”.

Dentro di me ho avuto subito chiaro il disegno. Dentro di me ho subito pensato che fosse veramente come dici tu. Poi però qualche ora dopo, ho capito che mancava una cosa. L’altra metà del cerchio.

E’ proprio vero che l’amore può spazzare via tutte le stronzate che accadono e si dicono in una coppia. Ma a volerlo bisogna essere in due. E non è un particolare da poco!

Credo, e a parlare è uno dei meno esperti in materia, che in una coppia occorre mettere l’amore provato da entrambi al servizio della coppia stessa, e credo che a farlo si debba necessariamente essere in 2. Non ci sono coppie dove l’amore di uno solo é capace di tenere saldo e vero quel rapporto. Lo so, affermazione tanto scontata quanto purtroppo reale.

Ma devo dire che la canzone che mi ha letteralmente sbalzato il cuore fuori dal petto, nonostante sia una delle mie preferite,  delle più conosciute, delle più ascoltate in questi oltri 10 anni di amicizia, è la superlativa, coinvolgente, accattivante e realissima “It Ain’t Over ‘Til It’s Over”.

 

Il suo testo dice:

here we are still together
we are one
so much time wasted
playing games with love

Rieccoci di nuovo insieme
siamo una cosa sola
tanto tempo perso
giocando con l’amore
so many tears i’ve cried
so much pain iside
but baby it ain’t over ’til it’s over

così tante lacrime ho pianto
così tanto dolore dentro
ma piccola, non è finita finchè non finisce

so many years we’ve tried
to keep our love alive
but baby it ain’t over ’till it’s over

così tanti anni abbiamo provato a tenere vivo il nostro amore
perchè piccola, non è finita finchè non finisce

how many times
did we give up
but we always worked things out
and all my doubts and fear
kept me wondering
if i’d always be in love
quante volte abbiamo lasciato perdere
ma abbiamo sempre aggiustato le cose
e tutti i miei dubbi e paure mi hanno fatto pensare se
sì, fossi stato sempre sempre innamorato…

E’ proprio vero Lenny, non è finita fino a quando non è finita. L’ho sempre pensato anche io.

Ma a volte amico mio, per noi non è finita, ma per l’altra parte si. Se non vogliono vederti, se non rispondono al telefono, se ti vomitano addosso decine di cose contro, se non ti rispondono alle tue domande, se non vogliono parlarne più di certe cose, se ti dicono che c’è un altro nella loro vita, forse…non si è in 2 a pensare che non è finita fino a quando non è finita.

Rimane la tua una grande poesia, rimane un fantastico pezzo, una musica che ti entra dentro. Rimane uno splendido concerto, rimane la voglia di vederti per la sesta volta, rimangono diversi video,  che ne sono certo, mi fanno rivivere sempre questa splendida serata.

ilpeggiore

 


Ciao LENNY

21 novembre, 2011

Ciao LENNY,

finalmente è arrivato questo giorno. Lo aspetto da tempo,  da molto tempo. Da quel maggio 2009, dove pensavo di vederti per la quinta volta in una sede nuova, in un viaggio nuovo, in un concerto nuovo.

Cosi non è stato! è da allora mi porto dentro questo desiderio non soddisfatto e questa voglia di sognare con la tua musica, cantando a sguarcia gola per tutto il concerto.

Complimenti per il tuo nuovo lavoro, BLACK & WHITE AMERICA. Questo cd è veramente bello, è ricco di tutte le influenze che ha subito la tua musica durante la tua carriera. C’è molto funkie, c’è del rap, c’è del rock melodico che tu sai fare cosi bene, c’è una grande ballad d’amore, ma soprattutto c’è la tua inconfondibile carica.

Sarà la quinta volta che ti vedrò, non ci posso credere. Non vedo l’ora di cantare le mie preferite: “It Ain’t Over ‘Til It’s Over”, “Stand by my woman”, “Fields of Joy”, “Fly Away”.

Quest’anno mi sono pure procurato la tua scaletta. Non so se la rispetterai, ma ci sarà una ventina di minuti spaziale a cavallo tra la quarta e l’ottava canzone. Me le sto cantando in testa da giorni.

1 Come On Get It
2 Always on the Run
3 American Woman
4 It Ain’t Over ‘Til It’s Over
5 Mr. Cab Driver
6 Black And White America
7 Fields of Joy
8 Stand By My Woman
9 Believe
10 Stand
11 Rock And Roll Is Dead
12 Rock Star City Life
13 Where Are We Runnin’
14 Fly Away
15 Are You Gonna Go My Way

BIS:

I Belong to You
Let Love Rule

Non potevi veramente mettere insieme un bis migliore. Le parole di “I Belong to You” e soprattutto di “Let Love Rule”, sono un inno all’amore, alla sua forza, alla sua follia e alla sua meravigliosa realizzazione.

Quanto a me, mio grande amico, continuerò a leggere i tuoi testi e a cantare la tua musica. Continuerò ad ascoltarla per caricarmi nei momenti fiacchi e rilassarmi nei momenti di tensione. Ma soprattutto, cercherò, oggi come non mai, di far si che sia veramente una “LET LOVE RULE”.

a sta sera amico mio

ilpeggiore

LET LOVE RULE

Love is gentle as a rose
And love can conquer any war
It’s time to take a stand
Brothers and sisters join hands

We got to let love rule
Let love rule

We got to let love rule
Let love rule

Love transcends all space and time
And love can make a little child smile
Can’t you see this won’t go wrong
But we got to be strong
We can’t do it alone

We got to let love rule
Let love rule

We got to let love rule
Let love rule


MANIFESTO DELLA DONNA IDEALE

11 novembre, 2011

Mi capita di avere decine di idee in testa. Mi capita di avere dei desideri, anzi di desiderare una persona che ha determinate qualità. Poi mi chiedo o mi chiedono quali sono queste qualità e improvvisamente devo mostrare del silenzio.

Descrivere qualcosa o qualcuno che ha delle sembianze estetiche, delle evidenze caratteriali, delle attitudini particolari ben chiare ma allo stesso tempo essere incapace di farlo, mi fa sorridere da un lato ma anche mi lascia un pò frustrasto.

Aggiungo che comunque sono l’uomo che posso, e forse nello scrivere questo MANIFESTO, forse dovrei cominciare dalla descrizione della donna che può, con la paura che non mi basti o con la consapevolezza che se così fosse, forse avrei addirittura ragione.

Poi mi capita di leggere una cosa, un pensiero, una dichiarazione, una tempesta di concetti, meglio dire di sentimenti e mi rendo conto che tutto è lì! tutto scritto, tutto contemplato, tutto assolutamente chiaro. è quello che ho sempre voluto. Ma non sono mai stato capace di dire o scrivere.

Così permettetemi di renderlo pubblico, in tutta la sua energia, in tutta la sua forza. E badate bene, non me la sento proprio di prendermi  i meriti della sua bellezza. So che qualcuno di voi non mi crederebbe mai capace di scrivere qualcosa di cosi bello, tantomeno di dirlo, il peggiore riesce a capire e sentire certe cose, ma di certo non è capace a descriverle.
Allora spazio a questo MANIFESTO:

MANIFESTO DELLA MIA DONNA IDEALE

[...credo di meritarmi altro, una donna che sia amante, fidanzata, moglie e madre dei miei figli, che rimanga sveglia solo per vedermi dormire, che capisca il mio disordine anche quando muore dalla voglia di ordinarlo, che non gli importi se ingrasso o dimagrisco col trascorrere degli anni, che mi domandi che cosa voglia mangiare oggi...

...che sia al mio fianco nelle situazioni difficili, che mi accolga in casa dopo una giornata di duro lavoro, una donna che viva con me l’emozione di realizzare il mio sogno nella mia terra ed ovunque nel mondo, sapendo sempre che quel sogno lo vivremo insieme...

...che mi consoli nei momenti di sconforto, che mi sproni, che mi inciti, che mi ammiri e che mi adori come se fossi IO l’unico, sempre e comunque...che mi lasci l'ultimo pezzo di torta, di tiramisù o di lasagne, che con le sue manine sante ha voluto fare per me...

...che mi dica sempre la verità, anche quando è scomoda, accettando giudizi o critiche,che capisca che ogni cosa è fatta per lei, per me e soprattutto sempre e solo per noi...

...credo di aver bisogno di questa donna e credo che io debba proprio cercarla…

...la vorrei severa come una amica vera e onesta come un’amica speciale, che mi invii delle foto maliziose durante le mie giornate lavorative più noiose, che mi mandi buffi messaggini quando conosce i miei giorni più tristi…

...una donna che mi svegli tutte le mattine con un bacio e un abbraccio, che mi dia la buona notte quando sono solo in una stanza fredda di un hotel, che anche se ha 5 stelle, è pur sempre una bettola se lei non è con me...

...una donna che sia sempre al mio fianco e che non può mai non esserlo..una splendida mamma, una splendida moglie, a cui darei tutta la mia fiducia, una donna a cui vorrei far provare ogni giorno sentimenti nuovi, affascinanti, rischiosi e travolgenti...la mia donna privilegiata a cui ho dedicato e sempre dedicherò tutte le mie più calorose attenzioni...]

il peggiore


IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


UN UOMO PESSIMO o L’UOMO CHE POSSO

19 ottobre, 2011

Oggi sono tornato a casa un pò prima del solito. Quasi 3 giorni prima del solito. Bene! Ogni tanto devo tirare il fiato, continuare ad andare a manetta ha poco senso. ho trovato al rientro la ragazza filippina che si occupa della mia casa. è una cara ragazza, mamma di 2 di figli, la conosco da 5 anni. mi fa sempre poche domande, non parla un italiano perfetto (e credo capisca anche meno). ma quella che mi rivolge sempre (giuro nn se la dimentica mai) è se ho la fidanzata. Io in quest’anni ho risposto sempre dicendo la verità, e sta volta invece mi è venuto di farle una battuta. Le ho detto che non la avevo e che se aveva voglia, poteva presentarmi una sua amica. Chiaramente era una battuta, come le cento che faccio quotidianamente. La sua risposta è stata così diretta e così di pancia che mi ha fatto ridere ma anche riflettere. Mi ha detto di botta “NOOO, io a te non ne presento amiche”!!!!

Bè non male per una che parla male italiano.

Mi sono fatto due risate e poi però ho cominciato a pensare. come è possibile che una persona che mi vede (neanche tanto) dall’esterno faccia un commento simile su di me? é mica un reato essere arrivati a 33 anni e non avere una fidanzata? non è che è sempre stata una mia scelta chiudere i rapporti…a volte si sono chiusi per altre motivazioni :-(

Certo ultimamente non che abbia ricevuto dei gran complimenti. Mentre ricevo spesso i complimenti per la mia personalità o per il mio perenne sarcasmo, chi mi ha amato ultimamente mi ha citato con parole come “uomo pessimo”. Devo dire che negli ultimi dieci anni ne ho ricevuto di peggiori “epiteti” ma questo ha veramente lasciato un solco dentro.

Ma cosa vuol dire essere un uomo pessimo? a chi è esattamente corretto dare questa definizione? forse un uomo che picchia la propria donna, uno che la ferisce verbalmente, uno che si comporta deliberatamente in modo cattivo o forse uno che la tradisce sistematicamente. Forse le ho messe tutte le definizioni.

Ma pensate ogni tanto, care donne all’ascolto, che un atteggiamento da uomo pessimo forse, nasconde delle decisioni estremamente sofferte e combattute per chi le prende. Mi riferisco a chi mette fine ad un rapporto perchè ritiene non sentire i corretti sentimenti del caso. Mi riferisco a chi riconosce che nonostante un grande amore, non si riesce a stare bene insieme. Mi riferisco a quelle storie che portate avanti possono solo logorare le persone coinvolte. Forse saranno decisioni prese da ipotetici uomini “pessimi” ma in realtà c’è molto molto dietro.

Chiaccherando con uno dei miei più cari amici, commentavamo come, dopo una grande storia finita, sia cosi pesante rivedere certe cose. Cerchi una mail sul tuo pc e trovi 10 email splendide scritte nel momento di grande sintonia. Guardi una foto di qualche estate fa e ritrovi vecchi sorrisi, momenti gioiosi e grandi passioni. Riprendi un vecchio telefono, perchè ti serve per andare allo stadio e trovi vecchi sms che ti fanno sorridere ma anche riaprire vecchie ferite.

Io non voglio giudicare quello che sono o quello che sono stato, ma è troppo semplice sostenere che io sia stato pessimo, senza aver compreso il motivo di certi gesti, di certe decisioni e dei comportamenti che li hanno causati. A volte credo che una persona non vuole comportarsi male, cerca solo di essere la persona che realmente può essere. e questo spesso fa male. Molto di più di quello che un analisi superficiale possa realmente capire.

Ho deciso, come spesso faccio tra queste pagine, di collegare questo post ad una canzone. Ne ho scelto una praticamente sconosciuta. Non ci sono video, ne immagini del gruppo o del cantante che la cantavano. ho grande difficoltà anche a ricordare il nome del cantante o del gruppo. C’è solo il mio ricordo, di quando l’ho ascoltata dal vivo in un pub tanti anni fa, in uno di quelle bettole che ospitano grandi gruppi del futuro, alcuni sbocciano, alcuni rimangono solo quello che possono. Si intitola “l’uomo che posso”. Il testo è sotto, l’audio pure. Ascoltala pure, anche se non è famosa, anche se non va alla radio, anche se non ci vai ad un concerto, è lei, è vera e riesce a fare quello che può realmente fare.

L’UOMO CHE POSSO (Bochica)  

ASCOLTA (si apre una nuova pagina dove occorre clicckare sul nome della canzone)

ti ho vista inseguire il cielo / per rubargli un pò di stelle /

ti ho vista fare sogni strani /da tatuare sulla pelle

e chiedere aiuto / che la vita fa paura /

perche il tuo cuore grida /e il tempo ci consuma

a cosa servono le ali/ se non so piu sorridere

e quanta vita fra le mani / ma se nn riesco a vivere

ti sento qui vicina /e tutto intorno e’ troppo buio

ma  dentro i miei pensieri puoi trovarmi ancora

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso

per ritrovarti dentro me/ forse ti devo allontanare

e la distanza sai cos’è?/ una misura universale

che posto puoi trovare? /mi importa solo sia sicuro

se penso che sia sotto il mio stesso cielo

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e la luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

sono solo io

l’uomo che posso

solo io

l’uomo che posso

sono io

sono solo e soltanto l’uomo che posso




So Far Away – Avenged Sevenfold

17 ottobre, 2011

Sono giorni particolari.

Di pensieri, di gioia, di stanchezza, di sofferenza. Sono giorni in cui occorre trovare nuovi stimoli. Molto difficile da farsi, molto più facile scriverli in un post. Però da qualche parte bisogna pur cominciare.

Con questo post voglio ricordare le persone che non sono più con noi.

Quelle che abbiamo perso in pochi istanti, senza troppe spiegazioni, ma con un grande vuoto lasciato per sempre incolmato. Non credo di saperlo fare da solo. Anzi. Ho scelto questa canzone che recentemente ascolto moltissimo. L’ho fatto perchè è stata scritta da una band al proprio batterista, perso giovanissimo ed improvvisamente.

Ha un testo molto profondo. Un suono ritmato ma molto melanconico. Non riesco a trovarci una carica dentro. Sento solo che mi piace anche se mi porta in mente ricordi tristi. Dentro, credo abbia  una voglia insana e strana di comunicare queste sensazioni. Però come dicono le ultime parole del testo “and I need you to know”…e io ho bisogno di fartelo sapere.


Never feared for anything

Never shamed but never free
A life that healed a broken heart with all that it could

Lived a life so endlessly
Saw beyond what others see
I tried to heal your broken heart with all that I could

Will you stay ?
Will you stay away forever ?

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Plans of what our futures hold
Foolish lies of growing old
It seems we’re so invincible
The truth is so cold

A final song, a last request
A perfect chapter laid to rest
Now and then I try to find a place in my mind

Where you can stay
You can stay awake forever

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Sleep tight, I’m not afraid
The ones that we love are here with me
Lay away a place for me
Cause as soon as I’m done I’ll be on my way
To live eternally

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
And the light you left remains but it’s so hard to stay
When I have so much to say and you’re so far away

I love you
You were ready
The pain is strong enough despite
But I’ll see you
When He lets me
Your pain is gone, your hands are tied

So far away
And I need you to know
So far away
And I need you to
Need you to know


L’IMPORTANZA DI ESSERE UNA MAMMA

24 settembre, 2011

Un uomo passa moltissimo tempo a cercare  la donna della sua vita, ma la donna della vita la troviamo quando nasciamo (L.M.)

Questo post lo voglio cominciare così!

Con un pensiero banale, semplice, diretto solo ed esclusivamente alla mia mamma.
Sara’ che i miei 15 anni lontano da casa cominciano a sentirsi, sara’ che mi rendo sempre più conto come sia complicata la sua vita (e chissà di quante altre mamme) che ogni volta che la vedo (a dire il vero, sempre più spesso recentemente) mi accorgo di come e di quanto mi manca.

Ma un pensiero così apparentemente banale può nascondere dietro ben altro. E’ realmente troppo futile pensare che la vera donna della nostra vita (parlo chiaramente con i maschietti) e’ la nostra mamma?

E quindi va da se che va accettato che la donna che si cerca nella vita di tutti i giorni e l’amore che lei potrà mai darci non e’ altro che un surrogato dell’amore materno?

E proprio in questi 15 anni in cui ho incontrato e vissuto quelle poche donne che ho conosciuto e incontrato,  mi sono spesso chiesto se una di loro fosse la donna della mia vita. Una domanda forse portata più da quello che si vede nei film o si legge nei libri, piuttosto che da un vero desiderio di averla o averla incontrata!
Oggi mi viene più facile o naturale ammettere che nessuno più della mia mamma mi ha mai amato. E non e’ una fortuna solo mia. Se ci pensate, tolto qualche caso veramente isolato, chi non si e’ ancora reso conto, dopo tanti anni che la propria mamma e’ totalmente innamorato di lui/lei? Qualcuno mi spiego’ che e’ una cosa naturale che si crea il giorno della nascita.

Io non lo ho ancora provato (chissà quanto toccherà a me) ma ormai lo chiedo soventemente ai miei amici neo papa’/ neo mamma. E quanto più i piccoli nascituri sono piccoli, più questa connessione e’ evidente. Io ho avuto la fortuna di ammirare la felicita’ e la passione che una splendida bimba, a me vicina, manifestava per la sua mamma e più volte mi sono chiesto se ci fosse qualcosa di piu’ grande di quel tipo di amore.
Sono addirittura rimasto shoccato come la mancanza di mia nonna (venuta a mancare circa un mese fa alla tenera eta’ di 86 anni) abbia così tanto turbato la mia di mamma, nonostante la cosa fosse prevedibile da diverso tempo.
Mi chiedo se bisogna superare i trent’anni per capire certe cose. O forse sono solamente io che ho passato troppo tempo a pensare alle cose sbagliate, a quelle superficiali, a quelle che interessavano solo ed esclusivamente me.
Allora non vi stupite se questo post prende spunto da una frase di un nuotatore ferito dalla propria famosissima fidanzata, non vi stupite se un egoista come me si sia scomodato a parlare solo della sua mamma e non stupitevi se vostra madre, come ogni mattina da quando siete nati, vi guarda con profondo amore. Stupite voi stessi, diteglielo che vale lo stesso anche per voi.

il peggiore


UNDICIGIUGNODUEMILAUNDICI

11 giugno, 2011

Ci giorni tutti uguali. Giorni poco importanti. Ci sono giorni che non ricordi neanche di aver vissuto. Altri invece ti rimangono scolpiti nella mente. Ci sono giorni che credi di aspettare per tanto tempo. Altri invece vuoi farli passare in un battito di ciglia. Ci sono giorni che ti cambiano la vita, perché fai qualcosa di importante. Altri invece non te la cambiano per niente, anche se hai creduto per diverso tempo il contrario. Ci sono giorni a cui hai pensato tanto. Altri a cui non pensi mai o cerchi di non pensare. Ci sono giorni che nn dimentichi. Altri che vorresti proprio dimenticare. Ma purtroppo, nn so neanche il perché, questi li ricordi molto piu’ spesso di quello che vorresti. Quelli belli invece, li dimentichi in un secondo, ti vengono in mente solo quando sono passati, sapendo dentro di te che non torneranno.

Recentemente ho letto il testo di questa canzone. Come sempre per caso, all’improvviso, senza neanche aver ricevuto una richiesta di permesso prima di farlo. Poi ne ho sentito la musica, il ritmo e l’ho trovata veramente profonda. Anche se il cantante non e’ tra i preferiti, non si può non dargli la dovuta importanza. Ascoltala leggendo il testo, cantala a squarcia gola se ne hai voglia, godine le sfumature, pensa al sogno che vi risiede dietro, versa qualche lacrima se lo ritieni giusto.

Portala con te.
Ilpeggiore

Che vento che tira, taglia il respiro spinge un po’ in là, forse ci vuol cambiare, mi sa che non ce la farà

Mi riesci a sentire in questo rumore? Vieni un po’ qua, fammi sentire il mare, al centro di questa città,
Tu sai che ciò che so, sai la vita che ho, riparati un po’, forse ti piove dentro, usa la casa che ho

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare,  prendiamo il tempo che c’è

Il mondo non gira o almeno non come volevi tu,  come ci avevan detto, quando era buona un’idea

Tu che sei ciò che sei, che non cambierai mai, promettimi che,  ci sarà sempre un posto, che tieni caldo per me

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è,
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare, prendiamo il tempo che c’è…


L’UNITA’ DI MISURA

28 maggio, 2011

Forse questo post potrà risultare banale. Forse qualcuno potrà commentare, leggendolo, come un post troppo demagogico o scontato. Ma questo blog e’ la reale dimostrazione che a volte le cose più ovvie e banali ma quotidiane e reali, sono quelle più apprezzate!
Tutto nasce da un periodaccio, da un capodanno balordo, da un primo trimestre dell’anno pieno di difficoltà, da una vita personale disagiata e ostile, da un lavoro privo di soddisfazioni ma allo stesso tempo così complicato ed esigente.
Settimane che passano tutte uguali una alle altre, settimane che non fanno vedere una via di uscita, giorni che nascono e finiscono sempre con lo stesso cliché, con la stessa speranza (di cambiamento) e con lo stesso desiderio che il sole torni a splendere, nonostante un buio costante che non vuole per niente essere illuminato.
Così un venerdì rientro da l’ennesima settimana di viaggi, un mal di testa galoppante, la solita voglia di ritrovare a casa, ad accoglierti, la persona che ami, desiderosa di vederti, per intenderci, quell’angelo custode di cui parlavo in qualche post precedente.
Chiaramente non avendo nulla di tutto ciò, mi rimane solo l’idea di riempire la mia supervasca, mettere su un bel sound in sottofondo, far sciogliere in  vasca quelle pastiglie frizzanti che le mie sorelle mi hanno regalato a Natale, immergermi e sperare che per qualche minuto, di ritrovare quella serenità tanto desiderata. Di botto un sonno improvviso, un sonno profondo, una assenza imprevista della propria forza e crollo totale di attenzione. Mi risveglio solo 2 ore dopo immerso in una acqua, nel frattempo, ormai ghiacciata, con un mal di testa ancora più forte e una mancanza di orientamento totale. La forze rimaste mi portano sul divano, in un buio totale dove trovo altre 2 ore di sonno. Poi una telefonata del mio amico RAF mi sveglia. Mi invita a raggiungerlo in un locale dove lui si trova con dei suoi ex colleghi. Qualcosa mi dice di andare, mi do una rivisitata e li raggiungo.
Qui incontro, dopo 7 anni, una ex collega del mio amico, persona con cui ero uscito per qualche periodo (per gli amanti del gossip, niente di sentimentale) che sapevo si fosse sposata, ma nulla di più. Così lei mi parla, mi racconta di un ultimo periodo molto difficile, mi racconta della tragedia che ha colpito la sua vita e io annuisco senza saper nulla. Confermo, non sapevo nulla. Passo una serata a cercare di capire, annuendo, senza avere il coraggio di fare qualche domanda in merito. Poi tutto mi è chiaro. Una storia assurda e tristissima.
Questa ragazza ha perso il marito. Dopo solo 2 anni di matrimonio. Un ragazzo sportivo sotto i 40, con un male incurabile ad una gamba, prima curata, poi amputata, poi ancora curata, che alla fine lo ha portato alla fine dei suoi giorni.

Ricostruisco la storia, mi avvilisco per i miei di problemi. Per quel lavoro che detesto, per una grande storia finita con enorme superficialità, per quei giorni in cui vivo ma sono nero per delle autentiche fesserie.

Lo so è demagogico. Tutti giorni succedono dei drammi (e io dovrei pure saperne qualcosa) ma non per questo occorre scrivere un post su questo tema. Eppure mi rendo conto di aver sbagliato l’unità di misura. Mi rendo conto che non può farmi incazzare una foto su fb, che il mio lavoro non può farmi dimenticare di sentire mia madre,  che non posso dimenticare cosa sono le vere difficoltà, che non occorre prendersi necessariamente sul serio per dimostrare di tenerci alle cose, insomma, che occorre sorridere un pò di più, le cose poi alla fine non vanno cosi male.

E’ così difficile essere felici con quello che si ha? E’ così difficile pensare di poter risolvere i problemi che effettivamente si hanno senza per questo mostrarsi esausti e disperati? non sarebbe più semplice capire che l’unità di misura delle cose è realmente diversa da quella che usualmente usiamo?  Purtroppo ci rendiamo conto che anche le tragedie esistono solo quando ci accadono o solo quando succedono a qualcuno a noi vicino. E questo mi fa ancora di più sentire sciocco ed inappropriato, ma anche su questo occorre sorridere, a volte si può anche esserlo.

Ora che nessuno creda che io sia cambiato. Che io abbia smesso di incazzarmi per delle autentiche cagate. Che riesca a sorridere a tutte le minkiate che mi succedono, o rileggendo qualche email (neanche cosi vecchia) riesca a capire il perchè di certe scelte. Non posso sicuramente credere ai miracoli.

Una cosa è sicura, non potrà un timone in una foto, farmi perdere il sorriso.

ilpeggiore


CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – Unthought Known – Pearl Jam

1 maggio, 2011

Chi mi conosce sa che negli ultimi mesi viaggio moltissimo. Ho fatto il conto che, in un mese, riesco a prendere 6 aerei, percorrere circa 2000km, visitare 10 città diverse. Bella vita del cavolo…aggiugerei io! Uno dei pochissimi aspetti positivi è che riesco ad ascoltare molta musica, molta musica che mi piace. Così con quei cantanti che hai sempre apprezzato, che hai conosciuto meglio negli ultimi anni (grazie a qualcuno che me li ha fatti valorizzare maggiormente), instauri un rapporto di amicizia, di confidenza, di confronto, di utilizzo delle loro idee. In questo caso, mi sono scelto uno poco famoso, uno che conta poco, uno quasi sconosciuto…un enorme e fantastico Eddie Vedder e i suoi Pearl Jam.  Per i milioni di lettori di questo blog, non è una novità, già nel mio post del 22 maggio 2009 (ALIVE) ed ancora in quello del 14 ottobre 2010 (ESSERE UTILI)  avevo decantato le lodi di questo gruppo, ma questa volta c’è qualcosa di più.

Ascolti una canzone che ti piace, capisci di chi è, trovi il tempo di leggerne il testo (in questo caso lo traduci pure) e quelle parole ti balenano in testa, come fossero dette da un tuo amico davanti ad una birra, come fossero applicabili alla tua quotidianità e all’improvviso razionalizzi che quello che senti…succede…ti succede.
Già il titolo è fenomale – CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – (Unthought Known).

“Tutti i pensieri che non consideri mai, ma che fai in continuazione. La mente è connessa, la mente è profonda, oh, stai affondando?”

Quanti pensieri facciamo quotidianamente, quante considerazioni sono dentro di noi, certezze solo nel nostro io, ma così diverse da quello che accettiamo succedere quotidianamente.

“Pensa al percorso di ogni giorno, quale strada stai prendendo? Respira forte, e prendi il meglio, Si, questa è la vita.”

Quante volte pensiamo alle scelte fatte, a quelle non fatte, alla direzione che ha preso la nostra vita, a quello che volevamo ed è successo e a quello che volevamo che è così distante da noi.

“Cerchi l’amore e la prova, che meriti di essere tenuto. Ingoiare tutta la negatività, è così triste e disgustoso.”

Forse le persone che scegliamo, per condividere il nostro tempo e addirittura la nostra vita, sono quelle che ci danno la certezza che meritiamo di essere insieme a loro, che ci garantiscono che noi valiamo ed è per questo che non siamo soli. Ma se così poi non è o quelle persone risultano essere sbagliate, la sensazione di aver commesso un errore o di averli commesso in passato è oggettivamente sgradevole.

“Senti l’aria sopra di te, una piscina di cielo blu. Riempi l’aria di amore, il buio con la luce delle stelle. Senti il cielo come una coperta, fatta di pietre preziose e diamanti falsi. Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere… perché tu lo possa percorrere…”

Non è bello uscire di casa e sentirsi vivi, leggeri, pieni di energia e immaginare che tutto quello che stiamo facendo è la scelta migliore che potevamo fare e l’unica che ci rende felici? Non è bello sentirsi amati, in un modo incredibile e sapere che quando si torna a casa, c’è la persona più importante per te, desiderosa di accoglierti? Sembra di essere in un sentiero che qualcosa di grande ha scelto per noi e la speranza che si ha dentro è quello di avere la possibilità di percorrerlo fino alla fine.

“non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui”

Poi grido questo ritornello e mi rendo conto che tutta la mia conoscenza inconsapevole, mi lascia anche molto amaro in bocca. La consapevolezza di non avere accanto tutte le persone che merito e che vorrei, e di non essere stato io a scegliere di non averle. La consapevolezza di aver realmente vissuto pochissimi intensi e stupendi amori e allo stesso tempo non essere stato capace di averli fatti diventare veramente grandi e presenti oggi nella mia vita. La consapevolezza di vivere quotidianamente una vita diversa da quella a cui aspiravo, in mezzo a persone che non mi interessano ma così temporalmente presenti nella mia giornata. Allora mi chiedo, prima di addormentarmi, ascoltando questa splendida canzone, cosa mi è rimasto?

Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere. Guarda le onde sulle rive lontane, che aspettano il tuo arrivo.  Sogna i sogni di altri uomini, non sarai rivale di nessuno. Sogna i sogni di altri allora, non sarai rivale di nessuno…non sarai rivale di nessuno…

Bisogna però essere grandi, guardare avanti, cercare di capire se gli errori fatti, hanno portato giudizio e creato nuove consapevolezze. Occore guardarsi attorno e vedere chi ha ottenuto quelle che vuole, cercare di pensarsi nella stessa situazione e essere capaci di rivedersi nella stessa vittoria. Non è gelosia, ne tantomeno invidia, solo consapevolezza che è possibile farlo.

Un tempo lontano, uno spazio lontano, è lì che viviamo, un tempo lontano, un posto lontano, allora tu cosa stai dando? cosa stai dando?

Questo è quello che chiedo a me stesso ogni giorno. Cosa sto dando? Cosa sto facendo per utilizzare questa consapevolezza sconosciuta che avverto ma che non seguo correttamente? chiedete questa domanda a voi stessi, ora che siete arrivati alla fine di questo post.

Cocì, ora credo che, potete anche cantarvela…

il peggiore


LA PEGGIORE DICHIARAZIONE…

26 marzo, 2011

Sta sera mi sento un pelo romantico. Sarà perchè ho appena impastato ed infornato la mia prima pizza per celiaci (cosa che ad oggi non credo di essere). Mia sorella mi ha fatto notare che ultimamente sono un pò sottotono sul peggiore, così, per le amanti del genere e per i miei amici più categorici, scrivo questo post. Ma la prendo alla lontana.

Io appartengo sicuramente a quella generazione maschile italiana, che considera il matrimonio come una tassa da pagare prima o poi nella vita, ma per il quale, ogni rinvio, posticipo, riflessione e’ assolutamente da ricercare e da considerare!

Da quando lavoro, ho avuto colleghi più adulti di me che me ne hanno parlato in termini assolutamente negativi. Quella cosa che ti toglie gran parte della libertà, che ti toglie l’attenzione verso i propri interessi,  che ti toglie la possibilità di passare da un letto ad un altro con la leggerezza e la serenità che contraddistingue la nostra generazione.

Il mio attuale capo mi ha già ripetuto più volte un vecchio detto che diceva sempre suo nonno in dialetto piemontese “meglio comprare la carne a peso che avere tutta la vacca a casa!”
Detto divertente quanto cinico, molto vero ma allo stesso tempo molto triste.

Non saro’ certo io a fare il moralista, anche io ho passato gli ultimi 5 anni a spiegare alle mie ex fidanzate che non avevo alcuna intenzione di sposarmi e che se stavano cercando una sistemazione veloce, avevano decisamente sbagliato parrocchia!
Scusate pubblico femminile, ma se così non fosse che peggiore sarei? :-) )

Un mio collega ultimamente mi raccontava che da quando e’ sposato, il suo budget annuale destinato alle escort, i tavoli in discoteca, le cene con amanti e i regali “particolari” si e’ totalmente dissolto! Questo e’ un aspetto della crisi degli ultimi tempi che in pochi mi avevano fatto notare!!!

Ma nessuno di queste persone mi hai mai raccontato, di come la propria moglie sia bravissima a fare il loro piatto preferito, di come sia sempre la prima a curarli quando stanno male, di come sia l’unica persona che li ascolta e che vuole esattamente il loro bene, come forse nessun altro nella loro vita. E nn ne faccio certo una storia legata a tutte le cose che una brava moglie fa nel quotidiano come stirare, cucinare, pulire la casa, anche perché per questo ci sono persone che lo fanno a pagamento (soluzione che preferisco, meglio impiegare il tempo di una stirata di camicie per una bagno caldo di coppia, con un gran bel rosso in mano e tante fantasie strane da realizzare). Sembra strano, ma sono realmente pochi gli uomini che sanno dire apertamente che la loro scelta di sposarsi e’ stata una delle migliori azioni fatte nella loro vita.

Ma nonostante questo scenario e questa quotidianità, una cosa che mi sono sempre chiesto e’ come avrei chiesto la mano della mia dolce fanciulla (a proposito…esiste?).

Il cinema ci da da sempre grandi spunti per questo. Ho sempre pensato e sperato che questa “cosa” l’avrei fatta solo 1 volta nella vita e che quindi meritava di farla con un pizzico di attenzione in più. Ho ancora una serie di idee interessanti in testa (in attesa di trovare con chi realizzarle) ma uno splendido spunto l’ho avuto da una commedia americana che ho guardato per caso alcuni mesi fa in tv. Uno di quei film che di aspetto sembra una mezza cagata e che mentre li guardi ti prendono, ti fanno sorridere, ti fanno riflettere. Riflettere si, con un filmetto da sabato sera prima di uscire, non serve necessariamente per farlo il prete, lo psicoterapeuta, l’amico del cuore o un libro, anche da un film si riescono a fare grandi considerazioni :-) !

Così vi inserisco il video che rappresenta perfettamente il momento in cui Ben Affleck chiede la mano di Jennifer Aniston nel film “La verità é non gli piaci abbastanza”. La dichiarazione parte dal terzo minuto del video, ma l’ho lasciato intero perchè anche lei (pur essendo una donna, incredibile ma vero) prima dice delle cose sensate !!!

Ho rivisto da poco questo spezzone e ancora una volta mi sono rifatto la scena in cui potenzialmente sarei stato io il protagonista, chiaramente con una donna nettamente migliore di quella bionda slavata del film.

Credo proprio che sia veramente un momento emozionante e particolarmente bello!

Io non sarei capace di dire parole più belle di queste. “Ti amo da morire e voglio farti felice. devo far felice te per avere la possibilità di essere felice io. Mi vuoi sposare…?”

Ora non voglio certo scatenare quelle 4 donne sposate che leggono il mio blog contro i loro mariti, colpevoli di aver fatto una dichiarazione banale, fredda e di rito. Consideratevi delle persone fortunate ugualmente, siete riuscite a mettervi in casa un uomo convinto (almeno per qualche tempo) di voler passare tutto il resto della propria vita con voi. Non è da poco…almeno fino a quando il vostro lui non dirà ad un suo collega che è meglio avere la carne a peso….:)

il peggiore


YOU SAVED ME

17 marzo, 2011

E’ difficile salvare qualcuno?

Vi e’ mai venuto in mente che le vostre azioni, i vostri gesti, le vostre parole fossero in grado di salvare qualcuno? Salvare dalla vita di tutti i giorni intendo. Non parlo certo di malattie o di religione. Parlo di salvezza personale, quotidiana, morale.
Non avete mai avuto giorni o periodi in cui gira male e dove non si vede come e quando questo periodo possa passare? Il lavoro che non va, la vita privata che non soddisfa, la famiglia che ha dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo si fosse più presente o partecipe.

Ecco che in questi momenti mi viene in mente: “esiste qualcuno capace di salvarmi?

“esiste, di fatto, qualcuno che riesce a farmi stare bene anche quando non credo sia possibile?”

Forse mi riferisco a quei famosi angeli custodi, che da bambini ci rassicuravano, personificati dai nostri genitori, ma così piacevoli da considerare presenti nella nostra vita.

Allora mi chiedo, ma chi e’ e soprattutto dove e’ il mio angelo custode? Io me lo immagino sicuramente come una figura femminile, bellissima, alta, magra, con uno splendido sorriso, con un profilo mozzafiato, un discreto stacco di gamba e anche una terza (almeno) abbondante! Si d’accordo, non e’ la mia amante ma se lavoro di immaginazione, allora lo faccio a grandi livelli!

Ora qualcuno potrà pensare, ma da dove vengono questi pensieri?e sono sicuro che mi conosce penserà subito ad una cosa, invece tutto nasce dalla musica!

Spesso e volentieri  e’ una canzone che mi fa riflettere! E questa volta e’ tutto merito della grande Skin, che coi suoi Skunk anansie ha intitolato una splendida canzone “You saved me” nel suo ultimo album, Wonderlustre!
Ho pensato per un periodo nella mia vita di essere capace di salvare qualcuno (l’ho già scritto in passato) per poi accorgermi che cosi non era, che nessuno può essere salvato se realmente non vuole essere salvato. Salvato dai propri errori, dalle proprie decisioni sbagliate, dalle proprie idee ogni tanto troppo lontane dalla realtà. Ma la domanda che mi pongo oggi è, chi salverà me da me stesso?  Oggi che vorrei tanto essere salvato e che vorrei tanto cantare un a quell’angelo custode un ritornello come

“You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself”

Testo “you saved me”

I’ve been looking through my mirror
With somebody else’s eyes
then you broke me down
You fixed my blood stained crown

I’ve been looking through my window
at somebody else’s world
then you let me fall
Right through your open door

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself

I’ve been running hard on empty
Sinking deeper in the sand
then you let me down
right onto solid ground

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

I had hope in my heart
That you’d run for me
cos i’ve done it all
Now I feel in my heart
that you’ve come for me
you lead me home

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Baby you saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Traduzione del testo

Ho guardato attraverso il mio specchio
con gli occhi di qualcun altro
poi tu mi hai buttato a terra
hai riparato la mia corona macchiata di sangue

ho guardato dalla mia finestra
e mi sono ritrovata nel mondo di qualcun altro
poi tu mi hai lasciato cadere
proprio attraverso la tua porta aperta

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

ho corso con fatica nel vuoto
sprofondando nella sabbia
poi tu mi hai buttato a terra
proprio sul terreno solido

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

avevo la speranza nel cuore
che tu saresti scappato da me
perchè ho fatto di tutto
ma adesso sento nel mio cuore
che tu sei arrivato per me
tu mi hai condotto a casa

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

tesoro tu mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa


ESSERE UTILI

14 ottobre, 2010

Vi è mai successo di avere qualcuno molto caro in difficoltà? vi è mai successo di avere qualcuno estremamente caro e vicino con un problema irrisolvibile che ogni anno si ripresenta? vi è mai successo di essere lì deboli e inutili, con in testa e nel cuore la voglia di potere fare qualcosa per aiutare quella persona ed invece rendervi conto che non potete proprio far niente? A me è successo!

Per due volte ho vissuto questo momento. Non ero io ad essere in pena, non ero io quello che soffriva, ero quello che ascoltava (strano ma vero) e che voleva fare l’impossibile, anche se ben cosciente che da fare c’era proprio poco.

Mi è successo 2 volte! Ho sempre cercato di fare del mio meglio. Ci ho pensato tanto a quello che potevo fare e ho cercato di fare di più. Magari ci sono riuscito, magari no. Ho cercato di far vedere la luce in fondo a quel tunnel infinito, ho cercato di far vedere come il futuro riesca a regalarci grandi gioie dopo enormi dolori. Ho addirittura passato delle belle mezz’orette credendo di esserci pure riuscito. Sensazione bellissima, appagante, benzina per il motore 12 cilindri che è il mio ego. Sentirsi dire “sei riuscito a cambiarmi una giornata così triste…grazie” ci fa sentire dei piccoli superman che con poco o niente sono riusciti ad evitare l’ennesima catastrofe mondiale.

Oggi penso che le persone che superano questi eventi sono realmente LORO dei piccoli superman. Rialzarsi da certi eventi che ti scaraventano a terra in pochi istanti è cosa da pochi e concentrarsi su un futuro migliore è un grande lavoro, che solo con il tempo può portare la giustà serenità. A me rimane da esprimere tutta la mia stima per queste persone e per la persona che cercavo di aiutare, sintetizzato con il solito chapeaux!

Quest’anno però non potrò cercare di fare la mia parte. Non potrò sperare di farti stare meglio in questo momento.

Questo è un periodo dove la musica aiuta molto, dove le parole dette da una voce alla radio suonano come quelle che dovevano essere dette tante e tante volte. Così affido il mio ruolo ad una canzone talmente bella da rendermi tranquillo, un timido sorriso forse arriverà sul tuo viso…sai tu a chi dedicarla.

Sotto riporto il testo…cantarla aiuta!

Yes I understand that every life must end, aw huh,..
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..
I’m a lucky man to count on both hands
The ones I love,.. 

Some folks just have one,
Others they got none, aw huh,..

Stay with me,..
Let’s just breathe.

Practiced are my sins,
Never gonna let me win, aw huh,..
Under everything, just another human being, aw huh,..
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world
To make me bleed.

Stay with me,..
You’re all I see.

Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one knows this more than me.
As I come clean.

I wonder everyday
as I look upon your face, aw huh,..
Everything you gave
And nothing you would take, aw huh,..
Nothing you would take,..
Everything you gave.

Did I say that I need you?
Oh, Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one know this more than me.
As I come clean.

Nothing you would take,..
everything you gave.
Hold me till I die,..
Meet you on the other side.

JUST BREATHES
Si, mi rendo conto che ogni vita deve finire, aw huh…
Così come ci sediamo da soli, so che un giorno ce ne dovremo andare, aw huh…
Sono un uomo fortunato che può contare sulle dita di due mani
le persone che ama…

Qualcuno ne ha soltanto una,
altri non ne hanno nessuna, aw huh…

Resta con me…
respiriamo e basta.

I miei peccati sono allenati,
non mi lasceranno mai vincere, aw huh…
Dopo tutto, solo un altro essere umano, aw huh…
Non voglio ferire, c’è già tanto al mondo che mi fa sanguinare…

Resta con me…
Sei tutto ciò che vedo

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Ogni giorno mi stupisco,
mentre guardo il tuo viso, aw huh…
Hai dato tutto
senza pretendere niente, aw huh…
Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Stringimi fino a quando non morirò…
Ci ritroveremo dall’altra parte…


ALIVE – E’ COSI CHE VOGLIO SENTIRMI

22 maggio, 2009

Questa è la canzone che mi ha fatto da ninna nanna nell’ultimo mese. Qualcuno dirà ma come? Beh la carica che trasmette, è una carica talmente positiva che mi rende sereno e mi fa dormire beatamente. Si lo so…ma a me fa quest’effetto.

Non sentitevi mai spenti. Non sentitevi mai senza alternative. Non sentitevi mai messi in un angolo. Qualcosa da tentare c’è sempre. Qualcosa per poter cambiare si può fare. Meglio sentirsi vivi ed averci provato con tutto voi stessi che vegetare accettando tutto quello che c’è intorno.

Ecco, se credete di non farcela, ascoltate questa canzone e poi ne riparliamo.

Il peggiore

 

PEAL JAM – ALIVE

Son, she said, have I got a little story for you
What you thought was your daddy was nothin’ but a…
While you were sittin’ home alone at age thirteen
Your real daddy was dyin’
Sorry you didn’t see him, but I’m glad we talked

Oh I, oh, I’m still alive
Hey, I, I, oh, I’m still alive
Hey I, oh, I’m still alive
Hey…oh…

Oh, she walks slowly, across a young man’s room
She said I’m ready…for you
I can’t remember anything to this very day
‘Cept the look, the look…
Oh, you know where, now I can’t see, I just stare…

I, I’m still alive
Hey I, but, I’m still alive
Hey I, boy, I’m still alive
Hey I, I, I, I’m still alive, yeah
Ooh yeah…yeah yeah yeah…oh…oh…

Is something wrong, she said
Well of course there is
You’re still alive, she said
Oh, and do I deserve to be
Is that the question
And if so…if so…who answers…who answers…

I, oh, I’m still alive
Hey I, oh, I’m still alive
Hey I, but, I’m still alive
Yeah I, ooh, I’m still alive
Yeah yeah yeah yeah yeah


VIETATO FUMARE – parte seconda

17 maggio, 2009

Forse esagero, ma il blog ha preso un indirizzo serio sul tema. Lasciatemi riportare questa notizia comparsa oggi sul corriere.it (http://www.corriere.it/salute/09_maggio_18/campagne_anti_fumo_bac097ee-439e-11de-bc99-00144f02aabc.shtml). L’articolo è interessante e fa riflettere. Io aggiungo che:

- il fumo rende maleodorante sia la bocca, la pelle che i vestiti

- diminuisce la percezione del gusto (il vostro cibo avrà meno sapore)

- dimuisce la percezione degli odori (sentite meno il profumo di una donna o di un uomo)

Per ora vi faccio leggere sotto, ma se qualcuno vuole suggerirmi altro…il peggiore accetta molto volentieri.

Buona lettura

Il peggiore

 

 

Fumo: le campagne non funzionano

Bassa efficacia sui giovani, che si sentono immuni dalle malattie. Non però dalla «puzza» di fumo

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le campagne anti-fumo falliscono coi giovani perchè puntano su malattie future invece che su effetti indesiderati immediati, come per esempio l’anti-sociale alito che puzza di sigaretta (Ansa)

MILANO – I messaggi deterrenti per i fumatori non funzionano. Non abbastanza e soprattutto non sui giovani. Queste le conclusioni di uno studio condotto dalla ricercatrice australiana Emily Kothe del dipartimento di psicologia dell’Università di Sidney, che ha intervistato sessantatré fumatori ed ex fumatori di età compresa tra i 18 e i 26 anni. Il tipo di comunicazione veicolata dalle campagne anti-fumo sarebbero troppo generici e chi fuma (o vorrebbe iniziare a fumare) non si sente direttamente chiamato in causa. Solo il 16 per cento degli intervistati ha modificato il proprio comportamento a causa delle campagne informative.

IMMUNI DAL MALE – I giovani non credono che i danni del fumo li riguardino, in parte per il senso di immunità tipico di quell’età, in parte a causa dei messaggi che non si indirizzano direttamente a loro: «il fumo uccide» fa cioè meno paura de «il fumo ti uccide». Ma non solo. Le patologie mortali connesse al consumo di tabacco (ma ancor di più dalle colle e dalla carta usate nelle sigarette) sembrano molto remoti per un ventenne. «Abbiamo ricevuto risposte in base alle quali alcune particolari patologie paventate nelle campagne antifumo sono troppo remote, come il cancro alla bocca» ha dichiarato Emily Kothe, che propone una nuova linea di comunicazione per la salute pubblica.

SANZIONE SOCIALE – «Il fumo ti rende maleodorante» potrebbe essere uno slogan più efficace secondo la ricercatrice australiana perché denuncia un effetto collaterale sgradevole immediato e inoppugnabile. E denuncia un’implicazione sociale, o meglio anti-sociale, che potrebbe avere miglior esito sui giovani fumatori. O sui produttori di profumi e deodoranti.

 

Gabriele De Palma
18 maggio 2009


LENNY KRAVITZ – 20TH ANNIVERSARY

9 maggio, 2009

Ciao Lenny,

questo post lo scrivo a te, strano ma vero. Nessun delirio o mania di grandezza ma in qualità di mio amico, mi sento in dovere di farlo. Si, non lo sai, siamo amici. Da ormai più di 10 anni mi tieni compagnia nei momenti importanti, mi illumini con certi pensieri che scrivi, mi fai capire i miei limiti nel manifestare i miei sentimenti e mi spieghi come fare. Certo io sono un testone. Non è che poi dopo tutti questi anni abbia capito chissa cosa, dovrei applicarmi di più lo so. Ma fidati, che rispetto a 10 anni fa, i progressi sono stati tanti.

Con questo post vorrei chiederti scusa. Lo so, non mi hai trovato a Madrid. Lo so che avevo prenotato tutto da tanto tempo. Lo che mi ero sbattuto un sacco per capire dove venire, avevo proprio di vederlo in modo speciale il mio quinto concerto. Vederti all’estero sarebbe stato una esperienza realmente nuova, poi Madrid era la location perfetta. Perfetta sotto ogni punto di vista.

Ho visto le tue foto, ho visto la gente in delirio, sarai stato enorme come sempre. Qualcuno dice che non sei un grande con la chitarra ma quando suoni mi dai sensazioni che pochi altri in concerto sono capaci a regalare.

Lo so che potevo fare come fanno tutti. Lo so che dovevo venire in ogni caso. Cambiare un nome e via. Erano soli 25 euro. Ma non me la sono sentita, non sarebbe mai stato lo stesso, sarei stato da te ma non con te e non sarebbe stato corretto. Poi, tu un pò mi conosci, non sono un ipocrita, non giro pagina e mi butto tutto indietro, sono uno che ci pensa a queste cose. Poi magari a saperlo siamo in pochi, ma è sempre più facile credere alle cattiverie che alle cose belle, e quest’errore chi più di me lo ha commesso?

Sono sicuro che accetterai le mie scuse, cercherò di vederti nelle prossime tappe, questi 20 anni li voglio festeggiare anche io con te. Per ora, anche se poco, divulgo il tuo verbo, cosi’ che forse qualcun altro possa cominciare a conoscerti, come io ho fatto ormai 10 anni fa.

il peggiore

Lenny Kravitz – I’ll Be Waiting

Lui ha spezzato il tuo cuore
lui ha preso la tua anima,
tu sei ferita dentro
perchè c’è un buco
tu hai bisogno di un pò di tempo
di stare da sola
poi troverai quello che hai sempre saputo

io sono l’unico che ti abbia realmente amata, tesoro
ho bussato alla tua porta per tutto questo tempo

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

ti ho visto piangere nella notte
sento il tuo dolore
posso fare qualcosa per alleviarlo?
ho capito che non c’è una fine dentro

e aspetterò ancora te
per vedere la luce

sono l’unico che ti ama davvero, tesoro
non ce la faccio più

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

sei l’unica che abbia mai conosciuto
che mi faccia sentire in questo modo
non potrei farcela da solo
voglio stare con te finchè saremo vecchi

tu hai l’amore di cui hai bisogno
proprio di fronte a te
per favore torna a casa

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


VIETATO FUMARE!

28 aprile, 2009

divieto_fumareQuesto post lo dedico a tutte le persone che conosco che fumano. Tutte…capito? TUTTE TUTTE!

Sappiate che in questo blog è severamente VIETATO FUMARE. Il suo proprietario si è proprio rotto.Se avete intezione di fumare, andate a leggervi altri siti, altri blog, il mio nn vi vuole più!

Sono appena tornato da una cena con altre 11 persone, 10 di loro fumatori. Fuori piove che Dio la manda, c’è un vento che farebbe partire immediatamente Luna Rossa per la nuova America’s Cup e non ci sono più di 10 gradi. Ma questi enormi, incredibili, superlativi, mastodontici, inguaribili cazzoni di fumatori, si sono alternati tutta la cena fuori per fumare. Ora  a me di questi non interessa molto, ma i pensieri che fanno queste persone ormai mi disturbano. Sono intollerante, non li sopporto, non mi fanno più pena, non provo più dispiacere perchè si danno sonoramente delle bastonate nei maroni, no….IO LI VOGLIO ANNIENTARE!

Ora ci sta, che uno che legge mi possa dire “ma che vuoi? che ti facciamo noi fumatori?”. In apparenza niente. Ma in realtà mi svilite. I vostri discorsi mi sviliscono, le vostre idee mi deprimono, le vostre scuse puerili e pietose per giustificare il vostro gesto mi congelano le balle, quando aprirete gli occhi?

Quando vi accorgerete che vi state provacando dei danni serissimi  e irreparabili al vostro apparato respiratorio, che state perdendo il vero gusto dei cibi, il vero odore delle cose, il vero tatto della vostra pelle, il vostro vero respiro e il vostro vero odore?

Quando vi accorgerete, voi genitori, che fumando prima della venuta dei vostri figli (mamme) e dopo la loro nascita (mamme e padri) che li state già inquinando senza che loro abbiano scelto di ricevere e vivere quell’inquinamento? Quando capirete il che vostro odore e il vostro sapore sono diversi e che i vostri piccoli lo avvertono? Quando vi renderete conto che state facendo del male alle persone che più amate oltre che a voi stessi?

E poi la cosa più assurda è che state pure pagando tanti soldi facendo tutto questo!

Parlate del sapore del caffè che vuole la sigaretta, di un pasto importante che vuole la sigaretta, di quando siete stressati, di quando volete rilassarvi, di quando volete fare una pausa, ma piantatela e fatelo anche rapidamente. I non fumatori vivono benissimo sopportando gli stessi problemi che avete voi ma con tanta salute in più.

Da queste parole, potrò apparire un pazzo, un fissato, uno che deve rompere le palle a tutti i costi. In realtà sono uno dei tanti creditori del fumo. Il fumo ha un debito con me, mi ha tolto tantissimo, qualcosa di insostituibile, e solo perchè questi pensieri sciocchi esistono, queste scuse inutili si susseguono, solo perchè io non ho potuto fare niente ai tempi per evitare le conseguenze trafiche che sono poi avvenute, ora voglio fare qualcosa. Forse mi sentirò meglio, forse sarò più sereno, forse non servirà a nulla. Ma almeno la mia coscienza starà un pò meglio.

Il peggiore


BLOG? ISTRUZIONI PER L’USO

25 marzo, 2009

Da qualche tempo guardavo le statistiche del peggiore.com

Ero curioso di capire a chi scrivevo o meglio chi mi leggeva. Un’idea di base l’avevo in mente.

Non credo che questo blog possa interessare a chissa quante persone, però mi rendo conto che cmq ogni qualvolta scrivo qualcosa di nuovo, i miei visitatori si incrementano sensibilmente e perdurano per una buona settimana.

Ho capito che fondamentalmente i lettori del mio blog (poche decine di persone, giusto per intenderci) sono di 3 tipologie che battezzerò come:

Friends= i miei amici più stretti che sanno dell’esistenza del peggiore.com

BB=ball breakers, quelli che vengono a sapere da altri che ho scritto qualcosa di piccante e che quindi leggono

Zingari= vagabondi del web, quelli che cercando una parola su google, hanno sta sfiga di atterrare su di me

I miei Friends, sono le persone a cui è realmente questo blog è indirizzato. A loro che voglio comunicare cosa mi succede, cosa succede ad altri amici, dove sono e dove voglio andare. Questi sono quelli a cui tengo, quelli che mi incontrano spesso e che mi hanno incontrato in passato, che magari senza guardare facebook o senza scrivermi direttamente vogliono farsi un idea di cosa sto facendo e come me la passo. Friends, non vi preoccupate se ogni tanto non scrivo, non vi abbandono!

La categoria BB mi ha, a dire il vero, un pò stufato. Fanno quasi tutti parte della mia azienda. Sono persone a cui fondamentalmente non frega niente di cosa faccio, se sto bene e se avrò un figlio domani. Sono tutti quei parassiti che sanno da altri che ho scritto qualche chicca su qualcuno in azienda, vanno a leggere e poi si sparano i commenti a pranzo…modello Bar dello Sport.

Eeehhh OHHH, ma chi vi caga? chi vi cerca? chi vi ha mai voluto???

Fatemi il piacere, andate a leggere il Facebook degli altri, visto che nella mia lista di amici non ci siete. Andate a frequentare altre pagine del web, le pagine del peggiore non vi vogliono. O meglio, questo è un posto dove io scrivo quello che mi pare, lo pago, non offendo nessuno, non metto mai i nomi delle persone di cui scrivo, e quindi fatemi il piacere, se non vi piace quello che che leggete, lasciate pure dei commenti oppure cambiate sito. Altro non vi è stato chiesto.

Quanto agli Zingari, voi siete sempre i benvenuti, quelli che magari si ritrovano in qualcosa che scrivo o che ho scritto. Sentitevi a casa vostra, confrontatevi con le mie idee ed esponete le vostre. Siete i benvenuti

Infine,

un anno fa circa, vedevo uno dei film più belli che abbia mai visto, un film dove il protagonista scriveva prima di morire una frase bellissima.

Quella frase era “Happiness only real when shared“, “la felicità è vera solo quando è condivisa”.

Questo blog è nato e vive solo per questo, quello che scrivo qui sopra mi rende felice solo perchè la condivido con voi.

Il peggiore


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