JUST CAVALLI: magari dirlo prima?

15 Maggio, 2008

Sta volta c’è una novità. Un post segnalato, non scritto da me. Ringrazio VT per il gentile contributo. Invito chiunque abbia qualcosa da dire…di inviarmi il suo post…promesso che verrà pubblicato.

<<Sabato sera: dopo una cena tra amici, decidiamo di andare al Just Cavalli, che ha inaugurato l’apertura estiva proprio la sera prima.

Arriviamo alle 2, all’ingresso chiediamo un tavolo, e subito ci portano nel privè, dove ci sistemano in un minuscolo tavolino con 2 divanetti.

Dopo qualche minuto, arriva una bottiglia di vodka “Just Cavalli” (non sapevo che Cavalli producesse anche vodka!) accompagnata da 2 lemonsoda, 2 acqua tonica, 2 coca cola, e uno striminzito cesto di frutta con fragole, uva e melone.

Tutto per la modica cifra di 250 euro (!).

L’ambiente è carino, a parte qualche tamarro che si dimena davanti a noi. Le ragazze belle e ben vestite, gli uomini un po’ meno ;-)

Alle 3, improvvisamente, la musica si ferma, accendono le luci, e un addetto ci dice con veemenza che il locale sta chiudendo e dobbiamo andarcene, anche rapidamente.

Protestiamo debolmente dicendo che eravamo seduti da meno di un’ora e che almeno potevano farci terminare il primo drink, e lamentandoci del fatto che quando avevamo deciso di prendere il tavolo, nessuno ci aveva avvisato dell’imminente chiusura del locale.

Non sentono ragioni, e dopo 5 minuti ci accompagnano all’uscita.

Almeno, ci portiamo con noi la bottiglia di vodka, tanto per non lasciare le cose a metà.

Che dire d’altro? Il posto è carino, ma il prezzo che si paga è davvero esagerato e la cortesia non è di casa…>>

VT


DISERTIAMO LA DISCOTECA “11 ELEVEN” di MILANO

11 Maggio, 2008

Quando ho pensato di aprire questo blog, uno dei sentimenti più forti che sentivo dentro,era quello di poter raccontare (con la massima veridicità del caso) quello che succede in giro nella citta dove abito. Milano.

Questo non perchè sono il solito espatriato che lascia la propria terra natia, si trasferisce al Nord e poi su ogni cosa ha da lamentarsi o da rimpiangere chissa cosa.

Semplicemente, a volte, a Milano, si riscontrano delle scene, che veramente fanno accaponare la pelle, ti fanno salire il sangue al cervello, ti fanno pensare…ma stanno scherzando? o sono seri? Purtroppo la seconda che ho scritto!

Ieri sera, 30esimo compleanno di uno dei miei più cari amici, RAF, decidiamo dopo un aperitivo fatto all’Executive di spostarci nella vicina discoteca in via del Tocqueville, 11 ELEVEN.

Premetto che il locale dentro è abbastanza bello, forse un pò troppo scuro forse e cupo, ma con una bellissima location e con uno spiccato gusto nell’arredamento.

Noi eravamo un gruppo eterogeno di circa 20 persone. Arrivati lì davanti, il festeggiato si dirige verso il buttafuori, una sorta di spilungone dell’est con un accento che svariava dal brianzolo a quello di Ivan Drago di Rocky IV. Premetto che non ho niente contro quelli dell’est (soprattutto contro “quelle” dell”est) ma sto personaggio era veramente buffo.

Alla domanda “siamo in 20, possiamo entrare?” La prima risposta fornita è stata “ma siete solo maschi?”.

Già qui ti viene da ridere, ma che domanda è? Mica abbiamo detto…è la festa della Garbatese Calcio e quindi andiamo tutta la squadra a festeggiare all’Eleven? Vabbe cmq nn polemizza nessuno. Spieghiamo che siamo ben distribuiti tra uomini e donne (indicando le donne lì davanti alla porta) e accettiamo di buon grado la seconda domanda super smart “Ma l’abbigliamento è quello giusto?” Qui sinceramente comincio già a riflettere.

Ma che vuol dire? Chi hanno messo alla porta, il nuovo stilista di D&G? Mi viene in mente di rispondere che forse dovrebbe imparare prima a parlare correttamente l’italiano (visto che lavora qui, e visto che io quando ho lavorato all’estero cercavo di parlare nel miglior modo possibile) prima di sincerarsi sul nostro abbigliamento che assicuro era più che consono!

Vabbè, passato questo breve questionario, riusciamo ad entrare dentro la disco, ma non prima di aver subito l’ultimo ammonimento dell’uomo Stalin che ci minaccia dicendo “I giubbini vanno lasciati al guardaroba”!!!. Questo è veramente il top. In questo locale decide un tipo che passa la sua serata/nottata all’acqua e al gelo, che io non posso stare dentro con un giubbino di pelle indosso, ma bensì per lui sento o sentirò caldo, quindi affinchè la mia serata sia più piacevole possibile, mi intima (impedendomi di prendere la via dell’ingresso a favore di quella verso il guardaroba) di lasciare il giubbino. Questo consiglio ha un costo di 3 euro. Beh poteva andare peggio.

La serata comincia, la musica è bella, il locale pieno al 60%, si balla bene e tutto sembra ok. Dopo qualche ballata, mi dirigo con una gentile signorina al bar per prendere la mia consumazione (15 euro per qualsiasi cosa tu scelga ed obbligatoria). Il barista insieme al suo collega, crede di ripresentare una scena del celebre film “Cocktail” e dopo aver fatto abbondantamente i caxxi suoi per circa 5 minuti, mi degna di uno sguardo. Io chiedo 2 consumazioni e lui batte alla cassa 15 euro. Io faccio segnale che ne voglio 2, ma lui è ancora troppo preso a girare il suo film quindi non mi caga, così ripeto ancora che ne voglio 2, e lui continua con le riprese, fino a quando un mio “OHHHHHH” (si sono un terrone, lo ammetto) richiamano l’attenzione del prossimo candidato al premio Oscar come attore non protagonista che con aria infastidita mi dice “HO CAPITO!” . Io spiego che ha battuto solo 15 euro, e che invece desidero 2 consumazioni, e lui fresco fresco mi dice…“ora ne ribatto un altro!”. Ma se aveva capito tutto, non è più normale che ne batti subito 1 da 30 euro, o forse 2 consecutivi da 15 euro, invece di batterne 1 da 15 euro e cercare il resto per i miei 50 euro per almeno un paio di minuti! Ma nn è finita.

Chiedo una birra e un Rum cooler. La birra è facile, ma il mio Rum C a quanto pare no (la ricetta di questo cocktail la trovi a http://www.azcocktails.it/preparazione_ricetta/cocktail_rum_cooler___169.htm). Il barista è lo stesso candidato all’Oscar di prima, lo seguo nella preparazione e mi accorgo (sarà la milionesima volta che bevo questo alcolico) che non mette zucchero, non pesta ciò che va pestato e non mette alla fine il Ginger Ale. Mi arriva dunque un beverone con gusto indefinito. Fortissimo come gradazione alcolica e alquanto imbevibile. A questo punto comincio a rifletterci su e penso…“CAXXO vendete una roba che costa forse 2 euro a bicchiere, a ben 15 euro, e non avete il minimo accorgimento nel cercare di farlo bene!”

Chiedo all’altro candidato all’Oscar di assaggiare il mio cadeaux, chiedendo: “Secondo te cosa è?” Lui assaggia e lo chiede a me. Io dico che è un Rum Cooler e che forse mancha lo zucchero e il Ginger Ale. Lui mi risponde chiedendo chi me lo ha fatto. Io indico il suo collega preso a girare il film e lui dunque mi sentenzia “E’ giusto così questo cocktail!!!”.

Be se questo non è cameratismo, allora ditemi cos’è?

Decido di lasciare perdere, sto impiegando troppi neuroni con sti due rimbambiti. Ma dentro di me sono convinto che ancora qualche chicca mi può succedere. Infatti è già in forno.

Il nostro gruppo (non di tutti maschioni e soprattutto ben vestiti) sta ballando in una zona del locale dove c’è un tavolo vuoto e dove c’è abbondante spazio.

Il mio cocktail imbevibile è appoggiato su un tavolo, UNICO nel tavolo, mentre ballo e rido con gli altri.

Ad un certo punto passa il prossimo candidato al premio NOBEL per la SCIENZA. Un camariere di quelli che passa dai tavoli a prendere i bicchieri. Il fenomeno in un attimo ha preso il mio bicchiere e messo insieme ad altri vuoti, sta andando via. Piccolo particolare, il mio bicchiere era pieno a 3/4!

Lo informo gentilmente che il mio bicchiere era pieno e lui mi dice “Te lo faccio rifare, cos’era?”. Io consapevole della bravura del barista nel fare il Rum Cooler, dico che avevo un Mojito! Ecco che si consuma la scienza! Lui risponde a tono “Beh se era un Mojito, c’è l’hai da 1 ora, il ghiaccio è tutto sciolto!!!E poi lo hai poggiato su un tavolo che non è tuo…quindi!!!”

Beh non c’è la faccio più e rispondo “Guarda che se c’è l’ho o meno da 1 ora, saranno anche caxxi miei! Se non vuoi rifarmelo non fa niente, ma se devi anche dire che è colpa mia…NO. Così mi sembra un pò eccessivo”. Lui va via come per non ascoltare l’ennesimo caxxone e poco dopo torna con un mojito.

Chiaramente lui crede di aver ragione e riparte con “Cmq secondo me era un Moscow non un Mojito”, io gli dico che continuo a non capire cosa cambia per lui, visto che il focus della storia è che si è portato un bicchere pieno di roba con il proprietario (che per la cronaca ha speso 15 euro per quella roba) accanto!

Lui sentenzia “Guarda lascia perdere, tanto ho deciso di cambiare lavoro!!”, io suggerisco che farà proprio bene a farlo…e assaggio il mio mojito.

Ora le considerazioni che emergono sono pressochè scontate.

Come mai quanto il locale è più pettinato, quanto è più stracolmo di enormi stupidi, maleducati, assurdi rincoglioniti che invece di essere gentili, ti trattono come un lebbroso?

Si parla sempre di crisi nei consumi che attraversa lo stivale e poi ci sono dei posti (non pochi vi assicuro) che pur vendendo un prodotto che oggettivamente costa poco ad un prezzo elevato (anche per la qualità di quello che offrono) si permettono di trattarti una kiavica!

E la cosa più bella è che quelli che protestiamo siamo sempre pochissimi! Siamo considerati dei rompipalle!

Ma scusate, quando vai al ristorante e ti portano un caffè corretto al posto di uno normale, glielo dici o te lo bevi anche se odi la grappa? O quando stai entrando a mangiare nel ristorante premiato con 3 forchette dal Gambero Rosso, qualcuno vi ha mai chiesto se siete tutti uomini o se siete vestiti nel giusto modo??? E quel posto per avere 3 forchette si è fatto un mazzo esagerato negli ultimi 5 anni!

Boh? Forse sono io che queste scene non le tollero; forse non capisco perchè a Dubai, a NY, a Madrid queste scene non le vedi, e si va in posti che sono all’altezza dell’11 se non ancora meglio.

Forse dovremmo TUTTI disertare questi posti, far capire che ad un bel prodotto va accostato anche un servizio al cliente degno del locale, con domande poste con garbo, con educazione e con rispetto. Come si fa in tutte le attività commerciali. Forse dobbiamo capire che siamo noi che facciamo vivere questi posti, che non sono loro che ci fanno un favore a farci entrare, ma bensì noi a dare tanti soldi in cambio di poco.

Si forse dovremmo farlo.


LA DOMENICA A TAVOLA

4 Maggio, 2008

Cari Amici,

dopo più di 15 giorni di silenzio, tornato in Italia dal mio viaggio a NY, torno anche a riempire le pagine del mio blog. Come si può notare, è cambiato il look&feel. Purtroppo il vecchio fornitore di spazio web non mi garantiva piccole cose fondamentali per un blog (la possibilità per tutti di commentare, di partecipare al blog), e poi ho scoperto che tenere un blog con dominio personalizzato (come il peggiore.com) in Italia ti costa dalle 20 alle 30 euro, mentre negli USA solo 10$ (circa 7 euro). Cosi eccoci qui. Spero vi piaccia.

Chiaramente ho milioni di cose da raccontare a proposito del mio viaggio a NY, ma per il rientro, ho pensato che servisse qualcosa di più italiano, di interesse comune, a maggior ragione che tutti venivano ora dal proprio ponte!

Così oggi, e magari se riesco tutte le domeniche, ho deciso di censire i ristoranti e i locali dove vado.

Oggi a pranzo sono andato al ristorante a Milano Al Garghet (www.algarghet.it).

Sono stato spinto nella decisione di prenotare a pranzo, perchè conosco il loro giardino esterno, non curatissimo, ma molto tipico, con molti gerani, una vasca con i pesci rossi in centro e soprattutto con qualche piccola rana. Si propriò così. A quanto pare il significato della parola garghet è proprio “rana”! Così si riescono a vedere questi simpatici animaletti, che devo dire, non capita d’incontrare tutti i giorni in centro a Milano!

Ci hanno sistemato in un bel sasso (i tavoli sono denominati così) e ci siamo accomodati in una panchetta di cemento sopra un cuscino. Non comodissimo!

Il servizio è cortese, anche se non velocissimo e devo dire che come ambiente, nel complesso si sta bene. Il menù è storico, non so se ogni tanto (o stagionalmente) lo cambiano, ma io nelle ultime 3 volte in cui sono andato, ho sempre trovato lo stesso.

Il piatto forte è l’orecchia di elefante, o meglio dire, la cotoletta alla milanese. E’ enorme, molto tenera e buona, servita con del pomodoro fresco tritato, molto buona. Costa 24 euro. Non poco, ma se uno ne ha voglia, lì la fanno bene. Sto giro però ho deciso di cambiare menu e ho suggerito al mio amico di non prenderla, cosi io ho preso: come primo, malfatti ai carciofi (9 euro mi sembra) e una tartare di manzo (senza prezzo esposto, tutt’ora non so quanto costava). Il mio amico ha preso come antipasto gnocco fritto con crudo e come primo, dei riavoli con ripieno di mela e taleggio al burro e salvia.

Cosa dire, lo gnocco fritto era veramente senza infamia e senza lode. Ne avrò mangiati meglio o peggio a centinaia, e le fettine di crudo erano esattamente 2 (una per ciascun gnocco). Piatto di una semplicità di preparazione incredibile e con un costo al ristoratore veramente basso, beh a menù era prezzato a 14 euro! Mi sembra veramente assurdo.

Le due paste erano buone, ma senza grande carattere. I miei carciofi erano vecchi e pochi di quantità, il ripieno del raviolo, pur avendo il taleggio dentro, era abbastanza insapore. Burro e salvia è un tipo di condimento vecchio e la salvia non era fresca! Infine la mia tartare, era si fresca, ma poco saporita e non me la sono sentita di colmarla di tanti sapori.

Per dolce, un tazza con frutta di bosco, buona ma normalissima e un crostastina con crema pasticchiera e fragole, buona ma normalissima. Prezzo del dolce cadauno…8 euro.

Tutto il pasto è stato bagnato da 2 bicchieri di rosso (terre di franciacorta) e 1 bottiglia di minerale.

Abbiamo speso 82 euro, mangiato in un bel posto, con un servizio decente e cordiale ma speso per quello che abbiamo mangiato…veramente tanto. La cosa che mi fa riflettere è…ma è possibile a Milano mangiare in un bel posto, delle cose buone e spendere meno di 40 euro a persona (bevande incluse)?

Il mio voto finale è 6, dato da:

ambiente 8

cucina 6

prezzo/qualità 4