IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


LA CATTIVERIA DELLE DONNE

29 gennaio, 2009

ciccionaAvevo deciso di non scrivere piu queste cose. L’ultima volta che avevo parlato della mia azienda mi sono preso sonori cazziatoni e sparlate di durata quanto meno settimanale.Ma questa è talmente bella che non potevo lasciarmela scappare. Anche perché in realtà è successo nella mia azienda ma nn parla della mia azienda, parla della cattiveria di una donna…che è una mia collega.

Succede che,qualche settimana fa, la mia azienda lanci un social network all’interno della propria intranet. Un servizio a livello di concept molto carino; la possibilità di avere un piccolo spazio, leggibile da tutti gli altri dipendenti, dove potere caricare foto, scrivere qualcosa di personale e linkarsi con dei colleghi che conosci o che magari vuoi conoscere. Una cosa alla facebook o alla myspace…per intenderci. Carina l’idea. O meglio, a me nn frega moltissimo scrivere di me stesso o far vedere le mie foto a qualunque collega in azienda, ma a molti, specialmente i dotati di forte egocentrismo, l’idea sicuramente stuzzica. Cmq non è certo mio interesse andare a parlare di questo servizio, mi sono dilungato un attimo solo per farvi capire.

Beh, succede, qualche settimana dopo che il servizio è stato lanciato, che mi trovo a parlare con il mio fedele collega Rabbit di questa iniziativa; lui guarda questo o quel profilo, ci facciamo due battute sopra, due risatine, due minkiate e alla fine arriviamo alla stessa conclusione che la gente ama farsi vedere! Ma vabbè niente di sconvolgente direte voi.

Giorni dopo,commentando con altre colleghe lo stesso servizio, mi ritrovo ad esprimere pienamente la mia opinione.Si, lo so, dovrei proprio smettere di esprimere le mie opinioni. Sono diventato un bersaglio facile, le persone sanno che nn le mando a dire, sanno che qualche perla dalla mia bocca può sempre uscire.Ad ogni modo, mi lascio scappare un “secondo me, sto servizio fa proprio cagare!!!”; anzi rincaro con maggiore enfasi “secondo me fa cagare di più della Dolce Euchessina”; grande prodotto della fine anni Ottanta e inizi anni 90. Quante donne ha reso felici la Dolce Euchessina.

Beh, la cosa fa ridere, io l’ho commentata come sempre con sarcasmo e ironia. Non volevo certe offendere nessuno. Anzi, mi volevo fare e far fare 2 risate, proprio perché il core non è tanto il fatto che l’applicazione non sia esattamente un social network, nella sua più precisa e attenta accezione del termine, bensì perché fondamentelmente non avrei mai pensato che così tanta gente potesse usarla con entusiasmo. Ad ogni modo, ad ascoltare questi miei commenti, si trovava anche una mia collega con la quale lavoro spesso. Non posso dire certo che siamo amici, ne mai ho avuto una qualsiasi forma di sgamo, ma devo dire che negli ultimi sei mesi ci ho lavorato molto.

Voi direte, ma questo ha scritto circa 450 parole e ancora non ci ha detto che è successo. Io avrei già detto che palle, sarei passato a leggere altro, ma voi grazie a Dio siete diversi da me.

Succede che l’indomani, sono circa le 12.45, tutti parliamo in ufficio di dove andare a pranzare, io leggo le ultime cose e vedo che posso fare ancora in quel breve lasso di tempo prima della pausa, quando ad un certo punto mi spunta in ufficio la collega di cui parlavo prima e un ragazzo che non avevo mai visto.È un dialogo, quindi memorizzate i personaggi:

IO=il peggiore

la collega che chiameremo con la lettera R=sta per Rancorosa

e lui che chiameremo con la lettera S=SCIENZIATO.

Lei viene verso la mia scrivania con lui accanto e mi dice “Ciao, volevo presentarti il nostro collega S che era curioso di conoscerti”, io guardo lui (mai visto in 5 anni di azienda) e esordisco “Non avevi proprio un caxxo da fare se sei così interessato a conoscermi”.

Sono le mie solite battute, non proprio ospitali, ma i miei compagni di ufficio erano già che sghignazzavano e a me piace farli ridere. Lui mi guarda con la faccia di chi non ci sta capendo moltissimo. La cosa nn mi sorprende, è la faccia di moltissime persone con cui parlo giornalmente in ufficio.

Lei riparte verso S dicendo “ Sai, IO, è la persona che ha detto che il social network fa cagare, si proprio così,ha detto che fa proprio cagare!”. Lui comincia ad attivare i suoi neuroni. Io guardo lei e dico”Si l’ho detto, non potevo?”. Lei con il primo sorriso stampato in volto ribadisce guardandomi “Sai, S è la persona che l’ha sviluppato in questi mesi e che lo segue interamente”. Io comincio a pensare…ma questa è pazza! Ce la fa?

Lui, finalmente collegatosi alla nostro server, comincia verso di me “Cosa è che non ti piace? Perché fa proprio cagare?”. Io, comincio a motivare la mia risposta, di social network ne so un pochino, ne uso qualcuno, quindi sono assolutamente in grado di motivare la mia affermazione.

Si accende un dialogo sempre più pepato, S, giustamente difende il suo lavoro, IO motivo con maggiore dettaglio la mia idea e R, continua sempre di più a ghignare!

Ora penso che sia normale che se una persona ha partecipato alla realizzazione del progetto, e si trova davanti un perfetto sconosciuto che ti sta criticando apertamente il progetto, sia sulla difensiva e magari anche si offenda . Credo proprio sia normale. Inoltre S era palesemente spiazzato inizialmente sul perché della visita nel mio ufficio e soprattutto sul tema da trattare nel dialogo. Quindi io mi sento proprio di scagionarlo. Ma di R scusate, devo proprio parlarne.

Questa grandissima Rancorosa, sentito il mio commento del giorno prima, si è studiata la scenetta, ha preso S e me l’ha portato in ufficio senza accennargli niente, e con lo scopo chiaro di mettermi in difficoltà e di farmi fare una sonora figuraccia. Ahimè, missione fallita. Io ho completamente motivato le ragioni che mi avevano fatto esprimere quel commento ed ho anche capito sia il perché S si stava risentendo, sia il perché magari il progetto non era stato sviluppato al meglio (come sempre mancanza di opportune risorse).

Ma R, si è dimostrata una vera, autentica, incredibile, inspiegabile…CATTIVA. E non uso parole più forti solo perché altrimenti scadrei nel profondo volgare.

Vi chiederete forse il perché di questo atteggiamento da parte di R. Io qualche idea ce l’ho. Forse perché questa R è da un buoni 6 mesi che mi fa capire che le piacerebbe conoscermi meglio? Forse perché mi chiede spesso cosa faccio nel week end ? forse perché mi chiede spesso perché non esco con i miei colleghi/e? Forse perché mi ha chiesto l’amicizia su FB e io l’ho ampiamente ignorata. Ma forse perché settimana scorsa, in occasione del mio compleanno, mi ha chiesto espressamente di portarmi fuori per pranzo e io l’ho sonoramente rifiutata?????

Ora dico, io non sono ne un figo incredibile, ne l’ultimo uomo della terra. Capisco perfettamente che essere, come dire, non contraccambiati in un interesse non è mai piacevole, ma tutto questo mi sembra esagerato. Io che dovrei fare? In 31 anni ho preso un migliaio di 2dipicche e non per questo vado in giro a fare lo stronzo con tutte, anzi spesso mi faccio 2 risate pure con i miei amici parlando delle più grandi e sonore figuraccie rimediate con fanciulle che non hanno voluto neanche dirmi il loro segno zodiacale!!!

Mah! Rimango basito, forse le donne non le ho proprio capite, forse non devo generalizzare, è solo R che si sente una figa (roba non esattamente corrispondente alla verità) e che non accetta i rifiuti, ma tutti vorremmo essere ricchi, famosi e desiderati dall’altro sesso, ma ci sono un sacco di maschi che fanno uso massiccio di video porno e altrettante femminucce che investono tanti euretti in viaggi della felicità a Capoverde, Cuba, Santo Domingo e altri…forse un motivo ci sarà? R…una domanda “ perché non vai in qualche bel posto al caldo per le prossime ferie…tipo in JAMAICA?”

Il peggiore


STORIE DI AZIENDE!!!

1 ottobre, 2008

Ciao boys&gilr, come vi butta?

Lo so, vi ho un pò trascurato! Mi stanno facendo lavorare come un disgraziato, così la sera non sono spumeggiante per raccontarvi qualcosa di nuovo. E di cose da dire ne ho…fidatevi!

Oggi, ad esempio, vi devo troppo raccontare la mia giornata lavorativa.

La maggior parte delle persone che parlano del loro lavoro, si atteggiano sempre di fare cose fighe, di occuparsi di cose importanti, di essere dei grandi manager…io invece mi sento sempre un pò uno scoglionato, uno che non fa niente di chè, che forse si è un pò bruciato, che potrebbe fare di più e che soprattutto potrebbe guadagnare di più!!! ok sono di parte. Ma vi spiego meglio.

Gli azionisti di maggioranza della mia azienda, ci stanno offrendo una opportunità importante di portare un grande prodotto in Italia per la nostra offerta. Non posso dare più informazioni, ma io oggi avevo una riunione con questi super top manager su questo tema.

Così, dopo una settimana di lavoro in cui avevo convocato la riunione, mi ero preoccupato che tutti avessero un’agenda aggiornata, aver concordato chi faceva cosa, prodotto una trentinta di slide, pensavo sta mattina di stare a sentire sti super top manager e magari se ci fosse stato opportunità, cercare di dire qualcosa di intelligente. E invece che succede? Per un problema logistico, il mio capo mi chiede, mentre lui presenta le slides, di premere il tasto del pc per fare scorrere a suo comando le slides. Avete capito bene, ho fatto la valletta…anzi il valletto!

Mentre ero lì che cercavo di ascoltare la spiegazione delle slides, mi chiedevo se aveva avuto in qualche modo senso quello che avevo fatto nella mia vita. O meglio pensavo, cavoli ti sei laureato in corso nell’Università più prestigiosa d’Italia, sei stato una scheggia a cominciare a lavorare, hai investito un fottio di soldi (11 anni di affitti pagati e non solo) e alla fine a 30 anni sei messo lì a premere un pulsante a comando!!! Roba da pazzi. :-)

Lo so che qualcuno starà pensando…che sono il solito ingrato, il solito convinto, montato che si sente chissà chi o cosa. Beh forse avete ragione…ma io quando ero lì in piedi, in splendida camicia bianca inamidata, cravatta azzurra forza napoli con vele bianche, capello perfetto, bello come il sole….ghignavo dentro di me pensando che avevo proprio un ruolo da cazzone!!!

Vabbe, so che nella vita bisogna fare la gavetta, lo so che occorre essere umili ma la verità è che a volte uno pensa che se invece di studiare avessi imparato un mestiere (che so l’idraulico, il falegname, ecc)…forse oggi le ma passerei meglio; ma che sia chiaro, non rimpiango niente…solo mi faccio un pò di risate tra me e me.

Poi chiaramente, avrò qualche collega che avrà pensato o starà pensando che invece mi hanno dato una grandissima opportunità e che dovrei sempre ringraziare il cielo, visto che sono uno come tanti…forse avrà anche ragione lui…ma io mi sentivo un vero ma vero cazzone…e anche ora scrivendo…me la sto gignando.

il peggiore sarcastico ma divertito dalle sue vicissitudini


MA FATEMI IL PIACERE!

11 luglio, 2008

Questo post lo dovevo scrivere da tempo. A dire il vero ero un pò titubante, mi rompeva il fatto di usare il mio blog per parlare di cose mie e relative alla mia azienda. Alcune persone che mi leggono ci lavorano e forse si potrebbero sentire chiamati in causa. Ma alla fine ho deciso. Lo scrivo e buona notte al secchio.

Prima però mi sono dovuto un pò tranquillizzare, perchè se così non avessi fatto…sarei stato un fiume in piena. Anche il titolo di questo post l’ho più volte modificato, volevo mettere qualcosa di più forte, ma a dire il vero…mi veniva in mente solo qualcosa di più volgare.

Così dal “Mi avete rotto i coxxxxni” al “Banda di sick dogs” siamo passati ad un diplomatico “Ma fatemi il piacere” che sintetizzerò con un MFiP ogni volta che mi servirà.

Tutto comincia nel Gennaio 07 quando accetto uno spostamento interno alla mia azienda dalla vecchia area dove ero un Signor Commerciale (dati alla mano, niente commenti soggettivi) ad una posizione nell’area Marketing.

Ho visto subito facce strane, gente che mi guardava come venissi da anni di precariato o cassa integrazione, commenti che mi dipingevano come un raccomandato (pranzare con uno dei capi purtroppo è sanzionabile penalmente), la solita persona che pur non facendo niente e capendone ancora meno, era stata quasi promossa! MFiP

Vabbè, sarà solo l’inizio, mi dissi. Così riunione dopo riunione, slides dopo slides, pensavo piano piano di conquistarli. Badate bene, conquistare dei colleghi della mia stessa azienda! Solo colleghi nuovi…tutto il resto era vecchio, decrepito. Io avevo fatto 2 anni di overbudget (vuol dire quando ti chiedono di fare risultati per 100 e tu ne fai 150), ma per loro ero solo un grandissimo cazzone.

Ricordo che il primo che mi buttava merda addosso, era un mio ex collega della vecchia azienda, per la quale avevo speso grandissime parole per farlo assumere…vai a fare bene ai porci! MFiP

Bene dopo 6 mesi di lavoro duro (ho lavorato mediamente il triplo rispetto a quello che facevo prima) e risultati pressochè zero (il Dir.re conosceva la mia mail ma non la mia faccia), qualcuno ha deciso che non andavo bene o semplicemente era meglio mettermi da parte. O meglio, appartenevo ad un gruppo di persone che stava avendo problemi con legali (colpevoli o meno, non spetta certo a me dirlo) e quindi pure io dovevo essere messo da parte. Pure io avevo gli stessi problemi. Pure io ero coinvolto. Peccato che io di quella storia non ne sapevo nulla…era successa 2 anni prima che io venissi assunto!!! E lo hanno fatto! Mi hanno messo da parte! Credete forse che la gente si preoccupi! Credete che qualcuno rifletta sul fatto che magari un ragazzo di 29 anni ci può rimanere male! Senza che nessuno ti dica ne A ne B, così dall’oggi al domani, non ti cagano più! Chi ti chiede perchè non c’eri a quella riunione, chi ti chiede delle nuove offerte, che tu non conosci…e tu invece vai in ufficio, ogni giorno, tanto per scaldare la sedia. MFiP

Così ho passato 8 mesi a scaldare la sedia, a sentire commenti in giro del tipo “lui è in sciopero”, fatti in tutte le sedi, nei corridoi, alle macchinette del caffè o agli aperitivi di qualcuno che si dimetteva. Solo che 4-5 amici qui dentro li ho e a loro quei commenti forse facevano male un pò come facevano male a me. Ma poi fatemi capire “In sciopero”??? Io??? Come si fa esattamente sciopero in un’azienda in cui sei dipendente? Con quale atteggiamento o spirito? Con che argomentazioni?MFiP Io pago un mutuo, come mai potrei rischiare di essere cacciato dal mio posto di lavoro, dichiarando, come qualcuno (e piu di un qualcuno) sosteneva di essere in sciopero! Una follia, anzi un caxxata completamente inventata! MFiP

Potevo deprimermi, potevo andare in grossissimo sbattimento, potevo rimanerci male, così non è stato…forse un pò di sale in zucca ne ho, ho pensato di impiegare il mio tempo a studiare e a documentarmi. Esattamente, proprio così! Mi sono letto tutto il leggibile da internet sul mercato italiano, sulla situazione europea e i trend mondiali, per tutto quello che è il mondo telco, web e finanziario (rimango sempre un appassionato di borsa), alla faccia di chi crede di saperne…e invece non ne sa proprio un beatissima m….!

Poi dopo 8 mesi di sta vita “particular” qualcuno si è ricordato che proprio un minkione nn ero, e ha pensato di propormi di gestire un parco prodotti nuovi, prodotti che da mesi qualcuno discuteva, negoziava ma che alla fine non aveva saputo concretizzare in ordini, offerta adeguata, risultati aziendali.

Così hanno messo a me a gestirla. E voi cosa pensate? Quale poteva essere l’accoglienza? In ordine vado ed enunciare:

1) qualcuno mi da dell’arrogante; arrogante forse è vero, ma solo perchè quando sono sicuro di una cosa, difendo la mia idea. E fino ad ora (nei primi 3 mesi di lavoro) ho avuto ragione (non da poco) MFiP

2) qualcuno mi da del raccomandato. “vedi, è stato in sciopero per 8 mesi ed ora gli danno la responsabilità di gestire quella cosa”. Bè se la mia è una situazione da raccomandato, uao…non la auguro a nessuno MFiP

3) qualcuno mi vede al caffè abbronzato e mi chiede: “Ma sei andato via questo week end?”, io rispondo di si e a botta”vorrei fare anche io il tuo lavoro, sei sempre in giro!!!” MFiP

4) altri sostengono che io prendo livelli e soldi ogni anno; a dire il vero in 2 anni di nuova posizione, la mia retribuzione e il mio livello sono intatti a come erano 3 anni fa MFiP

5) questa è la più bella, il mio PM di riferimento, a cui dal tempo t0 stavo già sul culo, ha subito pensato di dire che dopo 2 mesi di lavoro fatto insieme (invitato a tutte le riunioni, email a manetta, spiegazioni su tutto) lui nn era stato allineato sulle mie scelte, scatenando una guerra tra i 2 dipartimenti! BE’ che dire…si sta proprio da DIO!!!

Ora rileggo e mi accordo che questo è un post pesante, noioso a tratti e forse ripetitivo (chissa a quanti è successo tutto questo e non per questo lo scrivono su un blog) ma avevo bisogno di sfogarmi, avevo bisogno di gridare al mondo “MA FATEMI IL PIACERE” e forse avevo bisogno di dare un messaggio.

Ognuno dovrebbe farsi una propria opinione personale sulle cose, se nn lo conosce si dovrebbe documentare prima, cercare di capire e impiegare più di un secondo a sentenziare questo o quello. Invece alla gente piace parlare male, piace essere invidiosa di qualcosa che neanche c’è , è sicuramente più facile che ammettere “si lui è bravo”, ma forse, alla fine, se ci pensi bene, basterebbe veramente poco, per passare meglio le nostre caxxo di giornate aziendali!

ilpeggiore


AZIENDA SI…AZIENDA NO!!! (III puntata)

12 giugno, 2008

HELLO everybody! E’ un paio di giorni che voglio scrivere questo post; il perché è dato dal mio nuovo lavoro. Qualcuno saprà che da 1 mese all’interno della stessa azienda, ho cambiato ruolo, lavoro a contatto con persone che prima nn conoscevo, parlo con dei dipartimenti di cui l’esistenza prima mi era sconosciuta  e tutto ciò ha rafforzato le mie solite idee aziendali.

La solfa è sempre quella, vedo gente triste, gente che lotta, si da molto da fare, va a casa tardi la sera, rinuncia a un briciola di qualità di vita e alla fine cosa porta a casa? NULLA! o meglio BILE! Ma attenzione, questo non è una lode ai fannulloni, ai fancazzisti e a chi nn fa niente sul proprio posto di lavoro.

In ufficio, tutti o molti sono ambiziosi, tutti vogliono il livello o l’aumento di stipendio, solo che sembra sempre, che il modo più facile per cercare di ottenere queste cose è quello di lottare streguamente con i colleghi ritenuti “pericolosi”!  MA LA SMETTIAMO? dico…LA PIANTIAMO???

Ho un collega che è sempre di opinione opposta rispetto alla mia, cavoli sempre, non dico che a volte ha un approccio diverso dal mio, NO, sempre contrario. Ho una collega che viene sempre messa a fare lavori balordi, mentre i suoi colleghi anche più junior sono coinvolti e cagati dai suoi capi.  Oppure ancora peggio, colleghi che nn ti hanno mai visto lavorare, che non ti hanno neanche una volta mandato una mail, ma che alla macchinetta del caffè diffondono sentenze sulla tua capacità o meglio sulla tua NON capacità a fare questo o quel lavoro! Ma CHE SENSO HA?

Io dico che nn serve a nulla, è una guerra tra poveri, una roba che nn porta a nulla. Chi si mangia la fetta buona e grossa della torta sono altre persone, quelle a cui tutti leccano il cuxx, a cui si fanno i sorrisi e a cui si dice sempre di SI!

Ma dico, è assurdo pensare di fare fronte comune, di fare una bella squadra, di creare un bell’ambiente lavorativo (ci passiamo l’80% della nostra giornata) di gioire se gli altri crescono, perchè questo vuol dire che presto potrò crescere anche io e che la mia azienda premia il nostro comportamento???

Forse è una utopia, forse sono uno che sogna, forse sono uno che in azienda nn andrà mai da nessuna parte, ma alla fine, il solo fatto che ci faccio sopra un post…vuol dire che ci credo.

Ilpeggiore


TROVARE UN LAVORO

13 maggio, 2008

Questo è un argomento che mi piace.

Parlare di una cosa che tocca tutti noi singolarmente, che ci interessa e che ci capita (ormai anche troppo spesso)!Diciamo che è uno di quei post che scrivo volentieri.

Chi, pur lavorando in una bellissima azienda, con un lavoro interessante, con un team piacevole, con una sede spettacolare, non ha cercato dopo un pò di tempo di cambiare lavoro? Credo tutti.

Poi ci sono quelli che dopo 2-3 anni che stanno in un’azienda, vogliono spostarsi per cambiare giro, aumentare lo stipendio, trovare nuovi colleghi e cercare di crescere in responsabilità. Mi sembra chiaro e mi sembra onesto! Mentre in certe città italiane, questa viene vista come una cosa negativa, nonostante negli USA sia una prassi consolidata.

Allora cosa e come si fa?

Si comincia a cercare un nuovo lavoro. Si leggono gli annunci nei quotidiani, nei siti specializzati, nei siti dell’aziende e si manda un bel numero di cv. Così per tante e tante volte (ai limiti dello spamming) e per tanti e tanti mesi, questa ricerca continua.

Io ricordo che quando mi laureai nell’Aprile 2001, mandando un cv per una posizione aperta, nel giro di un paio di settimane venivo chiamato per il primo colloquio.

Io, impavido e immaturo, decisi di prendermi subito una vacanza (Australia per i ben informati) disinteressandomi della ricerca o almeno posticipandola fino a fine Luglio quando per ragioni “di famiglia” dovetti tornare in italia.

Io sono uno dei pochi giovani che ha visto il cambiamento dall’11/09/2001. Ricordo che a Luglio 2001 feci circa una ventina di colloqui (alcune volte anche 2 appuntamenti per giornata), poi da metà Settembre…sempre meno. Oggi, dati miei ma anche di parecchi amici e colleghi, si fa un colloquio al mese…se ti va bene!

Ora non mi voglio dilungare sui problemi di lavoro che attanagliano il nostro paese. Ci sono siti che ne parlano in modo molto più esaustivo rispetto a quello che potrei fare io, ma vorrei parlare della procedura che oggi viene utilizzata a Milano (che credo possa essere replicata su scala nazionale).

Dunque, ricapitoliamo, leggi un’annuncio, mandi un cv e aspetti. Su 20 CV che mandi per una posizione interessante, 10 ti rispondono ringraziandoti per avere mandato un cv, uno ti chiama per un colloquio (direttamente azienda o cacciatore di teste indifferentemente) e gli altri 9 non ti considerano neache. Vabbe…andiamo avanti.

Quello che ti ha chiamato ti fissa un appuntamento, di solito nel giro di una settimana. Allora che fai, ti prepari, ti informi, ti ripassi quelle 2 frasi di inglese che sai, cominci a pensare che cagata inventare al tuo capo per prenderti 2-4 ore di permesso e attendi il giorno del colloquio che arriva.

Fai il tuo bel colloquio, sembra quasi sempre che sia andato bene. Non conosco una persona o non ricordo un mio colloquio, nella quale uscendo si sia pensato “Questi non mi prenderanno mai”!

Ti arrivano sempre domande del tipo “quanto preavviso devi dare?”, “la posizione ti interessa?”, dei visi super compiacenti, e il saluto finale “TI FAREMO SAPERE”!

Ecco! Cosa e soprattutto Quando mi farete sapere???

Ma andiamo con calma.

Sei piaciuto al cacciatore di teste, ti presenta all’azienda. Di solito il primo giro lo fai con una persona di HR. Praticamente fai il remake del colloquio che hai fatto con il cacciatore di teste…riprovando le stesse sensazioni. Con la stessa frase finale TI FAREMO SAPERE”!

Allora nel frattempo è quasi un mese che sei in ballo, ricevi un ulteriore telefonata da parte dell’azienda che vuole farti vedere al manager di riferimento (banalmente il tuo futuro capo). Qui finalmente trovi uno che ti fa un colloquio diverso. Si è vero! Perchè mentre sia il cacciatore di teste e le persone di HR, ti fanno dei colloqui che hanno un senso logico, un percorso ben stabilito e standardizzato, un inizio e una fine, quando incontri il manager, può arrivarti qualsiasi domanda. Io ho amiche a cui hanno chiesto che locali frequentassero la sera, il caso aziendale da risolvere in 90 secondi (anche se tu dovrai fare dataentry per i prossimi 2 anni, a loro interessa sapere se sei spigliato nel ragionamento) a me hanno chiesto chi conoscevo in questa o quell’azienda (forse ci può stare come domanda, ma sembra un pò più da palestra che da colloquio), cosa vorresti fare tra 5 anni (non so se mi richiami nei prossimi 5 giorni, tra 5 anni la vedo un pochino lunga) e la classica frase finale TI FAREMO SAPERE”!

Ora, i più fortunati (o forse sfortunati) devono fare il terzo colloquio con l’azienda, di solito un super TOP MANAGER. E lì si che si ride. Chiaramente tu hai sempre le stesse cose da raccontare, tra l’altro quando hai parlato in precedenza, chi ti ascoltava prendeva appunti, quindi in teoria, le risposte che hai dato…le sanno già. Per fortuna credo sia solo una teoria. Il TOP ti fa sempre domande bizzarre. A quanti anni ti sei messo a camminare, cosa volevi fare da bambino, ti piacciono piu i Beatles o i Rolling Stones, tutte robe diciamo “lavorative”! Ecco, questo tizio, chiaccherando del più e del meno con te, decide chi della short list che gli hanno presentato (in genere mai più di 3 persone) debba essere assunto!

MA CI RENDIAMO CONTO?

Il posto alla fine lo prendi se tifi Juve piuttosto che Milan. Se fai barca a vela piuttosto che ciclismo. Tutte robe che veramente hanno a che fare con gli studi fatti e con le tue esperienze.

Ma è la fine che mi turba maggiormente. Ti sei fatto un “mazzo tanto” a capire cosa dire ad ogni colloquio, ad andare e venire dalla sede dell’azienda, hai passato in bianco 2-3 notti per la tensione del colloquio, alla fine un pò per colpa tua, un pò per colpa del fato non ti hanno assunto…e l’azienda che fa??? NON TI CAGA PIU’!!!!

SI è vero! Non ti chiama nessuno, non ti manda una lettera, un fax oppure un email. Non ti cagano più.

Il tuo migliore amico è il tempo. Lui solo ti farà capire (dopo 1 mese che guardi ininterrottamente il tuo cell) che non ti hanno preso, che il fatto che giocassi a golf e non a calcetto ti ha fottuto. Non hai più niente da fare, non puoi cominciare a giocare a calcetto ora per rimediare o cambiare metterti a bere grappa, se ti fa schifo anche la birra!

Ma dico? vi costa tanto scrivere una mail (con un bel testo standard) dove si dice che “seppur tu sia una figo megagalattico, il dipendente ideale, il capo dei nostri sogni, non ti hanno preso!!!”

Non è frustrazione, credetemi, è solo che sta roba…mi ha sempre fatto molto ma molto ridere!!!


AZIENDA SI…AZIENDA NO (II puntata)

5 maggio, 2008

Non posso perdermi questa occasione!

Da meno di 1 settimana, nella rete, si trovano i redditi dichiarati nel 2005 da tutti gli italiani!!! Io sono senza parole. Non me la sento di commentare questa decisione, non ne ho le competenze, o forse non mi voglio esporre a facili critiche, ma una cosa è certa, sono dati che fanno riflettere.

Ho sempre pensato che l’azienda fosse la patria della disuguaglianza, luoghi in cui persone con lo stesso background e con lo stessa esperienza, percepiscano stipendi lontani anche nell’ordine di 10000 euro. Ma vedere i dati a monitor…è molto peggio!

Oggi, al ritorno dal ponte, vedi persone che si rimbambiscono alla macchinetta del caffè a commentare gli stipendi di uno o dell’altro collega. Beh nulla di strano direte, ma a che pro? allo scopo di capire quanto si è presi in giro a volte o allo scopo di covare invidie inutili???

Personalmente, la cosa che invece mi stupisce, è vedere gli stipendi dei cosidetti famosi. Quello si che è assurdo.

Chiaramente non farò alcun nome, ma come si fa a far guadagnare 300 mila euro l’anno a personaggi (sia maschili che femminili) della TV, che non sanno ne ballare, ne cantare, ne recitare o presentare? E come si fa a pagare così poco (redditi aziendali alla mano) persone con 1 laurea, 1 Master, decine di persone gestite e milioni di euro di business di responsabilità? Ma che senso ha?

Io ho sempre detto che in alcuni sport (vedi calcio, tennis o golf) gli stipendi fossero troppo alti per quello che realmente fanno questi sportivi, ma loro almeno corrono dietro ad una palla! Sono capaci di imbucare una palla in un green in pendenza alla buca 18, sanno fare qualcosa!!!

Cosa sa fare una ragazza che balla 30 sec all’inizio di un programma, mostrando e usando il fatto che è molto carina. O ancora di più uno che alla radio dice 4 robine (anche divertenti), che con la dovuta preparazione, qualsiasi persona di media cultura sa dire?

Ma che ci siamo laureati a fare? COSA CI SIAMO SPACCATI IL Cxxx a fare???

Se ricordo le mattinate in cui ci si svegliava all’alba per andare a prendere il posto in università per seguire le lezioni, le nottate passate a studiare, a fare esercizi, tutte le volte che ho detto che non potevo uscire perchè avevo gli esami…ma a cosa sono servite? Forse a scannarmi con un mio collega che guadagna 2000 euro in più all’anno, o forse a sentirmi importante quando sento alla TV qualche parola difficile di cui so il significato?

Pervade grande polemica e disappunto dalle mie parole, ma veramente, come si diceva quando ero piccolo in Sicilia, forse conveniva ANDARE A ZAPPARE LA TERRA!!! chiaramente con rispetto parlando!!!


AZIENDA SI…AZIENDA NO

10 aprile, 2008

Ho passato tutta la notte a chiedermi quale immenso argomento dovevo trattare come primo post del blog. Lo so che stai pensando che non ho un caxxo da fare, ma visto che la Roma ieri è stata mandata a casa, che le mie scommesse sono andate come sempre in Viale Zara a Milano, mi sembrava opportuno dedicare totalmente i miei neuroni a questo enorme dilemma.

Sta mattina ho avuto la giusta intuizione. Partiamo da quello che faccio quotidianamente!

Tranquillo, non ho intenzione di raccontarti cosa faccio io tutte le mattine…punto ad avere 1 milione di visitatori unici al mese in questo blog…un post del genere porterebbe rapidamente al suicidio di quei 2-3 visitatori che al momento saturano le mie pagine.

Detto questo, oggi si parla di AZIENDE!!! AZIENDE

Lavoro (parola grossa) da quasi 7 anni nelle aziende di Telecomunicazioni e ormai devo dire che una mia idea sulle aziende me la sono fatta. La cosa che mi lascia sconvolto è che la maggior parte delle persone che ho conosciuto e che conosco in azienda…a mio modestissimo parere…non ci hanno capito tantissimo (per non usare la solita parolaccia che finisce con azzo).


Facciamo ordine. Una persona mediamente (il mediamente non si riferisce ai super raccomandati che cominciano subito da top manager) comincia a lavorare ricoprendo posizioni da junior.

T’insegnano cosa fare…attività che potrebbero essere proposte al più rimbambito dei cinesi (qualcuno potrebbe obbiettare che da qualcosa si deve pur cominciare).

Ti insegnano come si sta in azienda, ti fanno capire che devi fare gruppo con delle persone che ti reputano un caxxone, perchè hai appena cominciato a lavorare e hai tanta voglia di fare (mentre loro sono esclusivamente interessati al prossimo posto dove andranno in vacanza) ma soprattutto non sai fare praticamente una mazza.

In questi posti oscuri ti fanno capire, che grazie a te…ora l’azienda può perseguire dei grandi obbiettivi.

Ricordo che i primi 6 mesi di lavoro, tornavo a casa la sera e mi dicevo: ”porca vacca, grazie a me oggi l’azienda ha fatto questo e quest’altro! Se non avessi suggerito al mio capo quel dato fondamentale, il direttore di sta minkxa non avrebbe mai capito di cosa parlavamo, quindi sia lui che il mio capo, mi sono veramente riconoscenti!”

Ecco queste stronzate mi hanno accompagnato al mio primo anno di lavoro, con la certezza (poi facilmente tramutata in speranza) che alla prima valutazione con i miei capi e quelli di Risorse Umane, avrei sicuramente preso un cospicuo aumento e un livello nella gerarchia.

Detto fatto! Ben 1500 euro in più all’anno! Hai capito bene…1500 euro in più all’anno. Praticamente 80 euro in più al mese…mica cotiche!!!

Ti dicono che lo hanno dato solo a te, perché sei uno volenteroso, perchè quando sono le 20.00 (e hai ancora da fare la spesa, trovare parcheggio sotto casa, cominciare a cucinare qualcosa di commestibile, lavare i piatti, sistemare il delirio che hai lasciato al mattino e pensare anche che devi interagire con l’altro sesso) e loro freschi freschi ti dicono che devi cambiare tutto il lavoro che da 1 settimana stai faticosamente facendo, TU NON TI INCAZZI!!!

Ho sempre pensato che ci volesse un po’ di tempo per far carriera e che il mio capo (ma in generale tutti i capi) non aveva alcun motivo per prendermi cosi sonoramente per i fondelli. Beh mi sbagliavo.

Continua….


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