LENNY sei un grande!

25 novembre, 2011

Caro Lenny,sei proprio un grande.

Ti ho visto per la quinta volta,incredibile ma vero! Non ho pensato neanche un secondo di potermi annoiare, di poter rivivere qualcosa di già vissuto, di pensare che forse con il quinto poteva bastare. questo è stato ancora meglio degli altri, in me c’era più consapevolezza, desiderio di ascoltarti e poter vivere le emozioni che solo tu riesci a darmi.

Praticamente ho passato metà concerto a filmarti, non che io sia così bravo in queste cose e non che sia neanche uno che si appassiona quando lo fa. ma sapevo che rivederti tante volte, avrebbe allungato il piacere di questo evento.

Sta volta eri meno aggressivo, più rilassato, più pagliaccio e forse anche più sicuro di te e del tuo pubblico. Il tuo nuovo cd ti ha aiutato molto, i ritmi funky e i fiati usati, sono stati superlativi. E devo dire che anche sta volta hai detto 2-3 cose che mi hanno fatto veramente pensare (pensieri tristi purtroppo).

Si perchè quando senti canzoni come “Stand by my woman” o quando il tuo concerto finisce con una versione lunga 15 min di “Let love rule”, ti rendi conto, in quei pochi minuti, in una atmosfera magica e piena di sentimenti, quello che nella tua vita (qualunque essa sia) ti è passato davanti e quello che sei riuscito addirittura ad afferrare.

Prima di cominciare “Let love rule” ti ho sentito dire queste parole “Love clean up all the bullshit”.

Dentro di me ho avuto subito chiaro il disegno. Dentro di me ho subito pensato che fosse veramente come dici tu. Poi però qualche ora dopo, ho capito che mancava una cosa. L’altra metà del cerchio.

E’ proprio vero che l’amore può spazzare via tutte le stronzate che accadono e si dicono in una coppia. Ma a volerlo bisogna essere in due. E non è un particolare da poco!

Credo, e a parlare è uno dei meno esperti in materia, che in una coppia occorre mettere l’amore provato da entrambi al servizio della coppia stessa, e credo che a farlo si debba necessariamente essere in 2. Non ci sono coppie dove l’amore di uno solo é capace di tenere saldo e vero quel rapporto. Lo so, affermazione tanto scontata quanto purtroppo reale.

Ma devo dire che la canzone che mi ha letteralmente sbalzato il cuore fuori dal petto, nonostante sia una delle mie preferite,  delle più conosciute, delle più ascoltate in questi oltri 10 anni di amicizia, è la superlativa, coinvolgente, accattivante e realissima “It Ain’t Over ‘Til It’s Over”.

 

Il suo testo dice:

here we are still together
we are one
so much time wasted
playing games with love

Rieccoci di nuovo insieme
siamo una cosa sola
tanto tempo perso
giocando con l’amore
so many tears i’ve cried
so much pain iside
but baby it ain’t over ’til it’s over

così tante lacrime ho pianto
così tanto dolore dentro
ma piccola, non è finita finchè non finisce

so many years we’ve tried
to keep our love alive
but baby it ain’t over ’till it’s over

così tanti anni abbiamo provato a tenere vivo il nostro amore
perchè piccola, non è finita finchè non finisce

how many times
did we give up
but we always worked things out
and all my doubts and fear
kept me wondering
if i’d always be in love
quante volte abbiamo lasciato perdere
ma abbiamo sempre aggiustato le cose
e tutti i miei dubbi e paure mi hanno fatto pensare se
sì, fossi stato sempre sempre innamorato…

E’ proprio vero Lenny, non è finita fino a quando non è finita. L’ho sempre pensato anche io.

Ma a volte amico mio, per noi non è finita, ma per l’altra parte si. Se non vogliono vederti, se non rispondono al telefono, se ti vomitano addosso decine di cose contro, se non ti rispondono alle tue domande, se non vogliono parlarne più di certe cose, se ti dicono che c’è un altro nella loro vita, forse…non si è in 2 a pensare che non è finita fino a quando non è finita.

Rimane la tua una grande poesia, rimane un fantastico pezzo, una musica che ti entra dentro. Rimane uno splendido concerto, rimane la voglia di vederti per la sesta volta, rimangono diversi video,  che ne sono certo, mi fanno rivivere sempre questa splendida serata.

ilpeggiore

 


MANIFESTO DELLA DONNA IDEALE

11 novembre, 2011

Mi capita di avere decine di idee in testa. Mi capita di avere dei desideri, anzi di desiderare una persona che ha determinate qualità. Poi mi chiedo o mi chiedono quali sono queste qualità e improvvisamente devo mostrare del silenzio.

Descrivere qualcosa o qualcuno che ha delle sembianze estetiche, delle evidenze caratteriali, delle attitudini particolari ben chiare ma allo stesso tempo essere incapace di farlo, mi fa sorridere da un lato ma anche mi lascia un pò frustrasto.

Aggiungo che comunque sono l’uomo che posso, e forse nello scrivere questo MANIFESTO, forse dovrei cominciare dalla descrizione della donna che può, con la paura che non mi basti o con la consapevolezza che se così fosse, forse avrei addirittura ragione.

Poi mi capita di leggere una cosa, un pensiero, una dichiarazione, una tempesta di concetti, meglio dire di sentimenti e mi rendo conto che tutto è lì! tutto scritto, tutto contemplato, tutto assolutamente chiaro. è quello che ho sempre voluto. Ma non sono mai stato capace di dire o scrivere.

Così permettetemi di renderlo pubblico, in tutta la sua energia, in tutta la sua forza. E badate bene, non me la sento proprio di prendermi  i meriti della sua bellezza. So che qualcuno di voi non mi crederebbe mai capace di scrivere qualcosa di cosi bello, tantomeno di dirlo, il peggiore riesce a capire e sentire certe cose, ma di certo non è capace a descriverle.
Allora spazio a questo MANIFESTO:

MANIFESTO DELLA MIA DONNA IDEALE

[...credo di meritarmi altro, una donna che sia amante, fidanzata, moglie e madre dei miei figli, che rimanga sveglia solo per vedermi dormire, che capisca il mio disordine anche quando muore dalla voglia di ordinarlo, che non gli importi se ingrasso o dimagrisco col trascorrere degli anni, che mi domandi che cosa voglia mangiare oggi...

...che sia al mio fianco nelle situazioni difficili, che mi accolga in casa dopo una giornata di duro lavoro, una donna che viva con me l’emozione di realizzare il mio sogno nella mia terra ed ovunque nel mondo, sapendo sempre che quel sogno lo vivremo insieme...

...che mi consoli nei momenti di sconforto, che mi sproni, che mi inciti, che mi ammiri e che mi adori come se fossi IO l’unico, sempre e comunque...che mi lasci l'ultimo pezzo di torta, di tiramisù o di lasagne, che con le sue manine sante ha voluto fare per me...

...che mi dica sempre la verità, anche quando è scomoda, accettando giudizi o critiche,che capisca che ogni cosa è fatta per lei, per me e soprattutto sempre e solo per noi...

...credo di aver bisogno di questa donna e credo che io debba proprio cercarla…

...la vorrei severa come una amica vera e onesta come un’amica speciale, che mi invii delle foto maliziose durante le mie giornate lavorative più noiose, che mi mandi buffi messaggini quando conosce i miei giorni più tristi…

...una donna che mi svegli tutte le mattine con un bacio e un abbraccio, che mi dia la buona notte quando sono solo in una stanza fredda di un hotel, che anche se ha 5 stelle, è pur sempre una bettola se lei non è con me...

...una donna che sia sempre al mio fianco e che non può mai non esserlo..una splendida mamma, una splendida moglie, a cui darei tutta la mia fiducia, una donna a cui vorrei far provare ogni giorno sentimenti nuovi, affascinanti, rischiosi e travolgenti...la mia donna privilegiata a cui ho dedicato e sempre dedicherò tutte le mie più calorose attenzioni...]

il peggiore


IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


1-11-duemila11

1 novembre, 2011

Si chiude un mese molto duro. Devo dire di esserne molto contento. Della chiusura di questo mese, che sia chiaro. Alle solite tematiche noiose e ripetitive (lavoro, cazzi privati, stagione invernale che comincia) si sono aggiunti dei fatti che mi hanno molto toccato.
Socialmente viviamo giorni in cui le parole crisi, le parole debito, le parole accordo saltato, sono praticamente più pronunciate della parole passione, verità, valori, gioia, felicita, futuro. Personalmente vivo ogni giorno come se fosse l’ennesimo che passa prima di un grande cambiamento, l’ennesimo che essendo ormai trascorso mi avvicina ad una nuova rinascita, ad un nuovo start, ad un nuovo inizio di un bel periodo! è’ l’unico modo che conosco per guardare positivamente al futuro. Convincermi che sta per arrivare nuovamente un grande momento.
Purtroppo in questo mese sono venute a mancare due persone che il mondo intero e il mio paese continueranno a rimpiangere per chissà quanto tempo. Mi riferisco a Steve Jobs e Marco Simoncelli.
Ora chiaramente non ho alcuna intenzione di fare la cronaca di questi eventi ne di esprimere la mia opinione su queste due persone (che peraltro, per motivazioni diverse, stimavo moltissimo). Quello su cui m piacerebbe soffermarmi e’ la loro capacita’ di rendere migliore uno (o più momenti) della nostra giornata. Ci avete mai pensato?
Ci avete pensato che quando usate il vostro iPhone con un applicazione che magari vi aiuta ovunque voi siate o vi fa divertire mentre aspettate di entrare dal dentista, c’e’ quell’uomo americano dietro. Quell’uomo che ha cambiato le abitudini di un mondo intero, non per caso, non per mera speculazione, ma seguendo un percorso di vita che aveva proprio come obbiettivo quello di cambiare il nostro mondo in positivo ed incidere sulle mostre abitudini.

Ecco, oggi il pensiero che lui non sia più nel mio futuro, la mancanza della sua presenza, della sua incisività, del suo desiderio di cambiare, ostacola quella sana voglia di essere positivi per il futuro.

Quanto a Marco, invece, anche se non si e’ patiti di moto, credo sia stato estremamente difficile non rimanere colpiti dalla sua enorme simpatia e da quel naturale approccio alla vita che a tutti noi ha fatto sempre sorridere. Mi rendo conto che migliaia di giovani perdono quotidianamente la vita, mi rendo conto che se corri in moto di mestiere vuol dire, in un certo senso, che accetti l’imprevisto fatale come una componente realmente fattibile. Ma un ragazzo cosi piacevole, amico di tutti, ti da estremamente fastidio saperlo ormai in paradiso. Quella sua naturale capacità di rendere tutto cosi divertente, di lasciarti un sorriso anche se ascoltato 1 minuto alla radio, o ancora di più, se incontrato in una foto di qualche rivista sfogliata per caso, saperla ormai spenta, mi deprime moltissimo.

Anche in questo caso, soprattutto guardando ai vecchi della nostra politica, che pur decrepiti sono sempre lì arzilli e desiderosi di spillare qualche soldo o privilegio in più, mi viene veramente difficile persare sempre estremamente positivo.

Se ne vanno tante persone quotidianamente, ma quelle pochissime capaci di incidere sulla nostra vita, con grandi opere come con piccoli sorrisi, sono le persone realmente insostituibili.

L’unica cosa che ho fatto in queste settimane, è stato ricordare le cose che mi hanno stare molto bene. Le ho riportate alla mia mente come buoni auspici per il futuro. Cosi come i romani sacrificavano l’agnello migliore agli dei, per rendere più lieto il futuro, io ho cercato di riportare a galla quelle cose che mi hanno fatto stare bene.

Ne ho trovate tante, la cosa mi ha fatto molto piacere. Quella che voglio condividere oggi è una canzone! qualcuno dirà, che novità! il peggiore sta diventando banale e ripetitivo. Invece scoprendo la canzone, chi mi conosce, può rendersi conto che parlare bene (o solo parlare) di certi cantanti (ancora più se italiani) spiega come sia poco banale verso i miei gusti.

é una canzone che mi è stata donata diversi mesi fa da una persona veramente speciale. come sempre l’ho inizialmente denigrata, poi  ho cominciato ad apprezzarla e a capire il significato di certe parole. Andrebbe cantata a sguarciagola con una persona veramente importante accanto, andrebbe gridata abbracciati in un lettino in una spiaggia affollata di agosto, andrebbe presa come via di uscita al male che viviamo quotidianamente, sicuramente andrebbe condivisa.

Io son sempre stato tuo che anche quando non c’eri ti avevo nei pensieri

Tu sei sempre stata mia che quando ti ho incontrata ho subito capito che

Noi immensamente noi condividiamo tutto sai anche questa nostra gioia strana
che stranamente noi ci fa stare insieme come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina
dalla notte prima

Io io che da lei scappavo perchè mi puoi tradire non mi puoi ingannare mai

Tu quel giorno mi hai incontrato per mano mi hai portato fino a scrivermi dentro che

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra gioia strana che stranamente a noi ci fa stare bene come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina dalla notte prima

Noi solamente noi ci comprendiamo bene ormai e sentiamo un’esigenza sana che due come noi non si lasceranno mai anche quando un sogno ci allontana ma ti sento vicina come mai prima

Io son sempre stato tuo tu sei sempra stata mia che amarsi no non è mai una sfida ma è come cercare in noi una guida

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra storia strana che ingenuamente a noi ci fa stare insieme

O noi solamente no non ci lasceremo mai come quando un sogno ci allontana e torniamo vicino di nuovo al mattino
io son sempre stato tuo tu sei sempre stata mia


UN UOMO PESSIMO o L’UOMO CHE POSSO

19 ottobre, 2011

Oggi sono tornato a casa un pò prima del solito. Quasi 3 giorni prima del solito. Bene! Ogni tanto devo tirare il fiato, continuare ad andare a manetta ha poco senso. ho trovato al rientro la ragazza filippina che si occupa della mia casa. è una cara ragazza, mamma di 2 di figli, la conosco da 5 anni. mi fa sempre poche domande, non parla un italiano perfetto (e credo capisca anche meno). ma quella che mi rivolge sempre (giuro nn se la dimentica mai) è se ho la fidanzata. Io in quest’anni ho risposto sempre dicendo la verità, e sta volta invece mi è venuto di farle una battuta. Le ho detto che non la avevo e che se aveva voglia, poteva presentarmi una sua amica. Chiaramente era una battuta, come le cento che faccio quotidianamente. La sua risposta è stata così diretta e così di pancia che mi ha fatto ridere ma anche riflettere. Mi ha detto di botta “NOOO, io a te non ne presento amiche”!!!!

Bè non male per una che parla male italiano.

Mi sono fatto due risate e poi però ho cominciato a pensare. come è possibile che una persona che mi vede (neanche tanto) dall’esterno faccia un commento simile su di me? é mica un reato essere arrivati a 33 anni e non avere una fidanzata? non è che è sempre stata una mia scelta chiudere i rapporti…a volte si sono chiusi per altre motivazioni :-(

Certo ultimamente non che abbia ricevuto dei gran complimenti. Mentre ricevo spesso i complimenti per la mia personalità o per il mio perenne sarcasmo, chi mi ha amato ultimamente mi ha citato con parole come “uomo pessimo”. Devo dire che negli ultimi dieci anni ne ho ricevuto di peggiori “epiteti” ma questo ha veramente lasciato un solco dentro.

Ma cosa vuol dire essere un uomo pessimo? a chi è esattamente corretto dare questa definizione? forse un uomo che picchia la propria donna, uno che la ferisce verbalmente, uno che si comporta deliberatamente in modo cattivo o forse uno che la tradisce sistematicamente. Forse le ho messe tutte le definizioni.

Ma pensate ogni tanto, care donne all’ascolto, che un atteggiamento da uomo pessimo forse, nasconde delle decisioni estremamente sofferte e combattute per chi le prende. Mi riferisco a chi mette fine ad un rapporto perchè ritiene non sentire i corretti sentimenti del caso. Mi riferisco a chi riconosce che nonostante un grande amore, non si riesce a stare bene insieme. Mi riferisco a quelle storie che portate avanti possono solo logorare le persone coinvolte. Forse saranno decisioni prese da ipotetici uomini “pessimi” ma in realtà c’è molto molto dietro.

Chiaccherando con uno dei miei più cari amici, commentavamo come, dopo una grande storia finita, sia cosi pesante rivedere certe cose. Cerchi una mail sul tuo pc e trovi 10 email splendide scritte nel momento di grande sintonia. Guardi una foto di qualche estate fa e ritrovi vecchi sorrisi, momenti gioiosi e grandi passioni. Riprendi un vecchio telefono, perchè ti serve per andare allo stadio e trovi vecchi sms che ti fanno sorridere ma anche riaprire vecchie ferite.

Io non voglio giudicare quello che sono o quello che sono stato, ma è troppo semplice sostenere che io sia stato pessimo, senza aver compreso il motivo di certi gesti, di certe decisioni e dei comportamenti che li hanno causati. A volte credo che una persona non vuole comportarsi male, cerca solo di essere la persona che realmente può essere. e questo spesso fa male. Molto di più di quello che un analisi superficiale possa realmente capire.

Ho deciso, come spesso faccio tra queste pagine, di collegare questo post ad una canzone. Ne ho scelto una praticamente sconosciuta. Non ci sono video, ne immagini del gruppo o del cantante che la cantavano. ho grande difficoltà anche a ricordare il nome del cantante o del gruppo. C’è solo il mio ricordo, di quando l’ho ascoltata dal vivo in un pub tanti anni fa, in uno di quelle bettole che ospitano grandi gruppi del futuro, alcuni sbocciano, alcuni rimangono solo quello che possono. Si intitola “l’uomo che posso”. Il testo è sotto, l’audio pure. Ascoltala pure, anche se non è famosa, anche se non va alla radio, anche se non ci vai ad un concerto, è lei, è vera e riesce a fare quello che può realmente fare.

L’UOMO CHE POSSO (Bochica)  

ASCOLTA (si apre una nuova pagina dove occorre clicckare sul nome della canzone)

ti ho vista inseguire il cielo / per rubargli un pò di stelle /

ti ho vista fare sogni strani /da tatuare sulla pelle

e chiedere aiuto / che la vita fa paura /

perche il tuo cuore grida /e il tempo ci consuma

a cosa servono le ali/ se non so piu sorridere

e quanta vita fra le mani / ma se nn riesco a vivere

ti sento qui vicina /e tutto intorno e’ troppo buio

ma  dentro i miei pensieri puoi trovarmi ancora

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso

per ritrovarti dentro me/ forse ti devo allontanare

e la distanza sai cos’è?/ una misura universale

che posto puoi trovare? /mi importa solo sia sicuro

se penso che sia sotto il mio stesso cielo

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e la luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

sono solo io

l’uomo che posso

solo io

l’uomo che posso

sono io

sono solo e soltanto l’uomo che posso




So Far Away – Avenged Sevenfold

17 ottobre, 2011

Sono giorni particolari.

Di pensieri, di gioia, di stanchezza, di sofferenza. Sono giorni in cui occorre trovare nuovi stimoli. Molto difficile da farsi, molto più facile scriverli in un post. Però da qualche parte bisogna pur cominciare.

Con questo post voglio ricordare le persone che non sono più con noi.

Quelle che abbiamo perso in pochi istanti, senza troppe spiegazioni, ma con un grande vuoto lasciato per sempre incolmato. Non credo di saperlo fare da solo. Anzi. Ho scelto questa canzone che recentemente ascolto moltissimo. L’ho fatto perchè è stata scritta da una band al proprio batterista, perso giovanissimo ed improvvisamente.

Ha un testo molto profondo. Un suono ritmato ma molto melanconico. Non riesco a trovarci una carica dentro. Sento solo che mi piace anche se mi porta in mente ricordi tristi. Dentro, credo abbia  una voglia insana e strana di comunicare queste sensazioni. Però come dicono le ultime parole del testo “and I need you to know”…e io ho bisogno di fartelo sapere.


Never feared for anything

Never shamed but never free
A life that healed a broken heart with all that it could

Lived a life so endlessly
Saw beyond what others see
I tried to heal your broken heart with all that I could

Will you stay ?
Will you stay away forever ?

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Plans of what our futures hold
Foolish lies of growing old
It seems we’re so invincible
The truth is so cold

A final song, a last request
A perfect chapter laid to rest
Now and then I try to find a place in my mind

Where you can stay
You can stay awake forever

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Sleep tight, I’m not afraid
The ones that we love are here with me
Lay away a place for me
Cause as soon as I’m done I’ll be on my way
To live eternally

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
And the light you left remains but it’s so hard to stay
When I have so much to say and you’re so far away

I love you
You were ready
The pain is strong enough despite
But I’ll see you
When He lets me
Your pain is gone, your hands are tied

So far away
And I need you to know
So far away
And I need you to
Need you to know


UNDICIGIUGNODUEMILAUNDICI

11 giugno, 2011

Ci giorni tutti uguali. Giorni poco importanti. Ci sono giorni che non ricordi neanche di aver vissuto. Altri invece ti rimangono scolpiti nella mente. Ci sono giorni che credi di aspettare per tanto tempo. Altri invece vuoi farli passare in un battito di ciglia. Ci sono giorni che ti cambiano la vita, perché fai qualcosa di importante. Altri invece non te la cambiano per niente, anche se hai creduto per diverso tempo il contrario. Ci sono giorni a cui hai pensato tanto. Altri a cui non pensi mai o cerchi di non pensare. Ci sono giorni che nn dimentichi. Altri che vorresti proprio dimenticare. Ma purtroppo, nn so neanche il perché, questi li ricordi molto piu’ spesso di quello che vorresti. Quelli belli invece, li dimentichi in un secondo, ti vengono in mente solo quando sono passati, sapendo dentro di te che non torneranno.

Recentemente ho letto il testo di questa canzone. Come sempre per caso, all’improvviso, senza neanche aver ricevuto una richiesta di permesso prima di farlo. Poi ne ho sentito la musica, il ritmo e l’ho trovata veramente profonda. Anche se il cantante non e’ tra i preferiti, non si può non dargli la dovuta importanza. Ascoltala leggendo il testo, cantala a squarcia gola se ne hai voglia, godine le sfumature, pensa al sogno che vi risiede dietro, versa qualche lacrima se lo ritieni giusto.

Portala con te.
Ilpeggiore

Che vento che tira, taglia il respiro spinge un po’ in là, forse ci vuol cambiare, mi sa che non ce la farà

Mi riesci a sentire in questo rumore? Vieni un po’ qua, fammi sentire il mare, al centro di questa città,
Tu sai che ciò che so, sai la vita che ho, riparati un po’, forse ti piove dentro, usa la casa che ho

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare,  prendiamo il tempo che c’è

Il mondo non gira o almeno non come volevi tu,  come ci avevan detto, quando era buona un’idea

Tu che sei ciò che sei, che non cambierai mai, promettimi che,  ci sarà sempre un posto, che tieni caldo per me

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è,
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare, prendiamo il tempo che c’è…


L’UNITA’ DI MISURA

28 maggio, 2011

Forse questo post potrà risultare banale. Forse qualcuno potrà commentare, leggendolo, come un post troppo demagogico o scontato. Ma questo blog e’ la reale dimostrazione che a volte le cose più ovvie e banali ma quotidiane e reali, sono quelle più apprezzate!
Tutto nasce da un periodaccio, da un capodanno balordo, da un primo trimestre dell’anno pieno di difficoltà, da una vita personale disagiata e ostile, da un lavoro privo di soddisfazioni ma allo stesso tempo così complicato ed esigente.
Settimane che passano tutte uguali una alle altre, settimane che non fanno vedere una via di uscita, giorni che nascono e finiscono sempre con lo stesso cliché, con la stessa speranza (di cambiamento) e con lo stesso desiderio che il sole torni a splendere, nonostante un buio costante che non vuole per niente essere illuminato.
Così un venerdì rientro da l’ennesima settimana di viaggi, un mal di testa galoppante, la solita voglia di ritrovare a casa, ad accoglierti, la persona che ami, desiderosa di vederti, per intenderci, quell’angelo custode di cui parlavo in qualche post precedente.
Chiaramente non avendo nulla di tutto ciò, mi rimane solo l’idea di riempire la mia supervasca, mettere su un bel sound in sottofondo, far sciogliere in  vasca quelle pastiglie frizzanti che le mie sorelle mi hanno regalato a Natale, immergermi e sperare che per qualche minuto, di ritrovare quella serenità tanto desiderata. Di botto un sonno improvviso, un sonno profondo, una assenza imprevista della propria forza e crollo totale di attenzione. Mi risveglio solo 2 ore dopo immerso in una acqua, nel frattempo, ormai ghiacciata, con un mal di testa ancora più forte e una mancanza di orientamento totale. La forze rimaste mi portano sul divano, in un buio totale dove trovo altre 2 ore di sonno. Poi una telefonata del mio amico RAF mi sveglia. Mi invita a raggiungerlo in un locale dove lui si trova con dei suoi ex colleghi. Qualcosa mi dice di andare, mi do una rivisitata e li raggiungo.
Qui incontro, dopo 7 anni, una ex collega del mio amico, persona con cui ero uscito per qualche periodo (per gli amanti del gossip, niente di sentimentale) che sapevo si fosse sposata, ma nulla di più. Così lei mi parla, mi racconta di un ultimo periodo molto difficile, mi racconta della tragedia che ha colpito la sua vita e io annuisco senza saper nulla. Confermo, non sapevo nulla. Passo una serata a cercare di capire, annuendo, senza avere il coraggio di fare qualche domanda in merito. Poi tutto mi è chiaro. Una storia assurda e tristissima.
Questa ragazza ha perso il marito. Dopo solo 2 anni di matrimonio. Un ragazzo sportivo sotto i 40, con un male incurabile ad una gamba, prima curata, poi amputata, poi ancora curata, che alla fine lo ha portato alla fine dei suoi giorni.

Ricostruisco la storia, mi avvilisco per i miei di problemi. Per quel lavoro che detesto, per una grande storia finita con enorme superficialità, per quei giorni in cui vivo ma sono nero per delle autentiche fesserie.

Lo so è demagogico. Tutti giorni succedono dei drammi (e io dovrei pure saperne qualcosa) ma non per questo occorre scrivere un post su questo tema. Eppure mi rendo conto di aver sbagliato l’unità di misura. Mi rendo conto che non può farmi incazzare una foto su fb, che il mio lavoro non può farmi dimenticare di sentire mia madre,  che non posso dimenticare cosa sono le vere difficoltà, che non occorre prendersi necessariamente sul serio per dimostrare di tenerci alle cose, insomma, che occorre sorridere un pò di più, le cose poi alla fine non vanno cosi male.

E’ così difficile essere felici con quello che si ha? E’ così difficile pensare di poter risolvere i problemi che effettivamente si hanno senza per questo mostrarsi esausti e disperati? non sarebbe più semplice capire che l’unità di misura delle cose è realmente diversa da quella che usualmente usiamo?  Purtroppo ci rendiamo conto che anche le tragedie esistono solo quando ci accadono o solo quando succedono a qualcuno a noi vicino. E questo mi fa ancora di più sentire sciocco ed inappropriato, ma anche su questo occorre sorridere, a volte si può anche esserlo.

Ora che nessuno creda che io sia cambiato. Che io abbia smesso di incazzarmi per delle autentiche cagate. Che riesca a sorridere a tutte le minkiate che mi succedono, o rileggendo qualche email (neanche cosi vecchia) riesca a capire il perchè di certe scelte. Non posso sicuramente credere ai miracoli.

Una cosa è sicura, non potrà un timone in una foto, farmi perdere il sorriso.

ilpeggiore


CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – Unthought Known – Pearl Jam

1 maggio, 2011

Chi mi conosce sa che negli ultimi mesi viaggio moltissimo. Ho fatto il conto che, in un mese, riesco a prendere 6 aerei, percorrere circa 2000km, visitare 10 città diverse. Bella vita del cavolo…aggiugerei io! Uno dei pochissimi aspetti positivi è che riesco ad ascoltare molta musica, molta musica che mi piace. Così con quei cantanti che hai sempre apprezzato, che hai conosciuto meglio negli ultimi anni (grazie a qualcuno che me li ha fatti valorizzare maggiormente), instauri un rapporto di amicizia, di confidenza, di confronto, di utilizzo delle loro idee. In questo caso, mi sono scelto uno poco famoso, uno che conta poco, uno quasi sconosciuto…un enorme e fantastico Eddie Vedder e i suoi Pearl Jam.  Per i milioni di lettori di questo blog, non è una novità, già nel mio post del 22 maggio 2009 (ALIVE) ed ancora in quello del 14 ottobre 2010 (ESSERE UTILI)  avevo decantato le lodi di questo gruppo, ma questa volta c’è qualcosa di più.

Ascolti una canzone che ti piace, capisci di chi è, trovi il tempo di leggerne il testo (in questo caso lo traduci pure) e quelle parole ti balenano in testa, come fossero dette da un tuo amico davanti ad una birra, come fossero applicabili alla tua quotidianità e all’improvviso razionalizzi che quello che senti…succede…ti succede.
Già il titolo è fenomale – CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – (Unthought Known).

“Tutti i pensieri che non consideri mai, ma che fai in continuazione. La mente è connessa, la mente è profonda, oh, stai affondando?”

Quanti pensieri facciamo quotidianamente, quante considerazioni sono dentro di noi, certezze solo nel nostro io, ma così diverse da quello che accettiamo succedere quotidianamente.

“Pensa al percorso di ogni giorno, quale strada stai prendendo? Respira forte, e prendi il meglio, Si, questa è la vita.”

Quante volte pensiamo alle scelte fatte, a quelle non fatte, alla direzione che ha preso la nostra vita, a quello che volevamo ed è successo e a quello che volevamo che è così distante da noi.

“Cerchi l’amore e la prova, che meriti di essere tenuto. Ingoiare tutta la negatività, è così triste e disgustoso.”

Forse le persone che scegliamo, per condividere il nostro tempo e addirittura la nostra vita, sono quelle che ci danno la certezza che meritiamo di essere insieme a loro, che ci garantiscono che noi valiamo ed è per questo che non siamo soli. Ma se così poi non è o quelle persone risultano essere sbagliate, la sensazione di aver commesso un errore o di averli commesso in passato è oggettivamente sgradevole.

“Senti l’aria sopra di te, una piscina di cielo blu. Riempi l’aria di amore, il buio con la luce delle stelle. Senti il cielo come una coperta, fatta di pietre preziose e diamanti falsi. Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere… perché tu lo possa percorrere…”

Non è bello uscire di casa e sentirsi vivi, leggeri, pieni di energia e immaginare che tutto quello che stiamo facendo è la scelta migliore che potevamo fare e l’unica che ci rende felici? Non è bello sentirsi amati, in un modo incredibile e sapere che quando si torna a casa, c’è la persona più importante per te, desiderosa di accoglierti? Sembra di essere in un sentiero che qualcosa di grande ha scelto per noi e la speranza che si ha dentro è quello di avere la possibilità di percorrerlo fino alla fine.

“non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui”

Poi grido questo ritornello e mi rendo conto che tutta la mia conoscenza inconsapevole, mi lascia anche molto amaro in bocca. La consapevolezza di non avere accanto tutte le persone che merito e che vorrei, e di non essere stato io a scegliere di non averle. La consapevolezza di aver realmente vissuto pochissimi intensi e stupendi amori e allo stesso tempo non essere stato capace di averli fatti diventare veramente grandi e presenti oggi nella mia vita. La consapevolezza di vivere quotidianamente una vita diversa da quella a cui aspiravo, in mezzo a persone che non mi interessano ma così temporalmente presenti nella mia giornata. Allora mi chiedo, prima di addormentarmi, ascoltando questa splendida canzone, cosa mi è rimasto?

Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere. Guarda le onde sulle rive lontane, che aspettano il tuo arrivo.  Sogna i sogni di altri uomini, non sarai rivale di nessuno. Sogna i sogni di altri allora, non sarai rivale di nessuno…non sarai rivale di nessuno…

Bisogna però essere grandi, guardare avanti, cercare di capire se gli errori fatti, hanno portato giudizio e creato nuove consapevolezze. Occore guardarsi attorno e vedere chi ha ottenuto quelle che vuole, cercare di pensarsi nella stessa situazione e essere capaci di rivedersi nella stessa vittoria. Non è gelosia, ne tantomeno invidia, solo consapevolezza che è possibile farlo.

Un tempo lontano, uno spazio lontano, è lì che viviamo, un tempo lontano, un posto lontano, allora tu cosa stai dando? cosa stai dando?

Questo è quello che chiedo a me stesso ogni giorno. Cosa sto dando? Cosa sto facendo per utilizzare questa consapevolezza sconosciuta che avverto ma che non seguo correttamente? chiedete questa domanda a voi stessi, ora che siete arrivati alla fine di questo post.

Cocì, ora credo che, potete anche cantarvela…

il peggiore


LA PEGGIORE DICHIARAZIONE…

26 marzo, 2011

Sta sera mi sento un pelo romantico. Sarà perchè ho appena impastato ed infornato la mia prima pizza per celiaci (cosa che ad oggi non credo di essere). Mia sorella mi ha fatto notare che ultimamente sono un pò sottotono sul peggiore, così, per le amanti del genere e per i miei amici più categorici, scrivo questo post. Ma la prendo alla lontana.

Io appartengo sicuramente a quella generazione maschile italiana, che considera il matrimonio come una tassa da pagare prima o poi nella vita, ma per il quale, ogni rinvio, posticipo, riflessione e’ assolutamente da ricercare e da considerare!

Da quando lavoro, ho avuto colleghi più adulti di me che me ne hanno parlato in termini assolutamente negativi. Quella cosa che ti toglie gran parte della libertà, che ti toglie l’attenzione verso i propri interessi,  che ti toglie la possibilità di passare da un letto ad un altro con la leggerezza e la serenità che contraddistingue la nostra generazione.

Il mio attuale capo mi ha già ripetuto più volte un vecchio detto che diceva sempre suo nonno in dialetto piemontese “meglio comprare la carne a peso che avere tutta la vacca a casa!”
Detto divertente quanto cinico, molto vero ma allo stesso tempo molto triste.

Non saro’ certo io a fare il moralista, anche io ho passato gli ultimi 5 anni a spiegare alle mie ex fidanzate che non avevo alcuna intenzione di sposarmi e che se stavano cercando una sistemazione veloce, avevano decisamente sbagliato parrocchia!
Scusate pubblico femminile, ma se così non fosse che peggiore sarei? :-) )

Un mio collega ultimamente mi raccontava che da quando e’ sposato, il suo budget annuale destinato alle escort, i tavoli in discoteca, le cene con amanti e i regali “particolari” si e’ totalmente dissolto! Questo e’ un aspetto della crisi degli ultimi tempi che in pochi mi avevano fatto notare!!!

Ma nessuno di queste persone mi hai mai raccontato, di come la propria moglie sia bravissima a fare il loro piatto preferito, di come sia sempre la prima a curarli quando stanno male, di come sia l’unica persona che li ascolta e che vuole esattamente il loro bene, come forse nessun altro nella loro vita. E nn ne faccio certo una storia legata a tutte le cose che una brava moglie fa nel quotidiano come stirare, cucinare, pulire la casa, anche perché per questo ci sono persone che lo fanno a pagamento (soluzione che preferisco, meglio impiegare il tempo di una stirata di camicie per una bagno caldo di coppia, con un gran bel rosso in mano e tante fantasie strane da realizzare). Sembra strano, ma sono realmente pochi gli uomini che sanno dire apertamente che la loro scelta di sposarsi e’ stata una delle migliori azioni fatte nella loro vita.

Ma nonostante questo scenario e questa quotidianità, una cosa che mi sono sempre chiesto e’ come avrei chiesto la mano della mia dolce fanciulla (a proposito…esiste?).

Il cinema ci da da sempre grandi spunti per questo. Ho sempre pensato e sperato che questa “cosa” l’avrei fatta solo 1 volta nella vita e che quindi meritava di farla con un pizzico di attenzione in più. Ho ancora una serie di idee interessanti in testa (in attesa di trovare con chi realizzarle) ma uno splendido spunto l’ho avuto da una commedia americana che ho guardato per caso alcuni mesi fa in tv. Uno di quei film che di aspetto sembra una mezza cagata e che mentre li guardi ti prendono, ti fanno sorridere, ti fanno riflettere. Riflettere si, con un filmetto da sabato sera prima di uscire, non serve necessariamente per farlo il prete, lo psicoterapeuta, l’amico del cuore o un libro, anche da un film si riescono a fare grandi considerazioni :-) !

Così vi inserisco il video che rappresenta perfettamente il momento in cui Ben Affleck chiede la mano di Jennifer Aniston nel film “La verità é non gli piaci abbastanza”. La dichiarazione parte dal terzo minuto del video, ma l’ho lasciato intero perchè anche lei (pur essendo una donna, incredibile ma vero) prima dice delle cose sensate !!!

Ho rivisto da poco questo spezzone e ancora una volta mi sono rifatto la scena in cui potenzialmente sarei stato io il protagonista, chiaramente con una donna nettamente migliore di quella bionda slavata del film.

Credo proprio che sia veramente un momento emozionante e particolarmente bello!

Io non sarei capace di dire parole più belle di queste. “Ti amo da morire e voglio farti felice. devo far felice te per avere la possibilità di essere felice io. Mi vuoi sposare…?”

Ora non voglio certo scatenare quelle 4 donne sposate che leggono il mio blog contro i loro mariti, colpevoli di aver fatto una dichiarazione banale, fredda e di rito. Consideratevi delle persone fortunate ugualmente, siete riuscite a mettervi in casa un uomo convinto (almeno per qualche tempo) di voler passare tutto il resto della propria vita con voi. Non è da poco…almeno fino a quando il vostro lui non dirà ad un suo collega che è meglio avere la carne a peso….:)

il peggiore


YOU SAVED ME

17 marzo, 2011

E’ difficile salvare qualcuno?

Vi e’ mai venuto in mente che le vostre azioni, i vostri gesti, le vostre parole fossero in grado di salvare qualcuno? Salvare dalla vita di tutti i giorni intendo. Non parlo certo di malattie o di religione. Parlo di salvezza personale, quotidiana, morale.
Non avete mai avuto giorni o periodi in cui gira male e dove non si vede come e quando questo periodo possa passare? Il lavoro che non va, la vita privata che non soddisfa, la famiglia che ha dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo si fosse più presente o partecipe.

Ecco che in questi momenti mi viene in mente: “esiste qualcuno capace di salvarmi?

“esiste, di fatto, qualcuno che riesce a farmi stare bene anche quando non credo sia possibile?”

Forse mi riferisco a quei famosi angeli custodi, che da bambini ci rassicuravano, personificati dai nostri genitori, ma così piacevoli da considerare presenti nella nostra vita.

Allora mi chiedo, ma chi e’ e soprattutto dove e’ il mio angelo custode? Io me lo immagino sicuramente come una figura femminile, bellissima, alta, magra, con uno splendido sorriso, con un profilo mozzafiato, un discreto stacco di gamba e anche una terza (almeno) abbondante! Si d’accordo, non e’ la mia amante ma se lavoro di immaginazione, allora lo faccio a grandi livelli!

Ora qualcuno potrà pensare, ma da dove vengono questi pensieri?e sono sicuro che mi conosce penserà subito ad una cosa, invece tutto nasce dalla musica!

Spesso e volentieri  e’ una canzone che mi fa riflettere! E questa volta e’ tutto merito della grande Skin, che coi suoi Skunk anansie ha intitolato una splendida canzone “You saved me” nel suo ultimo album, Wonderlustre!
Ho pensato per un periodo nella mia vita di essere capace di salvare qualcuno (l’ho già scritto in passato) per poi accorgermi che cosi non era, che nessuno può essere salvato se realmente non vuole essere salvato. Salvato dai propri errori, dalle proprie decisioni sbagliate, dalle proprie idee ogni tanto troppo lontane dalla realtà. Ma la domanda che mi pongo oggi è, chi salverà me da me stesso?  Oggi che vorrei tanto essere salvato e che vorrei tanto cantare un a quell’angelo custode un ritornello come

“You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself”

Testo “you saved me”

I’ve been looking through my mirror
With somebody else’s eyes
then you broke me down
You fixed my blood stained crown

I’ve been looking through my window
at somebody else’s world
then you let me fall
Right through your open door

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself

I’ve been running hard on empty
Sinking deeper in the sand
then you let me down
right onto solid ground

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

I had hope in my heart
That you’d run for me
cos i’ve done it all
Now I feel in my heart
that you’ve come for me
you lead me home

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Baby you saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Traduzione del testo

Ho guardato attraverso il mio specchio
con gli occhi di qualcun altro
poi tu mi hai buttato a terra
hai riparato la mia corona macchiata di sangue

ho guardato dalla mia finestra
e mi sono ritrovata nel mondo di qualcun altro
poi tu mi hai lasciato cadere
proprio attraverso la tua porta aperta

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

ho corso con fatica nel vuoto
sprofondando nella sabbia
poi tu mi hai buttato a terra
proprio sul terreno solido

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

avevo la speranza nel cuore
che tu saresti scappato da me
perchè ho fatto di tutto
ma adesso sento nel mio cuore
che tu sei arrivato per me
tu mi hai condotto a casa

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

tesoro tu mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa


SEMBRA FACILE, INVECE NON LO E’ QUASI MAI!

12 novembre, 2010

Capita di tornare dopo mezzanotte in camera, dopo una giornata di km, chiacchere, sorrisi, fatiche e molta nebbia. Capita che non vuoi andare a dormire perchè credi che la giornata sia ancora in credito con te di qualche bella emozione. allora fai un pò di zapping  e ti auguri di trovare qualche bel film alla fine, un programma che ti regali l’ultimo sorriso della giornata. lo so è un pò qualunquista. ma è pratico, da pigri ma soprattutto è vero.

cosi ti fermi su un canale che non caghi mai e guardi l’intervista di un cantante che non ami mai. ascolti la sua canzone e quella gioia la provi all’improvviso. canticchi un testo che sembra fatto per te e realizzi che quelle parole sono assolutamente e straordinariamente vere.

cerchi quella canzone, non la trovi subito (non è il tuo cantante preferito, non è mica lenny). Poi la trovi, la leggi, la riascolti, ancora, ancora e poi decidi. La condividi

I significati sono tanti ed ognuno credo debba dare il proprio. Io ho fatto così. Ma forse leggendo bene, non ce ne sono poi così tanti.

Sembra facile, sembra così scontato. Ma non lo è. Fino ad allora non sai neanche qual’è e cos’è. Poi invece ti sembra cosi chiaro e cosi vero. E sembra realmente così una luce nel cielo.
Posso andare a dormire, ho ottenuto quello che volevo.

Il peggiore

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
chiudi gli occhi se ami davvero
non ti dirò segui il sentiero
sarò, io sarò, luce nel cielo
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
non si svela un mistero
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.


ALBACLUB HELIOLAND EL QUSEIR – FORSE NN AVETE CAPITO

4 agosto, 2009

albaclub_new1Devo chiedere scusa a tutti quelli che sanno cosa è un blog, che sanno come si legge, che leggono ilpeggiore.com; tutti quelli che conoscono quello che scrivo e il modo in cui lo faccio. A voi chiedo scusa.

Ma dopo 7 mesi di insulti più o meno velati da parte di commentatori che EVIDENTEMENTE non sanno cosa è un blog, come si legge e dopo aver capito che urge un chiarimento, eccomi qui a scrivere in una torrida giornata di agosto.

PREFAZIONE

Non per essere pesante, ma questo spazio web è da me finanziato (già!!!) e da me ideato; obbiettivi e speranze legate a questo progetto sono riassunte brevemente nella pagina About me e seppur noiose danno un quadro di come la vedo.

In questo spazio io non offendo nessuno, non insulto nessuno, casomai uso l’ironia per descrivere delle situazioni che capitano a me o ai miei amici.

Io commento, recensisco e scrivo di cose che sono successe direttamente a me o che sono realmente successe a chi ha collaborato con me fino ad oggi, non ci sono finzioni ne tantomeno invenzioni. Forse si ricama ogni tanto un pò sopra le cose, ma solo per rendere la scenetta più gustosa al palato del lettore.

L’HELIOLAND di EL QUSEIR

Sono andato nel villaggio che ho descritto nel capodanno 2009, quindi tutto quello che è successo dopo quel periodo (cambiamenti di gestione, cambiamenti dello chef, migliorie, disgrazie, pestilenze e quantaltr0) chiaramente non sono  inserite nel post.

Ma sopratutto quello c’è scritto è la MIA OPINIONE. Solo ed esclusivamente la MIA OPINIONE.  Questo vuol dire che io la penso così, ho pagato una vacanza in quel villaggio, ci sono stato, non mi è piaciuto, e ho deciso di riportare la MIA OPINIONE sul mio BLOG (che per inciso, pago io).

Ora vi prego di piantarla di scrivermi che sono uno che deve starsene a casa, che non capisce lo spirito dei villaggi turistici, che cerca gli spaghetti alla matriciana anche nella savana, che distrugge e vanifica il lavoro di tanti professionisti che prendono al giorno 6€. Ecco, cortesemente, piantatela.

Internet è un luogo (forse l’unico) dove si possono liberamente ed educatamente esprimere le proprie opinioni e se a qualcuno non piacciono quelle che IO esprimo nel MIO blog, da parte mia massimo rispetto, ma vi prego di avere rispetto anche per il luogo dove leggete le mie opinioni, cioè il mio blog.

Posso capire che “gli addetti ai lavori” non siano stati contenti di leggere i miei commenti, posso capire chi ha prenotato una vacanza in quel villagio e quindi ora si pone delle domande, ma tutti questi sapientoni che sparano a zero sentenze su di me e sulle mie abitudini…ecco andate un pò a fare i fenomeni nei blog degli altri!

Tra l’altro questo è un blog aperto, chi scrive un commento lo può leggere dopo qualche secondo, senza filtri ne censure quindi vi prego di non approfittarne con questi atteggiamenti.

Cmq ad ogni modo, il viaggio di capodanno è stato uno dei migliori della mia vita…ma sicuramente non per il villagio HELIOLAND ELQUSEIR.

Infine, visto che sono un’ossesionato dal mandolino, della pizza margherita e della pummarora ancoppa…date un occhiata a questo link http://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g488096-i9461-k1403436-Helioland_beach_resort_non_andateci-El_Quseir_Red_Sea_and_Sinai.html fonte www.tripadvisor.it mica cotiche.

il peggiore


BOLZANO come COPACABANA?

10 giugno, 2009

Copa+Cabana-FrontVenerdì scorso mi comunicano che devo andare a Bolzano per lavoro per una settimana! Do una occhiata ai miei jeans e noto subito la nascita di una terza palla, ma ahimé ho poco da dire; sono uno nuovo, sono in prova, sono l’ultima ruota del carro, sono un minkione, ecc ecc. Accetto volentieri…(immaginate la mia faccia).

Passo il week end pensando che cmq poteva andarmi peggio, che alla fine è solo una settimana, che fanno il Gewurztraminer, forse la torta Sacher, che ci sarà fresco, che vado in un albergo molto figo, che sono esperienze e che onestamente quando mi ricapita di andare a Bolzano? Già…quando caxxo mi ricapita….

Comincio con l’apprendere che l’albergo figo in centro non ha posto, mi dirottano su un secondo (sempre centrale) della catena Best Western…pericolo!!!! Non ho armi per impuntarmi, quindi accetto.

Best Western Hotel Alpi, ecco cosa mi danno http://www.bwsitemanager.co.uk/websites/98156/htdocs/Default.asp .Vabene, che sarà mai.
La prima sera torno dall’ufficio alle 19.30, il mio collega mi dice che non conviene andare a cena troppo tardi, io rispondo ma si…faccio una doccia e poi scendo…e di colpo comincio a capire…qui se salti le 20…non mangi più.

Minkia, siamo a Giugno, fa un bel caldo, sono in P.zza Walter a Bolzano (il loro Duomo) e i ristoranti cominciano a far cenare dalle 18.30 fino alle 21….roba da matti, anzi da ospedale pubblico.

Qualcuno potrebbe dire “ma vatti a fare un giro per negozi prima di cenare”….e io risponderei “bravo scienziato!!!”,alle 19.00 li vedi chiudere le serrande come neanche fossero le 2 del mattino e nella piazza accanto ci fosse un corteo anti G8!

Devo dire che si mangia bene, hanno della ottima carne, della fantastica birra e della presenza sconcertante in tutti i menù di tutti i ristoranti di piatti di pesce! Qualcuno potrebbe pensare…ma dove lo prendono sto pesce? Beh io sono siculo…W l’omertà!

La cosa interessante è che quasi tutti (dico quasi) i negozianti dove entri, per prima cosa ti parlano in tedesco. Ti salutano in tedesco, spesso ti dicono grazie in tedesco, e se chiedi qualche delucidazione su “magari” qualcosa scritto in tedesco, ti guardano come se fossi un cretino ad entrare in un negozio in Italia e chiedere spiegazioni su qualcosa scritto in tedesco. Mah…paese che vai…usanza che trovi.

Perchè sti signori (ripeto quasi tutti) sono incazzati neri perchè appartengono all’Italia, schifano l’italiano medio che viene e trovarli, ma quando c’è da incassare tutti i contributi che lo Stato Italiano gli versa…dire si al tricolore…nn gli fa schifo. Qualcuno mi ha raccontato che ai mondiali quando ha vinto l’Italia c’erano pochi tricolori in giro e tante faccie buie.

Io sinceramente ho incrociato un pò di antipatici, vi faccio un breve resoconto:

- all’indomani della prima notte nella mia stanzetta 3×3 mq in albergo, nel lettino singolo che neanche alle scuole medie avevo, dopo la colazione sono andato in reception per chiedere di cambiare camera, e una simpatica crucca mi ha detto in un italiano molto forzato che ci volevano 25 euri per cambiare…volevo gridarle: “smettila di mangiare crauti a colazione”!

- meglio ancora in un panificio, la commessa mi ha chiesto cosa volevo in tedesco, io ho risposto con un “…quindi?” e lei innervosita a continuato a borbottare in tedesco.
Io volevo gridarle Italia-Germania 4-3 oppure Grosso e Del Piero con un “andiamo a Berlino Beppe…andiamo a Berlino”, ma ho capito che forse nella vita, ogni tanto bisogna gioire delle paranoie altrui.

Che poi fosse un posto pieno di divertimenti, l’ho intuito due sere fa, quando uscendo dall’albergo alle 21.15, ho incrociato il camioncino che raccoglieva la spazzatura…capito? a Milano, a Siracusa, un pò ovunque, la spazzatura la raccolgono di notte, notte fonda, notte piena…qui invece alle 21.15….sarà per loro notte piena???

Quindi consiglio del peggiore, se volete fare qualcosa di particolare, che so…una addio al celibato, un festa a sorpresa, una notte di luna di miele, una vacanza per riprendervi…non venite a Bolzano, ma nn per male…perchè credo che la noia sia la cosa principale che trovereste da ste parti!

Ad ogni modo, bisogna sempre ambientarsi ovunque, cercare di saper vivere con tutti ed avere una mentalità molto aperta…così al venerdì mi sono detto…affanc…oggi me ne vado da sto posto dimenticato dal Signore…ho cominciato ad avere simpatia per la vie scritte in 2 lingue, per il pane scuro e per lo speck messo anche dentro le calze…i calzini di spugna bianchi e le cravatte abbastanza creative sotto gli abiti…solo che dopo 1 ora ho ricevuto una telefonata che mi ha praticamente sconvolto….dovevo farci una seconda settimana!!! caxxo

il peggiore


VIETATO FUMARE – parte seconda

17 maggio, 2009

Forse esagero, ma il blog ha preso un indirizzo serio sul tema. Lasciatemi riportare questa notizia comparsa oggi sul corriere.it (http://www.corriere.it/salute/09_maggio_18/campagne_anti_fumo_bac097ee-439e-11de-bc99-00144f02aabc.shtml). L’articolo è interessante e fa riflettere. Io aggiungo che:

- il fumo rende maleodorante sia la bocca, la pelle che i vestiti

- diminuisce la percezione del gusto (il vostro cibo avrà meno sapore)

- dimuisce la percezione degli odori (sentite meno il profumo di una donna o di un uomo)

Per ora vi faccio leggere sotto, ma se qualcuno vuole suggerirmi altro…il peggiore accetta molto volentieri.

Buona lettura

Il peggiore

 

 

Fumo: le campagne non funzionano

Bassa efficacia sui giovani, che si sentono immuni dalle malattie. Non però dalla «puzza» di fumo

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le campagne anti-fumo falliscono coi giovani perchè puntano su malattie future invece che su effetti indesiderati immediati, come per esempio l’anti-sociale alito che puzza di sigaretta (Ansa)

MILANO – I messaggi deterrenti per i fumatori non funzionano. Non abbastanza e soprattutto non sui giovani. Queste le conclusioni di uno studio condotto dalla ricercatrice australiana Emily Kothe del dipartimento di psicologia dell’Università di Sidney, che ha intervistato sessantatré fumatori ed ex fumatori di età compresa tra i 18 e i 26 anni. Il tipo di comunicazione veicolata dalle campagne anti-fumo sarebbero troppo generici e chi fuma (o vorrebbe iniziare a fumare) non si sente direttamente chiamato in causa. Solo il 16 per cento degli intervistati ha modificato il proprio comportamento a causa delle campagne informative.

IMMUNI DAL MALE – I giovani non credono che i danni del fumo li riguardino, in parte per il senso di immunità tipico di quell’età, in parte a causa dei messaggi che non si indirizzano direttamente a loro: «il fumo uccide» fa cioè meno paura de «il fumo ti uccide». Ma non solo. Le patologie mortali connesse al consumo di tabacco (ma ancor di più dalle colle e dalla carta usate nelle sigarette) sembrano molto remoti per un ventenne. «Abbiamo ricevuto risposte in base alle quali alcune particolari patologie paventate nelle campagne antifumo sono troppo remote, come il cancro alla bocca» ha dichiarato Emily Kothe, che propone una nuova linea di comunicazione per la salute pubblica.

SANZIONE SOCIALE – «Il fumo ti rende maleodorante» potrebbe essere uno slogan più efficace secondo la ricercatrice australiana perché denuncia un effetto collaterale sgradevole immediato e inoppugnabile. E denuncia un’implicazione sociale, o meglio anti-sociale, che potrebbe avere miglior esito sui giovani fumatori. O sui produttori di profumi e deodoranti.

 

Gabriele De Palma
18 maggio 2009


I’LL BE THERE FOR YOU – BON JOVI

15 maggio, 2009

Qualcuno mi critica per essere troppo Lenny dependent. Se non si è capito…mi piace molto. Mi piace come suona e mi piace quello che scrive. Ma il peggiore cerca sempre di essere poco monotono, quindi sta volta vi stupisco e vi piazzo Bon Jovi.

Grande rock e mitiche ballate. Parole chiare, significati intensi, vera musica. Mica quegli italiani poco chiari (tipo Vasco, Liga o Renato Zero) che dicono tutto al contrario di tutto. Qui il significato è chiaro, il messaggio arriva forte, non si scherza un caxxo. Poi su uno alto un metro e una vigorsol, che nella sua vita ha “interagito” con le donne più belle del mondo (una su tutte Cindy Crawford) possiamo solo esprimere grande ma grande stima.

Questa canzone, in realtà l’ha portata alle mie orecchie N (sapete che nn uso nomi completi di persone sul peggiore), e se all’inizio l’avevo marcia in testa come tante altre canzoni sentite e risentite alla radio negli anni, dopo qualche tempo ha cominciato a rappresentare per me un vero inno all’amore.

Lo so che questi non sono commenti del peggiore, ma sinceramente sono un pò stanco di passare per quello dal cuore di pietra, cinico, razionale e sempre pronto a farsi i suoi conti. Soffro, gioisco, vivo e mi metto in gioco anche io.

Quando ascolto questa canzone, penso a quello che vorrei con la mia donna ideale, quello che vorrei sentire per lei, comunicarlo a lei e a tutte le persone che mi vogliono bene.

…”Ci sarò io con te, ti giuro queste cinque parole , quando respiri voglio essere la tua aria, per te voglio esserci , voglio vivere e morire per te, rubare il sole dal cielo per te, Le parole non possono dire cosa può fare l’amore, Per te voglio esserci”… beh non mi sembrano concetti da poco, da dire alla prima che capita, tanto per dire una cosa. 
 

Perdonatemi la minkiata, ma ci penso da un pò. Non so quando sarà, non credo nel breve, ma mi piarebbe cantare questa canzone al mio matrimonio. Lo farei solo per la futura sposa. Beh credo che se è riuscita a portarmi all’altare, qualche qualità e soprattutto diversi sforzi li avrà fatti. Non credete? E poi potrei usare la mia voce come arma di distruzione di massa. Sapete alla fine della cena, quando gli invitati non si schiodono, tu sei stanco e stai pensando solo ad andare a casa per toglierti quelle scarpe assurde che hai preso per la cerimonia???

Ecco in quel momento io potrei proprio cantare “I’ll be there for you”.

Il peggiore

“I’ll Be There For You”

I guess this time you’re really leaving
I heard your suitcase say goodbye
And as my broken heart lies bleeding
You say true love it’s suicide

Penso che questa volta te ne stai andando veramente
Sento la tua valigia dire addio
e da quando il mio cuore spezzato sta sanguinando
dici che il vero amore é un suicidio

You say you’re cried a thousand rivers
And now you’re swimming for the shore
You left me drowning in my tears
And you won’t save me anymore

Dici di aver pianto a fiumi
e ora stai nuotando verso riva
mi lasci affogare nelle mie lacrime
e non vuoi salvarmi mai più

Now I’m praying to God you’ll give me one more chance, girl

Ora sto pregando Dio per farme in modo che tu mi dia un’altra possibilità

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

I know you know we’ve had some good times
Now they have their own hiding place
I can promise you tomorrow
But I can’t buy back yesterday

so che sai che abbiamo avuto bei momenti
come loro hanno il proprio nascondiglio
posso prometterti il domani
ma non posso ricomprare ieri

And Baby you know my hands are dirty
But I wanted to be your valentine
I’ll be the water when you get thirsty, baby
When you get drunk, I’ll be the wine


E baby sai che le mie mani sono sporche
Ma ma volevo essere il tuo innamorato
voglio essere l’acqua quando hai sete, baby
quando vuoi un bicchiere, voglio essere il vino

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

[Solo]

And I wasn’t there when you were happy
I wasn’t there when you were down
I didn’t mean to miss your birthday, baby
I wish I’d seen you blow those candles out

e voglio esserci quando sarai felice
non c’ero quando eri triste
Non volevo dimenticare il tuo compleanno, baby
desidero vederti spegnere quelle candele

 
I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci


LENNY KRAVITZ – 20TH ANNIVERSARY

9 maggio, 2009

Ciao Lenny,

questo post lo scrivo a te, strano ma vero. Nessun delirio o mania di grandezza ma in qualità di mio amico, mi sento in dovere di farlo. Si, non lo sai, siamo amici. Da ormai più di 10 anni mi tieni compagnia nei momenti importanti, mi illumini con certi pensieri che scrivi, mi fai capire i miei limiti nel manifestare i miei sentimenti e mi spieghi come fare. Certo io sono un testone. Non è che poi dopo tutti questi anni abbia capito chissa cosa, dovrei applicarmi di più lo so. Ma fidati, che rispetto a 10 anni fa, i progressi sono stati tanti.

Con questo post vorrei chiederti scusa. Lo so, non mi hai trovato a Madrid. Lo so che avevo prenotato tutto da tanto tempo. Lo che mi ero sbattuto un sacco per capire dove venire, avevo proprio di vederlo in modo speciale il mio quinto concerto. Vederti all’estero sarebbe stato una esperienza realmente nuova, poi Madrid era la location perfetta. Perfetta sotto ogni punto di vista.

Ho visto le tue foto, ho visto la gente in delirio, sarai stato enorme come sempre. Qualcuno dice che non sei un grande con la chitarra ma quando suoni mi dai sensazioni che pochi altri in concerto sono capaci a regalare.

Lo so che potevo fare come fanno tutti. Lo so che dovevo venire in ogni caso. Cambiare un nome e via. Erano soli 25 euro. Ma non me la sono sentita, non sarebbe mai stato lo stesso, sarei stato da te ma non con te e non sarebbe stato corretto. Poi, tu un pò mi conosci, non sono un ipocrita, non giro pagina e mi butto tutto indietro, sono uno che ci pensa a queste cose. Poi magari a saperlo siamo in pochi, ma è sempre più facile credere alle cattiverie che alle cose belle, e quest’errore chi più di me lo ha commesso?

Sono sicuro che accetterai le mie scuse, cercherò di vederti nelle prossime tappe, questi 20 anni li voglio festeggiare anche io con te. Per ora, anche se poco, divulgo il tuo verbo, cosi’ che forse qualcun altro possa cominciare a conoscerti, come io ho fatto ormai 10 anni fa.

il peggiore

Lenny Kravitz – I’ll Be Waiting

Lui ha spezzato il tuo cuore
lui ha preso la tua anima,
tu sei ferita dentro
perchè c’è un buco
tu hai bisogno di un pò di tempo
di stare da sola
poi troverai quello che hai sempre saputo

io sono l’unico che ti abbia realmente amata, tesoro
ho bussato alla tua porta per tutto questo tempo

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

ti ho visto piangere nella notte
sento il tuo dolore
posso fare qualcosa per alleviarlo?
ho capito che non c’è una fine dentro

e aspetterò ancora te
per vedere la luce

sono l’unico che ti ama davvero, tesoro
non ce la faccio più

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

sei l’unica che abbia mai conosciuto
che mi faccia sentire in questo modo
non potrei farcela da solo
voglio stare con te finchè saremo vecchi

tu hai l’amore di cui hai bisogno
proprio di fronte a te
per favore torna a casa

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


VIETATO FUMARE!

28 aprile, 2009

divieto_fumareQuesto post lo dedico a tutte le persone che conosco che fumano. Tutte…capito? TUTTE TUTTE!

Sappiate che in questo blog è severamente VIETATO FUMARE. Il suo proprietario si è proprio rotto.Se avete intezione di fumare, andate a leggervi altri siti, altri blog, il mio nn vi vuole più!

Sono appena tornato da una cena con altre 11 persone, 10 di loro fumatori. Fuori piove che Dio la manda, c’è un vento che farebbe partire immediatamente Luna Rossa per la nuova America’s Cup e non ci sono più di 10 gradi. Ma questi enormi, incredibili, superlativi, mastodontici, inguaribili cazzoni di fumatori, si sono alternati tutta la cena fuori per fumare. Ora  a me di questi non interessa molto, ma i pensieri che fanno queste persone ormai mi disturbano. Sono intollerante, non li sopporto, non mi fanno più pena, non provo più dispiacere perchè si danno sonoramente delle bastonate nei maroni, no….IO LI VOGLIO ANNIENTARE!

Ora ci sta, che uno che legge mi possa dire “ma che vuoi? che ti facciamo noi fumatori?”. In apparenza niente. Ma in realtà mi svilite. I vostri discorsi mi sviliscono, le vostre idee mi deprimono, le vostre scuse puerili e pietose per giustificare il vostro gesto mi congelano le balle, quando aprirete gli occhi?

Quando vi accorgerete che vi state provacando dei danni serissimi  e irreparabili al vostro apparato respiratorio, che state perdendo il vero gusto dei cibi, il vero odore delle cose, il vero tatto della vostra pelle, il vostro vero respiro e il vostro vero odore?

Quando vi accorgerete, voi genitori, che fumando prima della venuta dei vostri figli (mamme) e dopo la loro nascita (mamme e padri) che li state già inquinando senza che loro abbiano scelto di ricevere e vivere quell’inquinamento? Quando capirete il che vostro odore e il vostro sapore sono diversi e che i vostri piccoli lo avvertono? Quando vi renderete conto che state facendo del male alle persone che più amate oltre che a voi stessi?

E poi la cosa più assurda è che state pure pagando tanti soldi facendo tutto questo!

Parlate del sapore del caffè che vuole la sigaretta, di un pasto importante che vuole la sigaretta, di quando siete stressati, di quando volete rilassarvi, di quando volete fare una pausa, ma piantatela e fatelo anche rapidamente. I non fumatori vivono benissimo sopportando gli stessi problemi che avete voi ma con tanta salute in più.

Da queste parole, potrò apparire un pazzo, un fissato, uno che deve rompere le palle a tutti i costi. In realtà sono uno dei tanti creditori del fumo. Il fumo ha un debito con me, mi ha tolto tantissimo, qualcosa di insostituibile, e solo perchè questi pensieri sciocchi esistono, queste scuse inutili si susseguono, solo perchè io non ho potuto fare niente ai tempi per evitare le conseguenze trafiche che sono poi avvenute, ora voglio fare qualcosa. Forse mi sentirò meglio, forse sarò più sereno, forse non servirà a nulla. Ma almeno la mia coscienza starà un pò meglio.

Il peggiore


DELUSIONI? COME AFFRONTARLE?

23 aprile, 2009

crying-girl-1963-posters1Non so proprio come verrà fuori questo post. Il concetto è sufficientemente chiaro nella mia mente, ma descriverlo è complicato e sono certo che facilmente potrò essere mal interpretato. Forse mettendolo giù suonerà meglio di come sta suonando ora nella mia testa.

Sono giorni di pausa per me, di riflessione, di distacco dalla routine degli ultimi anni, di bilanci, di constatazione, forse un pò scontati, forse un pò banali ma per me riagganciarli, riportarli in superficie, dopo tanto tempo messi in un angolo, credo sia utile.

Nell’ultimo mese e mezzo sono cambiate tante cose.

Chi mi conosce sa di cosa parlo. Cambiamenti positivi sulla carta. Tanto desiderati, tanto difficili da raggiungere e quindi ora, che so di averli ottenuti, penso di sentirmi come mi dovrei sentire. Però, se guardo bene dentro di me, vedo che c’è un pò di strana e controversia delusione. Forse per questo ci dedico un post, un post su di me, sui miei pensieri, cosa che raramente faccio, o che forse non ho mai fatto.

A volte ti immagini (a me spesso in realtà) come andranno le cose, percorri nella tua testa la traiettoria che questa o quella vicenda creda debba seguire, la direzione che una persona a te vicina tu credi debba avere, una sensazione forte, strana e totalmente irrazionale. Irrazionale perchè è immaginata e non ci vede protagonisti, ma solo soggetti che la subiscono senza poterla modificare di un niente.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, ha usato queste informazioni per proprio tornaconto, non preoccupandosi del fatto che forse io potessi rimanerci male.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, invece di buttare le fondamenta di un nuovo rapporto, non più  basato sulla quotidianità e sulla quantità, ha già mostrato scarso interesse e svogliatezza, mi ha fatto sentire già del passato.

Qualcuno a me vicino, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi è entrato in un silenzio inutile, poco redditizio, infruttuoso.

Qualcuno a me vicino, mi ha chiesto, mi ha fatto parlare, mi ha fatto dire la mia opinione, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi ha fatto esattamente quello che pensava di fare fin dall’inizio.

La mia delusione credo venga fuori da averci messo del mio in questi rapporti, dell’energia mia, della volontà mia nel farli andare al meglio, ed invece mi ritrovo con un pugno di mosche, con un bel nulla in mano, con tanta (o poca) delusione mia.

Che dire? chi mi conosce sa perfettamente che non sono uno che ricrimina troppo sul passato, che si rende vittima ai suoi occhi e a quelli degli altri, ma uno che sa  guardare avanti, che sa e deve ripartire, che vuole sempre cercare nuovi stimoli per raggiungere un bene interiore che forse è talmente ambizioso da risultare fittizio.

Forse ho già risposto alla domanda di questo post, ma forse non sempre (e uno razionale come me deve saperlo accettare…forse) c’è un modo, una regola, una metodologia, per affrontare, gestire e superare determinate situazioni che si presentano nella nostra vita.

Ecco. L’ho scritto, a me è chiarissimo, forse agli occhi poco attenti risulterà contorto e  inutile, ma ci tenevo a volerlo condividerlo con voi. Storicamente sono accusato di essere un individuo incapace di condividere…beh…da un pò ho cominciato a farlo…ma in pochi se ne sono accorti.

Il peggiore


IL COMPLEANNO IDEALE

2 febbraio, 2009

vietato1Da bambino aspettavi il giorno del compleanno con tanta attesa. Era il tuo giorno, quello in cui tutti ti cercavano, ti chiamavano, ti facevano capire che eri importante. Poi i regali, la festicciola, la torta, le candeline. Tutto bellissimo. Tutto memorabile, tutto e solo tuo. Star per un giorno.
Un bel giorno di 21 anni dopo, ti svegli grande e maturo e capisci che le cose sono cambiate. Per prima cosa se il tuo compleanno nn capita di week end, devi andare a lavorare. Quella sveglia che suona allo stesso orario di tutte le mattine, ti fa capire che in realtà sta cominciando un giorno come un altro.
Poi arrivi in ufficio e ti aspetti che i tuoi compagni di stanza ti trattino diversamente, siano più buoni, siano più carini, cerchino di disturbarti il meno possibile. Ma quali caxxi?
Il tuo capo ti chiama incazzato e mentre ti difendi dalla sue pessime solite immeritate accuse, ti rendi conto che lui si è dimenticato oggi che giorno è. Mentre lo pensi ti sta un po’ più sul culo del solito e hai nel tuo retro cranio un pensiero che ti vorrebbe far dire “Guarda, brutto calzino sporco, che oggi è il mio compleanno e quindi cerca di scassare i cabasisi a qualcun altro!!!”. Chiaramente non lo fai, non è possibile,è un pensiero assurdo.
Poi ci sono i soliti stronzi colleghi, quelli con cui non vai d’accordo tutto l’anno, quelli che sembra che il giorno del tuo compleanno vogliano triturarti i maroni a tutti i costi, come fosse una missione, una ragione di vita. Poi ci sono le bad news, quelle che non ti aspetti, quelle che non avevi preventivato, quelle che quando ti squilla il telefono o ti arriva un email non penseresti mai potessero essere negative per la tua giornata.
Quest’anno il mio compleanno è andato pressappoco così. Proprio in quest’ordine. Sveglia al mattina presto, colleghi antipatici, capo stressante, stress ed isteria varia. Allora mi è venuta l’idea di scrivere un post su come IO avrei voluto il mio compleanno. Il compleanno ideale.
La mattina la sveglia non doveva neanche suonare. Il campanello era l’unico strumento di casa mia abilitato a suonare. Proprio così, il campanello della mia porta. Lo senti suonare, recuperi qualche abbigliamento di fortuna  (visto che non dormi con un pigiama sfigato bensì nudo), ti alzi e vai a vedere chi è. Guardi dallo spioncino e nn capisci. Hai troppo sonno per trovare una strategia vincente sul momento e quindi apri. Con gli occhi mezzi chiusi e la luce del tuo pianerottolo che quasi ti acceca, vedi un gran pezzo di figa! Si proprio così. Non la conosci, non sai chi è, ma capisci subito che una patatona spaziale e che è venuta a portarti qualcosa. Già ha qualcosa in mano, ma visto che ho notato con i miei 2 mezzi occhi aperti solo quanto è figa, non ho badato inizialmente al contenuto, ma ora mi concentro su cosa ha in mano. Delle rose rosse e una sacchetto.
Bello cazzo, le rose rosse un uomo come me non le riceve mai. Chi si ricorda di regalartele, nessuno! Ma se nella tua vita una volta non lo fai alla tua donna, lei  se lo legherà al dito e sarà incazzosa per qualche mese.
Mi dice “buon compleanno, ti ho portato la colazione”.

Però!!! Sti cazzi!

La faccio entrare, lei si accomoda nel mio living room e io penso che la cosa mi interessa. Sistema le rose in un vaso, lo riempie di acqua e mi fa segno con gli occhi di andare in camera da letto.  Io mi lascio prendere la mano e mi faccio portare in camera da letto. Mi adagia sul piumone ancora caldo, in 7 ore di sonno,  l’ho scaldato per bene.
Io penso tra me e me “chissa che intenzione ha sta patatona!” Lei mi dice di appoggiare la testa al cuscino. Io la seguo, guardo il soffitto, nel buio della mia stanza, e sento che il suo respiro si avvicina al mio corpo. La assecondo ancora, mi toglie il mio boxer, mi sussurra “Rilassati” e io comincio a vedere le stelle. Anzi no i pianeti, anzi le costellazioni, no no..forse vedo tutta la galassia…forse è il paradiso. Forse anche meglio.
Ritorno in cucina con lei che mi segue e do un’occhiata ai fornelli. La caffettiera è già sul fuoco, il pane è a tostare, ci sono due briosches e due pasticcini sul tavolo. Perbacco che colazione.  Chiacchieriamo del più e del meno, della giornata che mi aspetta, della bontà della briosche e di come il caffè non è ancora salito su. Si ho problemi con la moka…che palle, è con me da 12  anni e sembra proprio che mi voglia abbandonare.
Finisce la splendida colazione, mi dice che deve andare e che ci rivedremo nel pomeriggio. Io ancora incredulo la accompagno alla porta. Lei va via. Faccio una doccia, mi vesto, non ho neanche fatto la barba, l’esperienza a letto ha bruciato il tempo mattutino dedicato al radersi. Vado in ufficio.
Quatto saluti dai colleghi più vicini, apro facebook e guardo chi mi ha scritto sul Wall. Cavolini, un sacco di gente. Mi fa piacere, sono contento, mi risento bambino. È vero che quelle persone senza FB  non si sarebbero mai ricordati di farti gli auguri, ma è pur vero che avrebbero potuto, pur leggendo, non farmeli neanche. Quindi sono contento. La mia giornata lavorativa comincia.
Il proseguo della mattinata e del pomeriggio non è così diverso dalla descrizione fatta ad inizio post, quindi passo direttamente alle 18.
Mi chiama, la donna dei sogni, quella bellissima della mattinata, quella che mi ha portato le rose, mi dice “quando sei a casa tua mandami un sms.” Io la assecondo. Lo faccio con piacere.
Arrivo a casa e dopo qualche minuto me la trovo dentro casa con un catering degno del miglior aperitivo milanese. Si proprio così, si fa l’ape da me. Gli stuzzichini ci sono, sono nel forno pronti ad essere sgranocchiati, vedo una  bottiglia di Moet Chandon,  due bicchieri ghiacciati da flute e lei che mi chiede “lo apri tu?”
L’aperitivo è  carino, è informale, piacevole, mi racconta che mi porterà in un posto particolare sta sera. Io mangio il quarto stuzzichino e buttò giù champagne come fosse acqua minerale. Comincio ad essere un po’ allegro. Si fanno le 20, è ora di andare. Non ci crederai ma mi ha di nuovo portato in camera…non credevo si potesse andare al paradiso due volte nello stesso giorno. Ma così è stato.
Mentre mi indica la strada penso dove mi stia portando, mi chiedo se mi piacerà o se nn sarà l’ennesimo compleanno dove mi sono rotto i marron glace.
Arriviamo. Mi ha portato a teatro, oggi c’è un cabarettista che a me piace molto, sapevo che doveva venire a Milano ma non credevo ci fosse proprio oggi. Ci accomodiamo, il teatro è gremito, e io la guardo come a dirle “Minkia come facevi a saperlo che a me lui piace tanto?”.
Lo spettacolo è lungo, rido molto, lei pure,  proprio un compleanno diverso. Lasciamo il teatro che è già passata la mezzanotte e sento un misto di fame e sonno che avanza. Lei ha prenotato un ristorante con cucina aperta fino all’1, bella idea ma io noto con la coda dell’occhio un ristorante jappo molto carino. La convinco ad entrare e consumiamo un sushi e sashimi rapido che mi sazia ma che mi lascia leggero. Sto già pensando che il clou della serata deve ancora arrivare.
È da poco passata l’1 di notte e stiamo per entrare a casa mia. C’è un leggero freddino, la casa è ben riscaldata ma chiaramente le temperature invernali di quest’anno chiedono un refresh del caldo. Così lascio partire un pò di aria bollente in camera , voglio restare sul letto con meno vestiti addosso possibili, soprattutto voglio che lo faccia lei.
Si presenta con un baby doll strepitoso, la sto ancora guardando per bene, quando si accomoda accanto a me. Scelgo un cd di quelli perfetti, penso a George Michael, poi a Sade, poi alla fine la scelta ricade su un MTV Umplugged, ottimo. Spengo le luci, ci sono solo candele sparse per la camera ad illuminare. Ottimo, perfetto, che lo show inizi.
Notte incredibile, momenti pazzeschi, cose indescrivibili. Mi sveglio alle 6 del mattino, guardo le candele ormai tutte sciolte e il cd che ha ripreso ad andare per la terza volta. Lei è accanto a me, dorme, è bellissima, vorrei che non andasse mai via, la accarezzo e le sussurro un “grazie” che neanche la disturba.
Mi guardo intorno mentre penso che mi voglio addormentare nuovamente , facendo ciò dico a me stesso

“Ecco, io lo avrei voluto proprio così il mio compleanno”!!!

Il peggiore


LA CATTIVERIA DELLE DONNE

29 gennaio, 2009

ciccionaAvevo deciso di non scrivere piu queste cose. L’ultima volta che avevo parlato della mia azienda mi sono preso sonori cazziatoni e sparlate di durata quanto meno settimanale.Ma questa è talmente bella che non potevo lasciarmela scappare. Anche perché in realtà è successo nella mia azienda ma nn parla della mia azienda, parla della cattiveria di una donna…che è una mia collega.

Succede che,qualche settimana fa, la mia azienda lanci un social network all’interno della propria intranet. Un servizio a livello di concept molto carino; la possibilità di avere un piccolo spazio, leggibile da tutti gli altri dipendenti, dove potere caricare foto, scrivere qualcosa di personale e linkarsi con dei colleghi che conosci o che magari vuoi conoscere. Una cosa alla facebook o alla myspace…per intenderci. Carina l’idea. O meglio, a me nn frega moltissimo scrivere di me stesso o far vedere le mie foto a qualunque collega in azienda, ma a molti, specialmente i dotati di forte egocentrismo, l’idea sicuramente stuzzica. Cmq non è certo mio interesse andare a parlare di questo servizio, mi sono dilungato un attimo solo per farvi capire.

Beh, succede, qualche settimana dopo che il servizio è stato lanciato, che mi trovo a parlare con il mio fedele collega Rabbit di questa iniziativa; lui guarda questo o quel profilo, ci facciamo due battute sopra, due risatine, due minkiate e alla fine arriviamo alla stessa conclusione che la gente ama farsi vedere! Ma vabbè niente di sconvolgente direte voi.

Giorni dopo,commentando con altre colleghe lo stesso servizio, mi ritrovo ad esprimere pienamente la mia opinione.Si, lo so, dovrei proprio smettere di esprimere le mie opinioni. Sono diventato un bersaglio facile, le persone sanno che nn le mando a dire, sanno che qualche perla dalla mia bocca può sempre uscire.Ad ogni modo, mi lascio scappare un “secondo me, sto servizio fa proprio cagare!!!”; anzi rincaro con maggiore enfasi “secondo me fa cagare di più della Dolce Euchessina”; grande prodotto della fine anni Ottanta e inizi anni 90. Quante donne ha reso felici la Dolce Euchessina.

Beh, la cosa fa ridere, io l’ho commentata come sempre con sarcasmo e ironia. Non volevo certe offendere nessuno. Anzi, mi volevo fare e far fare 2 risate, proprio perché il core non è tanto il fatto che l’applicazione non sia esattamente un social network, nella sua più precisa e attenta accezione del termine, bensì perché fondamentelmente non avrei mai pensato che così tanta gente potesse usarla con entusiasmo. Ad ogni modo, ad ascoltare questi miei commenti, si trovava anche una mia collega con la quale lavoro spesso. Non posso dire certo che siamo amici, ne mai ho avuto una qualsiasi forma di sgamo, ma devo dire che negli ultimi sei mesi ci ho lavorato molto.

Voi direte, ma questo ha scritto circa 450 parole e ancora non ci ha detto che è successo. Io avrei già detto che palle, sarei passato a leggere altro, ma voi grazie a Dio siete diversi da me.

Succede che l’indomani, sono circa le 12.45, tutti parliamo in ufficio di dove andare a pranzare, io leggo le ultime cose e vedo che posso fare ancora in quel breve lasso di tempo prima della pausa, quando ad un certo punto mi spunta in ufficio la collega di cui parlavo prima e un ragazzo che non avevo mai visto.È un dialogo, quindi memorizzate i personaggi:

IO=il peggiore

la collega che chiameremo con la lettera R=sta per Rancorosa

e lui che chiameremo con la lettera S=SCIENZIATO.

Lei viene verso la mia scrivania con lui accanto e mi dice “Ciao, volevo presentarti il nostro collega S che era curioso di conoscerti”, io guardo lui (mai visto in 5 anni di azienda) e esordisco “Non avevi proprio un caxxo da fare se sei così interessato a conoscermi”.

Sono le mie solite battute, non proprio ospitali, ma i miei compagni di ufficio erano già che sghignazzavano e a me piace farli ridere. Lui mi guarda con la faccia di chi non ci sta capendo moltissimo. La cosa nn mi sorprende, è la faccia di moltissime persone con cui parlo giornalmente in ufficio.

Lei riparte verso S dicendo “ Sai, IO, è la persona che ha detto che il social network fa cagare, si proprio così,ha detto che fa proprio cagare!”. Lui comincia ad attivare i suoi neuroni. Io guardo lei e dico”Si l’ho detto, non potevo?”. Lei con il primo sorriso stampato in volto ribadisce guardandomi “Sai, S è la persona che l’ha sviluppato in questi mesi e che lo segue interamente”. Io comincio a pensare…ma questa è pazza! Ce la fa?

Lui, finalmente collegatosi alla nostro server, comincia verso di me “Cosa è che non ti piace? Perché fa proprio cagare?”. Io, comincio a motivare la mia risposta, di social network ne so un pochino, ne uso qualcuno, quindi sono assolutamente in grado di motivare la mia affermazione.

Si accende un dialogo sempre più pepato, S, giustamente difende il suo lavoro, IO motivo con maggiore dettaglio la mia idea e R, continua sempre di più a ghignare!

Ora penso che sia normale che se una persona ha partecipato alla realizzazione del progetto, e si trova davanti un perfetto sconosciuto che ti sta criticando apertamente il progetto, sia sulla difensiva e magari anche si offenda . Credo proprio sia normale. Inoltre S era palesemente spiazzato inizialmente sul perché della visita nel mio ufficio e soprattutto sul tema da trattare nel dialogo. Quindi io mi sento proprio di scagionarlo. Ma di R scusate, devo proprio parlarne.

Questa grandissima Rancorosa, sentito il mio commento del giorno prima, si è studiata la scenetta, ha preso S e me l’ha portato in ufficio senza accennargli niente, e con lo scopo chiaro di mettermi in difficoltà e di farmi fare una sonora figuraccia. Ahimè, missione fallita. Io ho completamente motivato le ragioni che mi avevano fatto esprimere quel commento ed ho anche capito sia il perché S si stava risentendo, sia il perché magari il progetto non era stato sviluppato al meglio (come sempre mancanza di opportune risorse).

Ma R, si è dimostrata una vera, autentica, incredibile, inspiegabile…CATTIVA. E non uso parole più forti solo perché altrimenti scadrei nel profondo volgare.

Vi chiederete forse il perché di questo atteggiamento da parte di R. Io qualche idea ce l’ho. Forse perché questa R è da un buoni 6 mesi che mi fa capire che le piacerebbe conoscermi meglio? Forse perché mi chiede spesso cosa faccio nel week end ? forse perché mi chiede spesso perché non esco con i miei colleghi/e? Forse perché mi ha chiesto l’amicizia su FB e io l’ho ampiamente ignorata. Ma forse perché settimana scorsa, in occasione del mio compleanno, mi ha chiesto espressamente di portarmi fuori per pranzo e io l’ho sonoramente rifiutata?????

Ora dico, io non sono ne un figo incredibile, ne l’ultimo uomo della terra. Capisco perfettamente che essere, come dire, non contraccambiati in un interesse non è mai piacevole, ma tutto questo mi sembra esagerato. Io che dovrei fare? In 31 anni ho preso un migliaio di 2dipicche e non per questo vado in giro a fare lo stronzo con tutte, anzi spesso mi faccio 2 risate pure con i miei amici parlando delle più grandi e sonore figuraccie rimediate con fanciulle che non hanno voluto neanche dirmi il loro segno zodiacale!!!

Mah! Rimango basito, forse le donne non le ho proprio capite, forse non devo generalizzare, è solo R che si sente una figa (roba non esattamente corrispondente alla verità) e che non accetta i rifiuti, ma tutti vorremmo essere ricchi, famosi e desiderati dall’altro sesso, ma ci sono un sacco di maschi che fanno uso massiccio di video porno e altrettante femminucce che investono tanti euretti in viaggi della felicità a Capoverde, Cuba, Santo Domingo e altri…forse un motivo ci sarà? R…una domanda “ perché non vai in qualche bel posto al caldo per le prossime ferie…tipo in JAMAICA?”

Il peggiore


CINICO o ZERBINO???

2 settembre, 2008

Cominciamo subito con un post bomba. Niente petting, niente preamboli, niente argomenti light…andiamo subito al sodo…roba forte!

Ho sentito un pò di amici UOMINI al rientro dalle vacanze, e mi sono convinto a scrivere un post che una volta tanto ci difendesse…a noi POVERI maschietti. Tutto nasce dal fatto che sono stato accusato (amichevolmente) per tutta l’estate (da amici e amiche per fortuna) di essere una persona che parla dei rapporti di coppia in maniera cinica, che si abbandona poco a smancerie, troppo spesso fredda e distaccata…pur essendo fiero di essere un uomo del sud…quindi dotato del cosidetto “mucho calor”.

Qui però dobbiamo, cari amici ma soprattutto amiche, fare chiarezza. Alla maggior parte dei tavoli dove sono sedute donne (dai 25 in su) sento sempre parlare di ragazzi (uomini) stronzi, incapaci di crescere, ammalati della sindrome “Briatore”, incapaci di costruire qualcosa, forse più innamorati della propria squadra di calcio che della propria fidanzata. Ma al di là di massacrarli di insulti e bestemmie, vi siete mai chieste…come siete voi? Aspettate a rispondere…vi faccio qualche esempio.

Un mio amico conosce una ragazza 1 mese prima delle ferie. Escono insieme un paio di volte, lui le va dietro palesemente, le serate sono belle e intense e lei è contenta di loro due. Poi ognuno parte per le ferie, lei torna a casa sua, lui va in un paese esotico. Ergo, lui si potrebbe fare il mondo, lei teoricamente torna dagli amici di sempre. Tutti si aspettano che lui nn si faccia sentire per 3 sett, o che almeno sia freddo e distaccato…chiaramente in vacanza uno tende a farsi i fatti propri (e non solo quelli). Invece no! Lui vorrebbe scriverle con una certa regolarità e magari chiamarla anche qualche volta. Uno direbbe tutto a posto…invece sapete cosa ha fatto lei? Gli ha detto che in ferie vuole staccare il cervello, vuole riposarsi, non vuole essere rotta i coxxxoni, così non voleva nessuna forma di comunicazione (parliamo di qualche sms…) e così ha fatto. Non lo ha cagato per quasi un mese, sapendo che tanto lui è cotto di lei e che sarebbe rimasto lì ad aspettarla! Oggi lui si chiede come ribaltare la cosa e spera che lei si interessi a lui nuovamente.

Ma aspettate…c’è di peggio!

Un altro amico conosce una ragazza un paio di settimane prima delle ferie. Invito a colazione come primo appuntamento, pranzano insieme come secondo, carini e dolci al punto giusto (lui lo conosco da una vita, è uno tutto di un pezzo, tirchio anche di commenti positivi per la sua squadra del cuore). Bè si arriva alle ferie, c’è il primo bacio proprio alla partenza…poi sms carinissimi, tramonti spettacolari condivisi, qualche chiamata e già i primi appuntamenti fissati per il rientro dalle ferie. Tutto sembra andare via liscio, lui per la prima volta (mi confessa) crede di aver trovato una persona veramente interessante, qualcuno con cui costruire qualcosa. Tornano dalle ferie, c’è la prima cena, la prima notte insieme (lui mi dice feeling spettacolare) a cui ne segue subito un altra alla stessa stregua.  Si danno appuntamento per una altra nottata da lei un paio di giorni dopo. Beh lui esce quella sera con amici prima di andare da lei, va in un locale, e la trova ubriaca marcia che si limona uno conosciuto qualche ora prima!!! Non male no? Lei è tanto ubriaca che neanche lo riconosce, se ne va a casa. Lui la richiama, lei gli dice che è sbronzizzima e che si sente male…se può raggiungerla a casa sua ad aiutarla. Lui, pur essendo incazzato come un puma lo fa. Arriva sotto casa sua e cosa succede??? Lei non risponde al citofono, al cellulare, alle grida dal balcone…per almeno mezz’ora. Ma sarà veramente a casa sua? Lui, sono le 3 di notte, decide di andare via. Ma non è finita.

Lui fa silenzio, dopo 2 giorni, lei lo invita a passare una giornata insieme, pranzando a casa sua. Come se niente fosse. Lui mi racconta che vorrebbe andare lì e ribaltarla, o peggio ancora, “passarci” la giornata e poi mandarla a cagare. Invece va lì, le chiede cosa è successo quella sera, le da una possibilità (fidatevi, io lo conosco…non è da lui un comportamento del genere) magari qualcosa che può salvare il tutto può ancora succedere. Come se ci fossero spiegazioni razionali a quello che è successo. Invece quando lui comincia a raccontare quello che ha visto…lei risponde con un laconico “NON ME LO RICORDO” ero troppo ubriaca.  Sapete che ha fatto lui? E’ andato via! Umiliato due volte e per lo più preso sonoramente per il culx.  Dopo qualche giorno, mi racconta sta mattina, lei fa pure quella offesa (a quanto pare avrebbe preferito una reazione più da terrone sbraitante che una composta ed educata) e lui invece si chiede il perchè sia ancora lì ad aspettare chissà cosa.

Quello che voglio dire con questo post, è che non tutte le donne sono stronze o addirittura vacche. Non che tutte se ne approfittino quando si rendono conto di avere davanti un ragazzo che veramente è interessato a loro. Ma neanche tutti i maschi sono delle schifezze. Io credo che a nessuno piace essere messo sotto per amore, piace stare in attesa di un sms, di una email, di una chiamata che voglia significare comunichiamo, conosciamoci, cresciamo, confrontiamoci, vediamo se si può fare. Ma la linea di confine tra l’essere stronzi e distaccati (cinici magari) rispetto ad essere dei zerbini, alla mercè dell’ultima bella di turno…è veramente sottile.
Forse la verità sta nel fatto che nemmeno voi sapete cosa volete, lo volete romantico ma maschio, carino ma tenebroso, interessante ma che vi sappia ascoltare. Ma ribadisco ancora una volta, mettetevi in discussione! L’uomo non capisce fondamentalmente tanto, e quel poco che capisce lo modificate ogni 3 giorni! Ve ne eravate mai accorte?

Comunque concludo tornando a fare il maschietto, ammettendo di non avere particolari consigli o risposte da dare, credo solo che questa sia la parte più complicata di un rapporto tra 2 persone, soprattutto all’inizio. Quindi amiche…smettetela di parlare sempre male di noi, ci sono un sacco di vostre colleghe che sono delle vere………………ma magari voi siete cosi solidali…che le stimate pure!!!!

Il peggiore


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