BOLZANO come COPACABANA?

10 giugno, 2009

Copa+Cabana-FrontVenerdì scorso mi comunicano che devo andare a Bolzano per lavoro per una settimana! Do una occhiata ai miei jeans e noto subito la nascita di una terza palla, ma ahimé ho poco da dire; sono uno nuovo, sono in prova, sono l’ultima ruota del carro, sono un minkione, ecc ecc. Accetto volentieri…(immaginate la mia faccia).

Passo il week end pensando che cmq poteva andarmi peggio, che alla fine è solo una settimana, che fanno il Gewurztraminer, forse la torta Sacher, che ci sarà fresco, che vado in un albergo molto figo, che sono esperienze e che onestamente quando mi ricapita di andare a Bolzano? Già…quando caxxo mi ricapita….

Comincio con l’apprendere che l’albergo figo in centro non ha posto, mi dirottano su un secondo (sempre centrale) della catena Best Western…pericolo!!!! Non ho armi per impuntarmi, quindi accetto.

Best Western Hotel Alpi, ecco cosa mi danno http://www.bwsitemanager.co.uk/websites/98156/htdocs/Default.asp .Vabene, che sarà mai.
La prima sera torno dall’ufficio alle 19.30, il mio collega mi dice che non conviene andare a cena troppo tardi, io rispondo ma si…faccio una doccia e poi scendo…e di colpo comincio a capire…qui se salti le 20…non mangi più.

Minkia, siamo a Giugno, fa un bel caldo, sono in P.zza Walter a Bolzano (il loro Duomo) e i ristoranti cominciano a far cenare dalle 18.30 fino alle 21….roba da matti, anzi da ospedale pubblico.

Qualcuno potrebbe dire “ma vatti a fare un giro per negozi prima di cenare”….e io risponderei “bravo scienziato!!!”,alle 19.00 li vedi chiudere le serrande come neanche fossero le 2 del mattino e nella piazza accanto ci fosse un corteo anti G8!

Devo dire che si mangia bene, hanno della ottima carne, della fantastica birra e della presenza sconcertante in tutti i menù di tutti i ristoranti di piatti di pesce! Qualcuno potrebbe pensare…ma dove lo prendono sto pesce? Beh io sono siculo…W l’omertà!

La cosa interessante è che quasi tutti (dico quasi) i negozianti dove entri, per prima cosa ti parlano in tedesco. Ti salutano in tedesco, spesso ti dicono grazie in tedesco, e se chiedi qualche delucidazione su “magari” qualcosa scritto in tedesco, ti guardano come se fossi un cretino ad entrare in un negozio in Italia e chiedere spiegazioni su qualcosa scritto in tedesco. Mah…paese che vai…usanza che trovi.

Perchè sti signori (ripeto quasi tutti) sono incazzati neri perchè appartengono all’Italia, schifano l’italiano medio che viene e trovarli, ma quando c’è da incassare tutti i contributi che lo Stato Italiano gli versa…dire si al tricolore…nn gli fa schifo. Qualcuno mi ha raccontato che ai mondiali quando ha vinto l’Italia c’erano pochi tricolori in giro e tante faccie buie.

Io sinceramente ho incrociato un pò di antipatici, vi faccio un breve resoconto:

- all’indomani della prima notte nella mia stanzetta 3×3 mq in albergo, nel lettino singolo che neanche alle scuole medie avevo, dopo la colazione sono andato in reception per chiedere di cambiare camera, e una simpatica crucca mi ha detto in un italiano molto forzato che ci volevano 25 euri per cambiare…volevo gridarle: “smettila di mangiare crauti a colazione”!

- meglio ancora in un panificio, la commessa mi ha chiesto cosa volevo in tedesco, io ho risposto con un “…quindi?” e lei innervosita a continuato a borbottare in tedesco.
Io volevo gridarle Italia-Germania 4-3 oppure Grosso e Del Piero con un “andiamo a Berlino Beppe…andiamo a Berlino”, ma ho capito che forse nella vita, ogni tanto bisogna gioire delle paranoie altrui.

Che poi fosse un posto pieno di divertimenti, l’ho intuito due sere fa, quando uscendo dall’albergo alle 21.15, ho incrociato il camioncino che raccoglieva la spazzatura…capito? a Milano, a Siracusa, un pò ovunque, la spazzatura la raccolgono di notte, notte fonda, notte piena…qui invece alle 21.15….sarà per loro notte piena???

Quindi consiglio del peggiore, se volete fare qualcosa di particolare, che so…una addio al celibato, un festa a sorpresa, una notte di luna di miele, una vacanza per riprendervi…non venite a Bolzano, ma nn per male…perchè credo che la noia sia la cosa principale che trovereste da ste parti!

Ad ogni modo, bisogna sempre ambientarsi ovunque, cercare di saper vivere con tutti ed avere una mentalità molto aperta…così al venerdì mi sono detto…affanc…oggi me ne vado da sto posto dimenticato dal Signore…ho cominciato ad avere simpatia per la vie scritte in 2 lingue, per il pane scuro e per lo speck messo anche dentro le calze…i calzini di spugna bianchi e le cravatte abbastanza creative sotto gli abiti…solo che dopo 1 ora ho ricevuto una telefonata che mi ha praticamente sconvolto….dovevo farci una seconda settimana!!! caxxo

il peggiore


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


VIETATO FUMARE!

28 aprile, 2009

divieto_fumareQuesto post lo dedico a tutte le persone che conosco che fumano. Tutte…capito? TUTTE TUTTE!

Sappiate che in questo blog è severamente VIETATO FUMARE. Il suo proprietario si è proprio rotto.Se avete intezione di fumare, andate a leggervi altri siti, altri blog, il mio nn vi vuole più!

Sono appena tornato da una cena con altre 11 persone, 10 di loro fumatori. Fuori piove che Dio la manda, c’è un vento che farebbe partire immediatamente Luna Rossa per la nuova America’s Cup e non ci sono più di 10 gradi. Ma questi enormi, incredibili, superlativi, mastodontici, inguaribili cazzoni di fumatori, si sono alternati tutta la cena fuori per fumare. Ora  a me di questi non interessa molto, ma i pensieri che fanno queste persone ormai mi disturbano. Sono intollerante, non li sopporto, non mi fanno più pena, non provo più dispiacere perchè si danno sonoramente delle bastonate nei maroni, no….IO LI VOGLIO ANNIENTARE!

Ora ci sta, che uno che legge mi possa dire “ma che vuoi? che ti facciamo noi fumatori?”. In apparenza niente. Ma in realtà mi svilite. I vostri discorsi mi sviliscono, le vostre idee mi deprimono, le vostre scuse puerili e pietose per giustificare il vostro gesto mi congelano le balle, quando aprirete gli occhi?

Quando vi accorgerete che vi state provacando dei danni serissimi  e irreparabili al vostro apparato respiratorio, che state perdendo il vero gusto dei cibi, il vero odore delle cose, il vero tatto della vostra pelle, il vostro vero respiro e il vostro vero odore?

Quando vi accorgerete, voi genitori, che fumando prima della venuta dei vostri figli (mamme) e dopo la loro nascita (mamme e padri) che li state già inquinando senza che loro abbiano scelto di ricevere e vivere quell’inquinamento? Quando capirete il che vostro odore e il vostro sapore sono diversi e che i vostri piccoli lo avvertono? Quando vi renderete conto che state facendo del male alle persone che più amate oltre che a voi stessi?

E poi la cosa più assurda è che state pure pagando tanti soldi facendo tutto questo!

Parlate del sapore del caffè che vuole la sigaretta, di un pasto importante che vuole la sigaretta, di quando siete stressati, di quando volete rilassarvi, di quando volete fare una pausa, ma piantatela e fatelo anche rapidamente. I non fumatori vivono benissimo sopportando gli stessi problemi che avete voi ma con tanta salute in più.

Da queste parole, potrò apparire un pazzo, un fissato, uno che deve rompere le palle a tutti i costi. In realtà sono uno dei tanti creditori del fumo. Il fumo ha un debito con me, mi ha tolto tantissimo, qualcosa di insostituibile, e solo perchè questi pensieri sciocchi esistono, queste scuse inutili si susseguono, solo perchè io non ho potuto fare niente ai tempi per evitare le conseguenze trafiche che sono poi avvenute, ora voglio fare qualcosa. Forse mi sentirò meglio, forse sarò più sereno, forse non servirà a nulla. Ma almeno la mia coscienza starà un pò meglio.

Il peggiore


IL COMPLEANNO IDEALE

2 febbraio, 2009

vietato1Da bambino aspettavi il giorno del compleanno con tanta attesa. Era il tuo giorno, quello in cui tutti ti cercavano, ti chiamavano, ti facevano capire che eri importante. Poi i regali, la festicciola, la torta, le candeline. Tutto bellissimo. Tutto memorabile, tutto e solo tuo. Star per un giorno.
Un bel giorno di 21 anni dopo, ti svegli grande e maturo e capisci che le cose sono cambiate. Per prima cosa se il tuo compleanno nn capita di week end, devi andare a lavorare. Quella sveglia che suona allo stesso orario di tutte le mattine, ti fa capire che in realtà sta cominciando un giorno come un altro.
Poi arrivi in ufficio e ti aspetti che i tuoi compagni di stanza ti trattino diversamente, siano più buoni, siano più carini, cerchino di disturbarti il meno possibile. Ma quali caxxi?
Il tuo capo ti chiama incazzato e mentre ti difendi dalla sue pessime solite immeritate accuse, ti rendi conto che lui si è dimenticato oggi che giorno è. Mentre lo pensi ti sta un po’ più sul culo del solito e hai nel tuo retro cranio un pensiero che ti vorrebbe far dire “Guarda, brutto calzino sporco, che oggi è il mio compleanno e quindi cerca di scassare i cabasisi a qualcun altro!!!”. Chiaramente non lo fai, non è possibile,è un pensiero assurdo.
Poi ci sono i soliti stronzi colleghi, quelli con cui non vai d’accordo tutto l’anno, quelli che sembra che il giorno del tuo compleanno vogliano triturarti i maroni a tutti i costi, come fosse una missione, una ragione di vita. Poi ci sono le bad news, quelle che non ti aspetti, quelle che non avevi preventivato, quelle che quando ti squilla il telefono o ti arriva un email non penseresti mai potessero essere negative per la tua giornata.
Quest’anno il mio compleanno è andato pressappoco così. Proprio in quest’ordine. Sveglia al mattina presto, colleghi antipatici, capo stressante, stress ed isteria varia. Allora mi è venuta l’idea di scrivere un post su come IO avrei voluto il mio compleanno. Il compleanno ideale.
La mattina la sveglia non doveva neanche suonare. Il campanello era l’unico strumento di casa mia abilitato a suonare. Proprio così, il campanello della mia porta. Lo senti suonare, recuperi qualche abbigliamento di fortuna  (visto che non dormi con un pigiama sfigato bensì nudo), ti alzi e vai a vedere chi è. Guardi dallo spioncino e nn capisci. Hai troppo sonno per trovare una strategia vincente sul momento e quindi apri. Con gli occhi mezzi chiusi e la luce del tuo pianerottolo che quasi ti acceca, vedi un gran pezzo di figa! Si proprio così. Non la conosci, non sai chi è, ma capisci subito che una patatona spaziale e che è venuta a portarti qualcosa. Già ha qualcosa in mano, ma visto che ho notato con i miei 2 mezzi occhi aperti solo quanto è figa, non ho badato inizialmente al contenuto, ma ora mi concentro su cosa ha in mano. Delle rose rosse e una sacchetto.
Bello cazzo, le rose rosse un uomo come me non le riceve mai. Chi si ricorda di regalartele, nessuno! Ma se nella tua vita una volta non lo fai alla tua donna, lei  se lo legherà al dito e sarà incazzosa per qualche mese.
Mi dice “buon compleanno, ti ho portato la colazione”.

Però!!! Sti cazzi!

La faccio entrare, lei si accomoda nel mio living room e io penso che la cosa mi interessa. Sistema le rose in un vaso, lo riempie di acqua e mi fa segno con gli occhi di andare in camera da letto.  Io mi lascio prendere la mano e mi faccio portare in camera da letto. Mi adagia sul piumone ancora caldo, in 7 ore di sonno,  l’ho scaldato per bene.
Io penso tra me e me “chissa che intenzione ha sta patatona!” Lei mi dice di appoggiare la testa al cuscino. Io la seguo, guardo il soffitto, nel buio della mia stanza, e sento che il suo respiro si avvicina al mio corpo. La assecondo ancora, mi toglie il mio boxer, mi sussurra “Rilassati” e io comincio a vedere le stelle. Anzi no i pianeti, anzi le costellazioni, no no..forse vedo tutta la galassia…forse è il paradiso. Forse anche meglio.
Ritorno in cucina con lei che mi segue e do un’occhiata ai fornelli. La caffettiera è già sul fuoco, il pane è a tostare, ci sono due briosches e due pasticcini sul tavolo. Perbacco che colazione.  Chiacchieriamo del più e del meno, della giornata che mi aspetta, della bontà della briosche e di come il caffè non è ancora salito su. Si ho problemi con la moka…che palle, è con me da 12  anni e sembra proprio che mi voglia abbandonare.
Finisce la splendida colazione, mi dice che deve andare e che ci rivedremo nel pomeriggio. Io ancora incredulo la accompagno alla porta. Lei va via. Faccio una doccia, mi vesto, non ho neanche fatto la barba, l’esperienza a letto ha bruciato il tempo mattutino dedicato al radersi. Vado in ufficio.
Quatto saluti dai colleghi più vicini, apro facebook e guardo chi mi ha scritto sul Wall. Cavolini, un sacco di gente. Mi fa piacere, sono contento, mi risento bambino. È vero che quelle persone senza FB  non si sarebbero mai ricordati di farti gli auguri, ma è pur vero che avrebbero potuto, pur leggendo, non farmeli neanche. Quindi sono contento. La mia giornata lavorativa comincia.
Il proseguo della mattinata e del pomeriggio non è così diverso dalla descrizione fatta ad inizio post, quindi passo direttamente alle 18.
Mi chiama, la donna dei sogni, quella bellissima della mattinata, quella che mi ha portato le rose, mi dice “quando sei a casa tua mandami un sms.” Io la assecondo. Lo faccio con piacere.
Arrivo a casa e dopo qualche minuto me la trovo dentro casa con un catering degno del miglior aperitivo milanese. Si proprio così, si fa l’ape da me. Gli stuzzichini ci sono, sono nel forno pronti ad essere sgranocchiati, vedo una  bottiglia di Moet Chandon,  due bicchieri ghiacciati da flute e lei che mi chiede “lo apri tu?”
L’aperitivo è  carino, è informale, piacevole, mi racconta che mi porterà in un posto particolare sta sera. Io mangio il quarto stuzzichino e buttò giù champagne come fosse acqua minerale. Comincio ad essere un po’ allegro. Si fanno le 20, è ora di andare. Non ci crederai ma mi ha di nuovo portato in camera…non credevo si potesse andare al paradiso due volte nello stesso giorno. Ma così è stato.
Mentre mi indica la strada penso dove mi stia portando, mi chiedo se mi piacerà o se nn sarà l’ennesimo compleanno dove mi sono rotto i marron glace.
Arriviamo. Mi ha portato a teatro, oggi c’è un cabarettista che a me piace molto, sapevo che doveva venire a Milano ma non credevo ci fosse proprio oggi. Ci accomodiamo, il teatro è gremito, e io la guardo come a dirle “Minkia come facevi a saperlo che a me lui piace tanto?”.
Lo spettacolo è lungo, rido molto, lei pure,  proprio un compleanno diverso. Lasciamo il teatro che è già passata la mezzanotte e sento un misto di fame e sonno che avanza. Lei ha prenotato un ristorante con cucina aperta fino all’1, bella idea ma io noto con la coda dell’occhio un ristorante jappo molto carino. La convinco ad entrare e consumiamo un sushi e sashimi rapido che mi sazia ma che mi lascia leggero. Sto già pensando che il clou della serata deve ancora arrivare.
È da poco passata l’1 di notte e stiamo per entrare a casa mia. C’è un leggero freddino, la casa è ben riscaldata ma chiaramente le temperature invernali di quest’anno chiedono un refresh del caldo. Così lascio partire un pò di aria bollente in camera , voglio restare sul letto con meno vestiti addosso possibili, soprattutto voglio che lo faccia lei.
Si presenta con un baby doll strepitoso, la sto ancora guardando per bene, quando si accomoda accanto a me. Scelgo un cd di quelli perfetti, penso a George Michael, poi a Sade, poi alla fine la scelta ricade su un MTV Umplugged, ottimo. Spengo le luci, ci sono solo candele sparse per la camera ad illuminare. Ottimo, perfetto, che lo show inizi.
Notte incredibile, momenti pazzeschi, cose indescrivibili. Mi sveglio alle 6 del mattino, guardo le candele ormai tutte sciolte e il cd che ha ripreso ad andare per la terza volta. Lei è accanto a me, dorme, è bellissima, vorrei che non andasse mai via, la accarezzo e le sussurro un “grazie” che neanche la disturba.
Mi guardo intorno mentre penso che mi voglio addormentare nuovamente , facendo ciò dico a me stesso

“Ecco, io lo avrei voluto proprio così il mio compleanno”!!!

Il peggiore


MILANO DA BERE?PURTROPPO! segnalato da uno di voi

8 settembre, 2008

Ciao, questo post me lo ha segnalato uno di voi. Uno di quelli che legge e ci pensa su, che ogni tanto commenta e che davanti ad una particolare situazione si è detto…questa la racconto a tutti…come? beh usando il peggiore.com

Un grazie al mitico Federico!  Il post è riportato fedelmente, ma questo era pure superfluo dirvelo.

Basta con i PURTROPPO

BangraBar Corso Sempione Milano – Fine Luglio 2008

Entro nel locale per prendere 4 cocktail da offrire al gruppo con cui sono uscito. Arrivo alla cassa, c’é coda, e’ normale, e’ fine luglio, fa caldo la gente ha voglia di uscire e di bere qualcosa.
Finalmente e’ il mio turno allungo la carta ma “purtroppo” il POS non funziona. Non ho contanti (io povero illuso postmoderno della tecnologia), esco vado ad un bancomat a 500 metri di distanza al buio e ritiro i contanti.

Rientro, rifaccio la coda e finalmente pago i 4 cocktail (nel mentre il personaggio alla cassa non fa una smorfia ne’ un accenno al fatto che gli dispiaceva avermi fatto fare di nuovo la coda ecc.).
Con il mio scontrino mi dirigo al bancone verso il primo dei tre barman, quello piu’ vicino. Non faccio neanche in tempo a dire ” ciao vorrei un…” che mi blocca dicendo : ” NO, di la’!” indicando con la mano libera la parte in fondo del bancone verso il terzo barman. Avevo sbagliato barman, scusate.
Mi dirigo verso il terzo fenomeno quando la ragazza barman nel mezzo fra i due borbotta a voce non troppo bassa dicendo “Cazzo in questa citta’ di merda nessuno se ne va piu’ in vacanza, sono tutti qui a bere”.

Purtroppo” io sono di Milano, purtroppo anche io come probabilmente le persone vicino a me quella sera ero a Milano perche’ non ancora in ferie e quindi perche’ stavo ancora lavorando fino ad un ora prima di andare al BangraBar!

Incasso ed arrivo finalmente al terzo fenomeno. Apostrofo un ormai poco convinto ” Ciao vorrei 4 sprits “. Lui non accenna nessun saluto, esegue e crea questi bellissimi 4 sprits e me li sbatte letteralmente sul bancone come se fossero bicchieri vuoti.
Fine della prima storia e fine della mia storia con il BagraBar.

Ristorante Pavillon via statuto Milano – Inizio Settembre

Ci sediamo in circa otto persone a pranzo in questo ristorante nelle vicinance di Moscova.
E’ considerato un ristorante dal buon compromesso tra qualita’ e prezzo.
Generalmente in pausa pranzo per chi lavora a milano se non e’ propriamente un pranzo di lavoro tra cliente-fornitore o tra partner, si preferisce un pranzo leggero e sopratutto di media breve durata.

Ordiniamo (chi un primo, chi un secondo, io un’insalatona mista) in tempi accettabili e cominciamo a chiaccherare del piu’ e del meno, cosa hai fatto in vacanza, ti sei fatto/a qualcuno, quando sei rientrato/a ecc.
I temi classici del rientro dalle vacanze con i colleghi. Intanto il tempo passa, sono riuscito ad ascoltare l’intero racconto della mia collega che e’ andata in australia per ben tre settimane nel dettaglio: koala, coccodrilli, Sidney, il mare che e’ troppo freddo, ecc.ecc.

Delle pietanze ordinate neppure l’ombra.

Il ristorante e’ strapieno, sono ovviamente rientrati tutti dalle vacanze, ci portano un piatto di bruschette per il protrarsi dell’attesa.

Passano 45 minuti, le bruschette sono finite ed anche la nostra pazienza.
Ricevo una chiamata sul telefonino, esco dal risotorante 5 minuti, quando rientro FINALMENTE i miei colleghi stanno mangiando.

Purtroppo sul mio posto, il piatto e’ ancora vuoto, mi guardo intorno per chiedere spiegazioni, ma niente, nessuno dei camerieri si ferma. Sono tutti presi, il locale e’ pieno.

Ad un certo punto una cameriera per sbaglio si ferma e con un Italiano molto zoppicante mi sussurra che: ” Mi scusi ma purtroppo il suo piatto ordinato non c’e’ piu’, l’insalata e’ finita!!!”. Io incredulo faccio finta di non capire per l’accento straniero e rifaccio la domanda: ” Mi scusi, ma la mia insalatona dov’e’ finita?” La risposta e’ sempre piu’ zoppicante e balbettante ma e’ sempre la stessa: ” l’insalata e’ finita!!!”.
E qui perdo tutto il mio aplomb sfoggiato fino ad un secondo prima ed incazzato come un puma della peggiore giungla africana mi reco alla cassa dove c’e’ il responsabile del ristorante.
Siccome c’e’ fila, attendo, come un puma in gabbia, il mio turno. Altri clienti finiscono di pagare e finalmente e’ il mio turno.
Con garbo ed eleganza e tono di voce assolutamente normale avviso subito che mi devo lamentare:” Mi scusi ma c’e stato un problema con la mia ordinazione, dopo 45 minuti di attesa, hanno portato le pietanze ai miei colleghi e a me hanno detto che l’insalata e’ finita, quindi niente insalatona!”

E la sua serafica risposta e’ stata : “Purtroppo la cameriera si e’ sbagliata.” Fine della trasmissione.
Ed io che mi aspettavo un “Mi scusi abbiamo sbagliato, c’e’ stato un errore, mi dica cosa desidera di diverso e glielo facciamo preparare subito” oppure un  ”offriamo noi mi dica che cosa possiamo portarle”.

Ero pronto ad accettare un’azione di customer service all’injury time, invece un altro purtroppo!
Ovviamente perso tutto il mio aplmb Milanese ho tuonato un: ” Mi fate schivo, avete un servizio schifoso, vi dovete solo vergognare. Io non mettero’ piu’ piede in questo ristorante e diffidero’ i miei collaboratori a farlo”. Tutto questo difronte alla clientela in attesa di pagare il conto.

E me ne sono uscito alle 14.15 incazzato, senza aver mangiato e con i crampi allo stomaco!
Fine della seconda storia e fine della mia storia con il Pavillion.

Conclusioni.

Ora nessuna generalizzazione per carita’ a Milano (citta’ che adoro) ci sono locali e locali e ristoranti e ristoranti.
Quello che sto notando io e’ che la moda del “purtroppo” si sta espandendo a macchia di leopardo, sembra sempre che quando succede qualcosa sia colpa del fato, di altri, di qualche strana divinita’ stile bamboline voodoo.
Nessun consiglio, io personalmente non lo posso accettare, sono troppo determinista per accettare i purtroppo di ristoratori e di gestori  vari.

dal nostro inviato Federico

per ilpeggiore.com


LA BOXE…LA NOBILE ARTE

2 agosto, 2008

[Il pugilato (o boxe, dal termine inglese boxing) è un'arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la "nobile arte", in cui escono le caratteristiche migliori dell'uomo: il coraggio, la forza, l'intelligenza.] tratto da WIkipedia

Come qualcuno sa, quest’anno, ho deciso di smetterla con la solita palestra, i soliti thermarium, le solite super fighe che ti si allenano davanti e i superbabbi che ci sbavano dietro. Ero stanco di correre mentre guardavo la TV, di alienarmi in un allenamento che sembra sempre uguale e di non avere nessun percorso di crescita particolare. Il mio sport preferito, si sa bene qual’è, ma purtroppo praticarlo già una volta al week end…è cosa ardua.

Così mi sono guardato in giro. Volevo fare qualche sport degno di essere chiamato tale…e guarda e riguarda decido di andare a fare una lezione di prova di pugilato presso la palestra “Alex Club” di Milano. Il posto è fetido. Tu dirai “ma che ti aspetti per fare pugilato?”Io rispondo “ho capito! ma questo è proprio uno schifo”. Non voglio esagerare con le descrizioni, ma riporto solo un particolare…a terra in tutta la palestra, c’è la moquette!…Cosa altro aggiungere. Credo che a breve aprirà negli spogliatoi un Valtur dedicato agli acari presenti :-)

Se il posto è quello che é, i due allenatori sono strepitosi. Due fratelli, Domenico e Giuseppe Virton from Galliate (NO). La cosa che mi ha subito colpito, è stata la cura dei particolari che mettevono fin dal primissimo allenamento. Niente di approssimato o tanto per farlo. Sai fai una lezione di prova, magari non ti presenti più, non hai anora cacciato un euro…ma a sti due non interessa.

Domenico, il fratello maggiore, è stato dilettante per anni.Ha vinto una serie di titoli a livello italiano e devo dire che a prima vista non gli avrei dato troppi euri! Poi l’ho visto una volta in video e dal vivo…e cavoli, sono rimasto sconvolto. La rapidità, l’eleganza, la precisione dei movimenti si vedeva che non erano frutti di qualche allenamento…ma bensì di accurato lavoro. Ogni volta che facciamo le cosidette “passate” (io cerco di dare cazzotti e lui li para con degli appositi guantoni), io ne becco una cifra :-)

Ad Ottobre diventerà papà…super in bocca al lupo.

Giuseppe, è il classico che ha sempre la faccia incazzata, quello che sembra sempre pronto per litigare, quasi una faccia più arrogante della mia…ho detto tutto. In realtà è un simpaticone, ma soprattutto uno che ci tiene a trasmetterti il messaggio giusto, a correggerti l’errore, a farti crescere. Poi è troppo interista…è questo lo rovina.

Io sicuramente non sono uno che ne capisce di boxe, lo faccio da 6 mesi, e diciamolo, cominciare questo sport a 30 anni, non è sicuramente il massimo della vita, ma una cosa è certa, questi ragazzi me lo stanno facendo amare e guardando chi si allena con me, lo stanno facendo con tutti gli altri partecipanti.

In un mondo agonistico dove ormai la professionalità e le competenze sono sempre di più merce rara, o altresì molto costosa, credo che questi due ragazzi meritano assolutamente un post nel mio blog.

ilpeggiore


BANALITA’ o REALISMO???

26 giugno, 2008

Oggi sono un pò qualunquista. Vi avverto.

Ma ieri sera ero in fase chill-out, e dopo uno splendido piatto di tortelloni con pomodorini, gamberi e curry, un paio di bicchieri di Corvo Glicine, devo dire che ero al top della riflessione!!! Ragionavo sul fatto che nella mia vita Milanese, e forse nell’ultimo periodo di quella Siracusana, ho guardato sempre quello che c’era davanti a me. Mi riferisco a belle macchine, donne irraggiungibili (quanto a bellezza intendo), viaggi mozzafiato (a 20 anni mi sono tolto il pallino di visitare l’Australia), vita da vetrina…per intenderci. Chiaramente su questa base, la città in cui sono andato a vivere ha offerto il meglio della “fuffa” possibile, ometto altri elenchi…ma è chiaro cosa intendo.

Giusto per capirci, non me ne frega niente di andare a Porto Cervo o a Formentera ad Agosto, prendere il tavolo a Twiga oppure comprarmi 3 paia di Hogan a stagione. Solo che ho sempre visto chi se la passava meglio di me, chi nell’organigramma aziendale mi stava sopra, chi praticamente era il mio obbiettivo da raggiungere. Sebbene questo atteggiamento sia abbastanza proficuo in termine di crescita personale e professionale, devo dire che ho capito da un pò e quindi ammetto di essere UN IGNORANTE! Mi spiego meglio, non sono stato chiarissimo.

Sono un ignorante, perchè la maggior parte del mio tempo, lo passo o l’ho passato ignorando che c’è una grandissima maggioranza di persone che vivono con pochi soldi, magari con la propria moglie o compagna con due stipendi risicati, risparmiando anche sulla bottiglia d’acqua da comprare al bar, ma nonostante tutto, felicemente! Non voglio essere banale, chiaramente l’argomento isprira, ma sapete…io non so quante volte mi sono fermato a pensare che tutto quello che avevo o che ho oggi, è più che sufficiente per essere veramente felici; chiaro mai accontentarsi, ma neanche frustrarsi troppo.

Ci sono tante persone che vanno a Rimini al mare perchè è un posto carino (il mare è incommentabile) e sicuramente si riesce a passare un bel week end a costi normali piuttosto che andare a Forte dei Marmi o a Milano Marittima a farsi fare il culx.

Persone che non vanno in Agosto negli USA a fare il coast to coast, ma semplicemente vanno in Puglia o in Calabria (ahime ormai neppure questi a buon mercato) e sono ben contenti delle loro ferie e li vedi sorridenti, felici, fieri perchè anche quest’anno stanno andando a divertirsi.

Io non sono certo una persona ricca, non ho macchine di proprietà, ne vesto con il top della moda, ma conduco una vita dove ogni tanto un capriccetto me lo posso permettere…niente di esagerato, ma il giusto per vivere bene. Però vorrei imparare da chi si sa accontentare, da chi sa godersi quello che ha, e non gliene frega un caxxo se alla fine quello della stanza accanto ne ha di più. Non sono un invidioso, ma non voglio essere troppo ambizioso.

Ora la smetto di scrivere banalità, ma fatemi chiudere lasciandovi solo con un pensiero. Riusciamo ogni volta che abbiamo qualcosa di oggettivamente bello, a rendercene perfettamente conto??? A goderci gli instanti in cui lo viviamo e a essere felici per tutto quel momento???

ilpeggiore


MA I TERRONI, ESISTONO ANCORA? (commenti)

30 maggio, 2008

Ciao,

un ringraziamento particolare va ad Archimede (che non conosco, ma mi sembra essere una gentile fanciulla) che ha scritto un bel commento, molto divertente; così ho deciso di riprenderlo e farlo diventare un vero post…ARCHIMEDE credo proprio che te lo meriti!

Infine, non ci saranno nuovi post fino al 3 Giugno (non ci sono…sorry), ma invito tutti coloro che in questi giorni daranno un occhiata al blog…di leggere i vecchi post…che al contrario della mozzarella…NON SCADONO! :-)

Sotto riporto fedelmente il commento di Archimende:

Giusto per un piccolo chiarimento…

1 – Le Donne NON parlano sempre di matrimoni !!!

2 – Il disprezzo nascosto nella parola terrone di solito si riferisce al fatto che i terroni:
- hanno tanti amici e parenti, e si vogliono tutti bene, e se uno ha un incidente in macchina non fa in tempo a sentire il rumore che qualcuno già sta la a vedere che stia bene e non lo freghino;
- se capitano sotto casa di un amico, gli citofonano sapendo che la cosa fa piacere a tutti e due;
- possono passare una serata ed il giorno dopo raccontare che si sono divertiti tantissimo, senza che siano stati nel privè di qualche locale, senza che abbiamo speso 200 euro a testa, senza che abbiano incontrato la velina e il tronista di turno, senza che siano stati in quel posto che solo se sei TE ti fanno entrare….
- sanno che il coniglio prima di arrivare nel forno era vivo, quante zampe aveva, e come farlo diventare buono;
- sanno trasformare piante vere in cibi buoni, ad agosto scendono dai parenti a fare la salsa, a maggio a fare i carciofini sottolio, a natale il maiale etc etc
- hanno un rapporto con il portiere di casa che i non terroni non hanno nemmeno con i parenti di primo grado;
- non fanno in tempo a raccontare una cosa che li chiama un parente di quinto grado che già sa.. e che ha gia avuto lo stesso problema e li consola
- se hanno una casa al mare, quella è la casa di tutti, e ci si sta in tutti quelli che ci si riesce ad entrare…
… etc etc…
Se qualcuno pensa che questa sia un offesa… peggio per lui… non so se sono tecnicamente terrona… e cmq…

3 – Le donne NON parlano sempre di matrimoni

P.S.
AAATERRONECERCASIPERRELAZIONESERIASCOPOMATRIMONIO !! )


MA I TERRONI, ESISTONO ANCORA?

20 maggio, 2008

Oggi me ne stavo tranquillo tranquillo a consumare il mio pranzo in beata solitudine.

Sai quando vai in quei localini dove c’è tanta calma, silenzio, dove puoi rilassarti per un pochino, senza sentire schiamazzi, senza sentire le piacevoli cagate dei colleghi, in totale calma.

Così ero lì, nella mia serenità, a pensare ai fatti miei, a cosa fare nel pomeriggio, a cosa fare sta sera e via dicendo.

Ad un certo punto, entrano due ragazze. Età media 35 anni. Una è carina (nulla di eccezzionale, direi ok) l’altra un vero pezzo sanitario. Cominciano a parlare e io continuo a farmi i fatti miei.

Poi ad un certo punto, capisco che l’argomento verte sul tema matrimonio.

Ci sta. Le donne ne parlano sempre.

In particolare, pare che a sposarsi sia il pezzo sanitario. Mi sfiora il solito commento “incredibile come certi cadaveri trovino chi se li carica per il resto della vita”, ma vabbè ci sta.

Lei però parla esattamente della cerimonia. Sta parlando degli invitati. Esattamente della quantità degli invitati, sostiene che per lei potrebbero anche essercene pochi. E fino a lì tutto normale. Poi però sancisce:

“Ma sai…magari la famiglia di lui…sai…essendo dei TERRONI!!!”

Ma che caxxo vuol dire? Ma chi sono sti Terroni?

Cercando nella rete trovo:

“Nella lingua e nella cultura italiana, il termine terrone è una espressione utilizzata in senso dispregiativo per designare un abitante dell’Italia meridionale (può considerarsi, insomma, una variante piuttosto colorita del termine meridionale, utilizzato anch’esso spesso in accezione negativa); tuttavia l’uso ingiurioso del termine è sempre strettamente legato all’intento di offendere del parlante, quindi a seconda dei contesti la parola può assumete anche un valore neutro o più o meno offensivo, ma talvolta persino ironico”

Io dico, ma quando la finiscono di dire sta parola? Poi riferita ad uno con cui ti sposi? cosa pensa, che la famiglia TERRONA non la vedrà più nella sua vita?

Poi senti sta roba a Milano, dove di Milanese 100% è rimasto solo Moratti, Berlusca e Fomigoni.

Ma per favore!!!

A New York, se sei originario dell’Illinois mica ti chiamano con un aggettivo dispreggiativo, e lì l’Illinois dallo stato di New York è lontano 2,5 ore di volo (molto di più dalla Sicilia a Milano).

Mah!

Sono 12 anni che vivo a Milano da TERRONE (fedelissimo) e ancora non ho capito quando la smetteranno, questi enormi ignoranti, di usare questo aggettivo che di ironico ha veramente poco e di offensivo invece…ha moltissimo.

ilpeggiore


RIDIAMOCI SU!

18 maggio, 2008

Oggi ho deciso di pubblicare una barzelletta, inviata dal mio amico Carlo.

A me ha fatto ridere. A voi?

Un prete siciliano viene trasferito a Milano.

La prima domenica in cui celebra una messa dice:

“Allora fratelli, oggi vi parler di Adamo ed Eva.

Adamo, bravo picciotto, lavuraturi, servu di Dio, SICILIANU iera.

Eva, bottana, tentatrice, MILANESE iera!”

Al che tutti si lamentano, per cui il Vescovo chiama il prete e gli raccomanda

vivamente di non dare mai pi interpretazioni della Bibbia di quel genere,

se non vuole essere trasferito.

Il prete promette che non ripeter pi un errore del genere.

La domenica successiva per dice:

“Allora cari confratelli, oggi vi parler di Abele e

Caino. Abele, ca ci facia i sacrifizi a Dio, onesto,

picciottu ammodo, degnu figghiu ri so patri, SICILIANU iera.

Caino, traditore, figghiu i so matri, fratricida e medda, MILANESE iera!”

Si ripetono le scene della domenica precedente e stavolta il vescovo

si presenta anche lui al prete e gli dice di avere intenzione di cacciarlo dalla citt.

Il prete garantisce e promette, finch il vescovo non si convince e gli

consente l’ultima prova, a patto che non pronunci mai pi la parole

SICILIANO o MILANESE.

La domenica successiva il prete dice:

“Fratelli, oggi vi parlero’ dell’ultima cena! … e Cristo disse:

“Picciutteddi beddi, vagghiu a diri ca in verit unu ri voi mi tradir!”

Scende lo sconcerto fra gli apostoli.

San Pietro: “Signuruzzu beddu, ca piccasu sugnu iu?”

“No, no,’n si tu. Tu si nu bravu picciottu devoto”

San Giovanni: “Che sugnu iu, allora, Signuruzzu miu?”

“No, no, nun si mancu tu, nun ta’ prioccupa”.

Al che, Giuda dice: “Uela, Signur, saro’ minga mi?”


JUST CAVALLI: magari dirlo prima?

15 maggio, 2008

Sta volta c’è una novità. Un post segnalato, non scritto da me. Ringrazio VT per il gentile contributo. Invito chiunque abbia qualcosa da dire…di inviarmi il suo post…promesso che verrà pubblicato.

<<Sabato sera: dopo una cena tra amici, decidiamo di andare al Just Cavalli, che ha inaugurato l’apertura estiva proprio la sera prima.

Arriviamo alle 2, all’ingresso chiediamo un tavolo, e subito ci portano nel privè, dove ci sistemano in un minuscolo tavolino con 2 divanetti.

Dopo qualche minuto, arriva una bottiglia di vodka “Just Cavalli” (non sapevo che Cavalli producesse anche vodka!) accompagnata da 2 lemonsoda, 2 acqua tonica, 2 coca cola, e uno striminzito cesto di frutta con fragole, uva e melone.

Tutto per la modica cifra di 250 euro (!).

L’ambiente è carino, a parte qualche tamarro che si dimena davanti a noi. Le ragazze belle e ben vestite, gli uomini un po’ meno ;-)

Alle 3, improvvisamente, la musica si ferma, accendono le luci, e un addetto ci dice con veemenza che il locale sta chiudendo e dobbiamo andarcene, anche rapidamente.

Protestiamo debolmente dicendo che eravamo seduti da meno di un’ora e che almeno potevano farci terminare il primo drink, e lamentandoci del fatto che quando avevamo deciso di prendere il tavolo, nessuno ci aveva avvisato dell’imminente chiusura del locale.

Non sentono ragioni, e dopo 5 minuti ci accompagnano all’uscita.

Almeno, ci portiamo con noi la bottiglia di vodka, tanto per non lasciare le cose a metà.

Che dire d’altro? Il posto è carino, ma il prezzo che si paga è davvero esagerato e la cortesia non è di casa…>>

VT


DISERTIAMO LA DISCOTECA “11 ELEVEN” di MILANO

11 maggio, 2008

Quando ho pensato di aprire questo blog, uno dei sentimenti più forti che sentivo dentro,era quello di poter raccontare (con la massima veridicità del caso) quello che succede in giro nella citta dove abito. Milano.

Questo non perchè sono il solito espatriato che lascia la propria terra natia, si trasferisce al Nord e poi su ogni cosa ha da lamentarsi o da rimpiangere chissa cosa.

Semplicemente, a volte, a Milano, si riscontrano delle scene, che veramente fanno accaponare la pelle, ti fanno salire il sangue al cervello, ti fanno pensare…ma stanno scherzando? o sono seri? Purtroppo la seconda che ho scritto!

Ieri sera, 30esimo compleanno di uno dei miei più cari amici, RAF, decidiamo dopo un aperitivo fatto all’Executive di spostarci nella vicina discoteca in via del Tocqueville, 11 ELEVEN.

Premetto che il locale dentro è abbastanza bello, forse un pò troppo scuro forse e cupo, ma con una bellissima location e con uno spiccato gusto nell’arredamento.

Noi eravamo un gruppo eterogeno di circa 20 persone. Arrivati lì davanti, il festeggiato si dirige verso il buttafuori, una sorta di spilungone dell’est con un accento che svariava dal brianzolo a quello di Ivan Drago di Rocky IV. Premetto che non ho niente contro quelli dell’est (soprattutto contro “quelle” dell”est) ma sto personaggio era veramente buffo.

Alla domanda “siamo in 20, possiamo entrare?” La prima risposta fornita è stata “ma siete solo maschi?”.

Già qui ti viene da ridere, ma che domanda è? Mica abbiamo detto…è la festa della Garbatese Calcio e quindi andiamo tutta la squadra a festeggiare all’Eleven? Vabbe cmq nn polemizza nessuno. Spieghiamo che siamo ben distribuiti tra uomini e donne (indicando le donne lì davanti alla porta) e accettiamo di buon grado la seconda domanda super smart “Ma l’abbigliamento è quello giusto?” Qui sinceramente comincio già a riflettere.

Ma che vuol dire? Chi hanno messo alla porta, il nuovo stilista di D&G? Mi viene in mente di rispondere che forse dovrebbe imparare prima a parlare correttamente l’italiano (visto che lavora qui, e visto che io quando ho lavorato all’estero cercavo di parlare nel miglior modo possibile) prima di sincerarsi sul nostro abbigliamento che assicuro era più che consono!

Vabbè, passato questo breve questionario, riusciamo ad entrare dentro la disco, ma non prima di aver subito l’ultimo ammonimento dell’uomo Stalin che ci minaccia dicendo “I giubbini vanno lasciati al guardaroba”!!!. Questo è veramente il top. In questo locale decide un tipo che passa la sua serata/nottata all’acqua e al gelo, che io non posso stare dentro con un giubbino di pelle indosso, ma bensì per lui sento o sentirò caldo, quindi affinchè la mia serata sia più piacevole possibile, mi intima (impedendomi di prendere la via dell’ingresso a favore di quella verso il guardaroba) di lasciare il giubbino. Questo consiglio ha un costo di 3 euro. Beh poteva andare peggio.

La serata comincia, la musica è bella, il locale pieno al 60%, si balla bene e tutto sembra ok. Dopo qualche ballata, mi dirigo con una gentile signorina al bar per prendere la mia consumazione (15 euro per qualsiasi cosa tu scelga ed obbligatoria). Il barista insieme al suo collega, crede di ripresentare una scena del celebre film “Cocktail” e dopo aver fatto abbondantamente i caxxi suoi per circa 5 minuti, mi degna di uno sguardo. Io chiedo 2 consumazioni e lui batte alla cassa 15 euro. Io faccio segnale che ne voglio 2, ma lui è ancora troppo preso a girare il suo film quindi non mi caga, così ripeto ancora che ne voglio 2, e lui continua con le riprese, fino a quando un mio “OHHHHHH” (si sono un terrone, lo ammetto) richiamano l’attenzione del prossimo candidato al premio Oscar come attore non protagonista che con aria infastidita mi dice “HO CAPITO!” . Io spiego che ha battuto solo 15 euro, e che invece desidero 2 consumazioni, e lui fresco fresco mi dice…“ora ne ribatto un altro!”. Ma se aveva capito tutto, non è più normale che ne batti subito 1 da 30 euro, o forse 2 consecutivi da 15 euro, invece di batterne 1 da 15 euro e cercare il resto per i miei 50 euro per almeno un paio di minuti! Ma nn è finita.

Chiedo una birra e un Rum cooler. La birra è facile, ma il mio Rum C a quanto pare no (la ricetta di questo cocktail la trovi a http://www.azcocktails.it/preparazione_ricetta/cocktail_rum_cooler___169.htm). Il barista è lo stesso candidato all’Oscar di prima, lo seguo nella preparazione e mi accorgo (sarà la milionesima volta che bevo questo alcolico) che non mette zucchero, non pesta ciò che va pestato e non mette alla fine il Ginger Ale. Mi arriva dunque un beverone con gusto indefinito. Fortissimo come gradazione alcolica e alquanto imbevibile. A questo punto comincio a rifletterci su e penso…“CAXXO vendete una roba che costa forse 2 euro a bicchiere, a ben 15 euro, e non avete il minimo accorgimento nel cercare di farlo bene!”

Chiedo all’altro candidato all’Oscar di assaggiare il mio cadeaux, chiedendo: “Secondo te cosa è?” Lui assaggia e lo chiede a me. Io dico che è un Rum Cooler e che forse mancha lo zucchero e il Ginger Ale. Lui mi risponde chiedendo chi me lo ha fatto. Io indico il suo collega preso a girare il film e lui dunque mi sentenzia “E’ giusto così questo cocktail!!!”.

Be se questo non è cameratismo, allora ditemi cos’è?

Decido di lasciare perdere, sto impiegando troppi neuroni con sti due rimbambiti. Ma dentro di me sono convinto che ancora qualche chicca mi può succedere. Infatti è già in forno.

Il nostro gruppo (non di tutti maschioni e soprattutto ben vestiti) sta ballando in una zona del locale dove c’è un tavolo vuoto e dove c’è abbondante spazio.

Il mio cocktail imbevibile è appoggiato su un tavolo, UNICO nel tavolo, mentre ballo e rido con gli altri.

Ad un certo punto passa il prossimo candidato al premio NOBEL per la SCIENZA. Un camariere di quelli che passa dai tavoli a prendere i bicchieri. Il fenomeno in un attimo ha preso il mio bicchiere e messo insieme ad altri vuoti, sta andando via. Piccolo particolare, il mio bicchiere era pieno a 3/4!

Lo informo gentilmente che il mio bicchiere era pieno e lui mi dice “Te lo faccio rifare, cos’era?”. Io consapevole della bravura del barista nel fare il Rum Cooler, dico che avevo un Mojito! Ecco che si consuma la scienza! Lui risponde a tono “Beh se era un Mojito, c’è l’hai da 1 ora, il ghiaccio è tutto sciolto!!!E poi lo hai poggiato su un tavolo che non è tuo…quindi!!!”

Beh non c’è la faccio più e rispondo “Guarda che se c’è l’ho o meno da 1 ora, saranno anche caxxi miei! Se non vuoi rifarmelo non fa niente, ma se devi anche dire che è colpa mia…NO. Così mi sembra un pò eccessivo”. Lui va via come per non ascoltare l’ennesimo caxxone e poco dopo torna con un mojito.

Chiaramente lui crede di aver ragione e riparte con “Cmq secondo me era un Moscow non un Mojito”, io gli dico che continuo a non capire cosa cambia per lui, visto che il focus della storia è che si è portato un bicchere pieno di roba con il proprietario (che per la cronaca ha speso 15 euro per quella roba) accanto!

Lui sentenzia “Guarda lascia perdere, tanto ho deciso di cambiare lavoro!!”, io suggerisco che farà proprio bene a farlo…e assaggio il mio mojito.

Ora le considerazioni che emergono sono pressochè scontate.

Come mai quanto il locale è più pettinato, quanto è più stracolmo di enormi stupidi, maleducati, assurdi rincoglioniti che invece di essere gentili, ti trattono come un lebbroso?

Si parla sempre di crisi nei consumi che attraversa lo stivale e poi ci sono dei posti (non pochi vi assicuro) che pur vendendo un prodotto che oggettivamente costa poco ad un prezzo elevato (anche per la qualità di quello che offrono) si permettono di trattarti una kiavica!

E la cosa più bella è che quelli che protestiamo siamo sempre pochissimi! Siamo considerati dei rompipalle!

Ma scusate, quando vai al ristorante e ti portano un caffè corretto al posto di uno normale, glielo dici o te lo bevi anche se odi la grappa? O quando stai entrando a mangiare nel ristorante premiato con 3 forchette dal Gambero Rosso, qualcuno vi ha mai chiesto se siete tutti uomini o se siete vestiti nel giusto modo??? E quel posto per avere 3 forchette si è fatto un mazzo esagerato negli ultimi 5 anni!

Boh? Forse sono io che queste scene non le tollero; forse non capisco perchè a Dubai, a NY, a Madrid queste scene non le vedi, e si va in posti che sono all’altezza dell’11 se non ancora meglio.

Forse dovremmo TUTTI disertare questi posti, far capire che ad un bel prodotto va accostato anche un servizio al cliente degno del locale, con domande poste con garbo, con educazione e con rispetto. Come si fa in tutte le attività commerciali. Forse dobbiamo capire che siamo noi che facciamo vivere questi posti, che non sono loro che ci fanno un favore a farci entrare, ma bensì noi a dare tanti soldi in cambio di poco.

Si forse dovremmo farlo.


LA DOMENICA A TAVOLA

4 maggio, 2008

Cari Amici,

dopo più di 15 giorni di silenzio, tornato in Italia dal mio viaggio a NY, torno anche a riempire le pagine del mio blog. Come si può notare, è cambiato il look&feel. Purtroppo il vecchio fornitore di spazio web non mi garantiva piccole cose fondamentali per un blog (la possibilità per tutti di commentare, di partecipare al blog), e poi ho scoperto che tenere un blog con dominio personalizzato (come il peggiore.com) in Italia ti costa dalle 20 alle 30 euro, mentre negli USA solo 10$ (circa 7 euro). Cosi eccoci qui. Spero vi piaccia.

Chiaramente ho milioni di cose da raccontare a proposito del mio viaggio a NY, ma per il rientro, ho pensato che servisse qualcosa di più italiano, di interesse comune, a maggior ragione che tutti venivano ora dal proprio ponte!

Così oggi, e magari se riesco tutte le domeniche, ho deciso di censire i ristoranti e i locali dove vado.

Oggi a pranzo sono andato al ristorante a Milano Al Garghet (www.algarghet.it).

Sono stato spinto nella decisione di prenotare a pranzo, perchè conosco il loro giardino esterno, non curatissimo, ma molto tipico, con molti gerani, una vasca con i pesci rossi in centro e soprattutto con qualche piccola rana. Si propriò così. A quanto pare il significato della parola garghet è proprio “rana”! Così si riescono a vedere questi simpatici animaletti, che devo dire, non capita d’incontrare tutti i giorni in centro a Milano!

Ci hanno sistemato in un bel sasso (i tavoli sono denominati così) e ci siamo accomodati in una panchetta di cemento sopra un cuscino. Non comodissimo!

Il servizio è cortese, anche se non velocissimo e devo dire che come ambiente, nel complesso si sta bene. Il menù è storico, non so se ogni tanto (o stagionalmente) lo cambiano, ma io nelle ultime 3 volte in cui sono andato, ho sempre trovato lo stesso.

Il piatto forte è l’orecchia di elefante, o meglio dire, la cotoletta alla milanese. E’ enorme, molto tenera e buona, servita con del pomodoro fresco tritato, molto buona. Costa 24 euro. Non poco, ma se uno ne ha voglia, lì la fanno bene. Sto giro però ho deciso di cambiare menu e ho suggerito al mio amico di non prenderla, cosi io ho preso: come primo, malfatti ai carciofi (9 euro mi sembra) e una tartare di manzo (senza prezzo esposto, tutt’ora non so quanto costava). Il mio amico ha preso come antipasto gnocco fritto con crudo e come primo, dei riavoli con ripieno di mela e taleggio al burro e salvia.

Cosa dire, lo gnocco fritto era veramente senza infamia e senza lode. Ne avrò mangiati meglio o peggio a centinaia, e le fettine di crudo erano esattamente 2 (una per ciascun gnocco). Piatto di una semplicità di preparazione incredibile e con un costo al ristoratore veramente basso, beh a menù era prezzato a 14 euro! Mi sembra veramente assurdo.

Le due paste erano buone, ma senza grande carattere. I miei carciofi erano vecchi e pochi di quantità, il ripieno del raviolo, pur avendo il taleggio dentro, era abbastanza insapore. Burro e salvia è un tipo di condimento vecchio e la salvia non era fresca! Infine la mia tartare, era si fresca, ma poco saporita e non me la sono sentita di colmarla di tanti sapori.

Per dolce, un tazza con frutta di bosco, buona ma normalissima e un crostastina con crema pasticchiera e fragole, buona ma normalissima. Prezzo del dolce cadauno…8 euro.

Tutto il pasto è stato bagnato da 2 bicchieri di rosso (terre di franciacorta) e 1 bottiglia di minerale.

Abbiamo speso 82 euro, mangiato in un bel posto, con un servizio decente e cordiale ma speso per quello che abbiamo mangiato…veramente tanto. La cosa che mi fa riflettere è…ma è possibile a Milano mangiare in un bel posto, delle cose buone e spendere meno di 40 euro a persona (bevande incluse)?

Il mio voto finale è 6, dato da:

ambiente 8

cucina 6

prezzo/qualità 4