IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


UN UOMO PESSIMO o L’UOMO CHE POSSO

19 ottobre, 2011

Oggi sono tornato a casa un pò prima del solito. Quasi 3 giorni prima del solito. Bene! Ogni tanto devo tirare il fiato, continuare ad andare a manetta ha poco senso. ho trovato al rientro la ragazza filippina che si occupa della mia casa. è una cara ragazza, mamma di 2 di figli, la conosco da 5 anni. mi fa sempre poche domande, non parla un italiano perfetto (e credo capisca anche meno). ma quella che mi rivolge sempre (giuro nn se la dimentica mai) è se ho la fidanzata. Io in quest’anni ho risposto sempre dicendo la verità, e sta volta invece mi è venuto di farle una battuta. Le ho detto che non la avevo e che se aveva voglia, poteva presentarmi una sua amica. Chiaramente era una battuta, come le cento che faccio quotidianamente. La sua risposta è stata così diretta e così di pancia che mi ha fatto ridere ma anche riflettere. Mi ha detto di botta “NOOO, io a te non ne presento amiche”!!!!

Bè non male per una che parla male italiano.

Mi sono fatto due risate e poi però ho cominciato a pensare. come è possibile che una persona che mi vede (neanche tanto) dall’esterno faccia un commento simile su di me? é mica un reato essere arrivati a 33 anni e non avere una fidanzata? non è che è sempre stata una mia scelta chiudere i rapporti…a volte si sono chiusi per altre motivazioni :-(

Certo ultimamente non che abbia ricevuto dei gran complimenti. Mentre ricevo spesso i complimenti per la mia personalità o per il mio perenne sarcasmo, chi mi ha amato ultimamente mi ha citato con parole come “uomo pessimo”. Devo dire che negli ultimi dieci anni ne ho ricevuto di peggiori “epiteti” ma questo ha veramente lasciato un solco dentro.

Ma cosa vuol dire essere un uomo pessimo? a chi è esattamente corretto dare questa definizione? forse un uomo che picchia la propria donna, uno che la ferisce verbalmente, uno che si comporta deliberatamente in modo cattivo o forse uno che la tradisce sistematicamente. Forse le ho messe tutte le definizioni.

Ma pensate ogni tanto, care donne all’ascolto, che un atteggiamento da uomo pessimo forse, nasconde delle decisioni estremamente sofferte e combattute per chi le prende. Mi riferisco a chi mette fine ad un rapporto perchè ritiene non sentire i corretti sentimenti del caso. Mi riferisco a chi riconosce che nonostante un grande amore, non si riesce a stare bene insieme. Mi riferisco a quelle storie che portate avanti possono solo logorare le persone coinvolte. Forse saranno decisioni prese da ipotetici uomini “pessimi” ma in realtà c’è molto molto dietro.

Chiaccherando con uno dei miei più cari amici, commentavamo come, dopo una grande storia finita, sia cosi pesante rivedere certe cose. Cerchi una mail sul tuo pc e trovi 10 email splendide scritte nel momento di grande sintonia. Guardi una foto di qualche estate fa e ritrovi vecchi sorrisi, momenti gioiosi e grandi passioni. Riprendi un vecchio telefono, perchè ti serve per andare allo stadio e trovi vecchi sms che ti fanno sorridere ma anche riaprire vecchie ferite.

Io non voglio giudicare quello che sono o quello che sono stato, ma è troppo semplice sostenere che io sia stato pessimo, senza aver compreso il motivo di certi gesti, di certe decisioni e dei comportamenti che li hanno causati. A volte credo che una persona non vuole comportarsi male, cerca solo di essere la persona che realmente può essere. e questo spesso fa male. Molto di più di quello che un analisi superficiale possa realmente capire.

Ho deciso, come spesso faccio tra queste pagine, di collegare questo post ad una canzone. Ne ho scelto una praticamente sconosciuta. Non ci sono video, ne immagini del gruppo o del cantante che la cantavano. ho grande difficoltà anche a ricordare il nome del cantante o del gruppo. C’è solo il mio ricordo, di quando l’ho ascoltata dal vivo in un pub tanti anni fa, in uno di quelle bettole che ospitano grandi gruppi del futuro, alcuni sbocciano, alcuni rimangono solo quello che possono. Si intitola “l’uomo che posso”. Il testo è sotto, l’audio pure. Ascoltala pure, anche se non è famosa, anche se non va alla radio, anche se non ci vai ad un concerto, è lei, è vera e riesce a fare quello che può realmente fare.

L’UOMO CHE POSSO (Bochica)  

ASCOLTA (si apre una nuova pagina dove occorre clicckare sul nome della canzone)

ti ho vista inseguire il cielo / per rubargli un pò di stelle /

ti ho vista fare sogni strani /da tatuare sulla pelle

e chiedere aiuto / che la vita fa paura /

perche il tuo cuore grida /e il tempo ci consuma

a cosa servono le ali/ se non so piu sorridere

e quanta vita fra le mani / ma se nn riesco a vivere

ti sento qui vicina /e tutto intorno e’ troppo buio

ma  dentro i miei pensieri puoi trovarmi ancora

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso

per ritrovarti dentro me/ forse ti devo allontanare

e la distanza sai cos’è?/ una misura universale

che posto puoi trovare? /mi importa solo sia sicuro

se penso che sia sotto il mio stesso cielo

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e la luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

io per te potrei essere

sole e luna

io per te potrei essere

vento e terra

io per te potrei essere

sole e luna

io per te

sono solo e soltanto adesso l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso…l’uomo che posso

sono solo io

l’uomo che posso

solo io

l’uomo che posso

sono io

sono solo e soltanto l’uomo che posso




So Far Away – Avenged Sevenfold

17 ottobre, 2011

Sono giorni particolari.

Di pensieri, di gioia, di stanchezza, di sofferenza. Sono giorni in cui occorre trovare nuovi stimoli. Molto difficile da farsi, molto più facile scriverli in un post. Però da qualche parte bisogna pur cominciare.

Con questo post voglio ricordare le persone che non sono più con noi.

Quelle che abbiamo perso in pochi istanti, senza troppe spiegazioni, ma con un grande vuoto lasciato per sempre incolmato. Non credo di saperlo fare da solo. Anzi. Ho scelto questa canzone che recentemente ascolto moltissimo. L’ho fatto perchè è stata scritta da una band al proprio batterista, perso giovanissimo ed improvvisamente.

Ha un testo molto profondo. Un suono ritmato ma molto melanconico. Non riesco a trovarci una carica dentro. Sento solo che mi piace anche se mi porta in mente ricordi tristi. Dentro, credo abbia  una voglia insana e strana di comunicare queste sensazioni. Però come dicono le ultime parole del testo “and I need you to know”…e io ho bisogno di fartelo sapere.


Never feared for anything

Never shamed but never free
A life that healed a broken heart with all that it could

Lived a life so endlessly
Saw beyond what others see
I tried to heal your broken heart with all that I could

Will you stay ?
Will you stay away forever ?

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Plans of what our futures hold
Foolish lies of growing old
It seems we’re so invincible
The truth is so cold

A final song, a last request
A perfect chapter laid to rest
Now and then I try to find a place in my mind

Where you can stay
You can stay awake forever

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

Sleep tight, I’m not afraid
The ones that we love are here with me
Lay away a place for me
Cause as soon as I’m done I’ll be on my way
To live eternally

How do I live without the ones I love ?
Time still turns the pages of the book its burned
Place and time always on my mind
And the light you left remains but it’s so hard to stay
When I have so much to say and you’re so far away

I love you
You were ready
The pain is strong enough despite
But I’ll see you
When He lets me
Your pain is gone, your hands are tied

So far away
And I need you to know
So far away
And I need you to
Need you to know


UNDICIGIUGNODUEMILAUNDICI

11 giugno, 2011

Ci giorni tutti uguali. Giorni poco importanti. Ci sono giorni che non ricordi neanche di aver vissuto. Altri invece ti rimangono scolpiti nella mente. Ci sono giorni che credi di aspettare per tanto tempo. Altri invece vuoi farli passare in un battito di ciglia. Ci sono giorni che ti cambiano la vita, perché fai qualcosa di importante. Altri invece non te la cambiano per niente, anche se hai creduto per diverso tempo il contrario. Ci sono giorni a cui hai pensato tanto. Altri a cui non pensi mai o cerchi di non pensare. Ci sono giorni che nn dimentichi. Altri che vorresti proprio dimenticare. Ma purtroppo, nn so neanche il perché, questi li ricordi molto piu’ spesso di quello che vorresti. Quelli belli invece, li dimentichi in un secondo, ti vengono in mente solo quando sono passati, sapendo dentro di te che non torneranno.

Recentemente ho letto il testo di questa canzone. Come sempre per caso, all’improvviso, senza neanche aver ricevuto una richiesta di permesso prima di farlo. Poi ne ho sentito la musica, il ritmo e l’ho trovata veramente profonda. Anche se il cantante non e’ tra i preferiti, non si può non dargli la dovuta importanza. Ascoltala leggendo il testo, cantala a squarcia gola se ne hai voglia, godine le sfumature, pensa al sogno che vi risiede dietro, versa qualche lacrima se lo ritieni giusto.

Portala con te.
Ilpeggiore

Che vento che tira, taglia il respiro spinge un po’ in là, forse ci vuol cambiare, mi sa che non ce la farà

Mi riesci a sentire in questo rumore? Vieni un po’ qua, fammi sentire il mare, al centro di questa città,
Tu sai che ciò che so, sai la vita che ho, riparati un po’, forse ti piove dentro, usa la casa che ho

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare,  prendiamo il tempo che c’è

Il mondo non gira o almeno non come volevi tu,  come ci avevan detto, quando era buona un’idea

Tu che sei ciò che sei, che non cambierai mai, promettimi che,  ci sarà sempre un posto, che tieni caldo per me

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è,
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare, prendiamo il tempo che c’è…


L’UNITA’ DI MISURA

28 maggio, 2011

Forse questo post potrà risultare banale. Forse qualcuno potrà commentare, leggendolo, come un post troppo demagogico o scontato. Ma questo blog e’ la reale dimostrazione che a volte le cose più ovvie e banali ma quotidiane e reali, sono quelle più apprezzate!
Tutto nasce da un periodaccio, da un capodanno balordo, da un primo trimestre dell’anno pieno di difficoltà, da una vita personale disagiata e ostile, da un lavoro privo di soddisfazioni ma allo stesso tempo così complicato ed esigente.
Settimane che passano tutte uguali una alle altre, settimane che non fanno vedere una via di uscita, giorni che nascono e finiscono sempre con lo stesso cliché, con la stessa speranza (di cambiamento) e con lo stesso desiderio che il sole torni a splendere, nonostante un buio costante che non vuole per niente essere illuminato.
Così un venerdì rientro da l’ennesima settimana di viaggi, un mal di testa galoppante, la solita voglia di ritrovare a casa, ad accoglierti, la persona che ami, desiderosa di vederti, per intenderci, quell’angelo custode di cui parlavo in qualche post precedente.
Chiaramente non avendo nulla di tutto ciò, mi rimane solo l’idea di riempire la mia supervasca, mettere su un bel sound in sottofondo, far sciogliere in  vasca quelle pastiglie frizzanti che le mie sorelle mi hanno regalato a Natale, immergermi e sperare che per qualche minuto, di ritrovare quella serenità tanto desiderata. Di botto un sonno improvviso, un sonno profondo, una assenza imprevista della propria forza e crollo totale di attenzione. Mi risveglio solo 2 ore dopo immerso in una acqua, nel frattempo, ormai ghiacciata, con un mal di testa ancora più forte e una mancanza di orientamento totale. La forze rimaste mi portano sul divano, in un buio totale dove trovo altre 2 ore di sonno. Poi una telefonata del mio amico RAF mi sveglia. Mi invita a raggiungerlo in un locale dove lui si trova con dei suoi ex colleghi. Qualcosa mi dice di andare, mi do una rivisitata e li raggiungo.
Qui incontro, dopo 7 anni, una ex collega del mio amico, persona con cui ero uscito per qualche periodo (per gli amanti del gossip, niente di sentimentale) che sapevo si fosse sposata, ma nulla di più. Così lei mi parla, mi racconta di un ultimo periodo molto difficile, mi racconta della tragedia che ha colpito la sua vita e io annuisco senza saper nulla. Confermo, non sapevo nulla. Passo una serata a cercare di capire, annuendo, senza avere il coraggio di fare qualche domanda in merito. Poi tutto mi è chiaro. Una storia assurda e tristissima.
Questa ragazza ha perso il marito. Dopo solo 2 anni di matrimonio. Un ragazzo sportivo sotto i 40, con un male incurabile ad una gamba, prima curata, poi amputata, poi ancora curata, che alla fine lo ha portato alla fine dei suoi giorni.

Ricostruisco la storia, mi avvilisco per i miei di problemi. Per quel lavoro che detesto, per una grande storia finita con enorme superficialità, per quei giorni in cui vivo ma sono nero per delle autentiche fesserie.

Lo so è demagogico. Tutti giorni succedono dei drammi (e io dovrei pure saperne qualcosa) ma non per questo occorre scrivere un post su questo tema. Eppure mi rendo conto di aver sbagliato l’unità di misura. Mi rendo conto che non può farmi incazzare una foto su fb, che il mio lavoro non può farmi dimenticare di sentire mia madre,  che non posso dimenticare cosa sono le vere difficoltà, che non occorre prendersi necessariamente sul serio per dimostrare di tenerci alle cose, insomma, che occorre sorridere un pò di più, le cose poi alla fine non vanno cosi male.

E’ così difficile essere felici con quello che si ha? E’ così difficile pensare di poter risolvere i problemi che effettivamente si hanno senza per questo mostrarsi esausti e disperati? non sarebbe più semplice capire che l’unità di misura delle cose è realmente diversa da quella che usualmente usiamo?  Purtroppo ci rendiamo conto che anche le tragedie esistono solo quando ci accadono o solo quando succedono a qualcuno a noi vicino. E questo mi fa ancora di più sentire sciocco ed inappropriato, ma anche su questo occorre sorridere, a volte si può anche esserlo.

Ora che nessuno creda che io sia cambiato. Che io abbia smesso di incazzarmi per delle autentiche cagate. Che riesca a sorridere a tutte le minkiate che mi succedono, o rileggendo qualche email (neanche cosi vecchia) riesca a capire il perchè di certe scelte. Non posso sicuramente credere ai miracoli.

Una cosa è sicura, non potrà un timone in una foto, farmi perdere il sorriso.

ilpeggiore


YOU SAVED ME

17 marzo, 2011

E’ difficile salvare qualcuno?

Vi e’ mai venuto in mente che le vostre azioni, i vostri gesti, le vostre parole fossero in grado di salvare qualcuno? Salvare dalla vita di tutti i giorni intendo. Non parlo certo di malattie o di religione. Parlo di salvezza personale, quotidiana, morale.
Non avete mai avuto giorni o periodi in cui gira male e dove non si vede come e quando questo periodo possa passare? Il lavoro che non va, la vita privata che non soddisfa, la famiglia che ha dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo si fosse più presente o partecipe.

Ecco che in questi momenti mi viene in mente: “esiste qualcuno capace di salvarmi?

“esiste, di fatto, qualcuno che riesce a farmi stare bene anche quando non credo sia possibile?”

Forse mi riferisco a quei famosi angeli custodi, che da bambini ci rassicuravano, personificati dai nostri genitori, ma così piacevoli da considerare presenti nella nostra vita.

Allora mi chiedo, ma chi e’ e soprattutto dove e’ il mio angelo custode? Io me lo immagino sicuramente come una figura femminile, bellissima, alta, magra, con uno splendido sorriso, con un profilo mozzafiato, un discreto stacco di gamba e anche una terza (almeno) abbondante! Si d’accordo, non e’ la mia amante ma se lavoro di immaginazione, allora lo faccio a grandi livelli!

Ora qualcuno potrà pensare, ma da dove vengono questi pensieri?e sono sicuro che mi conosce penserà subito ad una cosa, invece tutto nasce dalla musica!

Spesso e volentieri  e’ una canzone che mi fa riflettere! E questa volta e’ tutto merito della grande Skin, che coi suoi Skunk anansie ha intitolato una splendida canzone “You saved me” nel suo ultimo album, Wonderlustre!
Ho pensato per un periodo nella mia vita di essere capace di salvare qualcuno (l’ho già scritto in passato) per poi accorgermi che cosi non era, che nessuno può essere salvato se realmente non vuole essere salvato. Salvato dai propri errori, dalle proprie decisioni sbagliate, dalle proprie idee ogni tanto troppo lontane dalla realtà. Ma la domanda che mi pongo oggi è, chi salverà me da me stesso?  Oggi che vorrei tanto essere salvato e che vorrei tanto cantare un a quell’angelo custode un ritornello come

“You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself”

Testo “you saved me”

I’ve been looking through my mirror
With somebody else’s eyes
then you broke me down
You fixed my blood stained crown

I’ve been looking through my window
at somebody else’s world
then you let me fall
Right through your open door

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself

I’ve been running hard on empty
Sinking deeper in the sand
then you let me down
right onto solid ground

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

I had hope in my heart
That you’d run for me
cos i’ve done it all
Now I feel in my heart
that you’ve come for me
you lead me home

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Baby you saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Traduzione del testo

Ho guardato attraverso il mio specchio
con gli occhi di qualcun altro
poi tu mi hai buttato a terra
hai riparato la mia corona macchiata di sangue

ho guardato dalla mia finestra
e mi sono ritrovata nel mondo di qualcun altro
poi tu mi hai lasciato cadere
proprio attraverso la tua porta aperta

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

ho corso con fatica nel vuoto
sprofondando nella sabbia
poi tu mi hai buttato a terra
proprio sul terreno solido

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

avevo la speranza nel cuore
che tu saresti scappato da me
perchè ho fatto di tutto
ma adesso sento nel mio cuore
che tu sei arrivato per me
tu mi hai condotto a casa

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

tesoro tu mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa


SEMBRA FACILE, INVECE NON LO E’ QUASI MAI!

12 novembre, 2010

Capita di tornare dopo mezzanotte in camera, dopo una giornata di km, chiacchere, sorrisi, fatiche e molta nebbia. Capita che non vuoi andare a dormire perchè credi che la giornata sia ancora in credito con te di qualche bella emozione. allora fai un pò di zapping  e ti auguri di trovare qualche bel film alla fine, un programma che ti regali l’ultimo sorriso della giornata. lo so è un pò qualunquista. ma è pratico, da pigri ma soprattutto è vero.

cosi ti fermi su un canale che non caghi mai e guardi l’intervista di un cantante che non ami mai. ascolti la sua canzone e quella gioia la provi all’improvviso. canticchi un testo che sembra fatto per te e realizzi che quelle parole sono assolutamente e straordinariamente vere.

cerchi quella canzone, non la trovi subito (non è il tuo cantante preferito, non è mica lenny). Poi la trovi, la leggi, la riascolti, ancora, ancora e poi decidi. La condividi

I significati sono tanti ed ognuno credo debba dare il proprio. Io ho fatto così. Ma forse leggendo bene, non ce ne sono poi così tanti.

Sembra facile, sembra così scontato. Ma non lo è. Fino ad allora non sai neanche qual’è e cos’è. Poi invece ti sembra cosi chiaro e cosi vero. E sembra realmente così una luce nel cielo.
Posso andare a dormire, ho ottenuto quello che volevo.

Il peggiore

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
chiudi gli occhi se ami davvero
non ti dirò segui il sentiero
sarò, io sarò, luce nel cielo
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
non si svela un mistero
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.


ESSERE UTILI

14 ottobre, 2010

Vi è mai successo di avere qualcuno molto caro in difficoltà? vi è mai successo di avere qualcuno estremamente caro e vicino con un problema irrisolvibile che ogni anno si ripresenta? vi è mai successo di essere lì deboli e inutili, con in testa e nel cuore la voglia di potere fare qualcosa per aiutare quella persona ed invece rendervi conto che non potete proprio far niente? A me è successo!

Per due volte ho vissuto questo momento. Non ero io ad essere in pena, non ero io quello che soffriva, ero quello che ascoltava (strano ma vero) e che voleva fare l’impossibile, anche se ben cosciente che da fare c’era proprio poco.

Mi è successo 2 volte! Ho sempre cercato di fare del mio meglio. Ci ho pensato tanto a quello che potevo fare e ho cercato di fare di più. Magari ci sono riuscito, magari no. Ho cercato di far vedere la luce in fondo a quel tunnel infinito, ho cercato di far vedere come il futuro riesca a regalarci grandi gioie dopo enormi dolori. Ho addirittura passato delle belle mezz’orette credendo di esserci pure riuscito. Sensazione bellissima, appagante, benzina per il motore 12 cilindri che è il mio ego. Sentirsi dire “sei riuscito a cambiarmi una giornata così triste…grazie” ci fa sentire dei piccoli superman che con poco o niente sono riusciti ad evitare l’ennesima catastrofe mondiale.

Oggi penso che le persone che superano questi eventi sono realmente LORO dei piccoli superman. Rialzarsi da certi eventi che ti scaraventano a terra in pochi istanti è cosa da pochi e concentrarsi su un futuro migliore è un grande lavoro, che solo con il tempo può portare la giustà serenità. A me rimane da esprimere tutta la mia stima per queste persone e per la persona che cercavo di aiutare, sintetizzato con il solito chapeaux!

Quest’anno però non potrò cercare di fare la mia parte. Non potrò sperare di farti stare meglio in questo momento.

Questo è un periodo dove la musica aiuta molto, dove le parole dette da una voce alla radio suonano come quelle che dovevano essere dette tante e tante volte. Così affido il mio ruolo ad una canzone talmente bella da rendermi tranquillo, un timido sorriso forse arriverà sul tuo viso…sai tu a chi dedicarla.

Sotto riporto il testo…cantarla aiuta!

Yes I understand that every life must end, aw huh,..
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..
I’m a lucky man to count on both hands
The ones I love,.. 

Some folks just have one,
Others they got none, aw huh,..

Stay with me,..
Let’s just breathe.

Practiced are my sins,
Never gonna let me win, aw huh,..
Under everything, just another human being, aw huh,..
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world
To make me bleed.

Stay with me,..
You’re all I see.

Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one knows this more than me.
As I come clean.

I wonder everyday
as I look upon your face, aw huh,..
Everything you gave
And nothing you would take, aw huh,..
Nothing you would take,..
Everything you gave.

Did I say that I need you?
Oh, Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one know this more than me.
As I come clean.

Nothing you would take,..
everything you gave.
Hold me till I die,..
Meet you on the other side.

JUST BREATHES
Si, mi rendo conto che ogni vita deve finire, aw huh…
Così come ci sediamo da soli, so che un giorno ce ne dovremo andare, aw huh…
Sono un uomo fortunato che può contare sulle dita di due mani
le persone che ama…

Qualcuno ne ha soltanto una,
altri non ne hanno nessuna, aw huh…

Resta con me…
respiriamo e basta.

I miei peccati sono allenati,
non mi lasceranno mai vincere, aw huh…
Dopo tutto, solo un altro essere umano, aw huh…
Non voglio ferire, c’è già tanto al mondo che mi fa sanguinare…

Resta con me…
Sei tutto ciò che vedo

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Ogni giorno mi stupisco,
mentre guardo il tuo viso, aw huh…
Hai dato tutto
senza pretendere niente, aw huh…
Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Stringimi fino a quando non morirò…
Ci ritroveremo dall’altra parte…


VIETATO FUMARE – parte seconda

17 maggio, 2009

Forse esagero, ma il blog ha preso un indirizzo serio sul tema. Lasciatemi riportare questa notizia comparsa oggi sul corriere.it (http://www.corriere.it/salute/09_maggio_18/campagne_anti_fumo_bac097ee-439e-11de-bc99-00144f02aabc.shtml). L’articolo è interessante e fa riflettere. Io aggiungo che:

- il fumo rende maleodorante sia la bocca, la pelle che i vestiti

- diminuisce la percezione del gusto (il vostro cibo avrà meno sapore)

- dimuisce la percezione degli odori (sentite meno il profumo di una donna o di un uomo)

Per ora vi faccio leggere sotto, ma se qualcuno vuole suggerirmi altro…il peggiore accetta molto volentieri.

Buona lettura

Il peggiore

 

 

Fumo: le campagne non funzionano

Bassa efficacia sui giovani, che si sentono immuni dalle malattie. Non però dalla «puzza» di fumo

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le campagne anti-fumo falliscono coi giovani perchè puntano su malattie future invece che su effetti indesiderati immediati, come per esempio l’anti-sociale alito che puzza di sigaretta (Ansa)

MILANO – I messaggi deterrenti per i fumatori non funzionano. Non abbastanza e soprattutto non sui giovani. Queste le conclusioni di uno studio condotto dalla ricercatrice australiana Emily Kothe del dipartimento di psicologia dell’Università di Sidney, che ha intervistato sessantatré fumatori ed ex fumatori di età compresa tra i 18 e i 26 anni. Il tipo di comunicazione veicolata dalle campagne anti-fumo sarebbero troppo generici e chi fuma (o vorrebbe iniziare a fumare) non si sente direttamente chiamato in causa. Solo il 16 per cento degli intervistati ha modificato il proprio comportamento a causa delle campagne informative.

IMMUNI DAL MALE – I giovani non credono che i danni del fumo li riguardino, in parte per il senso di immunità tipico di quell’età, in parte a causa dei messaggi che non si indirizzano direttamente a loro: «il fumo uccide» fa cioè meno paura de «il fumo ti uccide». Ma non solo. Le patologie mortali connesse al consumo di tabacco (ma ancor di più dalle colle e dalla carta usate nelle sigarette) sembrano molto remoti per un ventenne. «Abbiamo ricevuto risposte in base alle quali alcune particolari patologie paventate nelle campagne antifumo sono troppo remote, come il cancro alla bocca» ha dichiarato Emily Kothe, che propone una nuova linea di comunicazione per la salute pubblica.

SANZIONE SOCIALE – «Il fumo ti rende maleodorante» potrebbe essere uno slogan più efficace secondo la ricercatrice australiana perché denuncia un effetto collaterale sgradevole immediato e inoppugnabile. E denuncia un’implicazione sociale, o meglio anti-sociale, che potrebbe avere miglior esito sui giovani fumatori. O sui produttori di profumi e deodoranti.

 

Gabriele De Palma
18 maggio 2009


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


DELUSIONI? COME AFFRONTARLE?

23 aprile, 2009

crying-girl-1963-posters1Non so proprio come verrà fuori questo post. Il concetto è sufficientemente chiaro nella mia mente, ma descriverlo è complicato e sono certo che facilmente potrò essere mal interpretato. Forse mettendolo giù suonerà meglio di come sta suonando ora nella mia testa.

Sono giorni di pausa per me, di riflessione, di distacco dalla routine degli ultimi anni, di bilanci, di constatazione, forse un pò scontati, forse un pò banali ma per me riagganciarli, riportarli in superficie, dopo tanto tempo messi in un angolo, credo sia utile.

Nell’ultimo mese e mezzo sono cambiate tante cose.

Chi mi conosce sa di cosa parlo. Cambiamenti positivi sulla carta. Tanto desiderati, tanto difficili da raggiungere e quindi ora, che so di averli ottenuti, penso di sentirmi come mi dovrei sentire. Però, se guardo bene dentro di me, vedo che c’è un pò di strana e controversia delusione. Forse per questo ci dedico un post, un post su di me, sui miei pensieri, cosa che raramente faccio, o che forse non ho mai fatto.

A volte ti immagini (a me spesso in realtà) come andranno le cose, percorri nella tua testa la traiettoria che questa o quella vicenda creda debba seguire, la direzione che una persona a te vicina tu credi debba avere, una sensazione forte, strana e totalmente irrazionale. Irrazionale perchè è immaginata e non ci vede protagonisti, ma solo soggetti che la subiscono senza poterla modificare di un niente.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, ha usato queste informazioni per proprio tornaconto, non preoccupandosi del fatto che forse io potessi rimanerci male.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, invece di buttare le fondamenta di un nuovo rapporto, non più  basato sulla quotidianità e sulla quantità, ha già mostrato scarso interesse e svogliatezza, mi ha fatto sentire già del passato.

Qualcuno a me vicino, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi è entrato in un silenzio inutile, poco redditizio, infruttuoso.

Qualcuno a me vicino, mi ha chiesto, mi ha fatto parlare, mi ha fatto dire la mia opinione, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi ha fatto esattamente quello che pensava di fare fin dall’inizio.

La mia delusione credo venga fuori da averci messo del mio in questi rapporti, dell’energia mia, della volontà mia nel farli andare al meglio, ed invece mi ritrovo con un pugno di mosche, con un bel nulla in mano, con tanta (o poca) delusione mia.

Che dire? chi mi conosce sa perfettamente che non sono uno che ricrimina troppo sul passato, che si rende vittima ai suoi occhi e a quelli degli altri, ma uno che sa  guardare avanti, che sa e deve ripartire, che vuole sempre cercare nuovi stimoli per raggiungere un bene interiore che forse è talmente ambizioso da risultare fittizio.

Forse ho già risposto alla domanda di questo post, ma forse non sempre (e uno razionale come me deve saperlo accettare…forse) c’è un modo, una regola, una metodologia, per affrontare, gestire e superare determinate situazioni che si presentano nella nostra vita.

Ecco. L’ho scritto, a me è chiarissimo, forse agli occhi poco attenti risulterà contorto e  inutile, ma ci tenevo a volerlo condividerlo con voi. Storicamente sono accusato di essere un individuo incapace di condividere…beh…da un pò ho cominciato a farlo…ma in pochi se ne sono accorti.

Il peggiore


BLOG? ISTRUZIONI PER L’USO

25 marzo, 2009

Da qualche tempo guardavo le statistiche del peggiore.com

Ero curioso di capire a chi scrivevo o meglio chi mi leggeva. Un’idea di base l’avevo in mente.

Non credo che questo blog possa interessare a chissa quante persone, però mi rendo conto che cmq ogni qualvolta scrivo qualcosa di nuovo, i miei visitatori si incrementano sensibilmente e perdurano per una buona settimana.

Ho capito che fondamentalmente i lettori del mio blog (poche decine di persone, giusto per intenderci) sono di 3 tipologie che battezzerò come:

Friends= i miei amici più stretti che sanno dell’esistenza del peggiore.com

BB=ball breakers, quelli che vengono a sapere da altri che ho scritto qualcosa di piccante e che quindi leggono

Zingari= vagabondi del web, quelli che cercando una parola su google, hanno sta sfiga di atterrare su di me

I miei Friends, sono le persone a cui è realmente questo blog è indirizzato. A loro che voglio comunicare cosa mi succede, cosa succede ad altri amici, dove sono e dove voglio andare. Questi sono quelli a cui tengo, quelli che mi incontrano spesso e che mi hanno incontrato in passato, che magari senza guardare facebook o senza scrivermi direttamente vogliono farsi un idea di cosa sto facendo e come me la passo. Friends, non vi preoccupate se ogni tanto non scrivo, non vi abbandono!

La categoria BB mi ha, a dire il vero, un pò stufato. Fanno quasi tutti parte della mia azienda. Sono persone a cui fondamentalmente non frega niente di cosa faccio, se sto bene e se avrò un figlio domani. Sono tutti quei parassiti che sanno da altri che ho scritto qualche chicca su qualcuno in azienda, vanno a leggere e poi si sparano i commenti a pranzo…modello Bar dello Sport.

Eeehhh OHHH, ma chi vi caga? chi vi cerca? chi vi ha mai voluto???

Fatemi il piacere, andate a leggere il Facebook degli altri, visto che nella mia lista di amici non ci siete. Andate a frequentare altre pagine del web, le pagine del peggiore non vi vogliono. O meglio, questo è un posto dove io scrivo quello che mi pare, lo pago, non offendo nessuno, non metto mai i nomi delle persone di cui scrivo, e quindi fatemi il piacere, se non vi piace quello che che leggete, lasciate pure dei commenti oppure cambiate sito. Altro non vi è stato chiesto.

Quanto agli Zingari, voi siete sempre i benvenuti, quelli che magari si ritrovano in qualcosa che scrivo o che ho scritto. Sentitevi a casa vostra, confrontatevi con le mie idee ed esponete le vostre. Siete i benvenuti

Infine,

un anno fa circa, vedevo uno dei film più belli che abbia mai visto, un film dove il protagonista scriveva prima di morire una frase bellissima.

Quella frase era “Happiness only real when shared“, “la felicità è vera solo quando è condivisa”.

Questo blog è nato e vive solo per questo, quello che scrivo qui sopra mi rende felice solo perchè la condivido con voi.

Il peggiore


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