LENNY sei un grande!

25 novembre, 2011

Caro Lenny,sei proprio un grande.

Ti ho visto per la quinta volta,incredibile ma vero! Non ho pensato neanche un secondo di potermi annoiare, di poter rivivere qualcosa di già vissuto, di pensare che forse con il quinto poteva bastare. questo è stato ancora meglio degli altri, in me c’era più consapevolezza, desiderio di ascoltarti e poter vivere le emozioni che solo tu riesci a darmi.

Praticamente ho passato metà concerto a filmarti, non che io sia così bravo in queste cose e non che sia neanche uno che si appassiona quando lo fa. ma sapevo che rivederti tante volte, avrebbe allungato il piacere di questo evento.

Sta volta eri meno aggressivo, più rilassato, più pagliaccio e forse anche più sicuro di te e del tuo pubblico. Il tuo nuovo cd ti ha aiutato molto, i ritmi funky e i fiati usati, sono stati superlativi. E devo dire che anche sta volta hai detto 2-3 cose che mi hanno fatto veramente pensare (pensieri tristi purtroppo).

Si perchè quando senti canzoni come “Stand by my woman” o quando il tuo concerto finisce con una versione lunga 15 min di “Let love rule”, ti rendi conto, in quei pochi minuti, in una atmosfera magica e piena di sentimenti, quello che nella tua vita (qualunque essa sia) ti è passato davanti e quello che sei riuscito addirittura ad afferrare.

Prima di cominciare “Let love rule” ti ho sentito dire queste parole “Love clean up all the bullshit”.

Dentro di me ho avuto subito chiaro il disegno. Dentro di me ho subito pensato che fosse veramente come dici tu. Poi però qualche ora dopo, ho capito che mancava una cosa. L’altra metà del cerchio.

E’ proprio vero che l’amore può spazzare via tutte le stronzate che accadono e si dicono in una coppia. Ma a volerlo bisogna essere in due. E non è un particolare da poco!

Credo, e a parlare è uno dei meno esperti in materia, che in una coppia occorre mettere l’amore provato da entrambi al servizio della coppia stessa, e credo che a farlo si debba necessariamente essere in 2. Non ci sono coppie dove l’amore di uno solo é capace di tenere saldo e vero quel rapporto. Lo so, affermazione tanto scontata quanto purtroppo reale.

Ma devo dire che la canzone che mi ha letteralmente sbalzato il cuore fuori dal petto, nonostante sia una delle mie preferite,  delle più conosciute, delle più ascoltate in questi oltri 10 anni di amicizia, è la superlativa, coinvolgente, accattivante e realissima “It Ain’t Over ‘Til It’s Over”.

 

Il suo testo dice:

here we are still together
we are one
so much time wasted
playing games with love

Rieccoci di nuovo insieme
siamo una cosa sola
tanto tempo perso
giocando con l’amore
so many tears i’ve cried
so much pain iside
but baby it ain’t over ’til it’s over

così tante lacrime ho pianto
così tanto dolore dentro
ma piccola, non è finita finchè non finisce

so many years we’ve tried
to keep our love alive
but baby it ain’t over ’till it’s over

così tanti anni abbiamo provato a tenere vivo il nostro amore
perchè piccola, non è finita finchè non finisce

how many times
did we give up
but we always worked things out
and all my doubts and fear
kept me wondering
if i’d always be in love
quante volte abbiamo lasciato perdere
ma abbiamo sempre aggiustato le cose
e tutti i miei dubbi e paure mi hanno fatto pensare se
sì, fossi stato sempre sempre innamorato…

E’ proprio vero Lenny, non è finita fino a quando non è finita. L’ho sempre pensato anche io.

Ma a volte amico mio, per noi non è finita, ma per l’altra parte si. Se non vogliono vederti, se non rispondono al telefono, se ti vomitano addosso decine di cose contro, se non ti rispondono alle tue domande, se non vogliono parlarne più di certe cose, se ti dicono che c’è un altro nella loro vita, forse…non si è in 2 a pensare che non è finita fino a quando non è finita.

Rimane la tua una grande poesia, rimane un fantastico pezzo, una musica che ti entra dentro. Rimane uno splendido concerto, rimane la voglia di vederti per la sesta volta, rimangono diversi video,  che ne sono certo, mi fanno rivivere sempre questa splendida serata.

ilpeggiore

 


IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


1-11-duemila11

1 novembre, 2011

Si chiude un mese molto duro. Devo dire di esserne molto contento. Della chiusura di questo mese, che sia chiaro. Alle solite tematiche noiose e ripetitive (lavoro, cazzi privati, stagione invernale che comincia) si sono aggiunti dei fatti che mi hanno molto toccato.
Socialmente viviamo giorni in cui le parole crisi, le parole debito, le parole accordo saltato, sono praticamente più pronunciate della parole passione, verità, valori, gioia, felicita, futuro. Personalmente vivo ogni giorno come se fosse l’ennesimo che passa prima di un grande cambiamento, l’ennesimo che essendo ormai trascorso mi avvicina ad una nuova rinascita, ad un nuovo start, ad un nuovo inizio di un bel periodo! è’ l’unico modo che conosco per guardare positivamente al futuro. Convincermi che sta per arrivare nuovamente un grande momento.
Purtroppo in questo mese sono venute a mancare due persone che il mondo intero e il mio paese continueranno a rimpiangere per chissà quanto tempo. Mi riferisco a Steve Jobs e Marco Simoncelli.
Ora chiaramente non ho alcuna intenzione di fare la cronaca di questi eventi ne di esprimere la mia opinione su queste due persone (che peraltro, per motivazioni diverse, stimavo moltissimo). Quello su cui m piacerebbe soffermarmi e’ la loro capacita’ di rendere migliore uno (o più momenti) della nostra giornata. Ci avete mai pensato?
Ci avete pensato che quando usate il vostro iPhone con un applicazione che magari vi aiuta ovunque voi siate o vi fa divertire mentre aspettate di entrare dal dentista, c’e’ quell’uomo americano dietro. Quell’uomo che ha cambiato le abitudini di un mondo intero, non per caso, non per mera speculazione, ma seguendo un percorso di vita che aveva proprio come obbiettivo quello di cambiare il nostro mondo in positivo ed incidere sulle mostre abitudini.

Ecco, oggi il pensiero che lui non sia più nel mio futuro, la mancanza della sua presenza, della sua incisività, del suo desiderio di cambiare, ostacola quella sana voglia di essere positivi per il futuro.

Quanto a Marco, invece, anche se non si e’ patiti di moto, credo sia stato estremamente difficile non rimanere colpiti dalla sua enorme simpatia e da quel naturale approccio alla vita che a tutti noi ha fatto sempre sorridere. Mi rendo conto che migliaia di giovani perdono quotidianamente la vita, mi rendo conto che se corri in moto di mestiere vuol dire, in un certo senso, che accetti l’imprevisto fatale come una componente realmente fattibile. Ma un ragazzo cosi piacevole, amico di tutti, ti da estremamente fastidio saperlo ormai in paradiso. Quella sua naturale capacità di rendere tutto cosi divertente, di lasciarti un sorriso anche se ascoltato 1 minuto alla radio, o ancora di più, se incontrato in una foto di qualche rivista sfogliata per caso, saperla ormai spenta, mi deprime moltissimo.

Anche in questo caso, soprattutto guardando ai vecchi della nostra politica, che pur decrepiti sono sempre lì arzilli e desiderosi di spillare qualche soldo o privilegio in più, mi viene veramente difficile persare sempre estremamente positivo.

Se ne vanno tante persone quotidianamente, ma quelle pochissime capaci di incidere sulla nostra vita, con grandi opere come con piccoli sorrisi, sono le persone realmente insostituibili.

L’unica cosa che ho fatto in queste settimane, è stato ricordare le cose che mi hanno stare molto bene. Le ho riportate alla mia mente come buoni auspici per il futuro. Cosi come i romani sacrificavano l’agnello migliore agli dei, per rendere più lieto il futuro, io ho cercato di riportare a galla quelle cose che mi hanno fatto stare bene.

Ne ho trovate tante, la cosa mi ha fatto molto piacere. Quella che voglio condividere oggi è una canzone! qualcuno dirà, che novità! il peggiore sta diventando banale e ripetitivo. Invece scoprendo la canzone, chi mi conosce, può rendersi conto che parlare bene (o solo parlare) di certi cantanti (ancora più se italiani) spiega come sia poco banale verso i miei gusti.

é una canzone che mi è stata donata diversi mesi fa da una persona veramente speciale. come sempre l’ho inizialmente denigrata, poi  ho cominciato ad apprezzarla e a capire il significato di certe parole. Andrebbe cantata a sguarciagola con una persona veramente importante accanto, andrebbe gridata abbracciati in un lettino in una spiaggia affollata di agosto, andrebbe presa come via di uscita al male che viviamo quotidianamente, sicuramente andrebbe condivisa.

Io son sempre stato tuo che anche quando non c’eri ti avevo nei pensieri

Tu sei sempre stata mia che quando ti ho incontrata ho subito capito che

Noi immensamente noi condividiamo tutto sai anche questa nostra gioia strana
che stranamente noi ci fa stare insieme come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina
dalla notte prima

Io io che da lei scappavo perchè mi puoi tradire non mi puoi ingannare mai

Tu quel giorno mi hai incontrato per mano mi hai portato fino a scrivermi dentro che

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra gioia strana che stranamente a noi ci fa stare bene come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina dalla notte prima

Noi solamente noi ci comprendiamo bene ormai e sentiamo un’esigenza sana che due come noi non si lasceranno mai anche quando un sogno ci allontana ma ti sento vicina come mai prima

Io son sempre stato tuo tu sei sempra stata mia che amarsi no non è mai una sfida ma è come cercare in noi una guida

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra storia strana che ingenuamente a noi ci fa stare insieme

O noi solamente no non ci lasceremo mai come quando un sogno ci allontana e torniamo vicino di nuovo al mattino
io son sempre stato tuo tu sei sempre stata mia


L’UNITA’ DI MISURA

28 maggio, 2011

Forse questo post potrà risultare banale. Forse qualcuno potrà commentare, leggendolo, come un post troppo demagogico o scontato. Ma questo blog e’ la reale dimostrazione che a volte le cose più ovvie e banali ma quotidiane e reali, sono quelle più apprezzate!
Tutto nasce da un periodaccio, da un capodanno balordo, da un primo trimestre dell’anno pieno di difficoltà, da una vita personale disagiata e ostile, da un lavoro privo di soddisfazioni ma allo stesso tempo così complicato ed esigente.
Settimane che passano tutte uguali una alle altre, settimane che non fanno vedere una via di uscita, giorni che nascono e finiscono sempre con lo stesso cliché, con la stessa speranza (di cambiamento) e con lo stesso desiderio che il sole torni a splendere, nonostante un buio costante che non vuole per niente essere illuminato.
Così un venerdì rientro da l’ennesima settimana di viaggi, un mal di testa galoppante, la solita voglia di ritrovare a casa, ad accoglierti, la persona che ami, desiderosa di vederti, per intenderci, quell’angelo custode di cui parlavo in qualche post precedente.
Chiaramente non avendo nulla di tutto ciò, mi rimane solo l’idea di riempire la mia supervasca, mettere su un bel sound in sottofondo, far sciogliere in  vasca quelle pastiglie frizzanti che le mie sorelle mi hanno regalato a Natale, immergermi e sperare che per qualche minuto, di ritrovare quella serenità tanto desiderata. Di botto un sonno improvviso, un sonno profondo, una assenza imprevista della propria forza e crollo totale di attenzione. Mi risveglio solo 2 ore dopo immerso in una acqua, nel frattempo, ormai ghiacciata, con un mal di testa ancora più forte e una mancanza di orientamento totale. La forze rimaste mi portano sul divano, in un buio totale dove trovo altre 2 ore di sonno. Poi una telefonata del mio amico RAF mi sveglia. Mi invita a raggiungerlo in un locale dove lui si trova con dei suoi ex colleghi. Qualcosa mi dice di andare, mi do una rivisitata e li raggiungo.
Qui incontro, dopo 7 anni, una ex collega del mio amico, persona con cui ero uscito per qualche periodo (per gli amanti del gossip, niente di sentimentale) che sapevo si fosse sposata, ma nulla di più. Così lei mi parla, mi racconta di un ultimo periodo molto difficile, mi racconta della tragedia che ha colpito la sua vita e io annuisco senza saper nulla. Confermo, non sapevo nulla. Passo una serata a cercare di capire, annuendo, senza avere il coraggio di fare qualche domanda in merito. Poi tutto mi è chiaro. Una storia assurda e tristissima.
Questa ragazza ha perso il marito. Dopo solo 2 anni di matrimonio. Un ragazzo sportivo sotto i 40, con un male incurabile ad una gamba, prima curata, poi amputata, poi ancora curata, che alla fine lo ha portato alla fine dei suoi giorni.

Ricostruisco la storia, mi avvilisco per i miei di problemi. Per quel lavoro che detesto, per una grande storia finita con enorme superficialità, per quei giorni in cui vivo ma sono nero per delle autentiche fesserie.

Lo so è demagogico. Tutti giorni succedono dei drammi (e io dovrei pure saperne qualcosa) ma non per questo occorre scrivere un post su questo tema. Eppure mi rendo conto di aver sbagliato l’unità di misura. Mi rendo conto che non può farmi incazzare una foto su fb, che il mio lavoro non può farmi dimenticare di sentire mia madre,  che non posso dimenticare cosa sono le vere difficoltà, che non occorre prendersi necessariamente sul serio per dimostrare di tenerci alle cose, insomma, che occorre sorridere un pò di più, le cose poi alla fine non vanno cosi male.

E’ così difficile essere felici con quello che si ha? E’ così difficile pensare di poter risolvere i problemi che effettivamente si hanno senza per questo mostrarsi esausti e disperati? non sarebbe più semplice capire che l’unità di misura delle cose è realmente diversa da quella che usualmente usiamo?  Purtroppo ci rendiamo conto che anche le tragedie esistono solo quando ci accadono o solo quando succedono a qualcuno a noi vicino. E questo mi fa ancora di più sentire sciocco ed inappropriato, ma anche su questo occorre sorridere, a volte si può anche esserlo.

Ora che nessuno creda che io sia cambiato. Che io abbia smesso di incazzarmi per delle autentiche cagate. Che riesca a sorridere a tutte le minkiate che mi succedono, o rileggendo qualche email (neanche cosi vecchia) riesca a capire il perchè di certe scelte. Non posso sicuramente credere ai miracoli.

Una cosa è sicura, non potrà un timone in una foto, farmi perdere il sorriso.

ilpeggiore


CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – Unthought Known – Pearl Jam

1 maggio, 2011

Chi mi conosce sa che negli ultimi mesi viaggio moltissimo. Ho fatto il conto che, in un mese, riesco a prendere 6 aerei, percorrere circa 2000km, visitare 10 città diverse. Bella vita del cavolo…aggiugerei io! Uno dei pochissimi aspetti positivi è che riesco ad ascoltare molta musica, molta musica che mi piace. Così con quei cantanti che hai sempre apprezzato, che hai conosciuto meglio negli ultimi anni (grazie a qualcuno che me li ha fatti valorizzare maggiormente), instauri un rapporto di amicizia, di confidenza, di confronto, di utilizzo delle loro idee. In questo caso, mi sono scelto uno poco famoso, uno che conta poco, uno quasi sconosciuto…un enorme e fantastico Eddie Vedder e i suoi Pearl Jam.  Per i milioni di lettori di questo blog, non è una novità, già nel mio post del 22 maggio 2009 (ALIVE) ed ancora in quello del 14 ottobre 2010 (ESSERE UTILI)  avevo decantato le lodi di questo gruppo, ma questa volta c’è qualcosa di più.

Ascolti una canzone che ti piace, capisci di chi è, trovi il tempo di leggerne il testo (in questo caso lo traduci pure) e quelle parole ti balenano in testa, come fossero dette da un tuo amico davanti ad una birra, come fossero applicabili alla tua quotidianità e all’improvviso razionalizzi che quello che senti…succede…ti succede.
Già il titolo è fenomale – CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – (Unthought Known).

“Tutti i pensieri che non consideri mai, ma che fai in continuazione. La mente è connessa, la mente è profonda, oh, stai affondando?”

Quanti pensieri facciamo quotidianamente, quante considerazioni sono dentro di noi, certezze solo nel nostro io, ma così diverse da quello che accettiamo succedere quotidianamente.

“Pensa al percorso di ogni giorno, quale strada stai prendendo? Respira forte, e prendi il meglio, Si, questa è la vita.”

Quante volte pensiamo alle scelte fatte, a quelle non fatte, alla direzione che ha preso la nostra vita, a quello che volevamo ed è successo e a quello che volevamo che è così distante da noi.

“Cerchi l’amore e la prova, che meriti di essere tenuto. Ingoiare tutta la negatività, è così triste e disgustoso.”

Forse le persone che scegliamo, per condividere il nostro tempo e addirittura la nostra vita, sono quelle che ci danno la certezza che meritiamo di essere insieme a loro, che ci garantiscono che noi valiamo ed è per questo che non siamo soli. Ma se così poi non è o quelle persone risultano essere sbagliate, la sensazione di aver commesso un errore o di averli commesso in passato è oggettivamente sgradevole.

“Senti l’aria sopra di te, una piscina di cielo blu. Riempi l’aria di amore, il buio con la luce delle stelle. Senti il cielo come una coperta, fatta di pietre preziose e diamanti falsi. Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere… perché tu lo possa percorrere…”

Non è bello uscire di casa e sentirsi vivi, leggeri, pieni di energia e immaginare che tutto quello che stiamo facendo è la scelta migliore che potevamo fare e l’unica che ci rende felici? Non è bello sentirsi amati, in un modo incredibile e sapere che quando si torna a casa, c’è la persona più importante per te, desiderosa di accoglierti? Sembra di essere in un sentiero che qualcosa di grande ha scelto per noi e la speranza che si ha dentro è quello di avere la possibilità di percorrerlo fino alla fine.

“non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui”

Poi grido questo ritornello e mi rendo conto che tutta la mia conoscenza inconsapevole, mi lascia anche molto amaro in bocca. La consapevolezza di non avere accanto tutte le persone che merito e che vorrei, e di non essere stato io a scegliere di non averle. La consapevolezza di aver realmente vissuto pochissimi intensi e stupendi amori e allo stesso tempo non essere stato capace di averli fatti diventare veramente grandi e presenti oggi nella mia vita. La consapevolezza di vivere quotidianamente una vita diversa da quella a cui aspiravo, in mezzo a persone che non mi interessano ma così temporalmente presenti nella mia giornata. Allora mi chiedo, prima di addormentarmi, ascoltando questa splendida canzone, cosa mi è rimasto?

Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere. Guarda le onde sulle rive lontane, che aspettano il tuo arrivo.  Sogna i sogni di altri uomini, non sarai rivale di nessuno. Sogna i sogni di altri allora, non sarai rivale di nessuno…non sarai rivale di nessuno…

Bisogna però essere grandi, guardare avanti, cercare di capire se gli errori fatti, hanno portato giudizio e creato nuove consapevolezze. Occore guardarsi attorno e vedere chi ha ottenuto quelle che vuole, cercare di pensarsi nella stessa situazione e essere capaci di rivedersi nella stessa vittoria. Non è gelosia, ne tantomeno invidia, solo consapevolezza che è possibile farlo.

Un tempo lontano, uno spazio lontano, è lì che viviamo, un tempo lontano, un posto lontano, allora tu cosa stai dando? cosa stai dando?

Questo è quello che chiedo a me stesso ogni giorno. Cosa sto dando? Cosa sto facendo per utilizzare questa consapevolezza sconosciuta che avverto ma che non seguo correttamente? chiedete questa domanda a voi stessi, ora che siete arrivati alla fine di questo post.

Cocì, ora credo che, potete anche cantarvela…

il peggiore


YOU SAVED ME

17 marzo, 2011

E’ difficile salvare qualcuno?

Vi e’ mai venuto in mente che le vostre azioni, i vostri gesti, le vostre parole fossero in grado di salvare qualcuno? Salvare dalla vita di tutti i giorni intendo. Non parlo certo di malattie o di religione. Parlo di salvezza personale, quotidiana, morale.
Non avete mai avuto giorni o periodi in cui gira male e dove non si vede come e quando questo periodo possa passare? Il lavoro che non va, la vita privata che non soddisfa, la famiglia che ha dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo si fosse più presente o partecipe.

Ecco che in questi momenti mi viene in mente: “esiste qualcuno capace di salvarmi?

“esiste, di fatto, qualcuno che riesce a farmi stare bene anche quando non credo sia possibile?”

Forse mi riferisco a quei famosi angeli custodi, che da bambini ci rassicuravano, personificati dai nostri genitori, ma così piacevoli da considerare presenti nella nostra vita.

Allora mi chiedo, ma chi e’ e soprattutto dove e’ il mio angelo custode? Io me lo immagino sicuramente come una figura femminile, bellissima, alta, magra, con uno splendido sorriso, con un profilo mozzafiato, un discreto stacco di gamba e anche una terza (almeno) abbondante! Si d’accordo, non e’ la mia amante ma se lavoro di immaginazione, allora lo faccio a grandi livelli!

Ora qualcuno potrà pensare, ma da dove vengono questi pensieri?e sono sicuro che mi conosce penserà subito ad una cosa, invece tutto nasce dalla musica!

Spesso e volentieri  e’ una canzone che mi fa riflettere! E questa volta e’ tutto merito della grande Skin, che coi suoi Skunk anansie ha intitolato una splendida canzone “You saved me” nel suo ultimo album, Wonderlustre!
Ho pensato per un periodo nella mia vita di essere capace di salvare qualcuno (l’ho già scritto in passato) per poi accorgermi che cosi non era, che nessuno può essere salvato se realmente non vuole essere salvato. Salvato dai propri errori, dalle proprie decisioni sbagliate, dalle proprie idee ogni tanto troppo lontane dalla realtà. Ma la domanda che mi pongo oggi è, chi salverà me da me stesso?  Oggi che vorrei tanto essere salvato e che vorrei tanto cantare un a quell’angelo custode un ritornello come

“You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself”

Testo “you saved me”

I’ve been looking through my mirror
With somebody else’s eyes
then you broke me down
You fixed my blood stained crown

I’ve been looking through my window
at somebody else’s world
then you let me fall
Right through your open door

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself

I’ve been running hard on empty
Sinking deeper in the sand
then you let me down
right onto solid ground

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

I had hope in my heart
That you’d run for me
cos i’ve done it all
Now I feel in my heart
that you’ve come for me
you lead me home

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Baby you saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Traduzione del testo

Ho guardato attraverso il mio specchio
con gli occhi di qualcun altro
poi tu mi hai buttato a terra
hai riparato la mia corona macchiata di sangue

ho guardato dalla mia finestra
e mi sono ritrovata nel mondo di qualcun altro
poi tu mi hai lasciato cadere
proprio attraverso la tua porta aperta

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

ho corso con fatica nel vuoto
sprofondando nella sabbia
poi tu mi hai buttato a terra
proprio sul terreno solido

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

avevo la speranza nel cuore
che tu saresti scappato da me
perchè ho fatto di tutto
ma adesso sento nel mio cuore
che tu sei arrivato per me
tu mi hai condotto a casa

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

tesoro tu mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa


BOLZANO come COPACABANA?

10 giugno, 2009

Copa+Cabana-FrontVenerdì scorso mi comunicano che devo andare a Bolzano per lavoro per una settimana! Do una occhiata ai miei jeans e noto subito la nascita di una terza palla, ma ahimé ho poco da dire; sono uno nuovo, sono in prova, sono l’ultima ruota del carro, sono un minkione, ecc ecc. Accetto volentieri…(immaginate la mia faccia).

Passo il week end pensando che cmq poteva andarmi peggio, che alla fine è solo una settimana, che fanno il Gewurztraminer, forse la torta Sacher, che ci sarà fresco, che vado in un albergo molto figo, che sono esperienze e che onestamente quando mi ricapita di andare a Bolzano? Già…quando caxxo mi ricapita….

Comincio con l’apprendere che l’albergo figo in centro non ha posto, mi dirottano su un secondo (sempre centrale) della catena Best Western…pericolo!!!! Non ho armi per impuntarmi, quindi accetto.

Best Western Hotel Alpi, ecco cosa mi danno http://www.bwsitemanager.co.uk/websites/98156/htdocs/Default.asp .Vabene, che sarà mai.
La prima sera torno dall’ufficio alle 19.30, il mio collega mi dice che non conviene andare a cena troppo tardi, io rispondo ma si…faccio una doccia e poi scendo…e di colpo comincio a capire…qui se salti le 20…non mangi più.

Minkia, siamo a Giugno, fa un bel caldo, sono in P.zza Walter a Bolzano (il loro Duomo) e i ristoranti cominciano a far cenare dalle 18.30 fino alle 21….roba da matti, anzi da ospedale pubblico.

Qualcuno potrebbe dire “ma vatti a fare un giro per negozi prima di cenare”….e io risponderei “bravo scienziato!!!”,alle 19.00 li vedi chiudere le serrande come neanche fossero le 2 del mattino e nella piazza accanto ci fosse un corteo anti G8!

Devo dire che si mangia bene, hanno della ottima carne, della fantastica birra e della presenza sconcertante in tutti i menù di tutti i ristoranti di piatti di pesce! Qualcuno potrebbe pensare…ma dove lo prendono sto pesce? Beh io sono siculo…W l’omertà!

La cosa interessante è che quasi tutti (dico quasi) i negozianti dove entri, per prima cosa ti parlano in tedesco. Ti salutano in tedesco, spesso ti dicono grazie in tedesco, e se chiedi qualche delucidazione su “magari” qualcosa scritto in tedesco, ti guardano come se fossi un cretino ad entrare in un negozio in Italia e chiedere spiegazioni su qualcosa scritto in tedesco. Mah…paese che vai…usanza che trovi.

Perchè sti signori (ripeto quasi tutti) sono incazzati neri perchè appartengono all’Italia, schifano l’italiano medio che viene e trovarli, ma quando c’è da incassare tutti i contributi che lo Stato Italiano gli versa…dire si al tricolore…nn gli fa schifo. Qualcuno mi ha raccontato che ai mondiali quando ha vinto l’Italia c’erano pochi tricolori in giro e tante faccie buie.

Io sinceramente ho incrociato un pò di antipatici, vi faccio un breve resoconto:

- all’indomani della prima notte nella mia stanzetta 3×3 mq in albergo, nel lettino singolo che neanche alle scuole medie avevo, dopo la colazione sono andato in reception per chiedere di cambiare camera, e una simpatica crucca mi ha detto in un italiano molto forzato che ci volevano 25 euri per cambiare…volevo gridarle: “smettila di mangiare crauti a colazione”!

- meglio ancora in un panificio, la commessa mi ha chiesto cosa volevo in tedesco, io ho risposto con un “…quindi?” e lei innervosita a continuato a borbottare in tedesco.
Io volevo gridarle Italia-Germania 4-3 oppure Grosso e Del Piero con un “andiamo a Berlino Beppe…andiamo a Berlino”, ma ho capito che forse nella vita, ogni tanto bisogna gioire delle paranoie altrui.

Che poi fosse un posto pieno di divertimenti, l’ho intuito due sere fa, quando uscendo dall’albergo alle 21.15, ho incrociato il camioncino che raccoglieva la spazzatura…capito? a Milano, a Siracusa, un pò ovunque, la spazzatura la raccolgono di notte, notte fonda, notte piena…qui invece alle 21.15….sarà per loro notte piena???

Quindi consiglio del peggiore, se volete fare qualcosa di particolare, che so…una addio al celibato, un festa a sorpresa, una notte di luna di miele, una vacanza per riprendervi…non venite a Bolzano, ma nn per male…perchè credo che la noia sia la cosa principale che trovereste da ste parti!

Ad ogni modo, bisogna sempre ambientarsi ovunque, cercare di saper vivere con tutti ed avere una mentalità molto aperta…così al venerdì mi sono detto…affanc…oggi me ne vado da sto posto dimenticato dal Signore…ho cominciato ad avere simpatia per la vie scritte in 2 lingue, per il pane scuro e per lo speck messo anche dentro le calze…i calzini di spugna bianchi e le cravatte abbastanza creative sotto gli abiti…solo che dopo 1 ora ho ricevuto una telefonata che mi ha praticamente sconvolto….dovevo farci una seconda settimana!!! caxxo

il peggiore


I’LL BE THERE FOR YOU – BON JOVI

15 maggio, 2009

Qualcuno mi critica per essere troppo Lenny dependent. Se non si è capito…mi piace molto. Mi piace come suona e mi piace quello che scrive. Ma il peggiore cerca sempre di essere poco monotono, quindi sta volta vi stupisco e vi piazzo Bon Jovi.

Grande rock e mitiche ballate. Parole chiare, significati intensi, vera musica. Mica quegli italiani poco chiari (tipo Vasco, Liga o Renato Zero) che dicono tutto al contrario di tutto. Qui il significato è chiaro, il messaggio arriva forte, non si scherza un caxxo. Poi su uno alto un metro e una vigorsol, che nella sua vita ha “interagito” con le donne più belle del mondo (una su tutte Cindy Crawford) possiamo solo esprimere grande ma grande stima.

Questa canzone, in realtà l’ha portata alle mie orecchie N (sapete che nn uso nomi completi di persone sul peggiore), e se all’inizio l’avevo marcia in testa come tante altre canzoni sentite e risentite alla radio negli anni, dopo qualche tempo ha cominciato a rappresentare per me un vero inno all’amore.

Lo so che questi non sono commenti del peggiore, ma sinceramente sono un pò stanco di passare per quello dal cuore di pietra, cinico, razionale e sempre pronto a farsi i suoi conti. Soffro, gioisco, vivo e mi metto in gioco anche io.

Quando ascolto questa canzone, penso a quello che vorrei con la mia donna ideale, quello che vorrei sentire per lei, comunicarlo a lei e a tutte le persone che mi vogliono bene.

…”Ci sarò io con te, ti giuro queste cinque parole , quando respiri voglio essere la tua aria, per te voglio esserci , voglio vivere e morire per te, rubare il sole dal cielo per te, Le parole non possono dire cosa può fare l’amore, Per te voglio esserci”… beh non mi sembrano concetti da poco, da dire alla prima che capita, tanto per dire una cosa. 
 

Perdonatemi la minkiata, ma ci penso da un pò. Non so quando sarà, non credo nel breve, ma mi piarebbe cantare questa canzone al mio matrimonio. Lo farei solo per la futura sposa. Beh credo che se è riuscita a portarmi all’altare, qualche qualità e soprattutto diversi sforzi li avrà fatti. Non credete? E poi potrei usare la mia voce come arma di distruzione di massa. Sapete alla fine della cena, quando gli invitati non si schiodono, tu sei stanco e stai pensando solo ad andare a casa per toglierti quelle scarpe assurde che hai preso per la cerimonia???

Ecco in quel momento io potrei proprio cantare “I’ll be there for you”.

Il peggiore

“I’ll Be There For You”

I guess this time you’re really leaving
I heard your suitcase say goodbye
And as my broken heart lies bleeding
You say true love it’s suicide

Penso che questa volta te ne stai andando veramente
Sento la tua valigia dire addio
e da quando il mio cuore spezzato sta sanguinando
dici che il vero amore é un suicidio

You say you’re cried a thousand rivers
And now you’re swimming for the shore
You left me drowning in my tears
And you won’t save me anymore

Dici di aver pianto a fiumi
e ora stai nuotando verso riva
mi lasci affogare nelle mie lacrime
e non vuoi salvarmi mai più

Now I’m praying to God you’ll give me one more chance, girl

Ora sto pregando Dio per farme in modo che tu mi dia un’altra possibilità

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

I know you know we’ve had some good times
Now they have their own hiding place
I can promise you tomorrow
But I can’t buy back yesterday

so che sai che abbiamo avuto bei momenti
come loro hanno il proprio nascondiglio
posso prometterti il domani
ma non posso ricomprare ieri

And Baby you know my hands are dirty
But I wanted to be your valentine
I’ll be the water when you get thirsty, baby
When you get drunk, I’ll be the wine


E baby sai che le mie mani sono sporche
Ma ma volevo essere il tuo innamorato
voglio essere l’acqua quando hai sete, baby
quando vuoi un bicchiere, voglio essere il vino

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

[Solo]

And I wasn’t there when you were happy
I wasn’t there when you were down
I didn’t mean to miss your birthday, baby
I wish I’d seen you blow those candles out

e voglio esserci quando sarai felice
non c’ero quando eri triste
Non volevo dimenticare il tuo compleanno, baby
desidero vederti spegnere quelle candele

 
I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci


LENNY KRAVITZ – 20TH ANNIVERSARY

9 maggio, 2009

Ciao Lenny,

questo post lo scrivo a te, strano ma vero. Nessun delirio o mania di grandezza ma in qualità di mio amico, mi sento in dovere di farlo. Si, non lo sai, siamo amici. Da ormai più di 10 anni mi tieni compagnia nei momenti importanti, mi illumini con certi pensieri che scrivi, mi fai capire i miei limiti nel manifestare i miei sentimenti e mi spieghi come fare. Certo io sono un testone. Non è che poi dopo tutti questi anni abbia capito chissa cosa, dovrei applicarmi di più lo so. Ma fidati, che rispetto a 10 anni fa, i progressi sono stati tanti.

Con questo post vorrei chiederti scusa. Lo so, non mi hai trovato a Madrid. Lo so che avevo prenotato tutto da tanto tempo. Lo che mi ero sbattuto un sacco per capire dove venire, avevo proprio di vederlo in modo speciale il mio quinto concerto. Vederti all’estero sarebbe stato una esperienza realmente nuova, poi Madrid era la location perfetta. Perfetta sotto ogni punto di vista.

Ho visto le tue foto, ho visto la gente in delirio, sarai stato enorme come sempre. Qualcuno dice che non sei un grande con la chitarra ma quando suoni mi dai sensazioni che pochi altri in concerto sono capaci a regalare.

Lo so che potevo fare come fanno tutti. Lo so che dovevo venire in ogni caso. Cambiare un nome e via. Erano soli 25 euro. Ma non me la sono sentita, non sarebbe mai stato lo stesso, sarei stato da te ma non con te e non sarebbe stato corretto. Poi, tu un pò mi conosci, non sono un ipocrita, non giro pagina e mi butto tutto indietro, sono uno che ci pensa a queste cose. Poi magari a saperlo siamo in pochi, ma è sempre più facile credere alle cattiverie che alle cose belle, e quest’errore chi più di me lo ha commesso?

Sono sicuro che accetterai le mie scuse, cercherò di vederti nelle prossime tappe, questi 20 anni li voglio festeggiare anche io con te. Per ora, anche se poco, divulgo il tuo verbo, cosi’ che forse qualcun altro possa cominciare a conoscerti, come io ho fatto ormai 10 anni fa.

il peggiore

Lenny Kravitz – I’ll Be Waiting

Lui ha spezzato il tuo cuore
lui ha preso la tua anima,
tu sei ferita dentro
perchè c’è un buco
tu hai bisogno di un pò di tempo
di stare da sola
poi troverai quello che hai sempre saputo

io sono l’unico che ti abbia realmente amata, tesoro
ho bussato alla tua porta per tutto questo tempo

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

ti ho visto piangere nella notte
sento il tuo dolore
posso fare qualcosa per alleviarlo?
ho capito che non c’è una fine dentro

e aspetterò ancora te
per vedere la luce

sono l’unico che ti ama davvero, tesoro
non ce la faccio più

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì

sei l’unica che abbia mai conosciuto
che mi faccia sentire in questo modo
non potrei farcela da solo
voglio stare con te finchè saremo vecchi

tu hai l’amore di cui hai bisogno
proprio di fronte a te
per favore torna a casa

finchè vivrò, aspetterò
finchè respirerò, sarò lì
quando mi chiamerai, aspetterò
quando avrai bisogno di me, sarò lì


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


VIETATO FUMARE!

28 aprile, 2009

divieto_fumareQuesto post lo dedico a tutte le persone che conosco che fumano. Tutte…capito? TUTTE TUTTE!

Sappiate che in questo blog è severamente VIETATO FUMARE. Il suo proprietario si è proprio rotto.Se avete intezione di fumare, andate a leggervi altri siti, altri blog, il mio nn vi vuole più!

Sono appena tornato da una cena con altre 11 persone, 10 di loro fumatori. Fuori piove che Dio la manda, c’è un vento che farebbe partire immediatamente Luna Rossa per la nuova America’s Cup e non ci sono più di 10 gradi. Ma questi enormi, incredibili, superlativi, mastodontici, inguaribili cazzoni di fumatori, si sono alternati tutta la cena fuori per fumare. Ora  a me di questi non interessa molto, ma i pensieri che fanno queste persone ormai mi disturbano. Sono intollerante, non li sopporto, non mi fanno più pena, non provo più dispiacere perchè si danno sonoramente delle bastonate nei maroni, no….IO LI VOGLIO ANNIENTARE!

Ora ci sta, che uno che legge mi possa dire “ma che vuoi? che ti facciamo noi fumatori?”. In apparenza niente. Ma in realtà mi svilite. I vostri discorsi mi sviliscono, le vostre idee mi deprimono, le vostre scuse puerili e pietose per giustificare il vostro gesto mi congelano le balle, quando aprirete gli occhi?

Quando vi accorgerete che vi state provacando dei danni serissimi  e irreparabili al vostro apparato respiratorio, che state perdendo il vero gusto dei cibi, il vero odore delle cose, il vero tatto della vostra pelle, il vostro vero respiro e il vostro vero odore?

Quando vi accorgerete, voi genitori, che fumando prima della venuta dei vostri figli (mamme) e dopo la loro nascita (mamme e padri) che li state già inquinando senza che loro abbiano scelto di ricevere e vivere quell’inquinamento? Quando capirete il che vostro odore e il vostro sapore sono diversi e che i vostri piccoli lo avvertono? Quando vi renderete conto che state facendo del male alle persone che più amate oltre che a voi stessi?

E poi la cosa più assurda è che state pure pagando tanti soldi facendo tutto questo!

Parlate del sapore del caffè che vuole la sigaretta, di un pasto importante che vuole la sigaretta, di quando siete stressati, di quando volete rilassarvi, di quando volete fare una pausa, ma piantatela e fatelo anche rapidamente. I non fumatori vivono benissimo sopportando gli stessi problemi che avete voi ma con tanta salute in più.

Da queste parole, potrò apparire un pazzo, un fissato, uno che deve rompere le palle a tutti i costi. In realtà sono uno dei tanti creditori del fumo. Il fumo ha un debito con me, mi ha tolto tantissimo, qualcosa di insostituibile, e solo perchè questi pensieri sciocchi esistono, queste scuse inutili si susseguono, solo perchè io non ho potuto fare niente ai tempi per evitare le conseguenze trafiche che sono poi avvenute, ora voglio fare qualcosa. Forse mi sentirò meglio, forse sarò più sereno, forse non servirà a nulla. Ma almeno la mia coscienza starà un pò meglio.

Il peggiore


DELUSIONI? COME AFFRONTARLE?

23 aprile, 2009

crying-girl-1963-posters1Non so proprio come verrà fuori questo post. Il concetto è sufficientemente chiaro nella mia mente, ma descriverlo è complicato e sono certo che facilmente potrò essere mal interpretato. Forse mettendolo giù suonerà meglio di come sta suonando ora nella mia testa.

Sono giorni di pausa per me, di riflessione, di distacco dalla routine degli ultimi anni, di bilanci, di constatazione, forse un pò scontati, forse un pò banali ma per me riagganciarli, riportarli in superficie, dopo tanto tempo messi in un angolo, credo sia utile.

Nell’ultimo mese e mezzo sono cambiate tante cose.

Chi mi conosce sa di cosa parlo. Cambiamenti positivi sulla carta. Tanto desiderati, tanto difficili da raggiungere e quindi ora, che so di averli ottenuti, penso di sentirmi come mi dovrei sentire. Però, se guardo bene dentro di me, vedo che c’è un pò di strana e controversia delusione. Forse per questo ci dedico un post, un post su di me, sui miei pensieri, cosa che raramente faccio, o che forse non ho mai fatto.

A volte ti immagini (a me spesso in realtà) come andranno le cose, percorri nella tua testa la traiettoria che questa o quella vicenda creda debba seguire, la direzione che una persona a te vicina tu credi debba avere, una sensazione forte, strana e totalmente irrazionale. Irrazionale perchè è immaginata e non ci vede protagonisti, ma solo soggetti che la subiscono senza poterla modificare di un niente.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, ha usato queste informazioni per proprio tornaconto, non preoccupandosi del fatto che forse io potessi rimanerci male.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, invece di buttare le fondamenta di un nuovo rapporto, non più  basato sulla quotidianità e sulla quantità, ha già mostrato scarso interesse e svogliatezza, mi ha fatto sentire già del passato.

Qualcuno a me vicino, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi è entrato in un silenzio inutile, poco redditizio, infruttuoso.

Qualcuno a me vicino, mi ha chiesto, mi ha fatto parlare, mi ha fatto dire la mia opinione, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi ha fatto esattamente quello che pensava di fare fin dall’inizio.

La mia delusione credo venga fuori da averci messo del mio in questi rapporti, dell’energia mia, della volontà mia nel farli andare al meglio, ed invece mi ritrovo con un pugno di mosche, con un bel nulla in mano, con tanta (o poca) delusione mia.

Che dire? chi mi conosce sa perfettamente che non sono uno che ricrimina troppo sul passato, che si rende vittima ai suoi occhi e a quelli degli altri, ma uno che sa  guardare avanti, che sa e deve ripartire, che vuole sempre cercare nuovi stimoli per raggiungere un bene interiore che forse è talmente ambizioso da risultare fittizio.

Forse ho già risposto alla domanda di questo post, ma forse non sempre (e uno razionale come me deve saperlo accettare…forse) c’è un modo, una regola, una metodologia, per affrontare, gestire e superare determinate situazioni che si presentano nella nostra vita.

Ecco. L’ho scritto, a me è chiarissimo, forse agli occhi poco attenti risulterà contorto e  inutile, ma ci tenevo a volerlo condividerlo con voi. Storicamente sono accusato di essere un individuo incapace di condividere…beh…da un pò ho cominciato a farlo…ma in pochi se ne sono accorti.

Il peggiore


MILANO DA BERE?PURTROPPO! segnalato da uno di voi

8 settembre, 2008

Ciao, questo post me lo ha segnalato uno di voi. Uno di quelli che legge e ci pensa su, che ogni tanto commenta e che davanti ad una particolare situazione si è detto…questa la racconto a tutti…come? beh usando il peggiore.com

Un grazie al mitico Federico!  Il post è riportato fedelmente, ma questo era pure superfluo dirvelo.

Basta con i PURTROPPO

BangraBar Corso Sempione Milano – Fine Luglio 2008

Entro nel locale per prendere 4 cocktail da offrire al gruppo con cui sono uscito. Arrivo alla cassa, c’é coda, e’ normale, e’ fine luglio, fa caldo la gente ha voglia di uscire e di bere qualcosa.
Finalmente e’ il mio turno allungo la carta ma “purtroppo” il POS non funziona. Non ho contanti (io povero illuso postmoderno della tecnologia), esco vado ad un bancomat a 500 metri di distanza al buio e ritiro i contanti.

Rientro, rifaccio la coda e finalmente pago i 4 cocktail (nel mentre il personaggio alla cassa non fa una smorfia ne’ un accenno al fatto che gli dispiaceva avermi fatto fare di nuovo la coda ecc.).
Con il mio scontrino mi dirigo al bancone verso il primo dei tre barman, quello piu’ vicino. Non faccio neanche in tempo a dire ” ciao vorrei un…” che mi blocca dicendo : ” NO, di la’!” indicando con la mano libera la parte in fondo del bancone verso il terzo barman. Avevo sbagliato barman, scusate.
Mi dirigo verso il terzo fenomeno quando la ragazza barman nel mezzo fra i due borbotta a voce non troppo bassa dicendo “Cazzo in questa citta’ di merda nessuno se ne va piu’ in vacanza, sono tutti qui a bere”.

Purtroppo” io sono di Milano, purtroppo anche io come probabilmente le persone vicino a me quella sera ero a Milano perche’ non ancora in ferie e quindi perche’ stavo ancora lavorando fino ad un ora prima di andare al BangraBar!

Incasso ed arrivo finalmente al terzo fenomeno. Apostrofo un ormai poco convinto ” Ciao vorrei 4 sprits “. Lui non accenna nessun saluto, esegue e crea questi bellissimi 4 sprits e me li sbatte letteralmente sul bancone come se fossero bicchieri vuoti.
Fine della prima storia e fine della mia storia con il BagraBar.

Ristorante Pavillon via statuto Milano – Inizio Settembre

Ci sediamo in circa otto persone a pranzo in questo ristorante nelle vicinance di Moscova.
E’ considerato un ristorante dal buon compromesso tra qualita’ e prezzo.
Generalmente in pausa pranzo per chi lavora a milano se non e’ propriamente un pranzo di lavoro tra cliente-fornitore o tra partner, si preferisce un pranzo leggero e sopratutto di media breve durata.

Ordiniamo (chi un primo, chi un secondo, io un’insalatona mista) in tempi accettabili e cominciamo a chiaccherare del piu’ e del meno, cosa hai fatto in vacanza, ti sei fatto/a qualcuno, quando sei rientrato/a ecc.
I temi classici del rientro dalle vacanze con i colleghi. Intanto il tempo passa, sono riuscito ad ascoltare l’intero racconto della mia collega che e’ andata in australia per ben tre settimane nel dettaglio: koala, coccodrilli, Sidney, il mare che e’ troppo freddo, ecc.ecc.

Delle pietanze ordinate neppure l’ombra.

Il ristorante e’ strapieno, sono ovviamente rientrati tutti dalle vacanze, ci portano un piatto di bruschette per il protrarsi dell’attesa.

Passano 45 minuti, le bruschette sono finite ed anche la nostra pazienza.
Ricevo una chiamata sul telefonino, esco dal risotorante 5 minuti, quando rientro FINALMENTE i miei colleghi stanno mangiando.

Purtroppo sul mio posto, il piatto e’ ancora vuoto, mi guardo intorno per chiedere spiegazioni, ma niente, nessuno dei camerieri si ferma. Sono tutti presi, il locale e’ pieno.

Ad un certo punto una cameriera per sbaglio si ferma e con un Italiano molto zoppicante mi sussurra che: ” Mi scusi ma purtroppo il suo piatto ordinato non c’e’ piu’, l’insalata e’ finita!!!”. Io incredulo faccio finta di non capire per l’accento straniero e rifaccio la domanda: ” Mi scusi, ma la mia insalatona dov’e’ finita?” La risposta e’ sempre piu’ zoppicante e balbettante ma e’ sempre la stessa: ” l’insalata e’ finita!!!”.
E qui perdo tutto il mio aplomb sfoggiato fino ad un secondo prima ed incazzato come un puma della peggiore giungla africana mi reco alla cassa dove c’e’ il responsabile del ristorante.
Siccome c’e’ fila, attendo, come un puma in gabbia, il mio turno. Altri clienti finiscono di pagare e finalmente e’ il mio turno.
Con garbo ed eleganza e tono di voce assolutamente normale avviso subito che mi devo lamentare:” Mi scusi ma c’e stato un problema con la mia ordinazione, dopo 45 minuti di attesa, hanno portato le pietanze ai miei colleghi e a me hanno detto che l’insalata e’ finita, quindi niente insalatona!”

E la sua serafica risposta e’ stata : “Purtroppo la cameriera si e’ sbagliata.” Fine della trasmissione.
Ed io che mi aspettavo un “Mi scusi abbiamo sbagliato, c’e’ stato un errore, mi dica cosa desidera di diverso e glielo facciamo preparare subito” oppure un  ”offriamo noi mi dica che cosa possiamo portarle”.

Ero pronto ad accettare un’azione di customer service all’injury time, invece un altro purtroppo!
Ovviamente perso tutto il mio aplmb Milanese ho tuonato un: ” Mi fate schivo, avete un servizio schifoso, vi dovete solo vergognare. Io non mettero’ piu’ piede in questo ristorante e diffidero’ i miei collaboratori a farlo”. Tutto questo difronte alla clientela in attesa di pagare il conto.

E me ne sono uscito alle 14.15 incazzato, senza aver mangiato e con i crampi allo stomaco!
Fine della seconda storia e fine della mia storia con il Pavillion.

Conclusioni.

Ora nessuna generalizzazione per carita’ a Milano (citta’ che adoro) ci sono locali e locali e ristoranti e ristoranti.
Quello che sto notando io e’ che la moda del “purtroppo” si sta espandendo a macchia di leopardo, sembra sempre che quando succede qualcosa sia colpa del fato, di altri, di qualche strana divinita’ stile bamboline voodoo.
Nessun consiglio, io personalmente non lo posso accettare, sono troppo determinista per accettare i purtroppo di ristoratori e di gestori  vari.

dal nostro inviato Federico

per ilpeggiore.com


CINICO o ZERBINO???

2 settembre, 2008

Cominciamo subito con un post bomba. Niente petting, niente preamboli, niente argomenti light…andiamo subito al sodo…roba forte!

Ho sentito un pò di amici UOMINI al rientro dalle vacanze, e mi sono convinto a scrivere un post che una volta tanto ci difendesse…a noi POVERI maschietti. Tutto nasce dal fatto che sono stato accusato (amichevolmente) per tutta l’estate (da amici e amiche per fortuna) di essere una persona che parla dei rapporti di coppia in maniera cinica, che si abbandona poco a smancerie, troppo spesso fredda e distaccata…pur essendo fiero di essere un uomo del sud…quindi dotato del cosidetto “mucho calor”.

Qui però dobbiamo, cari amici ma soprattutto amiche, fare chiarezza. Alla maggior parte dei tavoli dove sono sedute donne (dai 25 in su) sento sempre parlare di ragazzi (uomini) stronzi, incapaci di crescere, ammalati della sindrome “Briatore”, incapaci di costruire qualcosa, forse più innamorati della propria squadra di calcio che della propria fidanzata. Ma al di là di massacrarli di insulti e bestemmie, vi siete mai chieste…come siete voi? Aspettate a rispondere…vi faccio qualche esempio.

Un mio amico conosce una ragazza 1 mese prima delle ferie. Escono insieme un paio di volte, lui le va dietro palesemente, le serate sono belle e intense e lei è contenta di loro due. Poi ognuno parte per le ferie, lei torna a casa sua, lui va in un paese esotico. Ergo, lui si potrebbe fare il mondo, lei teoricamente torna dagli amici di sempre. Tutti si aspettano che lui nn si faccia sentire per 3 sett, o che almeno sia freddo e distaccato…chiaramente in vacanza uno tende a farsi i fatti propri (e non solo quelli). Invece no! Lui vorrebbe scriverle con una certa regolarità e magari chiamarla anche qualche volta. Uno direbbe tutto a posto…invece sapete cosa ha fatto lei? Gli ha detto che in ferie vuole staccare il cervello, vuole riposarsi, non vuole essere rotta i coxxxoni, così non voleva nessuna forma di comunicazione (parliamo di qualche sms…) e così ha fatto. Non lo ha cagato per quasi un mese, sapendo che tanto lui è cotto di lei e che sarebbe rimasto lì ad aspettarla! Oggi lui si chiede come ribaltare la cosa e spera che lei si interessi a lui nuovamente.

Ma aspettate…c’è di peggio!

Un altro amico conosce una ragazza un paio di settimane prima delle ferie. Invito a colazione come primo appuntamento, pranzano insieme come secondo, carini e dolci al punto giusto (lui lo conosco da una vita, è uno tutto di un pezzo, tirchio anche di commenti positivi per la sua squadra del cuore). Bè si arriva alle ferie, c’è il primo bacio proprio alla partenza…poi sms carinissimi, tramonti spettacolari condivisi, qualche chiamata e già i primi appuntamenti fissati per il rientro dalle ferie. Tutto sembra andare via liscio, lui per la prima volta (mi confessa) crede di aver trovato una persona veramente interessante, qualcuno con cui costruire qualcosa. Tornano dalle ferie, c’è la prima cena, la prima notte insieme (lui mi dice feeling spettacolare) a cui ne segue subito un altra alla stessa stregua.  Si danno appuntamento per una altra nottata da lei un paio di giorni dopo. Beh lui esce quella sera con amici prima di andare da lei, va in un locale, e la trova ubriaca marcia che si limona uno conosciuto qualche ora prima!!! Non male no? Lei è tanto ubriaca che neanche lo riconosce, se ne va a casa. Lui la richiama, lei gli dice che è sbronzizzima e che si sente male…se può raggiungerla a casa sua ad aiutarla. Lui, pur essendo incazzato come un puma lo fa. Arriva sotto casa sua e cosa succede??? Lei non risponde al citofono, al cellulare, alle grida dal balcone…per almeno mezz’ora. Ma sarà veramente a casa sua? Lui, sono le 3 di notte, decide di andare via. Ma non è finita.

Lui fa silenzio, dopo 2 giorni, lei lo invita a passare una giornata insieme, pranzando a casa sua. Come se niente fosse. Lui mi racconta che vorrebbe andare lì e ribaltarla, o peggio ancora, “passarci” la giornata e poi mandarla a cagare. Invece va lì, le chiede cosa è successo quella sera, le da una possibilità (fidatevi, io lo conosco…non è da lui un comportamento del genere) magari qualcosa che può salvare il tutto può ancora succedere. Come se ci fossero spiegazioni razionali a quello che è successo. Invece quando lui comincia a raccontare quello che ha visto…lei risponde con un laconico “NON ME LO RICORDO” ero troppo ubriaca.  Sapete che ha fatto lui? E’ andato via! Umiliato due volte e per lo più preso sonoramente per il culx.  Dopo qualche giorno, mi racconta sta mattina, lei fa pure quella offesa (a quanto pare avrebbe preferito una reazione più da terrone sbraitante che una composta ed educata) e lui invece si chiede il perchè sia ancora lì ad aspettare chissà cosa.

Quello che voglio dire con questo post, è che non tutte le donne sono stronze o addirittura vacche. Non che tutte se ne approfittino quando si rendono conto di avere davanti un ragazzo che veramente è interessato a loro. Ma neanche tutti i maschi sono delle schifezze. Io credo che a nessuno piace essere messo sotto per amore, piace stare in attesa di un sms, di una email, di una chiamata che voglia significare comunichiamo, conosciamoci, cresciamo, confrontiamoci, vediamo se si può fare. Ma la linea di confine tra l’essere stronzi e distaccati (cinici magari) rispetto ad essere dei zerbini, alla mercè dell’ultima bella di turno…è veramente sottile.
Forse la verità sta nel fatto che nemmeno voi sapete cosa volete, lo volete romantico ma maschio, carino ma tenebroso, interessante ma che vi sappia ascoltare. Ma ribadisco ancora una volta, mettetevi in discussione! L’uomo non capisce fondamentalmente tanto, e quel poco che capisce lo modificate ogni 3 giorni! Ve ne eravate mai accorte?

Comunque concludo tornando a fare il maschietto, ammettendo di non avere particolari consigli o risposte da dare, credo solo che questa sia la parte più complicata di un rapporto tra 2 persone, soprattutto all’inizio. Quindi amiche…smettetela di parlare sempre male di noi, ci sono un sacco di vostre colleghe che sono delle vere………………ma magari voi siete cosi solidali…che le stimate pure!!!!

Il peggiore


MA FATEMI IL PIACERE!

11 luglio, 2008

Questo post lo dovevo scrivere da tempo. A dire il vero ero un pò titubante, mi rompeva il fatto di usare il mio blog per parlare di cose mie e relative alla mia azienda. Alcune persone che mi leggono ci lavorano e forse si potrebbero sentire chiamati in causa. Ma alla fine ho deciso. Lo scrivo e buona notte al secchio.

Prima però mi sono dovuto un pò tranquillizzare, perchè se così non avessi fatto…sarei stato un fiume in piena. Anche il titolo di questo post l’ho più volte modificato, volevo mettere qualcosa di più forte, ma a dire il vero…mi veniva in mente solo qualcosa di più volgare.

Così dal “Mi avete rotto i coxxxxni” al “Banda di sick dogs” siamo passati ad un diplomatico “Ma fatemi il piacere” che sintetizzerò con un MFiP ogni volta che mi servirà.

Tutto comincia nel Gennaio 07 quando accetto uno spostamento interno alla mia azienda dalla vecchia area dove ero un Signor Commerciale (dati alla mano, niente commenti soggettivi) ad una posizione nell’area Marketing.

Ho visto subito facce strane, gente che mi guardava come venissi da anni di precariato o cassa integrazione, commenti che mi dipingevano come un raccomandato (pranzare con uno dei capi purtroppo è sanzionabile penalmente), la solita persona che pur non facendo niente e capendone ancora meno, era stata quasi promossa! MFiP

Vabbè, sarà solo l’inizio, mi dissi. Così riunione dopo riunione, slides dopo slides, pensavo piano piano di conquistarli. Badate bene, conquistare dei colleghi della mia stessa azienda! Solo colleghi nuovi…tutto il resto era vecchio, decrepito. Io avevo fatto 2 anni di overbudget (vuol dire quando ti chiedono di fare risultati per 100 e tu ne fai 150), ma per loro ero solo un grandissimo cazzone.

Ricordo che il primo che mi buttava merda addosso, era un mio ex collega della vecchia azienda, per la quale avevo speso grandissime parole per farlo assumere…vai a fare bene ai porci! MFiP

Bene dopo 6 mesi di lavoro duro (ho lavorato mediamente il triplo rispetto a quello che facevo prima) e risultati pressochè zero (il Dir.re conosceva la mia mail ma non la mia faccia), qualcuno ha deciso che non andavo bene o semplicemente era meglio mettermi da parte. O meglio, appartenevo ad un gruppo di persone che stava avendo problemi con legali (colpevoli o meno, non spetta certo a me dirlo) e quindi pure io dovevo essere messo da parte. Pure io avevo gli stessi problemi. Pure io ero coinvolto. Peccato che io di quella storia non ne sapevo nulla…era successa 2 anni prima che io venissi assunto!!! E lo hanno fatto! Mi hanno messo da parte! Credete forse che la gente si preoccupi! Credete che qualcuno rifletta sul fatto che magari un ragazzo di 29 anni ci può rimanere male! Senza che nessuno ti dica ne A ne B, così dall’oggi al domani, non ti cagano più! Chi ti chiede perchè non c’eri a quella riunione, chi ti chiede delle nuove offerte, che tu non conosci…e tu invece vai in ufficio, ogni giorno, tanto per scaldare la sedia. MFiP

Così ho passato 8 mesi a scaldare la sedia, a sentire commenti in giro del tipo “lui è in sciopero”, fatti in tutte le sedi, nei corridoi, alle macchinette del caffè o agli aperitivi di qualcuno che si dimetteva. Solo che 4-5 amici qui dentro li ho e a loro quei commenti forse facevano male un pò come facevano male a me. Ma poi fatemi capire “In sciopero”??? Io??? Come si fa esattamente sciopero in un’azienda in cui sei dipendente? Con quale atteggiamento o spirito? Con che argomentazioni?MFiP Io pago un mutuo, come mai potrei rischiare di essere cacciato dal mio posto di lavoro, dichiarando, come qualcuno (e piu di un qualcuno) sosteneva di essere in sciopero! Una follia, anzi un caxxata completamente inventata! MFiP

Potevo deprimermi, potevo andare in grossissimo sbattimento, potevo rimanerci male, così non è stato…forse un pò di sale in zucca ne ho, ho pensato di impiegare il mio tempo a studiare e a documentarmi. Esattamente, proprio così! Mi sono letto tutto il leggibile da internet sul mercato italiano, sulla situazione europea e i trend mondiali, per tutto quello che è il mondo telco, web e finanziario (rimango sempre un appassionato di borsa), alla faccia di chi crede di saperne…e invece non ne sa proprio un beatissima m….!

Poi dopo 8 mesi di sta vita “particular” qualcuno si è ricordato che proprio un minkione nn ero, e ha pensato di propormi di gestire un parco prodotti nuovi, prodotti che da mesi qualcuno discuteva, negoziava ma che alla fine non aveva saputo concretizzare in ordini, offerta adeguata, risultati aziendali.

Così hanno messo a me a gestirla. E voi cosa pensate? Quale poteva essere l’accoglienza? In ordine vado ed enunciare:

1) qualcuno mi da dell’arrogante; arrogante forse è vero, ma solo perchè quando sono sicuro di una cosa, difendo la mia idea. E fino ad ora (nei primi 3 mesi di lavoro) ho avuto ragione (non da poco) MFiP

2) qualcuno mi da del raccomandato. “vedi, è stato in sciopero per 8 mesi ed ora gli danno la responsabilità di gestire quella cosa”. Bè se la mia è una situazione da raccomandato, uao…non la auguro a nessuno MFiP

3) qualcuno mi vede al caffè abbronzato e mi chiede: “Ma sei andato via questo week end?”, io rispondo di si e a botta”vorrei fare anche io il tuo lavoro, sei sempre in giro!!!” MFiP

4) altri sostengono che io prendo livelli e soldi ogni anno; a dire il vero in 2 anni di nuova posizione, la mia retribuzione e il mio livello sono intatti a come erano 3 anni fa MFiP

5) questa è la più bella, il mio PM di riferimento, a cui dal tempo t0 stavo già sul culo, ha subito pensato di dire che dopo 2 mesi di lavoro fatto insieme (invitato a tutte le riunioni, email a manetta, spiegazioni su tutto) lui nn era stato allineato sulle mie scelte, scatenando una guerra tra i 2 dipartimenti! BE’ che dire…si sta proprio da DIO!!!

Ora rileggo e mi accordo che questo è un post pesante, noioso a tratti e forse ripetitivo (chissa a quanti è successo tutto questo e non per questo lo scrivono su un blog) ma avevo bisogno di sfogarmi, avevo bisogno di gridare al mondo “MA FATEMI IL PIACERE” e forse avevo bisogno di dare un messaggio.

Ognuno dovrebbe farsi una propria opinione personale sulle cose, se nn lo conosce si dovrebbe documentare prima, cercare di capire e impiegare più di un secondo a sentenziare questo o quello. Invece alla gente piace parlare male, piace essere invidiosa di qualcosa che neanche c’è , è sicuramente più facile che ammettere “si lui è bravo”, ma forse, alla fine, se ci pensi bene, basterebbe veramente poco, per passare meglio le nostre caxxo di giornate aziendali!

ilpeggiore


BANALITA’ o REALISMO???

26 giugno, 2008

Oggi sono un pò qualunquista. Vi avverto.

Ma ieri sera ero in fase chill-out, e dopo uno splendido piatto di tortelloni con pomodorini, gamberi e curry, un paio di bicchieri di Corvo Glicine, devo dire che ero al top della riflessione!!! Ragionavo sul fatto che nella mia vita Milanese, e forse nell’ultimo periodo di quella Siracusana, ho guardato sempre quello che c’era davanti a me. Mi riferisco a belle macchine, donne irraggiungibili (quanto a bellezza intendo), viaggi mozzafiato (a 20 anni mi sono tolto il pallino di visitare l’Australia), vita da vetrina…per intenderci. Chiaramente su questa base, la città in cui sono andato a vivere ha offerto il meglio della “fuffa” possibile, ometto altri elenchi…ma è chiaro cosa intendo.

Giusto per capirci, non me ne frega niente di andare a Porto Cervo o a Formentera ad Agosto, prendere il tavolo a Twiga oppure comprarmi 3 paia di Hogan a stagione. Solo che ho sempre visto chi se la passava meglio di me, chi nell’organigramma aziendale mi stava sopra, chi praticamente era il mio obbiettivo da raggiungere. Sebbene questo atteggiamento sia abbastanza proficuo in termine di crescita personale e professionale, devo dire che ho capito da un pò e quindi ammetto di essere UN IGNORANTE! Mi spiego meglio, non sono stato chiarissimo.

Sono un ignorante, perchè la maggior parte del mio tempo, lo passo o l’ho passato ignorando che c’è una grandissima maggioranza di persone che vivono con pochi soldi, magari con la propria moglie o compagna con due stipendi risicati, risparmiando anche sulla bottiglia d’acqua da comprare al bar, ma nonostante tutto, felicemente! Non voglio essere banale, chiaramente l’argomento isprira, ma sapete…io non so quante volte mi sono fermato a pensare che tutto quello che avevo o che ho oggi, è più che sufficiente per essere veramente felici; chiaro mai accontentarsi, ma neanche frustrarsi troppo.

Ci sono tante persone che vanno a Rimini al mare perchè è un posto carino (il mare è incommentabile) e sicuramente si riesce a passare un bel week end a costi normali piuttosto che andare a Forte dei Marmi o a Milano Marittima a farsi fare il culx.

Persone che non vanno in Agosto negli USA a fare il coast to coast, ma semplicemente vanno in Puglia o in Calabria (ahime ormai neppure questi a buon mercato) e sono ben contenti delle loro ferie e li vedi sorridenti, felici, fieri perchè anche quest’anno stanno andando a divertirsi.

Io non sono certo una persona ricca, non ho macchine di proprietà, ne vesto con il top della moda, ma conduco una vita dove ogni tanto un capriccetto me lo posso permettere…niente di esagerato, ma il giusto per vivere bene. Però vorrei imparare da chi si sa accontentare, da chi sa godersi quello che ha, e non gliene frega un caxxo se alla fine quello della stanza accanto ne ha di più. Non sono un invidioso, ma non voglio essere troppo ambizioso.

Ora la smetto di scrivere banalità, ma fatemi chiudere lasciandovi solo con un pensiero. Riusciamo ogni volta che abbiamo qualcosa di oggettivamente bello, a rendercene perfettamente conto??? A goderci gli instanti in cui lo viviamo e a essere felici per tutto quel momento???

ilpeggiore


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