LENNY sei un grande!

25 novembre, 2011

Caro Lenny,sei proprio un grande.

Ti ho visto per la quinta volta,incredibile ma vero! Non ho pensato neanche un secondo di potermi annoiare, di poter rivivere qualcosa di già vissuto, di pensare che forse con il quinto poteva bastare. questo è stato ancora meglio degli altri, in me c’era più consapevolezza, desiderio di ascoltarti e poter vivere le emozioni che solo tu riesci a darmi.

Praticamente ho passato metà concerto a filmarti, non che io sia così bravo in queste cose e non che sia neanche uno che si appassiona quando lo fa. ma sapevo che rivederti tante volte, avrebbe allungato il piacere di questo evento.

Sta volta eri meno aggressivo, più rilassato, più pagliaccio e forse anche più sicuro di te e del tuo pubblico. Il tuo nuovo cd ti ha aiutato molto, i ritmi funky e i fiati usati, sono stati superlativi. E devo dire che anche sta volta hai detto 2-3 cose che mi hanno fatto veramente pensare (pensieri tristi purtroppo).

Si perchè quando senti canzoni come “Stand by my woman” o quando il tuo concerto finisce con una versione lunga 15 min di “Let love rule”, ti rendi conto, in quei pochi minuti, in una atmosfera magica e piena di sentimenti, quello che nella tua vita (qualunque essa sia) ti è passato davanti e quello che sei riuscito addirittura ad afferrare.

Prima di cominciare “Let love rule” ti ho sentito dire queste parole “Love clean up all the bullshit”.

Dentro di me ho avuto subito chiaro il disegno. Dentro di me ho subito pensato che fosse veramente come dici tu. Poi però qualche ora dopo, ho capito che mancava una cosa. L’altra metà del cerchio.

E’ proprio vero che l’amore può spazzare via tutte le stronzate che accadono e si dicono in una coppia. Ma a volerlo bisogna essere in due. E non è un particolare da poco!

Credo, e a parlare è uno dei meno esperti in materia, che in una coppia occorre mettere l’amore provato da entrambi al servizio della coppia stessa, e credo che a farlo si debba necessariamente essere in 2. Non ci sono coppie dove l’amore di uno solo é capace di tenere saldo e vero quel rapporto. Lo so, affermazione tanto scontata quanto purtroppo reale.

Ma devo dire che la canzone che mi ha letteralmente sbalzato il cuore fuori dal petto, nonostante sia una delle mie preferite,  delle più conosciute, delle più ascoltate in questi oltri 10 anni di amicizia, è la superlativa, coinvolgente, accattivante e realissima “It Ain’t Over ‘Til It’s Over”.

 

Il suo testo dice:

here we are still together
we are one
so much time wasted
playing games with love

Rieccoci di nuovo insieme
siamo una cosa sola
tanto tempo perso
giocando con l’amore
so many tears i’ve cried
so much pain iside
but baby it ain’t over ’til it’s over

così tante lacrime ho pianto
così tanto dolore dentro
ma piccola, non è finita finchè non finisce

so many years we’ve tried
to keep our love alive
but baby it ain’t over ’till it’s over

così tanti anni abbiamo provato a tenere vivo il nostro amore
perchè piccola, non è finita finchè non finisce

how many times
did we give up
but we always worked things out
and all my doubts and fear
kept me wondering
if i’d always be in love
quante volte abbiamo lasciato perdere
ma abbiamo sempre aggiustato le cose
e tutti i miei dubbi e paure mi hanno fatto pensare se
sì, fossi stato sempre sempre innamorato…

E’ proprio vero Lenny, non è finita fino a quando non è finita. L’ho sempre pensato anche io.

Ma a volte amico mio, per noi non è finita, ma per l’altra parte si. Se non vogliono vederti, se non rispondono al telefono, se ti vomitano addosso decine di cose contro, se non ti rispondono alle tue domande, se non vogliono parlarne più di certe cose, se ti dicono che c’è un altro nella loro vita, forse…non si è in 2 a pensare che non è finita fino a quando non è finita.

Rimane la tua una grande poesia, rimane un fantastico pezzo, una musica che ti entra dentro. Rimane uno splendido concerto, rimane la voglia di vederti per la sesta volta, rimangono diversi video,  che ne sono certo, mi fanno rivivere sempre questa splendida serata.

ilpeggiore

 


IL PEGGIOR SOCIAL!

9 novembre, 2011

Prometto, in questo post non ci saranno canzoni. Mi sono accorto che ultimamente pubblico solo quelle.
Occorre cambiare…sempre! Se ci si riesce! Io non sempre :-) Comunque l’idea di questo post nasce sta mattina…dalla musica.

Recentemente sto dormendo di più nel mio letto. Normalmente non sono uno che si alza al volo quando suona la sveglia. Ancora di più quando dormo nel mio lettone spettacolare!

Così, grazie all’ultimo acquisto hi tech di casa mia, lascio che a svegliarmi sia la mia nuova docking station per iPad, posizionata sul mio comodino. La sveglia suona, allungo una mano per staccarla e  con due dita faccio partire la app della mia radio preferita dall’iPad…una finezza, cose da ilpeggiore, me ne rendo conto!

Così mentre cerco la donna dei miei sogni accanto a me, come sempre rimanendo deluso, razionalizzo dove sono e che devo fare oggi. Ascolto il solito programma del mattino e il deejay annuncia l’argomento della discussione quotidiana “cosa guardano, per prima cosa, le persone quando entrano nel proprio social network?”
“Cazzo, al mattino una cosa interessante” commento tra me e me. Così mi porto in bagno per le solite operazioni mattutine, mi peso (sono nuovamente a dieta, che due oo) mi lavo il viso, i denti e continuo a pensarci su.

Ritorno in camera e ascolto il responso dello studio di mercato lanciato pochi minuti prima dal deejay. Ascolto, ascolto e apprendo una interessantissima cosa.
Sembra proprio che una persona, quando entra nel proprio social network (facebook o/e twitter per intenderci), la prima cosa che fa e’, controllare lo status/la foto/la bacheca del proprio/a ex!!!!
Cavoli“, mi sono detto, “allora non sono io l’unico pazzo”  guardandomi allo specchio e tirando un bel sospiro di sollievo.
Così sorseggiando il mio ottimo caffè (uno dei migliori regali di una persona molto speciale)  rifletto sul fatto che ci stiamo realmente rincoglionendo tutti. Io per primo.
Si sicuro, io per primo. Io che scrivo un blog da più di 3 anni, io che uso facebook da ancora prima e io che non uso  twitter solo perché non voglio ulteriori schiavitù multimediali!
Ammettiamo l’evidenza! Le persone di buon senso devono saperlo fare. E io mi ritengo uno di buon senso.

Quindi, è ufficiale. Le persone di cui ci facciamo per prima i fatti loro, sono i nostri/stre ex!
Ormai per sapere se hanno una nuova storia in piedi, se si sono sposati, se hanno figli, se hanno ricominciato a fumare, se sono ingrassati o dimagriti, andiamo sul loro profilo e vediamo che ne esce! E dire che ormai anche facebook ci ha fregato, consentendo per fortuna, di non condividere con chiunque tutte le nostre info,  lasciando solo nome e foto disponibili per tutti.
Alla radio sentivo di persone che hanno sposato la persona sbagliata e come ossessionati dai propri ex invece continuano a vedere cosa fa l’altro!
Confermo, ci siamo rincoglioniti tutti!
Ora non sarò certo io a fare le paternali o a dare grandi lezioni di vita, ma consentitemi qualche riflessione di fondo. Forse banale ed evidente ma credo estremamente efficace e pratica.
Non sarebbe molto più facile chiamarli al tel? Scrivere una mail con un bel “come stai?”, “che novità mi racconti?”!
Dopotutto si parla di persone con cui si e’ condiviso tanto, momenti belli e meno belli. Persone con cui credo si possa avere la corretta confidenza e intimità per fare qualche domanda semplice e nn troppo invasiva!
Sicuramente si potrebbe incorrere in una classica risposta, del tipo “non sono cazzi tuoi”, ma credo che queste siano solo le risposte delle persone che amano sempre e comunque nascondersi, che non amano essere evidentemente giudicate ma che magari sono le prime a guardarsi i profili dell’ultimo/a partner.
Io credo, ancora oggi pur avendo un blog, che nascondersi dietro un pc abbia poco senso, bisogna avere il coraggio e la coerenza di supportare le proprie scelte e le proprie decisioni. Davanti a tutti e soprattutto davanti al proprio passato amorevole.

Però confermo che nell’uso dei social network ci sia qualcosa di marcio. Si va realmente verso un modello di utilizzo che sfocia nel controllo e nella ossessione, poco coerente con le reali motivazioni che hanno spinto gli ideatori degli stessi. Va bene farsi gli affari degli altri, ma occorre ricordarsi, che prima di facebook o twitter, si viveva bene uguale, anzi forse anche un pochino meglio.
A questo punto vi lascio con una canzone…NO NO NO, ve la avevo promesso e il peggiore, cerca, spesso e volentieri, di mantenerle le promesse.

Buon profilo a tutti


1-11-duemila11

1 novembre, 2011

Si chiude un mese molto duro. Devo dire di esserne molto contento. Della chiusura di questo mese, che sia chiaro. Alle solite tematiche noiose e ripetitive (lavoro, cazzi privati, stagione invernale che comincia) si sono aggiunti dei fatti che mi hanno molto toccato.
Socialmente viviamo giorni in cui le parole crisi, le parole debito, le parole accordo saltato, sono praticamente più pronunciate della parole passione, verità, valori, gioia, felicita, futuro. Personalmente vivo ogni giorno come se fosse l’ennesimo che passa prima di un grande cambiamento, l’ennesimo che essendo ormai trascorso mi avvicina ad una nuova rinascita, ad un nuovo start, ad un nuovo inizio di un bel periodo! è’ l’unico modo che conosco per guardare positivamente al futuro. Convincermi che sta per arrivare nuovamente un grande momento.
Purtroppo in questo mese sono venute a mancare due persone che il mondo intero e il mio paese continueranno a rimpiangere per chissà quanto tempo. Mi riferisco a Steve Jobs e Marco Simoncelli.
Ora chiaramente non ho alcuna intenzione di fare la cronaca di questi eventi ne di esprimere la mia opinione su queste due persone (che peraltro, per motivazioni diverse, stimavo moltissimo). Quello su cui m piacerebbe soffermarmi e’ la loro capacita’ di rendere migliore uno (o più momenti) della nostra giornata. Ci avete mai pensato?
Ci avete pensato che quando usate il vostro iPhone con un applicazione che magari vi aiuta ovunque voi siate o vi fa divertire mentre aspettate di entrare dal dentista, c’e’ quell’uomo americano dietro. Quell’uomo che ha cambiato le abitudini di un mondo intero, non per caso, non per mera speculazione, ma seguendo un percorso di vita che aveva proprio come obbiettivo quello di cambiare il nostro mondo in positivo ed incidere sulle mostre abitudini.

Ecco, oggi il pensiero che lui non sia più nel mio futuro, la mancanza della sua presenza, della sua incisività, del suo desiderio di cambiare, ostacola quella sana voglia di essere positivi per il futuro.

Quanto a Marco, invece, anche se non si e’ patiti di moto, credo sia stato estremamente difficile non rimanere colpiti dalla sua enorme simpatia e da quel naturale approccio alla vita che a tutti noi ha fatto sempre sorridere. Mi rendo conto che migliaia di giovani perdono quotidianamente la vita, mi rendo conto che se corri in moto di mestiere vuol dire, in un certo senso, che accetti l’imprevisto fatale come una componente realmente fattibile. Ma un ragazzo cosi piacevole, amico di tutti, ti da estremamente fastidio saperlo ormai in paradiso. Quella sua naturale capacità di rendere tutto cosi divertente, di lasciarti un sorriso anche se ascoltato 1 minuto alla radio, o ancora di più, se incontrato in una foto di qualche rivista sfogliata per caso, saperla ormai spenta, mi deprime moltissimo.

Anche in questo caso, soprattutto guardando ai vecchi della nostra politica, che pur decrepiti sono sempre lì arzilli e desiderosi di spillare qualche soldo o privilegio in più, mi viene veramente difficile persare sempre estremamente positivo.

Se ne vanno tante persone quotidianamente, ma quelle pochissime capaci di incidere sulla nostra vita, con grandi opere come con piccoli sorrisi, sono le persone realmente insostituibili.

L’unica cosa che ho fatto in queste settimane, è stato ricordare le cose che mi hanno stare molto bene. Le ho riportate alla mia mente come buoni auspici per il futuro. Cosi come i romani sacrificavano l’agnello migliore agli dei, per rendere più lieto il futuro, io ho cercato di riportare a galla quelle cose che mi hanno fatto stare bene.

Ne ho trovate tante, la cosa mi ha fatto molto piacere. Quella che voglio condividere oggi è una canzone! qualcuno dirà, che novità! il peggiore sta diventando banale e ripetitivo. Invece scoprendo la canzone, chi mi conosce, può rendersi conto che parlare bene (o solo parlare) di certi cantanti (ancora più se italiani) spiega come sia poco banale verso i miei gusti.

é una canzone che mi è stata donata diversi mesi fa da una persona veramente speciale. come sempre l’ho inizialmente denigrata, poi  ho cominciato ad apprezzarla e a capire il significato di certe parole. Andrebbe cantata a sguarciagola con una persona veramente importante accanto, andrebbe gridata abbracciati in un lettino in una spiaggia affollata di agosto, andrebbe presa come via di uscita al male che viviamo quotidianamente, sicuramente andrebbe condivisa.

Io son sempre stato tuo che anche quando non c’eri ti avevo nei pensieri

Tu sei sempre stata mia che quando ti ho incontrata ho subito capito che

Noi immensamente noi condividiamo tutto sai anche questa nostra gioia strana
che stranamente noi ci fa stare insieme come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina
dalla notte prima

Io io che da lei scappavo perchè mi puoi tradire non mi puoi ingannare mai

Tu quel giorno mi hai incontrato per mano mi hai portato fino a scrivermi dentro che

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra gioia strana che stranamente a noi ci fa stare bene come quando il giorno ci allonta ma ti sento vicina dalla notte prima

Noi solamente noi ci comprendiamo bene ormai e sentiamo un’esigenza sana che due come noi non si lasceranno mai anche quando un sogno ci allontana ma ti sento vicina come mai prima

Io son sempre stato tuo tu sei sempra stata mia che amarsi no non è mai una sfida ma è come cercare in noi una guida

Noi immensamente noi condividiano tutto ormai come questa nostra storia strana che ingenuamente a noi ci fa stare insieme

O noi solamente no non ci lasceremo mai come quando un sogno ci allontana e torniamo vicino di nuovo al mattino
io son sempre stato tuo tu sei sempre stata mia


UNDICIGIUGNODUEMILAUNDICI

11 giugno, 2011

Ci giorni tutti uguali. Giorni poco importanti. Ci sono giorni che non ricordi neanche di aver vissuto. Altri invece ti rimangono scolpiti nella mente. Ci sono giorni che credi di aspettare per tanto tempo. Altri invece vuoi farli passare in un battito di ciglia. Ci sono giorni che ti cambiano la vita, perché fai qualcosa di importante. Altri invece non te la cambiano per niente, anche se hai creduto per diverso tempo il contrario. Ci sono giorni a cui hai pensato tanto. Altri a cui non pensi mai o cerchi di non pensare. Ci sono giorni che nn dimentichi. Altri che vorresti proprio dimenticare. Ma purtroppo, nn so neanche il perché, questi li ricordi molto piu’ spesso di quello che vorresti. Quelli belli invece, li dimentichi in un secondo, ti vengono in mente solo quando sono passati, sapendo dentro di te che non torneranno.

Recentemente ho letto il testo di questa canzone. Come sempre per caso, all’improvviso, senza neanche aver ricevuto una richiesta di permesso prima di farlo. Poi ne ho sentito la musica, il ritmo e l’ho trovata veramente profonda. Anche se il cantante non e’ tra i preferiti, non si può non dargli la dovuta importanza. Ascoltala leggendo il testo, cantala a squarcia gola se ne hai voglia, godine le sfumature, pensa al sogno che vi risiede dietro, versa qualche lacrima se lo ritieni giusto.

Portala con te.
Ilpeggiore

Che vento che tira, taglia il respiro spinge un po’ in là, forse ci vuol cambiare, mi sa che non ce la farà

Mi riesci a sentire in questo rumore? Vieni un po’ qua, fammi sentire il mare, al centro di questa città,
Tu sai che ciò che so, sai la vita che ho, riparati un po’, forse ti piove dentro, usa la casa che ho

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare,  prendiamo il tempo che c’è

Il mondo non gira o almeno non come volevi tu,  come ci avevan detto, quando era buona un’idea

Tu che sei ciò che sei, che non cambierai mai, promettimi che,  ci sarà sempre un posto, che tieni caldo per me

Fino a che, tutte le strade portano a te, lascia che piova pure, prendiamo il sole che c’è,
Fino a che, tutte le strade portano a te, non ci si può sbagliare, prendiamo il tempo che c’è…


L’UNITA’ DI MISURA

28 maggio, 2011

Forse questo post potrà risultare banale. Forse qualcuno potrà commentare, leggendolo, come un post troppo demagogico o scontato. Ma questo blog e’ la reale dimostrazione che a volte le cose più ovvie e banali ma quotidiane e reali, sono quelle più apprezzate!
Tutto nasce da un periodaccio, da un capodanno balordo, da un primo trimestre dell’anno pieno di difficoltà, da una vita personale disagiata e ostile, da un lavoro privo di soddisfazioni ma allo stesso tempo così complicato ed esigente.
Settimane che passano tutte uguali una alle altre, settimane che non fanno vedere una via di uscita, giorni che nascono e finiscono sempre con lo stesso cliché, con la stessa speranza (di cambiamento) e con lo stesso desiderio che il sole torni a splendere, nonostante un buio costante che non vuole per niente essere illuminato.
Così un venerdì rientro da l’ennesima settimana di viaggi, un mal di testa galoppante, la solita voglia di ritrovare a casa, ad accoglierti, la persona che ami, desiderosa di vederti, per intenderci, quell’angelo custode di cui parlavo in qualche post precedente.
Chiaramente non avendo nulla di tutto ciò, mi rimane solo l’idea di riempire la mia supervasca, mettere su un bel sound in sottofondo, far sciogliere in  vasca quelle pastiglie frizzanti che le mie sorelle mi hanno regalato a Natale, immergermi e sperare che per qualche minuto, di ritrovare quella serenità tanto desiderata. Di botto un sonno improvviso, un sonno profondo, una assenza imprevista della propria forza e crollo totale di attenzione. Mi risveglio solo 2 ore dopo immerso in una acqua, nel frattempo, ormai ghiacciata, con un mal di testa ancora più forte e una mancanza di orientamento totale. La forze rimaste mi portano sul divano, in un buio totale dove trovo altre 2 ore di sonno. Poi una telefonata del mio amico RAF mi sveglia. Mi invita a raggiungerlo in un locale dove lui si trova con dei suoi ex colleghi. Qualcosa mi dice di andare, mi do una rivisitata e li raggiungo.
Qui incontro, dopo 7 anni, una ex collega del mio amico, persona con cui ero uscito per qualche periodo (per gli amanti del gossip, niente di sentimentale) che sapevo si fosse sposata, ma nulla di più. Così lei mi parla, mi racconta di un ultimo periodo molto difficile, mi racconta della tragedia che ha colpito la sua vita e io annuisco senza saper nulla. Confermo, non sapevo nulla. Passo una serata a cercare di capire, annuendo, senza avere il coraggio di fare qualche domanda in merito. Poi tutto mi è chiaro. Una storia assurda e tristissima.
Questa ragazza ha perso il marito. Dopo solo 2 anni di matrimonio. Un ragazzo sportivo sotto i 40, con un male incurabile ad una gamba, prima curata, poi amputata, poi ancora curata, che alla fine lo ha portato alla fine dei suoi giorni.

Ricostruisco la storia, mi avvilisco per i miei di problemi. Per quel lavoro che detesto, per una grande storia finita con enorme superficialità, per quei giorni in cui vivo ma sono nero per delle autentiche fesserie.

Lo so è demagogico. Tutti giorni succedono dei drammi (e io dovrei pure saperne qualcosa) ma non per questo occorre scrivere un post su questo tema. Eppure mi rendo conto di aver sbagliato l’unità di misura. Mi rendo conto che non può farmi incazzare una foto su fb, che il mio lavoro non può farmi dimenticare di sentire mia madre,  che non posso dimenticare cosa sono le vere difficoltà, che non occorre prendersi necessariamente sul serio per dimostrare di tenerci alle cose, insomma, che occorre sorridere un pò di più, le cose poi alla fine non vanno cosi male.

E’ così difficile essere felici con quello che si ha? E’ così difficile pensare di poter risolvere i problemi che effettivamente si hanno senza per questo mostrarsi esausti e disperati? non sarebbe più semplice capire che l’unità di misura delle cose è realmente diversa da quella che usualmente usiamo?  Purtroppo ci rendiamo conto che anche le tragedie esistono solo quando ci accadono o solo quando succedono a qualcuno a noi vicino. E questo mi fa ancora di più sentire sciocco ed inappropriato, ma anche su questo occorre sorridere, a volte si può anche esserlo.

Ora che nessuno creda che io sia cambiato. Che io abbia smesso di incazzarmi per delle autentiche cagate. Che riesca a sorridere a tutte le minkiate che mi succedono, o rileggendo qualche email (neanche cosi vecchia) riesca a capire il perchè di certe scelte. Non posso sicuramente credere ai miracoli.

Una cosa è sicura, non potrà un timone in una foto, farmi perdere il sorriso.

ilpeggiore


CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – Unthought Known – Pearl Jam

1 maggio, 2011

Chi mi conosce sa che negli ultimi mesi viaggio moltissimo. Ho fatto il conto che, in un mese, riesco a prendere 6 aerei, percorrere circa 2000km, visitare 10 città diverse. Bella vita del cavolo…aggiugerei io! Uno dei pochissimi aspetti positivi è che riesco ad ascoltare molta musica, molta musica che mi piace. Così con quei cantanti che hai sempre apprezzato, che hai conosciuto meglio negli ultimi anni (grazie a qualcuno che me li ha fatti valorizzare maggiormente), instauri un rapporto di amicizia, di confidenza, di confronto, di utilizzo delle loro idee. In questo caso, mi sono scelto uno poco famoso, uno che conta poco, uno quasi sconosciuto…un enorme e fantastico Eddie Vedder e i suoi Pearl Jam.  Per i milioni di lettori di questo blog, non è una novità, già nel mio post del 22 maggio 2009 (ALIVE) ed ancora in quello del 14 ottobre 2010 (ESSERE UTILI)  avevo decantato le lodi di questo gruppo, ma questa volta c’è qualcosa di più.

Ascolti una canzone che ti piace, capisci di chi è, trovi il tempo di leggerne il testo (in questo caso lo traduci pure) e quelle parole ti balenano in testa, come fossero dette da un tuo amico davanti ad una birra, come fossero applicabili alla tua quotidianità e all’improvviso razionalizzi che quello che senti…succede…ti succede.
Già il titolo è fenomale – CONOSCENZA INCONSAPEVOLE – (Unthought Known).

“Tutti i pensieri che non consideri mai, ma che fai in continuazione. La mente è connessa, la mente è profonda, oh, stai affondando?”

Quanti pensieri facciamo quotidianamente, quante considerazioni sono dentro di noi, certezze solo nel nostro io, ma così diverse da quello che accettiamo succedere quotidianamente.

“Pensa al percorso di ogni giorno, quale strada stai prendendo? Respira forte, e prendi il meglio, Si, questa è la vita.”

Quante volte pensiamo alle scelte fatte, a quelle non fatte, alla direzione che ha preso la nostra vita, a quello che volevamo ed è successo e a quello che volevamo che è così distante da noi.

“Cerchi l’amore e la prova, che meriti di essere tenuto. Ingoiare tutta la negatività, è così triste e disgustoso.”

Forse le persone che scegliamo, per condividere il nostro tempo e addirittura la nostra vita, sono quelle che ci danno la certezza che meritiamo di essere insieme a loro, che ci garantiscono che noi valiamo ed è per questo che non siamo soli. Ma se così poi non è o quelle persone risultano essere sbagliate, la sensazione di aver commesso un errore o di averli commesso in passato è oggettivamente sgradevole.

“Senti l’aria sopra di te, una piscina di cielo blu. Riempi l’aria di amore, il buio con la luce delle stelle. Senti il cielo come una coperta, fatta di pietre preziose e diamanti falsi. Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere… perché tu lo possa percorrere…”

Non è bello uscire di casa e sentirsi vivi, leggeri, pieni di energia e immaginare che tutto quello che stiamo facendo è la scelta migliore che potevamo fare e l’unica che ci rende felici? Non è bello sentirsi amati, in un modo incredibile e sapere che quando si torna a casa, c’è la persona più importante per te, desiderosa di accoglierti? Sembra di essere in un sentiero che qualcosa di grande ha scelto per noi e la speranza che si ha dentro è quello di avere la possibilità di percorrerlo fino alla fine.

“non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui

non è rimasto niente, non è rimasto niente, niente lì, niente qui”

Poi grido questo ritornello e mi rendo conto che tutta la mia conoscenza inconsapevole, mi lascia anche molto amaro in bocca. La consapevolezza di non avere accanto tutte le persone che merito e che vorrei, e di non essere stato io a scegliere di non averle. La consapevolezza di aver realmente vissuto pochissimi intensi e stupendi amori e allo stesso tempo non essere stato capace di averli fatti diventare veramente grandi e presenti oggi nella mia vita. La consapevolezza di vivere quotidianamente una vita diversa da quella a cui aspiravo, in mezzo a persone che non mi interessano ma così temporalmente presenti nella mia giornata. Allora mi chiedo, prima di addormentarmi, ascoltando questa splendida canzone, cosa mi è rimasto?

Guarda il sentiero tracciato dalla luna, perché tu lo possa percorrere. Guarda le onde sulle rive lontane, che aspettano il tuo arrivo.  Sogna i sogni di altri uomini, non sarai rivale di nessuno. Sogna i sogni di altri allora, non sarai rivale di nessuno…non sarai rivale di nessuno…

Bisogna però essere grandi, guardare avanti, cercare di capire se gli errori fatti, hanno portato giudizio e creato nuove consapevolezze. Occore guardarsi attorno e vedere chi ha ottenuto quelle che vuole, cercare di pensarsi nella stessa situazione e essere capaci di rivedersi nella stessa vittoria. Non è gelosia, ne tantomeno invidia, solo consapevolezza che è possibile farlo.

Un tempo lontano, uno spazio lontano, è lì che viviamo, un tempo lontano, un posto lontano, allora tu cosa stai dando? cosa stai dando?

Questo è quello che chiedo a me stesso ogni giorno. Cosa sto dando? Cosa sto facendo per utilizzare questa consapevolezza sconosciuta che avverto ma che non seguo correttamente? chiedete questa domanda a voi stessi, ora che siete arrivati alla fine di questo post.

Cocì, ora credo che, potete anche cantarvela…

il peggiore


YOU SAVED ME

17 marzo, 2011

E’ difficile salvare qualcuno?

Vi e’ mai venuto in mente che le vostre azioni, i vostri gesti, le vostre parole fossero in grado di salvare qualcuno? Salvare dalla vita di tutti i giorni intendo. Non parlo certo di malattie o di religione. Parlo di salvezza personale, quotidiana, morale.
Non avete mai avuto giorni o periodi in cui gira male e dove non si vede come e quando questo periodo possa passare? Il lavoro che non va, la vita privata che non soddisfa, la famiglia che ha dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo si fosse più presente o partecipe.

Ecco che in questi momenti mi viene in mente: “esiste qualcuno capace di salvarmi?

“esiste, di fatto, qualcuno che riesce a farmi stare bene anche quando non credo sia possibile?”

Forse mi riferisco a quei famosi angeli custodi, che da bambini ci rassicuravano, personificati dai nostri genitori, ma così piacevoli da considerare presenti nella nostra vita.

Allora mi chiedo, ma chi e’ e soprattutto dove e’ il mio angelo custode? Io me lo immagino sicuramente come una figura femminile, bellissima, alta, magra, con uno splendido sorriso, con un profilo mozzafiato, un discreto stacco di gamba e anche una terza (almeno) abbondante! Si d’accordo, non e’ la mia amante ma se lavoro di immaginazione, allora lo faccio a grandi livelli!

Ora qualcuno potrà pensare, ma da dove vengono questi pensieri?e sono sicuro che mi conosce penserà subito ad una cosa, invece tutto nasce dalla musica!

Spesso e volentieri  e’ una canzone che mi fa riflettere! E questa volta e’ tutto merito della grande Skin, che coi suoi Skunk anansie ha intitolato una splendida canzone “You saved me” nel suo ultimo album, Wonderlustre!
Ho pensato per un periodo nella mia vita di essere capace di salvare qualcuno (l’ho già scritto in passato) per poi accorgermi che cosi non era, che nessuno può essere salvato se realmente non vuole essere salvato. Salvato dai propri errori, dalle proprie decisioni sbagliate, dalle proprie idee ogni tanto troppo lontane dalla realtà. Ma la domanda che mi pongo oggi è, chi salverà me da me stesso?  Oggi che vorrei tanto essere salvato e che vorrei tanto cantare un a quell’angelo custode un ritornello come

“You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself”

Testo “you saved me”

I’ve been looking through my mirror
With somebody else’s eyes
then you broke me down
You fixed my blood stained crown

I’ve been looking through my window
at somebody else’s world
then you let me fall
Right through your open door

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself

I’ve been running hard on empty
Sinking deeper in the sand
then you let me down
right onto solid ground

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

I had hope in my heart
That you’d run for me
cos i’ve done it all
Now I feel in my heart
that you’ve come for me
you lead me home

You came and saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Baby you saved me you saved me from myself
You came and saved me you saved me from myself
When everyone left me you loved me and no one else
You came and saved me you saved me from myself

Traduzione del testo

Ho guardato attraverso il mio specchio
con gli occhi di qualcun altro
poi tu mi hai buttato a terra
hai riparato la mia corona macchiata di sangue

ho guardato dalla mia finestra
e mi sono ritrovata nel mondo di qualcun altro
poi tu mi hai lasciato cadere
proprio attraverso la tua porta aperta

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

ho corso con fatica nel vuoto
sprofondando nella sabbia
poi tu mi hai buttato a terra
proprio sul terreno solido

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

avevo la speranza nel cuore
che tu saresti scappato da me
perchè ho fatto di tutto
ma adesso sento nel mio cuore
che tu sei arrivato per me
tu mi hai condotto a casa

tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

tesoro tu mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa

mentre tutti gli altri mi hanno lasciato
tu hai amato me e me soltanto
tu sei arrivato e mi hai salvato
mi hai salvato da me stessa


SEMBRA FACILE, INVECE NON LO E’ QUASI MAI!

12 novembre, 2010

Capita di tornare dopo mezzanotte in camera, dopo una giornata di km, chiacchere, sorrisi, fatiche e molta nebbia. Capita che non vuoi andare a dormire perchè credi che la giornata sia ancora in credito con te di qualche bella emozione. allora fai un pò di zapping  e ti auguri di trovare qualche bel film alla fine, un programma che ti regali l’ultimo sorriso della giornata. lo so è un pò qualunquista. ma è pratico, da pigri ma soprattutto è vero.

cosi ti fermi su un canale che non caghi mai e guardi l’intervista di un cantante che non ami mai. ascolti la sua canzone e quella gioia la provi all’improvviso. canticchi un testo che sembra fatto per te e realizzi che quelle parole sono assolutamente e straordinariamente vere.

cerchi quella canzone, non la trovi subito (non è il tuo cantante preferito, non è mica lenny). Poi la trovi, la leggi, la riascolti, ancora, ancora e poi decidi. La condividi

I significati sono tanti ed ognuno credo debba dare il proprio. Io ho fatto così. Ma forse leggendo bene, non ce ne sono poi così tanti.

Sembra facile, sembra così scontato. Ma non lo è. Fino ad allora non sai neanche qual’è e cos’è. Poi invece ti sembra cosi chiaro e cosi vero. E sembra realmente così una luce nel cielo.
Posso andare a dormire, ho ottenuto quello che volevo.

Il peggiore

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
chiudi gli occhi se ami davvero
non ti dirò segui il sentiero
sarò, io sarò, luce nel cielo
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.

Sembra facile,
invece non lo è quasi mai
non si svela un mistero
quando penserai: “io non ci vedo”
non lo perderai l’amore vero.

Lo canterai, lo scalderai
dal freddo e il gelo
e lotterai, sì lotterai
perchè sia vero.


ESSERE UTILI

14 ottobre, 2010

Vi è mai successo di avere qualcuno molto caro in difficoltà? vi è mai successo di avere qualcuno estremamente caro e vicino con un problema irrisolvibile che ogni anno si ripresenta? vi è mai successo di essere lì deboli e inutili, con in testa e nel cuore la voglia di potere fare qualcosa per aiutare quella persona ed invece rendervi conto che non potete proprio far niente? A me è successo!

Per due volte ho vissuto questo momento. Non ero io ad essere in pena, non ero io quello che soffriva, ero quello che ascoltava (strano ma vero) e che voleva fare l’impossibile, anche se ben cosciente che da fare c’era proprio poco.

Mi è successo 2 volte! Ho sempre cercato di fare del mio meglio. Ci ho pensato tanto a quello che potevo fare e ho cercato di fare di più. Magari ci sono riuscito, magari no. Ho cercato di far vedere la luce in fondo a quel tunnel infinito, ho cercato di far vedere come il futuro riesca a regalarci grandi gioie dopo enormi dolori. Ho addirittura passato delle belle mezz’orette credendo di esserci pure riuscito. Sensazione bellissima, appagante, benzina per il motore 12 cilindri che è il mio ego. Sentirsi dire “sei riuscito a cambiarmi una giornata così triste…grazie” ci fa sentire dei piccoli superman che con poco o niente sono riusciti ad evitare l’ennesima catastrofe mondiale.

Oggi penso che le persone che superano questi eventi sono realmente LORO dei piccoli superman. Rialzarsi da certi eventi che ti scaraventano a terra in pochi istanti è cosa da pochi e concentrarsi su un futuro migliore è un grande lavoro, che solo con il tempo può portare la giustà serenità. A me rimane da esprimere tutta la mia stima per queste persone e per la persona che cercavo di aiutare, sintetizzato con il solito chapeaux!

Quest’anno però non potrò cercare di fare la mia parte. Non potrò sperare di farti stare meglio in questo momento.

Questo è un periodo dove la musica aiuta molto, dove le parole dette da una voce alla radio suonano come quelle che dovevano essere dette tante e tante volte. Così affido il mio ruolo ad una canzone talmente bella da rendermi tranquillo, un timido sorriso forse arriverà sul tuo viso…sai tu a chi dedicarla.

Sotto riporto il testo…cantarla aiuta!

Yes I understand that every life must end, aw huh,..
As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..
I’m a lucky man to count on both hands
The ones I love,.. 

Some folks just have one,
Others they got none, aw huh,..

Stay with me,..
Let’s just breathe.

Practiced are my sins,
Never gonna let me win, aw huh,..
Under everything, just another human being, aw huh,..
Yeh, I don’t wanna hurt, there’s so much in this world
To make me bleed.

Stay with me,..
You’re all I see.

Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one knows this more than me.
As I come clean.

I wonder everyday
as I look upon your face, aw huh,..
Everything you gave
And nothing you would take, aw huh,..
Nothing you would take,..
Everything you gave.

Did I say that I need you?
Oh, Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t now I’m a fool you see,..
No one know this more than me.
As I come clean.

Nothing you would take,..
everything you gave.
Hold me till I die,..
Meet you on the other side.

JUST BREATHES
Si, mi rendo conto che ogni vita deve finire, aw huh…
Così come ci sediamo da soli, so che un giorno ce ne dovremo andare, aw huh…
Sono un uomo fortunato che può contare sulle dita di due mani
le persone che ama…

Qualcuno ne ha soltanto una,
altri non ne hanno nessuna, aw huh…

Resta con me…
respiriamo e basta.

I miei peccati sono allenati,
non mi lasceranno mai vincere, aw huh…
Dopo tutto, solo un altro essere umano, aw huh…
Non voglio ferire, c’è già tanto al mondo che mi fa sanguinare…

Resta con me…
Sei tutto ciò che vedo

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Ogni giorno mi stupisco,
mentre guardo il tuo viso, aw huh…
Hai dato tutto
senza pretendere niente, aw huh…
Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Te l’ho detto che ho bisogno di te?
Te l’ho detto che ti voglio?
Oh, se non l’ho fatto sono un pazzo, lo sai
Nessuno lo sa meglio di me
Tanto che lo confesso

Non hai preteso niente…
di tutto ciò che hai dato.

Stringimi fino a quando non morirò…
Ci ritroveremo dall’altra parte…


BOLZANO come COPACABANA?

10 giugno, 2009

Copa+Cabana-FrontVenerdì scorso mi comunicano che devo andare a Bolzano per lavoro per una settimana! Do una occhiata ai miei jeans e noto subito la nascita di una terza palla, ma ahimé ho poco da dire; sono uno nuovo, sono in prova, sono l’ultima ruota del carro, sono un minkione, ecc ecc. Accetto volentieri…(immaginate la mia faccia).

Passo il week end pensando che cmq poteva andarmi peggio, che alla fine è solo una settimana, che fanno il Gewurztraminer, forse la torta Sacher, che ci sarà fresco, che vado in un albergo molto figo, che sono esperienze e che onestamente quando mi ricapita di andare a Bolzano? Già…quando caxxo mi ricapita….

Comincio con l’apprendere che l’albergo figo in centro non ha posto, mi dirottano su un secondo (sempre centrale) della catena Best Western…pericolo!!!! Non ho armi per impuntarmi, quindi accetto.

Best Western Hotel Alpi, ecco cosa mi danno http://www.bwsitemanager.co.uk/websites/98156/htdocs/Default.asp .Vabene, che sarà mai.
La prima sera torno dall’ufficio alle 19.30, il mio collega mi dice che non conviene andare a cena troppo tardi, io rispondo ma si…faccio una doccia e poi scendo…e di colpo comincio a capire…qui se salti le 20…non mangi più.

Minkia, siamo a Giugno, fa un bel caldo, sono in P.zza Walter a Bolzano (il loro Duomo) e i ristoranti cominciano a far cenare dalle 18.30 fino alle 21….roba da matti, anzi da ospedale pubblico.

Qualcuno potrebbe dire “ma vatti a fare un giro per negozi prima di cenare”….e io risponderei “bravo scienziato!!!”,alle 19.00 li vedi chiudere le serrande come neanche fossero le 2 del mattino e nella piazza accanto ci fosse un corteo anti G8!

Devo dire che si mangia bene, hanno della ottima carne, della fantastica birra e della presenza sconcertante in tutti i menù di tutti i ristoranti di piatti di pesce! Qualcuno potrebbe pensare…ma dove lo prendono sto pesce? Beh io sono siculo…W l’omertà!

La cosa interessante è che quasi tutti (dico quasi) i negozianti dove entri, per prima cosa ti parlano in tedesco. Ti salutano in tedesco, spesso ti dicono grazie in tedesco, e se chiedi qualche delucidazione su “magari” qualcosa scritto in tedesco, ti guardano come se fossi un cretino ad entrare in un negozio in Italia e chiedere spiegazioni su qualcosa scritto in tedesco. Mah…paese che vai…usanza che trovi.

Perchè sti signori (ripeto quasi tutti) sono incazzati neri perchè appartengono all’Italia, schifano l’italiano medio che viene e trovarli, ma quando c’è da incassare tutti i contributi che lo Stato Italiano gli versa…dire si al tricolore…nn gli fa schifo. Qualcuno mi ha raccontato che ai mondiali quando ha vinto l’Italia c’erano pochi tricolori in giro e tante faccie buie.

Io sinceramente ho incrociato un pò di antipatici, vi faccio un breve resoconto:

- all’indomani della prima notte nella mia stanzetta 3×3 mq in albergo, nel lettino singolo che neanche alle scuole medie avevo, dopo la colazione sono andato in reception per chiedere di cambiare camera, e una simpatica crucca mi ha detto in un italiano molto forzato che ci volevano 25 euri per cambiare…volevo gridarle: “smettila di mangiare crauti a colazione”!

- meglio ancora in un panificio, la commessa mi ha chiesto cosa volevo in tedesco, io ho risposto con un “…quindi?” e lei innervosita a continuato a borbottare in tedesco.
Io volevo gridarle Italia-Germania 4-3 oppure Grosso e Del Piero con un “andiamo a Berlino Beppe…andiamo a Berlino”, ma ho capito che forse nella vita, ogni tanto bisogna gioire delle paranoie altrui.

Che poi fosse un posto pieno di divertimenti, l’ho intuito due sere fa, quando uscendo dall’albergo alle 21.15, ho incrociato il camioncino che raccoglieva la spazzatura…capito? a Milano, a Siracusa, un pò ovunque, la spazzatura la raccolgono di notte, notte fonda, notte piena…qui invece alle 21.15….sarà per loro notte piena???

Quindi consiglio del peggiore, se volete fare qualcosa di particolare, che so…una addio al celibato, un festa a sorpresa, una notte di luna di miele, una vacanza per riprendervi…non venite a Bolzano, ma nn per male…perchè credo che la noia sia la cosa principale che trovereste da ste parti!

Ad ogni modo, bisogna sempre ambientarsi ovunque, cercare di saper vivere con tutti ed avere una mentalità molto aperta…così al venerdì mi sono detto…affanc…oggi me ne vado da sto posto dimenticato dal Signore…ho cominciato ad avere simpatia per la vie scritte in 2 lingue, per il pane scuro e per lo speck messo anche dentro le calze…i calzini di spugna bianchi e le cravatte abbastanza creative sotto gli abiti…solo che dopo 1 ora ho ricevuto una telefonata che mi ha praticamente sconvolto….dovevo farci una seconda settimana!!! caxxo

il peggiore


I’LL BE THERE FOR YOU – BON JOVI

15 maggio, 2009

Qualcuno mi critica per essere troppo Lenny dependent. Se non si è capito…mi piace molto. Mi piace come suona e mi piace quello che scrive. Ma il peggiore cerca sempre di essere poco monotono, quindi sta volta vi stupisco e vi piazzo Bon Jovi.

Grande rock e mitiche ballate. Parole chiare, significati intensi, vera musica. Mica quegli italiani poco chiari (tipo Vasco, Liga o Renato Zero) che dicono tutto al contrario di tutto. Qui il significato è chiaro, il messaggio arriva forte, non si scherza un caxxo. Poi su uno alto un metro e una vigorsol, che nella sua vita ha “interagito” con le donne più belle del mondo (una su tutte Cindy Crawford) possiamo solo esprimere grande ma grande stima.

Questa canzone, in realtà l’ha portata alle mie orecchie N (sapete che nn uso nomi completi di persone sul peggiore), e se all’inizio l’avevo marcia in testa come tante altre canzoni sentite e risentite alla radio negli anni, dopo qualche tempo ha cominciato a rappresentare per me un vero inno all’amore.

Lo so che questi non sono commenti del peggiore, ma sinceramente sono un pò stanco di passare per quello dal cuore di pietra, cinico, razionale e sempre pronto a farsi i suoi conti. Soffro, gioisco, vivo e mi metto in gioco anche io.

Quando ascolto questa canzone, penso a quello che vorrei con la mia donna ideale, quello che vorrei sentire per lei, comunicarlo a lei e a tutte le persone che mi vogliono bene.

…”Ci sarò io con te, ti giuro queste cinque parole , quando respiri voglio essere la tua aria, per te voglio esserci , voglio vivere e morire per te, rubare il sole dal cielo per te, Le parole non possono dire cosa può fare l’amore, Per te voglio esserci”… beh non mi sembrano concetti da poco, da dire alla prima che capita, tanto per dire una cosa. 
 

Perdonatemi la minkiata, ma ci penso da un pò. Non so quando sarà, non credo nel breve, ma mi piarebbe cantare questa canzone al mio matrimonio. Lo farei solo per la futura sposa. Beh credo che se è riuscita a portarmi all’altare, qualche qualità e soprattutto diversi sforzi li avrà fatti. Non credete? E poi potrei usare la mia voce come arma di distruzione di massa. Sapete alla fine della cena, quando gli invitati non si schiodono, tu sei stanco e stai pensando solo ad andare a casa per toglierti quelle scarpe assurde che hai preso per la cerimonia???

Ecco in quel momento io potrei proprio cantare “I’ll be there for you”.

Il peggiore

“I’ll Be There For You”

I guess this time you’re really leaving
I heard your suitcase say goodbye
And as my broken heart lies bleeding
You say true love it’s suicide

Penso che questa volta te ne stai andando veramente
Sento la tua valigia dire addio
e da quando il mio cuore spezzato sta sanguinando
dici che il vero amore é un suicidio

You say you’re cried a thousand rivers
And now you’re swimming for the shore
You left me drowning in my tears
And you won’t save me anymore

Dici di aver pianto a fiumi
e ora stai nuotando verso riva
mi lasci affogare nelle mie lacrime
e non vuoi salvarmi mai più

Now I’m praying to God you’ll give me one more chance, girl

Ora sto pregando Dio per farme in modo che tu mi dia un’altra possibilità

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

I know you know we’ve had some good times
Now they have their own hiding place
I can promise you tomorrow
But I can’t buy back yesterday

so che sai che abbiamo avuto bei momenti
come loro hanno il proprio nascondiglio
posso prometterti il domani
ma non posso ricomprare ieri

And Baby you know my hands are dirty
But I wanted to be your valentine
I’ll be the water when you get thirsty, baby
When you get drunk, I’ll be the wine


E baby sai che le mie mani sono sporche
Ma ma volevo essere il tuo innamorato
voglio essere l’acqua quando hai sete, baby
quando vuoi un bicchiere, voglio essere il vino

I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci

[Solo]

And I wasn’t there when you were happy
I wasn’t there when you were down
I didn’t mean to miss your birthday, baby
I wish I’d seen you blow those candles out

e voglio esserci quando sarai felice
non c’ero quando eri triste
Non volevo dimenticare il tuo compleanno, baby
desidero vederti spegnere quelle candele

 
I’ll be there for you
These five words I swear to you
When you breathe I want to be the air for you
I’ll be there for you
I’d live and I’d die for you
Steal the sun from the sky for you
Words can’t say what a love can do
I’ll be there for you

Ci sarò io con te
ti giuro queste cinque parole
Quando respiri voglio essere la tua aria
Per te voglio esserci

Voglio vivere e morire per te
rubare il sole dal cielo per te
Le parole non possono dire cosa può fare l’amore
Per te voglio esserci


IL RUOLO DELL’EX!

8 maggio, 2009

coppiaPiù volte mi sono chiesto se questo post era il caso di scriverlo o no. Credo che sia un argomento che tocca o abbia toccato chiunque. Chi, non ha avuto a che fare nella sua giovane vita di coppia, con una ex o un ex di troppo. Chi, davanti ad un racconto che narrava di una costante presenza da parte dell’ex di turno, non ha storto il naso e inorridito ha commentato “inaccettabile”!!!!

Bene io sono tra questi. Sempre deciso sul tema, sempre chiaro in mente cosa volere, cosa accettare, da cosa fuggire e cosa combattere con energia.  Ma di storie se ne sentono realmente tante.

Una  ragazza con cui stavo anni fa, ha sempre avuto un rapporto pessimo con i suoi ex. Li consideravi tutti degli stronzi, sembrava che la loro vita (dopo la fine della loro storia) doveva essere farcita di negatività  e catastrofi, drammi e presenza costante di altrettanto stronze/zoccole ad alternarsi regolarmente. Esagerata!

Un’altra invece aveva un rapporto splendido con tutti. Alcuni li aveva in chat, altri in foto in stanza, sempre pronta a commentare con una chiacchiera le ultime storie di entrambi, sempre pronta a farsi una birretta in amicizia, magari anche un dejavous, addossando la motivazione ad un mojito di troppo o ad un momento particolarmente duro della propria vita. Un pochino esagerata, ma nell’altro senso.

Senza considerare chi con l’ex o la ex ci condivide ancora qualcosa. L’anno scorso sono stato al matrimonio di una ragazza che aveva come testimone di nozze…indovinate chi? Il suo ultimo ex fidanzato, ormai grande amico dell’attuale marito. Mi sembra decisamente esagerato !!!

Mi è capitato di uscire ogni tanto in una compagnia di amici dove parecchie coppie si erano divise, creandone altre con partner diversi ma sempre appartenenti allo stesso gruppo. Ho sempre creduto assurdo il loro modo sereno di continuare ad uscire tutti insieme e magari parlare delle vecchie abitudini di un ex fidanzato (che nel frattempo era diventato il compagno di un’altra).

Io mi sento molto lontano da tutti questi punti di vista. Credo sia assurdo che si possa uscire con un ragazzo che ha passato tanti momenti importanti (anche pochi a dire il vero) con la mia attuale fidanzata e credo anche che il contrario sia altrettanto sbagliato. Mi troverei in difficoltà a scambiare chiacchiere anche banali con una mia ex, davanti alla mia attuale fidanzata, senza pensare di non crearle dei fastidi.

Credo che  non sia neanche troppo corretto rimanere amici degli amici della mia ex. Sono i suoi amici, io li ho acquisiti grazie a lei, e seppure sono persone che rispetto, stimo e che si sono comportate bene con me, non lo trovo strepitoso,  a storia finita, continuare a frequentarli. Questo non vuol dire che non li posso mai sentire o informarmi su come stanno…ma fare gli amiconi… direi proprio di no.

E che dire di quelli che odiano (o non menzionano neanche) i loro ex. Non condivido.Non si sputa sul proprio passato. Lo si può commentare in vari modi, ma denigrarlo o disprezzarlo…no.

Ma il top si ha quando ti trovi qualcuno davanti che non ha solo una /uno ex fidanzata/o,ma bensì una persona con la quale il tuo attuale compagno (o compagna) condivide ancora qualcosa. E quel qualcosa vive tutti i giorni dell’anno. Il caso più diffuso è quello di un animale in comune (di solito è un cane) ma il caso più pesante è quello di un figlio/a. Beh questo è veramente pesante.

Come si fa ad accettare che la tua fidanzata veda 2-3 volte a settimana il suo ex perché lui le aveva regalato un  cane e lei questo cane (giustamente) lo vuole continuare a vedere. Magari a casa della madre di lui, magari insieme dal veterinario, magari per 2 passi al parco con il cane fumandosi pure una bella sigaretta? BELLISSIMO

O peggio ancora, quando il tuo ex, ha fatto una figlia con un’altra persona e questi due si vedono (costantemente e regolarmente) e si vedranno per tutta la vita per crescere insieme (ma da separati) una figlia in comune. Ma secondo voi come si può sentire la terza di turno? MUCHO BELLISSIMO

Io devo dire una cosa. Forse non è una frase tipica detta dal peggiore, ma sicuramente rappresenta esattamente quello che penso oggi. Non commentate le storie altrui come storie folli, non etichettatele come sfortunati che stanno sbagliando tutto, non pensate che in qualche modo a voi non succederà mai, perché è esattamente in quel momento che vi state buttando la zappa sui piedi. Si amici, potrebbe capitare a voi, a tutti, perfino  a me.

L’unica cosa che posso consigliare è questa: non cambiate le vostre idee per amore (o surrogati vari). Se non avete mai voluto vedere una ex nella vostra vita…non cominciate adesso ad accettare che l’ex del vostro fidanzato gli porti il sugo della nonna fatto al paesello perché a lui piace tanto. Se non avete voglia di sentire parlare delle splendide vacanze che la vostra fidanzata faceva con il suo ex, non portatela alle Seychelles per dimostrare che con voi la vacanza sarà anche meglio. Se volete un compagno/a per la vostra vita, non vi accontentate di condividerla (o sherarla) con una perfetta/o sconosciuta/o solo perché c’è un cane regalato, un pesce dell’acquario o un pappagallo importato. Delimitate il perimetro. La zona vostra è solo vostra, non si condivide un beato caxxo.

Nel caso di figli invece, non me la sento di dare consigli. Non ho le competenze ne le conoscenze per darvi un suggerimento, l’unica cosa che vi chiedo è capire (ma è oggettivamente una utopia) se chi vi sta accanto, quando va a scuola a parlare con la maestra della figlia, insieme al suo ex, ci sta andando solo ed esclusivamente con il ruolo di genitore o se invece si sta ancora sentendo una famiglia (che di fatto però non c’è più), perché se così fosse…amici miei…avete realmente un grosso problema, dalla soluzione molto ma molto complicata (forse impossibile).

Il peggiore


VIETATO FUMARE!

28 aprile, 2009

divieto_fumareQuesto post lo dedico a tutte le persone che conosco che fumano. Tutte…capito? TUTTE TUTTE!

Sappiate che in questo blog è severamente VIETATO FUMARE. Il suo proprietario si è proprio rotto.Se avete intezione di fumare, andate a leggervi altri siti, altri blog, il mio nn vi vuole più!

Sono appena tornato da una cena con altre 11 persone, 10 di loro fumatori. Fuori piove che Dio la manda, c’è un vento che farebbe partire immediatamente Luna Rossa per la nuova America’s Cup e non ci sono più di 10 gradi. Ma questi enormi, incredibili, superlativi, mastodontici, inguaribili cazzoni di fumatori, si sono alternati tutta la cena fuori per fumare. Ora  a me di questi non interessa molto, ma i pensieri che fanno queste persone ormai mi disturbano. Sono intollerante, non li sopporto, non mi fanno più pena, non provo più dispiacere perchè si danno sonoramente delle bastonate nei maroni, no….IO LI VOGLIO ANNIENTARE!

Ora ci sta, che uno che legge mi possa dire “ma che vuoi? che ti facciamo noi fumatori?”. In apparenza niente. Ma in realtà mi svilite. I vostri discorsi mi sviliscono, le vostre idee mi deprimono, le vostre scuse puerili e pietose per giustificare il vostro gesto mi congelano le balle, quando aprirete gli occhi?

Quando vi accorgerete che vi state provacando dei danni serissimi  e irreparabili al vostro apparato respiratorio, che state perdendo il vero gusto dei cibi, il vero odore delle cose, il vero tatto della vostra pelle, il vostro vero respiro e il vostro vero odore?

Quando vi accorgerete, voi genitori, che fumando prima della venuta dei vostri figli (mamme) e dopo la loro nascita (mamme e padri) che li state già inquinando senza che loro abbiano scelto di ricevere e vivere quell’inquinamento? Quando capirete il che vostro odore e il vostro sapore sono diversi e che i vostri piccoli lo avvertono? Quando vi renderete conto che state facendo del male alle persone che più amate oltre che a voi stessi?

E poi la cosa più assurda è che state pure pagando tanti soldi facendo tutto questo!

Parlate del sapore del caffè che vuole la sigaretta, di un pasto importante che vuole la sigaretta, di quando siete stressati, di quando volete rilassarvi, di quando volete fare una pausa, ma piantatela e fatelo anche rapidamente. I non fumatori vivono benissimo sopportando gli stessi problemi che avete voi ma con tanta salute in più.

Da queste parole, potrò apparire un pazzo, un fissato, uno che deve rompere le palle a tutti i costi. In realtà sono uno dei tanti creditori del fumo. Il fumo ha un debito con me, mi ha tolto tantissimo, qualcosa di insostituibile, e solo perchè questi pensieri sciocchi esistono, queste scuse inutili si susseguono, solo perchè io non ho potuto fare niente ai tempi per evitare le conseguenze trafiche che sono poi avvenute, ora voglio fare qualcosa. Forse mi sentirò meglio, forse sarò più sereno, forse non servirà a nulla. Ma almeno la mia coscienza starà un pò meglio.

Il peggiore


DELUSIONI? COME AFFRONTARLE?

23 aprile, 2009

crying-girl-1963-posters1Non so proprio come verrà fuori questo post. Il concetto è sufficientemente chiaro nella mia mente, ma descriverlo è complicato e sono certo che facilmente potrò essere mal interpretato. Forse mettendolo giù suonerà meglio di come sta suonando ora nella mia testa.

Sono giorni di pausa per me, di riflessione, di distacco dalla routine degli ultimi anni, di bilanci, di constatazione, forse un pò scontati, forse un pò banali ma per me riagganciarli, riportarli in superficie, dopo tanto tempo messi in un angolo, credo sia utile.

Nell’ultimo mese e mezzo sono cambiate tante cose.

Chi mi conosce sa di cosa parlo. Cambiamenti positivi sulla carta. Tanto desiderati, tanto difficili da raggiungere e quindi ora, che so di averli ottenuti, penso di sentirmi come mi dovrei sentire. Però, se guardo bene dentro di me, vedo che c’è un pò di strana e controversia delusione. Forse per questo ci dedico un post, un post su di me, sui miei pensieri, cosa che raramente faccio, o che forse non ho mai fatto.

A volte ti immagini (a me spesso in realtà) come andranno le cose, percorri nella tua testa la traiettoria che questa o quella vicenda creda debba seguire, la direzione che una persona a te vicina tu credi debba avere, una sensazione forte, strana e totalmente irrazionale. Irrazionale perchè è immaginata e non ci vede protagonisti, ma solo soggetti che la subiscono senza poterla modificare di un niente.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, ha usato queste informazioni per proprio tornaconto, non preoccupandosi del fatto che forse io potessi rimanerci male.

Qualcuno che reputavo amico/a, nel momento in cui ha saputo certe cose, invece di buttare le fondamenta di un nuovo rapporto, non più  basato sulla quotidianità e sulla quantità, ha già mostrato scarso interesse e svogliatezza, mi ha fatto sentire già del passato.

Qualcuno a me vicino, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi è entrato in un silenzio inutile, poco redditizio, infruttuoso.

Qualcuno a me vicino, mi ha chiesto, mi ha fatto parlare, mi ha fatto dire la mia opinione, mi ha ascoltato, mi ha fatto discutere, mi ha fatto portare avanti le mie idee, e poi ha fatto esattamente quello che pensava di fare fin dall’inizio.

La mia delusione credo venga fuori da averci messo del mio in questi rapporti, dell’energia mia, della volontà mia nel farli andare al meglio, ed invece mi ritrovo con un pugno di mosche, con un bel nulla in mano, con tanta (o poca) delusione mia.

Che dire? chi mi conosce sa perfettamente che non sono uno che ricrimina troppo sul passato, che si rende vittima ai suoi occhi e a quelli degli altri, ma uno che sa  guardare avanti, che sa e deve ripartire, che vuole sempre cercare nuovi stimoli per raggiungere un bene interiore che forse è talmente ambizioso da risultare fittizio.

Forse ho già risposto alla domanda di questo post, ma forse non sempre (e uno razionale come me deve saperlo accettare…forse) c’è un modo, una regola, una metodologia, per affrontare, gestire e superare determinate situazioni che si presentano nella nostra vita.

Ecco. L’ho scritto, a me è chiarissimo, forse agli occhi poco attenti risulterà contorto e  inutile, ma ci tenevo a volerlo condividerlo con voi. Storicamente sono accusato di essere un individuo incapace di condividere…beh…da un pò ho cominciato a farlo…ma in pochi se ne sono accorti.

Il peggiore


BLOG? ISTRUZIONI PER L’USO

25 marzo, 2009

Da qualche tempo guardavo le statistiche del peggiore.com

Ero curioso di capire a chi scrivevo o meglio chi mi leggeva. Un’idea di base l’avevo in mente.

Non credo che questo blog possa interessare a chissa quante persone, però mi rendo conto che cmq ogni qualvolta scrivo qualcosa di nuovo, i miei visitatori si incrementano sensibilmente e perdurano per una buona settimana.

Ho capito che fondamentalmente i lettori del mio blog (poche decine di persone, giusto per intenderci) sono di 3 tipologie che battezzerò come:

Friends= i miei amici più stretti che sanno dell’esistenza del peggiore.com

BB=ball breakers, quelli che vengono a sapere da altri che ho scritto qualcosa di piccante e che quindi leggono

Zingari= vagabondi del web, quelli che cercando una parola su google, hanno sta sfiga di atterrare su di me

I miei Friends, sono le persone a cui è realmente questo blog è indirizzato. A loro che voglio comunicare cosa mi succede, cosa succede ad altri amici, dove sono e dove voglio andare. Questi sono quelli a cui tengo, quelli che mi incontrano spesso e che mi hanno incontrato in passato, che magari senza guardare facebook o senza scrivermi direttamente vogliono farsi un idea di cosa sto facendo e come me la passo. Friends, non vi preoccupate se ogni tanto non scrivo, non vi abbandono!

La categoria BB mi ha, a dire il vero, un pò stufato. Fanno quasi tutti parte della mia azienda. Sono persone a cui fondamentalmente non frega niente di cosa faccio, se sto bene e se avrò un figlio domani. Sono tutti quei parassiti che sanno da altri che ho scritto qualche chicca su qualcuno in azienda, vanno a leggere e poi si sparano i commenti a pranzo…modello Bar dello Sport.

Eeehhh OHHH, ma chi vi caga? chi vi cerca? chi vi ha mai voluto???

Fatemi il piacere, andate a leggere il Facebook degli altri, visto che nella mia lista di amici non ci siete. Andate a frequentare altre pagine del web, le pagine del peggiore non vi vogliono. O meglio, questo è un posto dove io scrivo quello che mi pare, lo pago, non offendo nessuno, non metto mai i nomi delle persone di cui scrivo, e quindi fatemi il piacere, se non vi piace quello che che leggete, lasciate pure dei commenti oppure cambiate sito. Altro non vi è stato chiesto.

Quanto agli Zingari, voi siete sempre i benvenuti, quelli che magari si ritrovano in qualcosa che scrivo o che ho scritto. Sentitevi a casa vostra, confrontatevi con le mie idee ed esponete le vostre. Siete i benvenuti

Infine,

un anno fa circa, vedevo uno dei film più belli che abbia mai visto, un film dove il protagonista scriveva prima di morire una frase bellissima.

Quella frase era “Happiness only real when shared“, “la felicità è vera solo quando è condivisa”.

Questo blog è nato e vive solo per questo, quello che scrivo qui sopra mi rende felice solo perchè la condivido con voi.

Il peggiore


IL COMPLEANNO IDEALE

2 febbraio, 2009

vietato1Da bambino aspettavi il giorno del compleanno con tanta attesa. Era il tuo giorno, quello in cui tutti ti cercavano, ti chiamavano, ti facevano capire che eri importante. Poi i regali, la festicciola, la torta, le candeline. Tutto bellissimo. Tutto memorabile, tutto e solo tuo. Star per un giorno.
Un bel giorno di 21 anni dopo, ti svegli grande e maturo e capisci che le cose sono cambiate. Per prima cosa se il tuo compleanno nn capita di week end, devi andare a lavorare. Quella sveglia che suona allo stesso orario di tutte le mattine, ti fa capire che in realtà sta cominciando un giorno come un altro.
Poi arrivi in ufficio e ti aspetti che i tuoi compagni di stanza ti trattino diversamente, siano più buoni, siano più carini, cerchino di disturbarti il meno possibile. Ma quali caxxi?
Il tuo capo ti chiama incazzato e mentre ti difendi dalla sue pessime solite immeritate accuse, ti rendi conto che lui si è dimenticato oggi che giorno è. Mentre lo pensi ti sta un po’ più sul culo del solito e hai nel tuo retro cranio un pensiero che ti vorrebbe far dire “Guarda, brutto calzino sporco, che oggi è il mio compleanno e quindi cerca di scassare i cabasisi a qualcun altro!!!”. Chiaramente non lo fai, non è possibile,è un pensiero assurdo.
Poi ci sono i soliti stronzi colleghi, quelli con cui non vai d’accordo tutto l’anno, quelli che sembra che il giorno del tuo compleanno vogliano triturarti i maroni a tutti i costi, come fosse una missione, una ragione di vita. Poi ci sono le bad news, quelle che non ti aspetti, quelle che non avevi preventivato, quelle che quando ti squilla il telefono o ti arriva un email non penseresti mai potessero essere negative per la tua giornata.
Quest’anno il mio compleanno è andato pressappoco così. Proprio in quest’ordine. Sveglia al mattina presto, colleghi antipatici, capo stressante, stress ed isteria varia. Allora mi è venuta l’idea di scrivere un post su come IO avrei voluto il mio compleanno. Il compleanno ideale.
La mattina la sveglia non doveva neanche suonare. Il campanello era l’unico strumento di casa mia abilitato a suonare. Proprio così, il campanello della mia porta. Lo senti suonare, recuperi qualche abbigliamento di fortuna  (visto che non dormi con un pigiama sfigato bensì nudo), ti alzi e vai a vedere chi è. Guardi dallo spioncino e nn capisci. Hai troppo sonno per trovare una strategia vincente sul momento e quindi apri. Con gli occhi mezzi chiusi e la luce del tuo pianerottolo che quasi ti acceca, vedi un gran pezzo di figa! Si proprio così. Non la conosci, non sai chi è, ma capisci subito che una patatona spaziale e che è venuta a portarti qualcosa. Già ha qualcosa in mano, ma visto che ho notato con i miei 2 mezzi occhi aperti solo quanto è figa, non ho badato inizialmente al contenuto, ma ora mi concentro su cosa ha in mano. Delle rose rosse e una sacchetto.
Bello cazzo, le rose rosse un uomo come me non le riceve mai. Chi si ricorda di regalartele, nessuno! Ma se nella tua vita una volta non lo fai alla tua donna, lei  se lo legherà al dito e sarà incazzosa per qualche mese.
Mi dice “buon compleanno, ti ho portato la colazione”.

Però!!! Sti cazzi!

La faccio entrare, lei si accomoda nel mio living room e io penso che la cosa mi interessa. Sistema le rose in un vaso, lo riempie di acqua e mi fa segno con gli occhi di andare in camera da letto.  Io mi lascio prendere la mano e mi faccio portare in camera da letto. Mi adagia sul piumone ancora caldo, in 7 ore di sonno,  l’ho scaldato per bene.
Io penso tra me e me “chissa che intenzione ha sta patatona!” Lei mi dice di appoggiare la testa al cuscino. Io la seguo, guardo il soffitto, nel buio della mia stanza, e sento che il suo respiro si avvicina al mio corpo. La assecondo ancora, mi toglie il mio boxer, mi sussurra “Rilassati” e io comincio a vedere le stelle. Anzi no i pianeti, anzi le costellazioni, no no..forse vedo tutta la galassia…forse è il paradiso. Forse anche meglio.
Ritorno in cucina con lei che mi segue e do un’occhiata ai fornelli. La caffettiera è già sul fuoco, il pane è a tostare, ci sono due briosches e due pasticcini sul tavolo. Perbacco che colazione.  Chiacchieriamo del più e del meno, della giornata che mi aspetta, della bontà della briosche e di come il caffè non è ancora salito su. Si ho problemi con la moka…che palle, è con me da 12  anni e sembra proprio che mi voglia abbandonare.
Finisce la splendida colazione, mi dice che deve andare e che ci rivedremo nel pomeriggio. Io ancora incredulo la accompagno alla porta. Lei va via. Faccio una doccia, mi vesto, non ho neanche fatto la barba, l’esperienza a letto ha bruciato il tempo mattutino dedicato al radersi. Vado in ufficio.
Quatto saluti dai colleghi più vicini, apro facebook e guardo chi mi ha scritto sul Wall. Cavolini, un sacco di gente. Mi fa piacere, sono contento, mi risento bambino. È vero che quelle persone senza FB  non si sarebbero mai ricordati di farti gli auguri, ma è pur vero che avrebbero potuto, pur leggendo, non farmeli neanche. Quindi sono contento. La mia giornata lavorativa comincia.
Il proseguo della mattinata e del pomeriggio non è così diverso dalla descrizione fatta ad inizio post, quindi passo direttamente alle 18.
Mi chiama, la donna dei sogni, quella bellissima della mattinata, quella che mi ha portato le rose, mi dice “quando sei a casa tua mandami un sms.” Io la assecondo. Lo faccio con piacere.
Arrivo a casa e dopo qualche minuto me la trovo dentro casa con un catering degno del miglior aperitivo milanese. Si proprio così, si fa l’ape da me. Gli stuzzichini ci sono, sono nel forno pronti ad essere sgranocchiati, vedo una  bottiglia di Moet Chandon,  due bicchieri ghiacciati da flute e lei che mi chiede “lo apri tu?”
L’aperitivo è  carino, è informale, piacevole, mi racconta che mi porterà in un posto particolare sta sera. Io mangio il quarto stuzzichino e buttò giù champagne come fosse acqua minerale. Comincio ad essere un po’ allegro. Si fanno le 20, è ora di andare. Non ci crederai ma mi ha di nuovo portato in camera…non credevo si potesse andare al paradiso due volte nello stesso giorno. Ma così è stato.
Mentre mi indica la strada penso dove mi stia portando, mi chiedo se mi piacerà o se nn sarà l’ennesimo compleanno dove mi sono rotto i marron glace.
Arriviamo. Mi ha portato a teatro, oggi c’è un cabarettista che a me piace molto, sapevo che doveva venire a Milano ma non credevo ci fosse proprio oggi. Ci accomodiamo, il teatro è gremito, e io la guardo come a dirle “Minkia come facevi a saperlo che a me lui piace tanto?”.
Lo spettacolo è lungo, rido molto, lei pure,  proprio un compleanno diverso. Lasciamo il teatro che è già passata la mezzanotte e sento un misto di fame e sonno che avanza. Lei ha prenotato un ristorante con cucina aperta fino all’1, bella idea ma io noto con la coda dell’occhio un ristorante jappo molto carino. La convinco ad entrare e consumiamo un sushi e sashimi rapido che mi sazia ma che mi lascia leggero. Sto già pensando che il clou della serata deve ancora arrivare.
È da poco passata l’1 di notte e stiamo per entrare a casa mia. C’è un leggero freddino, la casa è ben riscaldata ma chiaramente le temperature invernali di quest’anno chiedono un refresh del caldo. Così lascio partire un pò di aria bollente in camera , voglio restare sul letto con meno vestiti addosso possibili, soprattutto voglio che lo faccia lei.
Si presenta con un baby doll strepitoso, la sto ancora guardando per bene, quando si accomoda accanto a me. Scelgo un cd di quelli perfetti, penso a George Michael, poi a Sade, poi alla fine la scelta ricade su un MTV Umplugged, ottimo. Spengo le luci, ci sono solo candele sparse per la camera ad illuminare. Ottimo, perfetto, che lo show inizi.
Notte incredibile, momenti pazzeschi, cose indescrivibili. Mi sveglio alle 6 del mattino, guardo le candele ormai tutte sciolte e il cd che ha ripreso ad andare per la terza volta. Lei è accanto a me, dorme, è bellissima, vorrei che non andasse mai via, la accarezzo e le sussurro un “grazie” che neanche la disturba.
Mi guardo intorno mentre penso che mi voglio addormentare nuovamente , facendo ciò dico a me stesso

“Ecco, io lo avrei voluto proprio così il mio compleanno”!!!

Il peggiore


LA RUBRICA DI ENRY!

10 dicembre, 2008

ENERGIA E MUSICA
Continuiamo a parlare di musica.
Normalmente voi dove sentite musica? Nel salone di casa? In macchina? Nella vostra camera? In ufficio? Oppure ovunque capiti? Io ho passato un lungo periodo durante il quale non mi toglievo gli auricolari di dosso, li avevo collegati al lettore MP3 per andare e tornare dal lavoro ed in ufficio li collegavo al mio PC, quasi 11 ore di musica al giorno, poi ho smesso, sopratutto perché per la maggior parte del tempo era diventata più una distrazione, quasi un rumore di sottofondo che mi distraeva dalla mia triste situazione di passeggero dei mezzi pubblici di Milano o dall’ancor più triste situazione di impiegato.
Io la musica preferisco ascoltarla bene, proprio per questo la cosa che adoro è sentire i miei CD preferiti in macchina da solo, con nessuno che ti distrae, finestrini chiusi e con il volume al limite della sopportabilità, è grandioso sentire i bassi che ti percuotono il petto, penso che un buon pezzo metal sentito così ti faccia passare davvero tutto lo stress della giornata, almeno per me funziona così, provateci.
Fra i gruppi che più mi piace “spararmi in macchina” ci sono i Rage Against The Machine (RATM), e vorrei parlarvene, ovviamente ribadisco che non ho le capacità per fare il critico, quindi mi limiterò ad esprimere il mio punto di vista sperando di riuscire a stuzzicare la curiosità di qualcuno che non ha mai sentito questa band.
I RATM sono stati fra i gruppi statunitensi più originali che abbiano calcato le scene internazionali, hanno uno stile che all’epoca era totalmente innovativo, una Rap/Metal/HardCor/Crossover, non so precisamente quale classificazione utilizzare per descrivere il loro genere di musica, sono dell’opinione che sia meglio ascoltarla la musica piuttosto che descriverla, posso sicuramente dire che la loro musica è pura energia, li ascolti e non riesci a stare fermo, ti danno letteralmente la carica, quando capita mi piace parecchio ascoltarli appena mi sveglio la mattina.
I RATM, oltre ad essere bravi musicisti, sono stati socialmente e politicamente impegnati grazie soprattutto all’apporto dato dal loro cantante e leader Zack de la Rocha. I loro pezzi sono dei veri slogan di protesta contro lo strapotere corrotto della politica e dei potenti, esortano a reagire, a ribellarsi, ad aprire gli occhi e a vedere (la traduzione del loro nome è appunto: “Ribellarsi contro la macchina”). Devo dire che anche se li trovo eccessivamente schierati non posso negare di essere concorde con molte delle loro idee, in quanto sono ideali di libertà e di tolleranza che spero siano condivisi da chiunque a prescindere dall’ideologia politica condivisa.
Lascio immaginare come un gruppo rock “comunista” sia stato trattato negli USA, ma nonostante tutto i RATM son riusciti, nel loro piccolo, a rompere le scatole alla “macchina”, si son fatti sentire con i loro concerti, con le loro proteste e con i loro video di denuncia, tra l’altro son riusciti anche a farsi arrestare, a tal proposito consiglio di vedere il video di “Sleep now in the fire” tratto dall’album “The Battle of Los Angeles”, video che riassume un po’ tutti questi aspetti della loro attività:
In tutto i RATM hanno inciso 4 album, tutti da ascoltare, dopodiché si sono separati, per divergenze di opinioni artistiche, di recente si sono riuniti ed hanno anche fatto un nuovo tour mondiale, ora la mia speranza è che tornino a produrre nuova “energia” quanto prima.
Giusto un’appunto, come ho scritto sopra, i RATM sono davvero bravi musicisti, forse sopra tutti è famoso il chitarrista Tom Morello che ha creato un suo stile unico, attualmente molto imitato anche da altri chitarristi, con riff punk/metal ed un sound quasi Hip-Hop, ottenuto utilizzando tutti gli effetti della sua chitarra, il risultato è davvero particolare.
Per chi volesse conoscere meglio la band consiglio di iniziare ascoltando uno qualsiasi dei loro pezzi, sono tutti eccellenti, nel frattempo qui propongo la traduzione di “People Of The Sun” tratta dall’album “Evil Empire” del 1996, notare come il nome dell’album rappresenti già di per se una protesta contro il governo degli USA.
People Of The Sun[1]

Si popolo, andiamo

Si, meglio che alziamo il basso per questa qua.
Controlla, poiché fin dal 1516 le menti sono
attaccate e sorvegliate
ora strisciano fra le rovine di questo sogno vuoto.
Coi loro limiti e i loro stivali sopra di noi
girando manopole sul terreno delle loro metropoli
tossiche.
Ma come otterrai ciò di cui hai bisogno?
I mangiatori di budella, inzuppati di sangue diventano
ripugnanti come il tetano.
Quando il quinto sole[2] tramonta, rievoca
lo spirito di Cuahtemoc[3] vivo e indomato,
ora affronta il funk a tutto volume, tu che parli, di
quel Maya, mexica
quell’avvoltoio è venuto per provare a rubare il tuo nome
ma ora hai un fucile.
Si questo è per il popolo del sole.

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando ancora da queste parti! Uh!

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando ancora da queste parti! Uh!

Non dimenticare mai che la frusta ti ha morso ancora
la tua spina dorsale si è incrinata per il tabacco,
oh, sono l’uomo Marlboro.
Il nostro passato che esplode fra i versi.
Brigate di taxi che girano per Broadway come carri funebri.
Truppe che si tolgono zoot suit[4], colpi di nebbia rossa,
sangue di marinai in coperta, su sorella, resisti
dall’era del terrore, controlla queste lenti fotografiche
ora la città degli angeli fa la pulizia etnica
uh, teste che vanno su e giù alla musica funk, a te
che parli, di quel Maya, Mexica
quell’avvoltoio è venuto per provare a rubare il tuo nome
ma ora che hai trovato un fucile, sei la storia,
questa è per il popolo del sole.

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando ancora da queste parti! Si!

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando ancora da queste parti!

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando ancora da queste parti!

Sta tornando ancora da queste parti!
Questa è per il popolo del sole!
Sta tornando da queste parti!
Del sole.
[1] Gli Aztechi sono definiti “il popolo del sole” in quanto veneravano particolarmente il culto del loro dio Sole.
[2] Per gli Aztechi la storia antica dell’umanità era suddivisa in quattro età, ognuna caratterizzata dall’ascesa di un dio sole, alla fine di ogni età la razza umana veniva completamente distrutta. Quella in cui vivevano gli Aztechi, che sarebbe quella in cui viviamo noi oggi, sarebbe l’età del Quinto Sole.
[3] Cuauhtémoc fu l’undicesimo e ultimo sovrano azteco, famoso perché difese fino allo stremo il suo regno dall’avanzata spagnola, cercando inutilmente di respingere l’offensiva del condottiero spagnolo Cortés.
[4] Zoot Suit era un abito da uomo, di moda negli anni trenta/quaranta, caratterizzato da giacca lunga e larga con spalle imbottite e pantaloni affusolati a vita alta.

Ora vi lascio e ricordatevi che la musica fa parte della nostra vita, anzi la musica è vita, la prima forma di musica che percepiamo è il battito cardiaco di nostra madre, cosa c’è di più vitale di questo.

EnryKotter


DON’T BELIEVE IN LOVE – DIDO

4 novembre, 2008

Questa sera non me la sento di commentare, non me la sento di farvi riflettere, non me la sento di creare. Sta sera lascio a voi il comando!

La mia testa è stanca, un pò in bad mood, ma è ancora vogliosa di provare delle sensazioni, di godersi qualche minuto buono della giornata, di credere che si sta bene anche quando pensi che non è così. Così vi dedico questa canzone, so che avete anche voi voglia di stare bene qualche minuto, di pensare qualcosa di diverso, di pensare con questa canzone a qualcuno, o ricordarvi qualcuno o qualcosa che questa canzone vi suscita.

Quanto a me, oggi sono geloso dei miei pensieri, condivido il momento ma non loro, scusatemi…ma lo sapete…sono il peggiore.

DIDO – DON’T BELIEVE IN LOVE


I wanna go to bed with arms around me
But wake up on my own
Pretend that I’m still sleeping
Til’ you go home

Voglio andare a dormire con un paio di braccia intorno a me
ma svegliarmi da sola
Far finta di essere ancora addormentata
finché non sarai andato a casa

Oh I can’t look at you this morning
I should probably have a sign
That says ‘Leave right now or quicker’
You’ve overstayed your time

Oh, non posso guardarti stamattina
dovrei probabilmente avere un cartello
che dica “vattene ora, prima che puoi”
Sei stato qui più del dovuto

If I don’t believe in love nothing will last for me
If I don’t believe in love nothing is safe for me
When I don’t believe in love you’re too close to me
And that’s why you have to leave

Se non credo nell’amore, niente durerà per me
se non credo nell’amore, niente è sicuro per me
Quando non credo nell’amore tu mi sei troppo vicino
ed è per questo che te ne devi andare

Maybe I slept peaceful on your shoulder
Your arm warm around my side
But it’s different now, it’s morning
And I can’t face your smile

Magari ho dormito beatamente sulla tua spalla
Il tuo braccio, caldo, attorno al mio fianco
Ma ora è diverso, è mattina
E non posso affrontare il tuo sorriso

The second that I feel your safe hands
Reaching out for mine
I slip away and out of sight
You’ve overstayed your time
Nel momento in cui sento le tue mani sicure
che prendono le mie
scivolo via, lontana dalla vista
Sei stato qui più del dovuto

If I don’t believe in love nothing is good for me
If I don’t believe in love nothing will last for me
When I don’t believe in love nothing is new for me
Nothing is wrong for me
And nothing is real for me

Se non credo nell’amore, niente va bene per me
se non credo nell’amore, niente durerà per me
Quando non credo nell’amore niente mi è nuovo
Niente per me è sbagliato
E niente per me è reale

When I don’t believe in love why do you care for me?
When I don’t believe in love nothing is real for me
If I don’t believe in love you’re getting to close to me
And that’s why you have to leave
And that’s why you have to leave

Quando non credo nell’amore perché mi vuoi bene?
Quando non credo nell’amore niente per me è reale
Se non credo nell’amore, ti stai avvicinando troppo a me
Ed è per questo che te ne devi andare
Ed è per questo che te ne devi andare

If I don’t believe in love
If I don’t believe in love
If I don’t believe in love
Nothing is left for me
If I don’t believe in love

Se non credo nell’amore (x3)
Non è rimasto niente per me
Se non credo nell’amore
Tu sei troppo per me
You’re too good for me


IL PEGGIORE ROMANTICO!

30 ottobre, 2008

Ciao amici,

lo so, vi trascuro! Sono dispiaciutissimo, ma nell’azienda “famigerata” in cui lavoro, mi stanno facendo skiattare e quindi avere la mente serena, rilassata e creativa per scrivere le mie solite cagate, è veramente difficile.

Da qualche giorno mi chiedo con che post tornare, ho tante cose in testa, forse pure troppe, vorrei scrivere sempre qualcosa che vi faccia riflettere, che vi dia un messaggio, e devo ammettere che in questo periodo dovrei prima riflettere bene io…prima di dare a voi un vero spunto! Così sta volta delego i miei pensieri ad una canzone che mi ha colpito. La canzone in questione è l’ultimo singolo dei NEGRITA – CHE RUMORE FA LA FELICITA’.

Chi mi conosce lo sa che non sono uno che si abbandona spesso a sentimentalismi, a smancerie, ogni tanto sono stato accusato di essere arido ma credo di essere solo una persona che esternalizza i suoi sentimenti solo quando è nella situazione giusta con la persona giusta.

Questo è il video della canzone e sotto vi riporto il testo.

CHE RUMORE FA LA FELICITÀ

Che rumore fa la felicità.
Come opposti che si attraggono,
come amanti che si abbracciano.

Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene,

Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.

Che rumore fa la felicità

Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri

e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.

Che rumore fa la felicità

Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.

Che rumore fa la felicità.

Due molecole che sbattono
come mosche in un barattolo
con le ali ferme senza vento
bestemmiando al firmamento.

Mentre il senso delle cose muta
ed ogni sicurezza è ormai scaduta
appassisce lentamente
la coscienza della gente.

Che rumore fa la felicità.

Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città
che fingono di essere rifugio per le anime.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.

Che rumore fa la felicità

Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.

Dove sei ora?
Come stai ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei?
Dove sei ora?
Come sei ora?
Cosa sei ora?
Cosa sei… cosa sei? ma…

Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma è fuoco nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme a te … a te.

Il ritornello di questa canzone mi ha veramente colpito, sembra un inno rivolto a chi vuole vivere la propria vita con la persona amata, con quella scelta, desiderata e conquistata, attraverso quelle che sono le situazioni a volte piacevoli a volte meno della vita. Anche a costo di essere melodrammatico, non pensate che siano frasi bellissime? Non pensate che rispecchi esattamente quello che si dovrebbe pensare quando si decide di passare la vita con qualcuno? Certo la cosa ridicola che a far notare queste cose sia io!!! Uno che veramente avrà pensato un paio di volte nella sua vita a tutte questo…ma solo per qualche minuto :-) . Concludo con arroganza, come mio solito, che vi aspettavate…consiglio a chiunque stia vivendo ora questo momento così particolare nella sua vita, di segnarsi queste parole, metterle in bella copia e leggerle alla persona che ama…forse tante cose saranno più chiare, forse tanti dubbi svaniranno, forse vi garantiranno una grande serata…ma fatelo, non abbiate paura. Quanto a me, penso di aver scritto anche troppo su come la penso e come la vivo io….cosa vi aspettavate, dal peggiore???


STORIE DI AZIENDE!!!

1 ottobre, 2008

Ciao boys&gilr, come vi butta?

Lo so, vi ho un pò trascurato! Mi stanno facendo lavorare come un disgraziato, così la sera non sono spumeggiante per raccontarvi qualcosa di nuovo. E di cose da dire ne ho…fidatevi!

Oggi, ad esempio, vi devo troppo raccontare la mia giornata lavorativa.

La maggior parte delle persone che parlano del loro lavoro, si atteggiano sempre di fare cose fighe, di occuparsi di cose importanti, di essere dei grandi manager…io invece mi sento sempre un pò uno scoglionato, uno che non fa niente di chè, che forse si è un pò bruciato, che potrebbe fare di più e che soprattutto potrebbe guadagnare di più!!! ok sono di parte. Ma vi spiego meglio.

Gli azionisti di maggioranza della mia azienda, ci stanno offrendo una opportunità importante di portare un grande prodotto in Italia per la nostra offerta. Non posso dare più informazioni, ma io oggi avevo una riunione con questi super top manager su questo tema.

Così, dopo una settimana di lavoro in cui avevo convocato la riunione, mi ero preoccupato che tutti avessero un’agenda aggiornata, aver concordato chi faceva cosa, prodotto una trentinta di slide, pensavo sta mattina di stare a sentire sti super top manager e magari se ci fosse stato opportunità, cercare di dire qualcosa di intelligente. E invece che succede? Per un problema logistico, il mio capo mi chiede, mentre lui presenta le slides, di premere il tasto del pc per fare scorrere a suo comando le slides. Avete capito bene, ho fatto la valletta…anzi il valletto!

Mentre ero lì che cercavo di ascoltare la spiegazione delle slides, mi chiedevo se aveva avuto in qualche modo senso quello che avevo fatto nella mia vita. O meglio pensavo, cavoli ti sei laureato in corso nell’Università più prestigiosa d’Italia, sei stato una scheggia a cominciare a lavorare, hai investito un fottio di soldi (11 anni di affitti pagati e non solo) e alla fine a 30 anni sei messo lì a premere un pulsante a comando!!! Roba da pazzi. :-)

Lo so che qualcuno starà pensando…che sono il solito ingrato, il solito convinto, montato che si sente chissà chi o cosa. Beh forse avete ragione…ma io quando ero lì in piedi, in splendida camicia bianca inamidata, cravatta azzurra forza napoli con vele bianche, capello perfetto, bello come il sole….ghignavo dentro di me pensando che avevo proprio un ruolo da cazzone!!!

Vabbe, so che nella vita bisogna fare la gavetta, lo so che occorre essere umili ma la verità è che a volte uno pensa che se invece di studiare avessi imparato un mestiere (che so l’idraulico, il falegname, ecc)…forse oggi le ma passerei meglio; ma che sia chiaro, non rimpiango niente…solo mi faccio un pò di risate tra me e me.

Poi chiaramente, avrò qualche collega che avrà pensato o starà pensando che invece mi hanno dato una grandissima opportunità e che dovrei sempre ringraziare il cielo, visto che sono uno come tanti…forse avrà anche ragione lui…ma io mi sentivo un vero ma vero cazzone…e anche ora scrivendo…me la sto gignando.

il peggiore sarcastico ma divertito dalle sue vicissitudini


CINICO o ZERBINO???

2 settembre, 2008

Cominciamo subito con un post bomba. Niente petting, niente preamboli, niente argomenti light…andiamo subito al sodo…roba forte!

Ho sentito un pò di amici UOMINI al rientro dalle vacanze, e mi sono convinto a scrivere un post che una volta tanto ci difendesse…a noi POVERI maschietti. Tutto nasce dal fatto che sono stato accusato (amichevolmente) per tutta l’estate (da amici e amiche per fortuna) di essere una persona che parla dei rapporti di coppia in maniera cinica, che si abbandona poco a smancerie, troppo spesso fredda e distaccata…pur essendo fiero di essere un uomo del sud…quindi dotato del cosidetto “mucho calor”.

Qui però dobbiamo, cari amici ma soprattutto amiche, fare chiarezza. Alla maggior parte dei tavoli dove sono sedute donne (dai 25 in su) sento sempre parlare di ragazzi (uomini) stronzi, incapaci di crescere, ammalati della sindrome “Briatore”, incapaci di costruire qualcosa, forse più innamorati della propria squadra di calcio che della propria fidanzata. Ma al di là di massacrarli di insulti e bestemmie, vi siete mai chieste…come siete voi? Aspettate a rispondere…vi faccio qualche esempio.

Un mio amico conosce una ragazza 1 mese prima delle ferie. Escono insieme un paio di volte, lui le va dietro palesemente, le serate sono belle e intense e lei è contenta di loro due. Poi ognuno parte per le ferie, lei torna a casa sua, lui va in un paese esotico. Ergo, lui si potrebbe fare il mondo, lei teoricamente torna dagli amici di sempre. Tutti si aspettano che lui nn si faccia sentire per 3 sett, o che almeno sia freddo e distaccato…chiaramente in vacanza uno tende a farsi i fatti propri (e non solo quelli). Invece no! Lui vorrebbe scriverle con una certa regolarità e magari chiamarla anche qualche volta. Uno direbbe tutto a posto…invece sapete cosa ha fatto lei? Gli ha detto che in ferie vuole staccare il cervello, vuole riposarsi, non vuole essere rotta i coxxxoni, così non voleva nessuna forma di comunicazione (parliamo di qualche sms…) e così ha fatto. Non lo ha cagato per quasi un mese, sapendo che tanto lui è cotto di lei e che sarebbe rimasto lì ad aspettarla! Oggi lui si chiede come ribaltare la cosa e spera che lei si interessi a lui nuovamente.

Ma aspettate…c’è di peggio!

Un altro amico conosce una ragazza un paio di settimane prima delle ferie. Invito a colazione come primo appuntamento, pranzano insieme come secondo, carini e dolci al punto giusto (lui lo conosco da una vita, è uno tutto di un pezzo, tirchio anche di commenti positivi per la sua squadra del cuore). Bè si arriva alle ferie, c’è il primo bacio proprio alla partenza…poi sms carinissimi, tramonti spettacolari condivisi, qualche chiamata e già i primi appuntamenti fissati per il rientro dalle ferie. Tutto sembra andare via liscio, lui per la prima volta (mi confessa) crede di aver trovato una persona veramente interessante, qualcuno con cui costruire qualcosa. Tornano dalle ferie, c’è la prima cena, la prima notte insieme (lui mi dice feeling spettacolare) a cui ne segue subito un altra alla stessa stregua.  Si danno appuntamento per una altra nottata da lei un paio di giorni dopo. Beh lui esce quella sera con amici prima di andare da lei, va in un locale, e la trova ubriaca marcia che si limona uno conosciuto qualche ora prima!!! Non male no? Lei è tanto ubriaca che neanche lo riconosce, se ne va a casa. Lui la richiama, lei gli dice che è sbronzizzima e che si sente male…se può raggiungerla a casa sua ad aiutarla. Lui, pur essendo incazzato come un puma lo fa. Arriva sotto casa sua e cosa succede??? Lei non risponde al citofono, al cellulare, alle grida dal balcone…per almeno mezz’ora. Ma sarà veramente a casa sua? Lui, sono le 3 di notte, decide di andare via. Ma non è finita.

Lui fa silenzio, dopo 2 giorni, lei lo invita a passare una giornata insieme, pranzando a casa sua. Come se niente fosse. Lui mi racconta che vorrebbe andare lì e ribaltarla, o peggio ancora, “passarci” la giornata e poi mandarla a cagare. Invece va lì, le chiede cosa è successo quella sera, le da una possibilità (fidatevi, io lo conosco…non è da lui un comportamento del genere) magari qualcosa che può salvare il tutto può ancora succedere. Come se ci fossero spiegazioni razionali a quello che è successo. Invece quando lui comincia a raccontare quello che ha visto…lei risponde con un laconico “NON ME LO RICORDO” ero troppo ubriaca.  Sapete che ha fatto lui? E’ andato via! Umiliato due volte e per lo più preso sonoramente per il culx.  Dopo qualche giorno, mi racconta sta mattina, lei fa pure quella offesa (a quanto pare avrebbe preferito una reazione più da terrone sbraitante che una composta ed educata) e lui invece si chiede il perchè sia ancora lì ad aspettare chissà cosa.

Quello che voglio dire con questo post, è che non tutte le donne sono stronze o addirittura vacche. Non che tutte se ne approfittino quando si rendono conto di avere davanti un ragazzo che veramente è interessato a loro. Ma neanche tutti i maschi sono delle schifezze. Io credo che a nessuno piace essere messo sotto per amore, piace stare in attesa di un sms, di una email, di una chiamata che voglia significare comunichiamo, conosciamoci, cresciamo, confrontiamoci, vediamo se si può fare. Ma la linea di confine tra l’essere stronzi e distaccati (cinici magari) rispetto ad essere dei zerbini, alla mercè dell’ultima bella di turno…è veramente sottile.
Forse la verità sta nel fatto che nemmeno voi sapete cosa volete, lo volete romantico ma maschio, carino ma tenebroso, interessante ma che vi sappia ascoltare. Ma ribadisco ancora una volta, mettetevi in discussione! L’uomo non capisce fondamentalmente tanto, e quel poco che capisce lo modificate ogni 3 giorni! Ve ne eravate mai accorte?

Comunque concludo tornando a fare il maschietto, ammettendo di non avere particolari consigli o risposte da dare, credo solo che questa sia la parte più complicata di un rapporto tra 2 persone, soprattutto all’inizio. Quindi amiche…smettetela di parlare sempre male di noi, ci sono un sacco di vostre colleghe che sono delle vere………………ma magari voi siete cosi solidali…che le stimate pure!!!!

Il peggiore


SONO IL PRINCIPE DELLA GAFFE!!!

4 agosto, 2008

Ormai ho un repertorio degno di una campione olimpico!!! Sono quasi preoccupato, ne faccio in continuazione. A cosa mi riferisco? Alle GAFFE!!!

Diciamo che qualche volta nella mia vita ne ho fatta qualcuna. Ma forse anche più di una, ma ormai, forse perchè ci sto attento, forse perchè sono sempre più grosse…mi sono accorto che ne faccio un casino!

Portiamo delle prove a confermare questo ragionamento.

Qualche tempo fa faccio un week end in barca a vela con il mio amico “il temporeggiatore”, la sua donna e 6 persone mai viste prima. Arrivato per primo il venerdì pomeriggio, trovo già a bordo lo skipper, un ragazzo della mia età di nome PIPPO! Ci conosciamo, persona molto simpatica e gradevole e dopo poco entriamo subito in confidenza…così da eliminare i primi tentennamenti e prendersi e dire le prime minkiate. Nel giro di un oretta arrivano le altre 8 persone che formano l’equipaggio. Per non diventare troppo prolisso, butto giù un elenco di cose dette da venerdì ore 20 fino alla domenica ore 18. Poche ore…ma il PRINCIPE non è uno qualunque!

1) venerdì ore 19.30=> Dialogo in barca tra me e PIPPO a proposito della Liguria. Io esordisco “Odio la Liguria e i liguri, prima o poi spero che arrivi uno tzunami a spazzarla via! Pippo, tu hai parenti in Liguria?” Pippo a botta “No, niente di particolare, mia mamma è di GENOVA” :-(

2) chiaccherando la sera a cena tutti insiemi, parliamo della barca a vela che io e il temporeggiatore stiamo organizzando per quest’estate; si cercano donne e io mi rivolgo con eleganza vs la donna del temporeggiatore “CRI, ma non possiamo chiedere di venire a quelle tre ninfomani delle tue amiche che sono single???” Pippo incalza nei confronti di CRI dicendo “Ma si riferisce ad Alessandra?”; Cri sbiancata” SI, Pippo, anche a lei”…guardando me sussurra “Alessandra è la ex di PIPPO”!!!!! :-(

3) la mattina seguente siamo a colazione, momento da affrontare sempre con un pò di musica in sottofondo, io iperattivo scendo in dinette e chiedo a PIPPO dove sono i CD, lui mi dice di scegliere quello che preferisco. Torno su dopo 10 minuti, con una musica alquanto inaccettabile, così un pò in coro mi chiedono “come mai hai scelto questo CD”; e io incalzo di fronte alla nuova fidanzata di PIPPO, “Beh c’erano solo cd con su scritto, BEST per ALEX, SOUND per ALEX…ma chi caxxo è sto Alex???; la donna di PIPPO allora mi guarda sconsolata dicendo “Alex è la ex di PIPPO” !!!! :-(

4) A cena stiamo aspettando di prendere un tavolo al ristorante, quando mi accordo che stiamo sostando davanti ad una chiesa. Mi avventuro in un discorso sulla credo religioso e sul fatto che io lavori in un luogo dove siano presenti moltissime persone di un certo gruppo religioso molto attivista…spiegando che tutto questo fanatismo mi ha quasi portato al distacco dalla Chiesa. La povera Cri sconsolata mi guarda e sussurrando mi dice “PIPPO viene da una famiglia molto cattolica e anche lui pratica moltissimo” :-(

5) durante la cena non mi arrendo, e continuo a dettare legge! Pippo parla di una vacanza fatta con la sua attuale donna in tenda e io irrompo come neanche il miglior Paolo Montero contro Totti dicendo a lei “Ma digli a sto barbone di portarti in un bell’albergo invece che in tenda…che è da ROM”, sapete che mi ha risposto lei? …”A me piace moltissimo andare in tenda!” :(

6) l’indomani decisi di stare un pò zitto, ma alla fine la stoffa del campione non tardò ad uscire; uno dei ragazzi dell’equipaggio stava legando una cima della scaletta; un pò bassino, un pò tracognotto, con la sigaretta in bocca…a guardarlo dopo una decina di minuti…gli dissi” ma sai che sembri proprio un installatore?” cade il gelo sulla barca…indovinate che mestiere fa sto ragazzo??? Installa caldaie :-(

Vedete queste cose mi dovrebbero insegnare a stare zitto e lasciar parlare la gente…ma alla fine mi rendo conto che sono un vero campione…

…questo week end sono stato al mare con la mia sorellina che di mestiere fa la veterinaria. Ha ricevuto in 3 giorni una ventina di telefonate da una sua cliente per uno yorkshire che non stava bene. Questa tipa ha talmente stressato che ieri notte mia sorella è andata a visitare il cane, sta mattina alle 8 nuovamente. Io dopo pranzo le mando un sms baldanzoso dicendo “sto caxxo di cane alla fine se l’è fatto il viaggio?”…con chiaro sfondo ironico…mia sorella risponde via sms “Si, è morto oggi alle 10.30″!!!!

MAMMA MIA…devo solo stare zitto!!!!


LA BOXE…LA NOBILE ARTE

2 agosto, 2008

[Il pugilato (o boxe, dal termine inglese boxing) è un'arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la "nobile arte", in cui escono le caratteristiche migliori dell'uomo: il coraggio, la forza, l'intelligenza.] tratto da WIkipedia

Come qualcuno sa, quest’anno, ho deciso di smetterla con la solita palestra, i soliti thermarium, le solite super fighe che ti si allenano davanti e i superbabbi che ci sbavano dietro. Ero stanco di correre mentre guardavo la TV, di alienarmi in un allenamento che sembra sempre uguale e di non avere nessun percorso di crescita particolare. Il mio sport preferito, si sa bene qual’è, ma purtroppo praticarlo già una volta al week end…è cosa ardua.

Così mi sono guardato in giro. Volevo fare qualche sport degno di essere chiamato tale…e guarda e riguarda decido di andare a fare una lezione di prova di pugilato presso la palestra “Alex Club” di Milano. Il posto è fetido. Tu dirai “ma che ti aspetti per fare pugilato?”Io rispondo “ho capito! ma questo è proprio uno schifo”. Non voglio esagerare con le descrizioni, ma riporto solo un particolare…a terra in tutta la palestra, c’è la moquette!…Cosa altro aggiungere. Credo che a breve aprirà negli spogliatoi un Valtur dedicato agli acari presenti :-)

Se il posto è quello che é, i due allenatori sono strepitosi. Due fratelli, Domenico e Giuseppe Virton from Galliate (NO). La cosa che mi ha subito colpito, è stata la cura dei particolari che mettevono fin dal primissimo allenamento. Niente di approssimato o tanto per farlo. Sai fai una lezione di prova, magari non ti presenti più, non hai anora cacciato un euro…ma a sti due non interessa.

Domenico, il fratello maggiore, è stato dilettante per anni.Ha vinto una serie di titoli a livello italiano e devo dire che a prima vista non gli avrei dato troppi euri! Poi l’ho visto una volta in video e dal vivo…e cavoli, sono rimasto sconvolto. La rapidità, l’eleganza, la precisione dei movimenti si vedeva che non erano frutti di qualche allenamento…ma bensì di accurato lavoro. Ogni volta che facciamo le cosidette “passate” (io cerco di dare cazzotti e lui li para con degli appositi guantoni), io ne becco una cifra :-)

Ad Ottobre diventerà papà…super in bocca al lupo.

Giuseppe, è il classico che ha sempre la faccia incazzata, quello che sembra sempre pronto per litigare, quasi una faccia più arrogante della mia…ho detto tutto. In realtà è un simpaticone, ma soprattutto uno che ci tiene a trasmetterti il messaggio giusto, a correggerti l’errore, a farti crescere. Poi è troppo interista…è questo lo rovina.

Io sicuramente non sono uno che ne capisce di boxe, lo faccio da 6 mesi, e diciamolo, cominciare questo sport a 30 anni, non è sicuramente il massimo della vita, ma una cosa è certa, questi ragazzi me lo stanno facendo amare e guardando chi si allena con me, lo stanno facendo con tutti gli altri partecipanti.

In un mondo agonistico dove ormai la professionalità e le competenze sono sempre di più merce rara, o altresì molto costosa, credo che questi due ragazzi meritano assolutamente un post nel mio blog.

ilpeggiore


LA RUBRICA DI ENRY! (introduzione)

27 maggio, 2008

Devo dire che oggi sono veramente contento. Le mie parole (vi assicuro tante) stanno cominciando a fare breccia. Vi spiego meglio.

Da quando ho aperto questo blog, ho rotto le palle a morte ai miei colleghi in ufficio, per invogliarli a ritagliarsi una rubrica all’interno dello stesso blog.

Piano piano ci sto riuscendo.

Il principe di Cologno ha una subrubrica dentro il post delle scommesse del venerdì e speriamo a tendere di utilizzare la sua pluriennale esperienza alla snai per aprire un vero e proprio magazine al riguardo e oggi EnryKotter, oggetto proibito dell’ala sud della nostra azienda…si è deciso. Mi ha inviato un post tutto suo.

E io lo pubblico!

Così, vi invito a leggerlo tutto di un fiato. Io lo copierò nel prossimo post per filo e per segno. Non cambierò una virgola. Perchè l’espressione all’interno di questo blog è cosi…totalmente libera! Senza censure o correzioni.

Buona Lettura.


LA RUBRICA DI ENRY!

27 maggio, 2008

Il cui presente ilpeggiore mi ha lanciato una velata critica, che tanto velata non era e che, a dirla tutta, non era neanche una critica, sulla mia scarsa attitudine nel riuscire a ritagliarmi, all’interno del suo sempre più gettonato blog, una mia sottorubrica, così come ci è riuscito il suo pupillo “il principe di Cologno”.

Dato che sono permaloso, ho ben pensato di proporgli il seguente post.

La cosa che per il momento ho visto totalmente assente in questo giovane blog, è la parte dedicata alla musica.

Ilpeggiore sostiene di non essere un intenditore di musica, e quindi preferisce evitare l’argomento, però questo è un blog, e a parer mio non è necessario essere esperti in qualcosa, basta dare il proprio punto di vista, per permettere il reciproco scambio di informazioni/idee.

Non ho la minima pretesa di voler fare il critico musicale, non ne avrei le capacità, ma sono un grande estimatore della musica, di qualsiasi genere, pop, elettronica, jazz, classica, anche se sono appassionato di metal e odio la R.&B., in ogni caso per me la musica, qualunque essa sia, deve essere sempre presente nella giornata di ognuno, il mio motto è: “musica sempre e dovunque”.

La musica non deve essere capita, la musica fa parte di noi, una canzone può servire per ricordare, una vacanza o un evento felice, per dimenticare, magari una giornata lavorativa particolarmente stressante, con la musica ci divertiamo e riusciamo a socializzare o, di contro, riusciamo ad isolarci.

Non è importante la canzone in se o il motivo per cui è stata scritta o l’artista che l’ha ideata o l’arrangiamento musicale, la cosa importante è di natura prettamente personale, è quello che ci trasmette, il che può essere un sentimento qualsiasi, uno spunto di riflessione o, come nel mio caso, una bella carica di energia.

Una canzone che a mio parere può trasmettere tutto questo è “One”, canzone dei Metallica, tratta dall’album “…And Justice For All (1988) “, per chi volesse vedere il video, lo riporto qui sotto.

“One”, diversamente dall’omonima canzone degli U2, è stata composta traendo ispirazione dal romanzo pacifista di Dalton Trumbo “E Johnny prese il fucile”, in cui si racconta l’allucinante condizione di un soldato della I guerra mondiale rimasto muto, sordo, cieco e privo di braccia e gambe al seguito di un’esplosione, sul romanzo non posso esprimere opinioni, ma il film che ne hanno tratto è molto intenso e permette di immedesimarsi nella condizione di rabbia, angoscia e impotenza del personaggio, insomma è da vedere.

Come ho scritto sopra la cosa importante di una canzone è quello che trasmette, a tal fine oltre che ascoltare il brano, consiglio di leggere anche la traduzione del testo, che riposto qui sotto…voi come avreste reagito nelle stesse condizioni di Johnny?

“ONE”

Non riesco a ricordare nulla

Non posso dire se ciò è vero o è un sogno

Dal profondo mi vien voglia di gridare

Questo terribile silenzio mi ferma

Adesso che la guerra ha finito con me

Mi sto svegliando, non riesco a vedere

Che non è rimasto molto di me

Niente è reale adesso se non il dolore

Trattengo il respiro come speravo in caso di morte

Oh per favore, Dio, svegliami

Indietro nel gembo è molto più reale

Nei battiti vitali che devo sentire

Ma non sono impaziente di venire a conoscenza del futuro

Guarda il tempo in cui vivrò

Nutrito attraverso il tubo che è conficcato in me

Proprio come una novità in tempo di guerra

Legato alle macchine che mi fanno vivere

Taglia via questa vita da me

Trattengo il respiro come speravo in caso di morte

Oh per favore, Dio, svegliami

Adesso il mondo è andato, io sono solo UNO

Oh Dio, aiutami

Trattengo il respiro come speravo in caso di morte

Oh per favore, Dio, svegliami

L’oscurità mi sta imprigionando

Tutto ciò che vedo

E’ solo orrore

Io non posso vivere

Non posso morire

Sono intrappolato in me stesso

Il corpo è la cella che mi imprigiona

Una mina ha preso la mia vista

Ha preso la mia lingua

Ha preso il mio udito

Ha preso le mie braccia

Ha preso le mie gambe

Ha preso la mia anima

Mi ha lasciato con la vita in un inferno

EnryKotter


OGGI NASCE IL MIO BLOG

9 aprile, 2008

skipper nel dodecannesoNon sarò certo il primo, non sarà una novità assoluta, forse sarà anche l’ennesima cosa che faccio nascere e che non faccio vivere, però (porca vacca) è un fracco di tempo che devo far nascere sto Blog.

Mi sembra una cosa che ci sta, voglio dire, un sacco di persone che hanno poche cose da dire e ancora meno idee in testa, scrivono articoli, recensioni, pubblicano post, aprono blog e dicono la loro…beh…io non posso???

A questo punto la domanda nasce spontanea, cosa hai intenzione di mettere in questo blog?

Bè la domanda è pertinente e necessita di una risposta strutturata e razionale, il pubblico si aspetta qualcosa di veramente particolare!

Credo che sarà un insieme di cose: chi sono io, che cosa voglio dire, cosa mi succede, cosa succede alle persone che conosco, di cose stupide e di cose serie…praticamente un polpettone di roba!

Questo sarà il blog di un siculo, che nel 96 ha deciso di venire nel profondo Nord e che ancora oggi si chiede se ha fatto un caxxata!!!

Ma almeno una cosa è certa, questo è una cosa che piano piano, diventerà il mio punto di riferimento e allora…do il WELCOME al mio blog, al blog del PEGGIORE!!!


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